sabato 31 gennaio 2026

Smardaea planchonis (Dunal ex Boud.) Korf & W.Y. Zhuang, Mycotaxon 40: 427 (1991)

Smardaea planchonis (Dunal ex Boud.) Korf & W.Y. Zhuang, Mycotaxon 40: 427 (1991)

dopo vari ritrovamenti susseguiti negli anni siamo riusciti ada avere una bella scheda completa di microscopia grazie all'opera dell'amico Ubaldo Marulli, sue foto ed analisi micro.

Caratteristiche del Fungo

Aspetto: Il corpo fruttifero (apotecio) è a forma di coppa da giovane, diventando più appiattito a maturità, con un diametro fino a 1 cm. Il colore varia dal viola scuro al nerastro su entrambe le superfici.

Carne: Sottile, ceracea e di colore viola scuro.

Habitat:

Smardaea planchonis è un fungo saprofita del suolo, che cresce spesso su terreni sabbiosi, lungo strade o in pinete, in particolare in associazione con Cupressus (cipressi) o altre conifere. Predilige habitat più caldi, come le aree mediterranee, e fruttifica in primavera, estate, autunno e inverno. 

Smardaea planchonis (Dunal ex Boud.) Korf & W.Y. Zhuang, Mycotaxon 40: 427 (1991)

Sinonimia:
Barlaea planchonis (Dunal ex Boud.) Sacc., Syll. Fung. (Abellini) 8: 116 (1889)
Barlaeina planchonis (Dunal ex Boud.) Sacc. & Traverso, Syll. Fung. (Abellini) 19: 140 (1910)
Greletia planchonis (Dunal ex Boud.) Donadini, Bull. Trimestriel Soc. Mycol. France 95(3): 184 (1980) [1979]
Lamprospora planchonis (Dunal ex Boud.) Seaver, Mycologia 6(1): 21 (1914)
Marcelleina planchonis (Dunal ex Boud.) J. Moravec, Česká Mykol. 23(4): 233 (1969)
Plicaria planchonis Dunal ex Boud., Bull. Soc. Mycol. France 3: 92 (1887)
Pulparia planchonis (Dunal ex Boud.) Korf, Pfister & J.K. Rogers, Phytologia 21(4): 206 (1

Ascomi raccolti dall’amico Brono il 28.11.2025, foto n°6281, in località Montesanto di Civitella del Tronto (TE)

Dati microscopici dopo aver esaminato gli essiccata.

Spore 8.1 [8.9 ; 9.4] 10.2 × 7.9 [8.6 ; 8.9] 9.6 µm
Q =  [1 ; 1.06] 1.1 ; N = 24 ; C = 95%
Me = 9.1 × 8.8 µm ; Qe = 1 rotonde, ialine, lisce, con granulosità interne, uniseriate nell'asco.
Aschi 183.9 [194.7 ; 207.8] 218.6 × 8.9 [9.8 ; 11] 12 µm cilindracei, ottasporici, JKJ neg., pleurorinchi.
Parafisi cilindriche, settate, leggermente rigonfie e ripiegate all'apice.
Excipulum medullare formato da una textura intricata.
Excipulum ectale formato da una textura globulosa-angulariscome  come quella sottoimeniale.




























giovedì 29 gennaio 2026

Hebeloma fragilipes Romagno. 1965

Hebeloma fragilipes Romagno. 1965

un ritrovamento dell'ottobre 2005, odore rafanoide e goccioline tra le lamelle. 
Determinazione eseguita da Marino Zugna del Forum AMB di Muggia dove è presente la scheda che potete visionare QUI

Hebeloma fragilipes (Romagn., 1965) è un fungo della famiglia delle Hymenogastraceae (o Strophariaceae), noto per essere una specie di piccole dimensioni e particolarmente delicata. 

Caratteristiche Principali

Cappello: Misura tra i 2,3 e i 5 cm, di colore biancastro con possibili sfumature rosate o ocra chiaro, specialmente al centro. La superficie è leggermente viscosa quando umida.

Lamelle: Molto fitte, inizialmente biancastre per poi diventare ocra-brunastre a maturazione. Caratteristica distintiva è la presenza di essudazioni (goccioline) sul filo lamellare.

Gambo: Bianco, fragile e cavo all'interno, spesso si rompe facilmente durante la raccolta.

Odore e Sapore: Presenta un tipico odore rafanoide (di ravanello) e un sapore decisamente amaro.

Habitat: Specie ectomicorrizica, cresce solitamente in autunno in luoghi erbosi o muschiosi






















mercoledì 28 gennaio 2026

Hebeloma nauseosum Sacc. , Sill. Fungo. (Abellini) 9 :102 (1891)

Hebeloma nauseosum Sacc. , Sill. Fungo. (Abellini) 9 :102 (1891)

Ritrovamento del 2018, studiato dal massimo esperto italiano del Genere, l'amico Edmondo Grilli, sue le foto micro presenti nel testo " Hebeloma supplement" della collana Fungi Europaei

Caratteristiche Principali

Odore: Possiede un aroma distintivo dolciastro, simile allo zucchero o alla saccarina, a differenza di molti altri Hebeloma che hanno un odore rafanoide (di rapa).

Morfologia: Presenta un cappello da convesso a umbonato e lamelle smarginate. Il gambo è spesso fibrilloso e sodo.

Tossicità: È considerato non commestibile e potenzialmente velenoso, capace di causare sindromi gastrointestinali.

Pare che studi molecolari hanno confermato che specie come Hebeloma fusipes e Hebeloma gigaspermum sono sinonimi di H. nauseosum





sabato 24 gennaio 2026

Phloeomana alba (Bres.) Redhead 2016

Phloeomana alba (Bres.) Redhead 2016 

Ritrovamento di fine inverno su corteccia di latifoglia coperta da muschio.
Carpoforo studiato dall'amico Rossano Giolo, sue le foto micro.

Phloeomana alba (precedentemente noto come Mycena alba) è un fungo di dimensioni minuscole appartenente alla famiglia delle Porotheleaceae

Cappello: Molto piccolo, con un diametro compreso tra 4 e 10 mm. Ha una forma piano-convessa, superficie liscia e colore bianco, talvolta striato radialmente di bruno o con sfumature crema-grigiastre.

Lamelle: Bianche, rade e da adnate a decorrenti sul gambo.

Gambo (Stipite): Bianco-grigiastro, sottile e proporzionato al cappello.

Caratteristiche microscopiche: Presenta spore globose (tonde) di circa 6,5-8 µm, non amiloidi. I basidi sono spesso bi-sporici e i cistidi (cheilocistidi) sono lisci e claviformi. 

Habitat e Diffusione

Il nome del genere Phloeomana deriva dal greco e fa riferimento alla crescita sulla corteccia (phloios). 

Cresce tipicamente su cortecce di latifoglie, spesso ricoperte di muschio.

È visibile principalmente nei mesi invernali (da novembre a gennaio/febbraio), specialmente in periodi di elevata umidità. 

Tassonomia

La specie è stata riclassificata nel 2016 dal micologo Redhead. Tra i suoi sinonimi più comuni si trova Mycena alba e Omphalia alba.