venerdì 28 dicembre 2018

Mycena inclinata (Fr.)Quel.

Mycena inclinata (Fr.)Quel.

Studio eccellente da parti degli amici Carlo Zovadelli e Mauro Tedoldi.

Descrizione da Fungoceva:

Cappello: fino a 4 cm, conico-campanulato, pendulo, grigiastro, con piccolo disco bruno, orlo dentellato e striato fino quasi al centro.

Lamelle: abbastanza strette, pallide, sfumate al rossastro violetto, talvolta al giallo oro e infine ai grigio.

Gambo: 5-9 x 0,3-0,6 cm, tenace, tubuloso, sovente unito alla base con altri individui; dapprima biancastro lucente, poi a tre colori: biancastro in alto, giallo oro al centro e marroncino alla base.

Carne: bianca, con odore di sego e sapore con retrogusto un po' acre; al taglio vira talora al giallo oro.

Habitat: in cespi di numerosi individui, autunno e tardo autunno su ceppaie e al piedì dei tronchi di latifoglie.





Mycena inclinata cheilocistidix1000

Mycena inclinata cheilocistidix1000

Mycena inclinata ifa terminale caulipellisx1000

Mycena inclinata ifa terminale pileipellisx1000

Mycena inclinata ife terminali pileipellisx1000

Mycena inclinata terminali caulipellis con tipici rostri sull'ifax1000

mercoledì 26 dicembre 2018

Inocybe obsoleta (Quadr. & Lunghini) Valade

Inocybe obsoleta (Quadr. & Lunghini) Valade

Raccolta determinata dall'amico Roberto Cagnoli, sue foto micro e nota microscopica.
Descrizione macro e osservazioni sulla sinonomia di questa specie con I.rimosa sono dell'amico Marino Zugna dal Forum AMB di Muggia

Inocybe obsoleta (Quadr. & Lunghini) Valade
Index Fungorum 165: 1 (2014)
Basionimo: Inocybe rimosa var. obsoleta Quadr. & Lunghini, Quaderni dell'Accademia Nazionale dei Lincei 264: 109 (1990)
Sinonimi: Inocybe obsoleta Romagn., Flora Analytique des Champignons Supérieurs: 218 (1953) Nom. inval., Art. 40.1 (Melbourne).
Inocybe obsoleta Romagn., Bull. trimest. Soc. mycol. Fr.: 145 (1958) Nom. inval., Art. 40.1 (Melbourne)
Posizione sistematica: Agaricales, Inocybaceae, Inocybe, Rimosinae.

Descrizione macroscopica della raccolta

Pileo: 28-40 mm di diametro, carnosetto, largo fino a 7 mm nella zona centrale, da conico-campanulato a conico-convesso, con umbone al disco; margine da involuto a orizzontale, rivestimento pileico asciutto, di colore bruno-rossiccio, con fibrille radiali dorate, un po' lubrificato, sericeo, rivestito interamente da un velo bianco, feltroso, abbondante ed eccedente al margine.

Lamelle: arrotondato-annesse, da rettilinee a leggermente ventricose, subacute in avanti, fitte, sottili, intercalate da lamellule di diversa lunghezza, dapprima di colore bianco puro, poi beige chiaro, prive di sfumature olivastre, filo lamellare finemente eroso, inizialmente concolore alle facce, poi più chiaro.

Stipite: 50-55 x 7-8 mm, cilindrico, slanciato, leggermente clavato alla base, superficie fibrillosa-sericea, bianca, pruinosa all’apice.

Carne: bianca, immutabile, odore molto debole, privo di note spermatiche, leggermente farinaceo alla sezione o alla contusione, sapore mite.

Microscopia:
spore fino a 13(14) micron
cheilocistidi prevalentemente clavati.

Osservazioni:
Nella sistematica proposta da Bon (1997) Inocybe obsoleta è collocata nel Sottogenere Inosperma Kühner per le spore lisce e l’assenza di cistidi metuloidi, nella Sezione Rimosae (Fr.) Sacc. per il cappello conico, da fibrilloso-vergato a rimoso, nella Sotto-sezione Rimosinae (Fr.) Bon per il gambo leggermente clavato, non marginato e nella Stirpe Fastigiata per i colori pileici bianchi, piuttosto pallidi, oppure ocracei, fulvastri fino a brunastri.

Inocybe obsoleta potrebbe essere scambiata con Inocybe arenicola (Heim) Bon per la presenza sul cappello, in entrambe le specie, di abbondanti residui del velo bianco e per il loro portamento massiccio. I. arenicola, tuttavia, si distingue agevolmente dalla specie in trattazione per l’habitat sabulicolo, la crescita sovente semipogea, l’odore spermatico e le spore mediamente più lunghe.

Inocybe fastigiata f. argentea Kühner, anch’essa piuttosto simile a Inocybe obsoleta, si differenzia per il cappello da giallo-bruno a bruno-giallo, le lamelle con sfumature olivastre, l’odore spermatico e le spore più grandi.

Questa entità creata da Romagnesi non è stata da tutti gli autori considerata una specie autonoma, tra i più importanti citiamo Kuyper (1986), il quale l’ha sinonimizzata con I. rimosa (Bull. :Fr.) Kumm.

Successivamente Quadraccia (in Quadraccia & Lunghini, 1990) ha proposto una nuova combinazione del taxon come varietà di Inocybe rimosa individuando altresì il typus che era stato omesso da Romagnesi nella diagnosi originale rendendola invalida in base all’art. 37.1 dell’I.C.B.N.

Nella letteratura da noi consultata è documentata in questa specie la presenza in alcune raccolte di resti di un velo bianco alla base dello stipite che assume le sembianze di una piccola volva inguainante (Bizio et al., 2006). Questo singolare carattere accessorio era stato ufficializzato ad interim da Bon (1997) sulla base di una raccolta italiana (Borgotaro).

Nell’ottimo articolo di Bizio et al. (2006) si viene a conoscenza che la presenza di questa pseudovolva è completamente estranea al taxon in questione poiché è da ricondurre alla proliferazione di ife di un deuteromicete che colonizza in particolari condizioni la parte basale del gambo di alcune Inocybe della sezione Rimosae.







Inocybe maculata subsp. fastigiella (G.F. Atk.) Kühner & Romagn.

Inocybe maculata subsp. fastigiella (G.F. Atk.) Kühner & Romagn.

Propongo due ritrovamenti studiati dagli amici Marino Zugna e Roberto Cagnoli, vi propèomgop anche le loro interpretazioni di questa discussa specie.

Descrizione della raccolta studiata da Marino

Pileo:
Ø fino a 40 mm convesso-campanulato quindi piano-convesso, provvisto di un largo umbone ottuso molto prominente, margine involuto; cuticola fibrillosa, di colore brunastro, resti velari non osservati.

Lamelle :mediamente fitte, adnate, inizialmente di colore ocra-chiaro, tendenti ad imbrunire a maturità, filo lamellare crenulato; lamellule presenti.

Stipite: 60 x 4 mm, cilindrico e progressivamente ingrossato verso la base; ocraceo nella parte alta, biancastro verso la base, ricoperto da fine pruina nella zona apicale.

Carne biancastra; odore che ricorda il tappo di sughero.

Osservazioni di Marino: molto simile a Inocybe maculata Boud., si differenzia da quest' ultima principalmente per l'assenza di velo sulla superficie pileica, già nei giovani esemplari e per altre caratteristiche meno salienti. Microscopicamente non sembra ci siano differenze rilevanti.
Diversi AA., ritengono I. fastigiella solo una forma (Alessio C. L. & E. Rebaudengo - 1980) e (Kühner R. & H. Romagnesi - 1953), o una variante di I. maculata priva di qualsivoglia valore tassonomico (Kuyper Th. W. - 1986); Altri (Bizio E. & E. Ferrari - 1999), per le caratteristiche su riportate, la ritengono una specie a se stante.
Noi, nonostante l'inesperienza per quanto riguarda raccolte di questa specie, ci sembra che, il carattere della totale assenza di velo, contrapposto a quella di una sua costante presenza, possa essere un carattere tassonomico rilevante, pertanto ci uniformiamo a questi ultimi AA., nel considerare I. fastigiella una buona specie, per lo meno finche, ulteriori studi molecolari, faranno luce in proposito.

Osservazioni di Roberto:
Ciao, qui ci sarebbe da fare una piccola considerazione : c'e' sempre stato forte disaccordo tra vari autori del passato se Inocybe fastigiella fosse solo una forma di maculata senza resti di velo bianchi evidenti , o se meritasse il rango di specie a se : non credo ci siano stati recenti lavori con il DNA a stabilire cio; quindi poi , puoi archiviarla in un modo o nell'altro; io per adesso preferisco chiamarla Inocybe maculata fo subs fastigiella, cosi come preferisco chiamare la maculata fo fulva piuttosto che Inocybe fulva.
comunque sia, la specie e' quella, ti allego foto cheilocistidi clavati/ clavato/capitulati, e le spore faseliformi lunga da 8 a 10 micron
Raccolta studiata da Marino Zugna

Raccolta studiata da Marino Zugna

Raccolta studiata da Marino Zugna

Micro
Raccolta studiata da Marino Zugna

Raccolta studiata da Roberto Cagnoli

Micro Raccolta studiata da Roberto Cagnoli

Micro Raccolta studiata da Roberto Cagnoli

Micro Raccolta studiata da Roberto Cagnoli

Micro Raccolta studiata da Roberto Cagnoli



Inocybe leucoblema Kühner

Inocybe leucoblema Kühner

Determinazione eseguita dall'amico Roberto Cagnoli, sue le foto micro e note di microscopia

Piccolo fungo con residui velari molto evidenti

Microscopia:
Misure sporali : (7,5) 8-10(11) x 5-6,5 micron cheilocistidi con elemento terminale clavato o piriforme.









lunedì 24 dicembre 2018

Inocybe hirtella Bres.

Inocybe hirtella Bres.

Determinazione, foto micro e nota di microscopia dell'amico Roberto Cagnoli

Tassonomia
Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Sottoclasse Holobasidiomycetidae
Ordine Agaricales
Famiglia Cortinariaceae
Genere Inocybe
Sottogenere Inocybe
Sezione Spendentes
Sottosezione Subbrunneinae

Sinonimi
Inocybe hirtella Bres.
Inocybe langei sensu Lange

Etimologia
Da hirtus = ispido, per la presenza di minuti aculei.

Cappello
2-3 cm, inizialmente conico-convesso, poi convesso-appianato, mai disteso, con umbone ottuso generalmente non molto pronunciato, finemente squamoso, spesso glabro con tempo secco.
Superficie pileica fibrillosa, moderatamente dissociata, colorazioni su toni giallo-paglierino, giallo-ocraceo,anche con sfumature fulve, fino al bruno-giallastro in vecchiaia.

Lamelle
Mediamente fitte, adnate o leggermenti decorrenti con dentino al gambo, di colore giallo-paglierino in gioventù, poi giallo-ocra, infine olivastre per il deposito delle spore, filo più chiaro e finemente dentellato.

Gambo
3-4 × 0,3-0,5 cm, cilindrico con base leggermente ingrossata ma non bulbosa, leggermente striato longitudinalmente, pruinoso per tutta la lunghezza, colorazioni di fondo giallo-ocra pallide, con riflessi carnicini più evidenti all'apice.

Carne
Compatta, soda, biancastra nel cappello, con leggere sfumature rosate nella parte alta del gambo, sapore da mite a leggermente amarognola, odore che ricorda quello delle mandorle.

Habitat
Distribuita in varie tipologie di habitat, abbastanza comune e tendenzialmente legata a Latifoglie, in particolare Fagaceae.

Microscopia
misure sporali : 9-11 x 5-6 micron
caulocistidii presenti fino alla base del gambo(foto 1 e 2)
pleuro e cheilocistidi corti ( raramente oltre i 60 micron), spesso subovati, o fusiformi con collo corto, muricazione abbondante,spessore parete fino a 3 micron.

Commestibilità e Tossicità
Tossico, responsabile di sindrome muscarinica.

Osservazioni
Inocybe hirtella Bres. è specie di piccole dimensioni caratterizzata dal cappello con toni che vanno dal giallo-ocra al giallo-brunastro, lamelle pallide in gioventù, olivastre in maturazione, gambo non propriamente bulboso, pruinoso, giallognolo con sfumature rosate, odore come di mandorle amare. Spesso confusa con specie similari può essere determinabile in base ai caratteri microscopici anche se questi caratteri a volte sono difficili da rilevare. Il particolare odore, a detta di alcuni Autori, sembrerebbe essere un deterrente che permette una agevole separazione.
Inocybe hirtella var. bispora Kuyper si differenzierebbe per avere i basidi con due sterigmi e di conseguenza spore di dimensioni superiori: (9) 10-11,5 (12) µm, fattore che non ha nessun valore a livello tassonomico e quindi questo taxa è da considerare solamente come sinonimo di Inocybe hirtella.

Somiglianze e varietà
Inocybe scabella var. minor Kühner viene descritta con colorazioni pileiche con toni beige-fulvo chiaro con decolorazioni fino al biancastro al margine del cappello, cistidi imeniali fusiformi lunghi fino 80-90) µm, cheilocistidi simili ma con lunghezza maggiore, odore leggermente spermatico.
Inocybe subhirtella Bon presenta sfumature rossastre al gambo e nella carne, odore spermatico alla raccolta, poi che ricorda il pane.
Inocybe langei Heim ha odore spermatico, carne biancastra, gambo bianco-giallastro senza toni rosati, spore subagmidaliformi 6-8(9) × 4,5-5,5 µm, caulocistidi fino al terzo inferiore.
Inocybe pholiotinoides presenta toni ocra aranciati, gambo rossastro verso la base, odore spermatico, caulocistidi slanciati, con collo stretto, lunghi fino a 85-90 µm.
Doveroso ricordare che Th.W. Kuyper nella sua "Revision of the Genus Inocybe in Europe" (1986) tende a sinonimizzare I. muricellata Bres. con I.scabella e I. scabella var. minor Hühner = I.scabelliformis Malencon = I. pholiotinoides Romag. = I. hirtelloides sensu Jacoboson, diversamente da quanto M. Bon afferma nella sua "Clé monograpique du Genre Inocybe" in Document Mycologique (1997).
Anche recemente Bizio & Marchetti, "revisione delle Inocybe dell'Abate Bresadola" (attraverso gli autori successivi e revisione di materiale d'erbario), seconda parte boll. G.M.R. n° 40 (2):125-144 anno 1998, non concordano con la riunificazione di Kuyper, analogamente E. Ferrari, in "Inocybe alpine e subalpine" della collana "Fungi non delineati" ritiene di tenere separate le specie.

Conclusioni
Ci troviamo davanti ad un caso di interpretazione tassonomica in parte complessa in relazione alle specie che ruotano attorno al taxon di Bresadola, entità che potrebbero far nascere dubbi determinativi e tassonomici.
Inocybe hirtella Bres. è stata descritta dai vari Autori nel corso degli anni con caratteri abbastanza conformi al Tipus. Alcune "diversità" possono essere riscontrate nelle dimensioni degli sporofori, le colorazioni e/o decorazioni del pileo e in qualche caso per il diverso odore. Nella diagnosi originale G. Bresadola (Fungi Tridentini) definisce, per esempio, il colore del cappello "flavo stramineus" basandosi sulle raccolte da lui effettuate e in habitat notoriamente "Trentini". Nell'evoluzione della ricerca micologica analoghi ritrovamenti fatti in habitat diversi, quindi con diversa tipologia di vegetazione e substrato di crescita, le colorazioni pileiche possono assumere ora toni più chiari, ora più scuri, come avviene generalmente in tutte le altre specie.
Anche le caratteristiche organolettiche possono essere state diversamente interpretate considerando che la percezione olfattiva può essere diversa da individuo a individuo (memoria olfattiva).
M. Bon descrive I. hirtella var.hirtella con un cappello fibrilloso, un poco squamoso con l'età verso il margine, gambo biancastro con toni carnicini verso l'apice, spore 8-10(15) × 5-8,5 µm considerando anche I. hirtella var. bispora. Th.W. Kuyper la descrive con cappello ocraceo, giallo-brunastro, fibrilloso-squamoso, moderatamente escoriato con l'età, gambo giallo pallido, con toni arancio-ocracei alla sommità, impallidente verso la base, spore 8-10,5 × 5-6 µm (fino a 13,5 × 7,5 µm per I.hirtella var. bispora). E. Ferrari recentemente (Inocybe alpine e subalpine. Il genere Inocybe (Fr.) Fr. nel Nord Italia e paesi limitrofi. Fungi Non Delineati, Pars XXI - 2006) descrive la specie di G. Bresadola con un cappello con colorazioni pileiche variabili, da paglierine a fulve-giallognole, la superficie fibrillosa e non completamente dissociata, minutamente squamosa a partire dall'apice, affermando che queste caratteristiche possono non essere presenti con tempo secco, il gambo finemente striato, interamente pruinoso, superficie pallida con toni rosato-carnicini nella parte medio alta, spore da subagmidaliformi a agmidaliformi 8-10(11) × 5-6(6,5) µm.










Inocybe erubescens A. Blytt

                                                      Determinazione eseguita dall'amico Roberto Cagnoli, sue le foto micro e la nota di microscopia

Descrizione macro da Funghi d'Italia vol . 2

Cappello: 35-70 cm, inizialmente da conico a campanulato con sommità arrotondate, poi espanso negli esemplari adulti, con umbone basso e ampio e margine lobato-fessurato. Rivestimento pileico di colore biancastro, ornato da fribrille radiali ocracee, con macchie rossastre dei punti compressi.

Lamelle: strettamente adnate, larghe, ascendenti, talvolta biforcate, inizialmente biancastre, poi grigio-nocciola chiaro, da bruno-rosato a bruno-olivastro con l'età, con il filo ondulato, biancastro, virante al tocco al tocco

Gambo: 50-100 x 10-20 mm, cilindrico, rigido, sovente ingrossato e leggermente ricurvo alla base, all'inizio pieno, poi cavo con l'età, bianco sporco all'inizio, poi rosa-carnicino-ocraceo, con sfumature rossastre.

Carne: fibrosa, biancastra o leggermente sfumata di rosa, si colora di rosso al taglio; odore lievemente fruttato nel giovane e sapore non significativo.

Microscopia: misure sporali : 10-14 x 7,5 micron : cheilocistidi cilindrico/clavati,sinuosi,spesso con testa "a mazza da golf"  : caulocistidi apicali uguali ai cheilo.

Nota: questa specie è molto tossica. Di taglia piuttosto grande, è presente solo sotto latifoglie e cresce soprattutto all'inizio dell'estate. Si riconosce facilmente perché, al tocco o alle lacerazioni, vira al rosso mattone sia nel cappello che nel gambo