venerdì 6 febbraio 2026

Hebeloma crustuliniforme (Bull.) Quél., Mém. Soc. Émul. Montbéliard, Sér. 2 5: 128 (1872)

Hebeloma crustuliniforme (Bull.) Quél., Mém. Soc. Émul. Montbéliard, Sér. 2 5: 128 (1872)

Ritrovamento del 2008 studiato da Marino Zugna del Forum AMB di Muggia
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Basionimo: Agaricus crustuliniformis Bull., Herbier de la France: tab. 308 (1787)

Sinonimi: Agaricus ossa J.F. Gmel., Systema Naturae, Edn 13 2: 1404 (1792). Hebelomatis crustuliniformis (Bull.) Earle, Bulletin of the New York Botanical Garden 5: 430 (1909) [1906]

Descrizione della raccolta: “parzialmente desunta dalle fotografie della raccolta e dall'exsiccatum”.

Pileo Ø fino a 30-50 mm, all’inizio convesso in seguito piano-convesso, provvisto di largo e basso umbone ottuso, margine involuto nei giovani esemplari, intero; superficie pileica di colore ocra più o meno carico, a volte fulvastro, più chiaro verso il bordo, margine biancastro, senza evidenti resti di velo, viscido in gioventù e con tempo umido, non igrofano.

Lamelle sub-ventricose, adnate al gambo, abbastanza fitte, intercalate da lamellule, in gioventù crema-biancastro, in seguito ocracee, infine marrone, filo lamellare più chiaro, finemente crenulato, ricoperto da goccioline ialine nei basidiomi giovani e ancora immaturi, a maturità si distinguono, a fatica, residui sottoforma di rade macule scure.

Stipite 40-60 x 10-15-(20) mm, cilindrico, diritto, o anche ricurvo in basso, base da claviforme a bulbosa, pieno, di colore biancastro, tendente a macchiarsi di ocraceo verso la base negli esemplari maturi; pruinoso, ornamentato da piccole fioccosità biancastre su tutta la sua lunghezza.

Carne soda nel giovane, bianca, ocracea negli esemplari maturi, soprattutto nella zona corticale dello stipite; odore rafanoide, sapore (da exsiccatum), non rafanoide, leggermente cioccolatoso, leggermente amaro, non piccante; basidiomi non annerenti nel pileo, ingrigenti nello stipite in exsiccatum.

Microscopia.

Spore (10,28)10,49-12,08 (12,87) x (5,72) 6,12-7,12 (7,89) µm, in media 11,23 x 6,64 µm, Q. = (1,57) 1,59-1,80 (1,84), Qm, = 1,69; Vol. = (177,7) 218,08-314,93 (420,0), Vol.m.= 261,3, amigdaliformi, alle volte con leggera papilla apicale, non destrinoidi, gialle in ammoniaca, mediamente ornamentate, episporio spesso scollato, parete non molto spessa, apicolo ben pronunciato.

Basidi 27,0-35,0 x 9,0-11,3 µm, in media 31,5 x 10,2 µm, clavati, , sterigmi lunghi fino a 4-5 µm, tetrasporici.

Cheilocistidi: lunghezza (47,0) 49,3-72,9 (78,1) µm, in media 61,3 µm; apice Ø (7,4) 8,0-13,8 (17,7) µm, in media 10,6 µm; centro Ø (4,3) 4,6-7,0 (8,9) µm, in media 5,7 µm; base Ø (2,39) 2,8-4,7 (5,2) µm, in media 3,7 µm; nella quasi totalità cilindrico-clavati o con apice capitulato, alle volte schiacciato e bifido, meno frequentemente ad apice non allargato, spesso sinuosi; filo lamellare sterile; trama lamellare formata da ife cilindriche, ialine; pleurocistidi non notati.

Pileipellis in ixocute spessa 113-215 µm, formata da ife, disposte disordinatamente ed immerse in un gel, filiformi, cilindriche, Ø 2,1-5,1 µm, terminali allargati, Ø fino a 3,2-7,2 µm.

Caulopellis formata da ife parallele Ø 4,3-10,2 µm.

Caulocistidi: lunghezza (19,3) 28,4-108,2 (118,2) µm, in media 76,0 µm; apice Ø (2,1) 2,7-8,4 (9,6) µm, Ø medio 6,5 µm; centro Ø (2,0) 2,2-8,5 (9,0) µm, Ø medio 6,3 µm; base ; (1,6) 2,1-7,2 (7,5) µm, in Ø medio 5,3 µm; cilindrici, con apice cilindrico, non allargato, sinuosi, numerosissimi, riuniti in folti mazzetti presenti, a ciuffetti, su buona parte dello stipite.

Giunti a fibbia abbondantemente presenti in tutti i tessuti del basidioma.

Osservazioni.

L'assenza di cortina, le spore non destrinoidi i cheilocistidi clavati, sommati alla presenza di gocce sulle lamelle dei giovani esemplari, l'odore rafanoide e la taglia media, inquadrano abbastanza facilmente Hebeloma crustuliniforme, esso viene inserito nella Sezione Denudata, Sottosezione Denudata, assieme ad altre specie a lui vicine tra le quali le più prossime sono: H. fragilipes, H. velutipes e H. ochroalbidum, specie che possiedono spore più o meno destrinoidi e H. hiemale specie che presenta spore non destrinoidi però possiede cheilocistidi con apice più ristretto e vistoso ingrossamento della parete nella zona mediana.

Habitat e Raccolte studiate: N. scheda: 3914. Data di ritrovamento: 08/10/2008. Località: Serra. Comune: ROCCA SANTA MARIA. Coordinate geografiche: 339; III; TERAMO. Altezza slm: f. 3. Habitat: Macchia di Carpinus betulus e altra lat. a terra. Legit: Bruno de Ruvo B. Determinatore: Marino Zugna.

Bibliografia:

BON M., 2002 - Clé de determination du genre Hebeloma. Documents mycologiques, Tome XXXI, Fascicule n°123, 3-40.

Breitenbach J. & F. Kränzlin - 2000 - Champignons de Suisse, tome 5. Mykologia, Lucerne.

VESTERHOLT J., 2005 - The genus Hebeloma; Fungi of Northern Europe, Vol. 3.
























mercoledì 4 febbraio 2026

Hebeloma hetieri Boud., Bull. Soc. mycol. Fr. 33: 8 (1917)

Hebeloma hetieri Boud., Bull. Soc. mycol. Fr. 33: 8 (1917)

Ritrovamento del 2008 studiato da Marino Zugna del Forum AMB di Muggia 
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Hebeloma hetieri Boud., Bull. Soc. mycol. Fr. 33: 8 (1917)

Sinonimi:

Hebeloma sacchariolens var. tomentosum M.M. Moser, Z. Pilzk. 36(1-2): 71 (1970)

Hebeloma tomentosum (M.M. Moser) Gröger & Zschiesch., Z. Mykol. 47(2): 203 (1981)

Descrizione della raccolta: “parzialmente desunta dalle fotografie della raccolta e dall'exsiccatum”.

Pileo Ø fino a 30 mm, all’inizio convesso in seguito piano-emisferico quindi spianato, con largo umbone ottuso, margine intero, non involuto, non debordante; superficie pileica di colore ocraceo, ocra scuro al disco, (in exsiccatum capriccioso, in alcuni casi discolore, in altri monocolore "chiaro"), superficie pileica scagliosetta, asciutta, non igrofana, resti di velo non apprezzabili.

Lamelle sub-ventricose, sinuose, adnate al gambo, mediamente fitte, intercalate da lamellule, in gioventù crema-biancastro, in seguito marrone-grigiastro, filo lamellare concolore, non crenulato, micro gocciole e macule scure non osservate.

Stipite 25-50 x 0,3-0.5 mm, cilindrico, diritto, ricurvo in basso, base leggermente allargata, pieno, concolore al pileo, più scuro nella parte bassa; pruinoso nella parte superiore, fibrilloso in basso, base ricopert da feltro miceliare biancastro.

Carne soda nel giovane, bianca, ocracea negli esemplari maturi; sapore dolciastro, saponoso dopo prolungata masticazione (da exsiccatum), odore di sapone floreale; basidiomi parzialmente e moderatamente annerenti in exsiccatum, in alcuni esemplari al centro del pileo in tutti nello stipite. In exsiccatum i reperti hanno dimostrato una consistenza rigida ma estremamente fragile, vetrificata.

Microscopia.

Spore (11,38) 11,75-13,31 (13,96) x (6,71)7,17-8,11 (8,40) µm, in media 12,56 x 7,63 µm, Q. = (1,50) 1,55-1,75 (1,84), Qm, = 1,65; Vol. = (271,4) 325,29-443,79 (482,0)), Vol.m.= 384,4, da amigdaliformi a citriformi, spesso con evidente papilla apicale indestrinoide, subovoidi in proiezione frontale, da mediamente a fortemente destrinoidi, gialle in ammoniaca, fortemente ornamentate, episporio aderente, in alcuni casi scollato, parete spessa, apicolo indestrinoide ben pronunciato.

Basidi (34,3) 34,4-48,7 (50,5) x (9,0) 9,2-12,5 (13,0) µm, in media 39,8 x 11,1 µm, clavati, con peduncolo basale, alle volte a base tozza e senza peduncolo, sterigmi lunghi fino a 7,5 µm (9,5 µm, in basidi bisporici), in buona parte tetrasporici ma anche bisporici.

Cheilocistidi da monocellulari a plurisettati, fino a catenulati, elemento terminale multiforme, nella maggior parte di forma clavata o cilindrica, spesso con apice rostrato, papillato o acuminato; in alcuni casi lageniformi o fusiformi; lunghezza del ultimo elemento (4,3) 5,6-13,5 (18,3) µm, in media 9,0 µm; apice con Ø (1,1) 1,6-4,6 (5,1) µm, in media 3,1 µm; base con Ø (1,0) 1,2-4,9 (5,1) µm, in media 2,7 µm; filo lamellare sterile; trama lamellare formata da ife cilindriche, ialine.

Pileipellis spessa 35-68,5 µm, disposta in ixocutis con tendenza verso un ixotricoderma, formata da ife filiformi, cilindriche, con Ø (2,1) 2,7-4,4 (4,5) µm, distese disordinatamente ed immerse in un gel poco evidente, terminali da allargati a clavati con Ø fino a (4,5) 4,5-9,8 (10,1) µm.

Caulopellis formata da ife parallele con Ø (4,5) 4,5-9,8 (10,1) µm.

Caulocistidi con terminali misuranti (19,7) 21,0-37,4 (44,2) x (6,8) 7,7-13,1 (13,8) µm, in media 27,0 x 10,5 µm, il più frequentemente clavati o subcilindrici, spesso settati, più raramente sublageniformi o subfusiformi, riuniti in folti mazzetti distribuiti su buona parte dello stipite.

Giunti a fibbia abbondantemente presenti in tutti i tessuti del basidioma.

Osservazioni.

L'odore tipico di saponetta da wc o di zucchero caramellato, come meglio si crede, non lascia dubbi circa l'inserimento della raccolta all'interno del Sacchariolens group

Nell'interpretare le caratteristiche strutturali della raccolta abbiamo tenuto conto soprattutto della forma e delle misure dei cheilocistidi, (in questo caso si è rivelata discriminante).

Altra caratteristica strutturale che si pone in evidenza è la conformazione della pileipellis tendente a disporsi in ixotricoderma ed i suoi terminali molto allargati all'apice.

Habitat e Raccolte studiate: N. scheda: 3920. Data di ritrovamento: 14/09/2008. Località: Rio Arno, zona centrale elettrica. Comune: Pietracamela. Coordinate geografiche: 42°30'33.73"N 13°32'28.47"E. Altezza slm: f. 4. Habitat: Alnus sp., C. avellana, F. sylvatica, tra Petasites hybridus, in terra.

Legit: Bruno de Ruvo B. Determinatore: Marino Zugna.

Bibliografia:

BON M., 2002 - Clé de determination du genre Hebeloma. Documents mycologiques, Tome XXXI, Fascicule n°123, 3-40.

VESTERHOLT J., 2005 - The genus Hebeloma; Fungi of Northern Europe, Vol. 3.