giovedì 5 dicembre 2024

Sarcoscypha coccinea (Gray) Boud. 1907

 Sarcoscypha coccinea (Gray) Boud. 1907

scheda dal sito AMINT, studio micro di Ubaldo Marulli

Tassonomia

Divisione Ascomycota

Classe Pezizomycetes 

Ordine Pezizales

Famiglia Sarcoscyphaceae


Sinonimi

Peziza coccinea Jacq. 1774


Etimologia

L'epiteto coccinea significa di colore rosso vivo. Da alcune specie di cocciniglia si estraeva un prezioso colorante rosso, molto in voga in pittura e per tingere i tessuti dal periodo della scoperta dell'America fino al 1900.


Ascoma

1-5 cm di diametro, apotecio da giovane semichiuso a forma di coppetta profonda con bordo ripiegato verso l’apertura, trapezoidale, a maturità cupolato, disteso, regolare o meno in funzione della crescita appressata degli apoteci. Imenoforo liscio, sericeo rosso scarlatto; superficie esterna delicatamente pruinosa, rosata-biancastra; orlo sottile, più o meno liscio, ma particolari condizioni ambientali quali scarsa umidità o eccessivo soleggiamento possono portare a leggere crenulazioni e fessurazioni. Frequentemente fornito di uno stipite attenuato verso il basso, biancastro e villoso, inserito profondamente nei residui del legno. Con l’avanzare della maturità lo stipite perde la caratteristica villosità basale poiché i peli, di consistenza cotonosa, tendono ad appressarsi e distendersi sulla superficie del gambo.


Carne

Biancastro-rosata, ceracea, elastica ma fragile, insapore e senza odori.


Microscopia

Le spore sono cilindrico ellissoidali, con estremità ottuse, lisce, nude, che contengono molte piccole guttule. Sarcoscypha austriaca è praticamente il suo sosia con cui è più facile confonderla, ha spore con esteremità polari decisamente appiattite e su tali estremità molte spore posseggono due piccole calotte polari.

Per quanto riguarda le osservazioni delle calotte polari e delle strutture gelatinose che decorano le spore nel Genere Sarcoscypha bisogna precisare che con la maturazione estrema degli ascomi, o dopo l'essiccamento, queste stutture tendono a scomparire. Tutte le osservazioni di queste strutture devono essere fatte su campioni freschi. Dato che i campioni essiccati non le mostrano più o le mostrano diversamente non ha quindi senso cercarle in campioni provenienti da exsiccata.


Habitat

Cresce nel tardo autunno e fino a primavera su residui legnosi di latifoglie e su frustuli interrati in condizioni d’elevata umidità. La Sarcoschypha juranaè invece a crescita esclusiva su resti di Tiglio (Tilia cordata e Tilia europea).


Commestibilità e tossicità

Non commestibile.


Osservazioni

È un ascomicete che possiamo trovare nei boschi anche in periodi freddi, quando a volte non è presente nessun altra specie fungina. Col suo colore rosso intenso spicca nel sottobosco dai colori smorti invernali.


Specie simili

Sarcoscypha coccinea si distingue soprattutto per la diversa forma delle spore cilindrico ellissoidali, con estremità ottuse, lisce, nude, che contengono molte piccole guttule.

Un’osservazione attenta ci aiuta a non confonderla con il Genere Melastiza, gli ascomi appartenenti a questo Genere infatti posseggono dei peli scuri e minuti sul bordo pileico, così come la presenza dello stipite e le colorazioni non giallo-aranciate ci fanno escludere il Genere Aleuria in quanto gli ascomi appartenenti a quest’ultimo sono sessili e mai rosso-scarlatto.

In Europa sono state trovate sei specie di Sarcoscypha, le differenze morfocromatiche sono veramente minime e di difficile interpretazione e variano in funzione del grado di maturità del micete. Per poter arrivare ad una determinazione occorre quindi effettuare un'analisi microscopica, che è l'unica a poterci fornire differenze apprezzabili. In ambito sporale le differenze più significative si osservano nella forma, nelle granulazioni, nella presenza di guttule e nel rivestimento delle spore (vedi nota sull'osservazione delle strutture gelatinose nel paragrafo della microscopia).

Sarcoscypha austriaca (Beck ex Sacc.) Boud. è praticamente il suo sosia con cui è più facile confonderla, ha spore con esteremità polari decisamente appiattite, su tali estremità è poi presente un velo mucilagginoso. Le spore contengono piccole granulazioni distribuite all'interno.

Sarcoscypha dudley (Peck) Baral, ha spore ellissoidali contenenti due grosse guttule polari, rivestimento sporale mucilagginoso completo.

Sarcoscypha jurana (Boud.) Baral , ha spore ellissoidali, estremità polari meno appiattite che in Sarcoscypha austriaca, rivestimento sporale mucilagginoso completo. Le spore contengono due o tre grosse guttule. Cresce in ambiente esclusivo di Tilia spp.

Sarcoscypha occidentalis (Schwein.) Sacc., ha spore piccole, piuttosto tondegianti, non rivestite dal alcun velo, contenenti due guttule, leggermente appiattite ai poli.












mercoledì 4 dicembre 2024

Resupinatus applicatus (Batsch) Gray, Nat. Arr. Brit. Pl. (London) 1: 617 (1821)

 Resupinatus applicatus (Batsch) Gray, Nat. Arr. Brit. Pl. (London) 1: 617 (1821)

Cappello 02-07 mm di diametro, emisferico, a forma di una coppa rovesciata, poi ± aperto, grigio, grigio-scuro, grigio-nerastro, ricoperto da giovane da un feltro biancastro presto fugace, margine lungamente involuto, ondulato, leggermente striato con l'umidità, cosparso da una leggera pruina biancastra.

Lamelle fitte, confluenti in un punto laterale in cui il cappello si attacca al substrato, grigio-chiaro a grigie, filo lamellare biancastro.

Gambo assente o ridotto a un raccordo rudimentale.

Carne di consistenza gelatinosa .

Odore e sapore insignificanti.

Raccolta studiata dall'amico Ubaldo Marulli, sue le foto micro e le note:

Synonymy:

Acanthocystis applicatus (Batsch) Kühner, Botaniste 17(1-4): 111 (1926)

Agaricus applicatus Batsch, Elench. fung. (Halle): 171 (1783)

Agaricus applicatus var. sarmenticius Sacc., Michelia 2(no. 6): 136 (1880)

Agaricus epyxylon Schumach., Enum. pl. (Kjbenhavn) 2: 366 (1803)

Calathinus applicatus (Batsch) Quél., Enchir. fung. (Paris): 47 (1886)

Calathinus applicatus var. calopogon Pat. & Demange, Bull. Soc. mycol. Fr. 26: 38 (1910)

Dendrosarcus applicatus (Batsch) Kuntze, Revis. gen. pl. (Leipzig) 3(3): 463 (1898)

Geopetalum striatulum var. applicatum (Batsch) Kühner & Romagn., Fl. Analyt. Champ. Supér. (Paris): 68 (1953)

Hohenbuehelia applicata (Batsch) Zerova, in Zerova, Sosin & Rozhenko in Zerov & Peresipkin, Viznachnik Ukraĭnĭ 5 Basidiomycetes: 115 (1979)

Phyllotus applicatus (Batsch) P. Karst., Bidr. Känn. Finl. Nat. Folk 32: 94 (1879)

Pleurotus applicatus (Batsch) P. Kumm., Führ. Pilzk. (Zerbst): 105 (1871)

Pleurotus applicatus f. kavinii Pilát, Atlas Champ. l'Europe, II: Pleurotus Fries (Praha): 66 (1935)

Pleurotus applicatus f. laevis Pilát, Atlas Champ. l'Europe, II: Pleurotus Fries (Praha): 67 (1935)

Pleurotus applicatus var. calopogon (Pat. & Demange) Sacc. & Trotter, Syll. fung. (Abellini) 21: 69 (1912)

Pleurotus applicatus var. cystidiatus Pat., Philipp. J. Sci., C, Bot. 10(2): 98 (1915)

Scytinotopsis applicatus (Batsch) Singer, Annls mycol. 34(4/5): 335 (1936)

Scytinotopsis applicatus (Batsch) Singer, Annls mycol. 41(1/3): 157 (1943)

Urospora applicata (Batsch) Singer, Beih. Botan. Centralbl., Abt. B 56: 145 (1936)

Cappello di piccole dimensioni , da convesso a rotondeggiante oppure a forma di conchiglia, assenza di gambo. La superficie fibrillo-lanosa, grigio-brunastra.  Lamelle grigiastre con filo bianco. Contesto sottile, gelatinoso elastico. Spore 5,26-5,95 x 3,88-4,90μm, rotondeggianti, sporata bianca, reazione con JKJ neg. 

Cheilocistidi diverticolari e digitiformi, basidi tetrasporici, presenza di gaf, assenza di pleurocistidi.

Raccolta effettuata dall'amico Bruno de Ruvo il 09.01 2024, foto n°0061, in località Villa Tordina Teramo su rametto a terra molto degradato di latifoglia.















Peroneutypa scoparia (Schwein.) Carmarán & AI Romero , in Carmarán, Romero & Giussani, Fungal Diversity 23 : 84 (2006)

Peroneutypa scoparia (Schwein.) Carmarán & AI Romero , in Carmarán, Romero & Giussani, Fungal Diversity 23 : 84 (2006)

carpoforo studiato dall'amicoUbaldo Marulli, sue note e foto micro:

Sinonimia:

Engizostoma heteracanthum (Sacc.) Kuntze , Revis. gen. pl. (Lipsia) 3 (3): 474 (1898)

Eutypa heteracantha (Sacc.) Sacc. , Syll. fung. (Abellini) 1 : 177 (1882)

Eutypa scoparia (Schwein.) LC Tiffany & JC Gilman , Iowa St. Coll. J. Sci. 40 : 124 (1965)

Eutypella scoparia (Schwein.) Ellis & Everh. , N. Amer. Pyren. (Newfield): 495 (1892)

Peroneutypa heteracantha (Sacc.) Berl. , Icon. fung. (Abellini) 3 (3-4): 81 (1902)

Peroneutypa heteracantha f. annonae-cherimoliae Speg. [come ' anonae-cherimoliae '], Anal. Mus. nac. B. Aires , Ser. 3 12 : 329 (1909)

Peroneutypa heteracantha f. arundinis-donacis Speg. , anale. Mus. nac. B. Aires , Ser. 3 12 : 329 (1909)

Peroneutypa heteracantha f. casuarinae-strictae Speg. , anale. Mus. nac. B. Aires , Ser. 3 12 : 329 (1909)

Peroneutypa heteracantha f. ricini-communis Speg. , anale. Mus. nac. B. Aires , Ser. 3 12 : 329 (1909)

Peroneutypella heteracantha (Sacc.) Rehm , Annls mycol. 4 (5): 409 (1906)

Peroneutypella heteracantha f. berberidis Rehm , Annls mycol. 4 (5): 409 (1906)

Peroneutypella scoparia (Schwein.) Berl. , Icona. fungo. (Abellini) 3 (3-4): 84 (1902)

Sphaeria scoparia Schwein. , Schr. natura. Ges. Lipsia 1:37 [11 di ripr.] (1822)

Valsa heteracantha Sacc. , Atti Soc. Veneto-Trento. Sci. Naz. 2 (1): 177 (1873)

Valsa scoparia (Schwein.) MA Curtis , Geol. Naz. Storico Sopravvissuto N. Carol. 3 : 141 (1867)

Raccolta effettuata dall'amico Bruno de Ruvo in data 25.01.2024, foto n° 0108, in località Villa tordinia (TE).

 Ascocarpo formato da uno stroma nero che fuoriesce dal substrato ed è formato da 7 -15 periteci digitaliformi ,lisci e di consistenza carboniosa.

Aschi a forma di sacco JKJ neg, con all'interno spore allantoidi biguttulate disposte disordinatamente. Non ho osservato parafisi.

Misure degli aschi : 12,69-13,91 x 3,68-4,65 µ.

Misure delle spore :3,1 [3,8 ; 4,3] 5 × 0,8 [1,1 ; 1,3] 1,7 µm

Q = 1,8 [3 ; 3,7] 4,9 ; N = 18 ; C = 95%

Me = 4,1 × 1,2 µm ; Qe = 3,3










Altro ritrovamento sempre studiato dall'amico Ubaldo Marulli, sue l'analisi e le foto micro.

 

Peroneutypa scoparia (Schwein.) Carmarán & A.I. Romero
Identificazione e Tassonomia Nome Scientifico: Peroneutypa scoparia (Schwein.) Carmarán & A.I. Romero. Sinonimi Comuni: Peroneutypa heteracantha (Sacc.) Berl., Eutypella scoparia. Classificazione: Regno: Fungi Phylum: Ascomycota Classe: Sordariomycetes Ordine: Xylariales Famiglia: Diatrypaceae. [1, 2, 3] Caratteristiche Morfologiche Macroscopia: Si presenta come un ascomicete carbonaceo di piccole dimensioni (raramente sopra 1 cm di altezza). Sviluppa piccoli corpi neri (stromi) immersi nel legno che emergono con proiezioni verticali sottili (colli ostiolari). Microscopia: Aschi: Clavati, a 8 spore, con apice solitamente tronco.13 [16.8 ; 20.5] 24.2 × 3.3 [4.1 ; 4.9] 5.7 µm JKJ neg. Spore: Allantoidi , prive di setti, da ialine , 3.7 [4.2 ; 4.4] 4.9 × 0.7 [1.1 ; 1.2] 1.5 µm Q = 2.6 [3.6 ; 4] 5 ; N = 30 ; C = 95% Me = 4.3 × 1.1 µm ; Qe = 3.8 Habitat e Distribuzione (notizie prese dalla rete) Substrato: Fungo saprobico o debolmente patogeno che colonizza legno morto o in decomposizione in ambienti terrestri e marini (mangrovie). Ospiti Principali: Fruttiferi: Kiwi (Actinidia deliciosa), fico (Ficus carica), mirtillo (Vaccinium corymbosum), noce (Juglans regia). Forestali: Acero (Acer pseudoplatanus), robinia (Robinia pseudoacacia), gleditsia. Distribuzione: Cosmopolita; segnalato frequentemente in Italia , ma anche in Cile, Iran, Thailandia e USA (California). Rilevanza Fitopatologica Sebbene spesso considerato un decompositore, è stato identificato come agente causale di diverse patologie legnose: Cane Dieback (Deperimento dei tralci): Particolarmente aggressivo su kiwi, dove causa lesioni brune e morte dei tessuti vascolari. Cancro del fusto e deperimento: Segnalato su fico e mirtillo (Nord Italia), provocando necrosi dei rami. Malattie del legno della vite: Associato a complessi di deperimento della vite in California. Note Ecologiche e Controllo Recenti studi indicano che i cambiamenti climatici e gli stress termici possono aumentare la suscettibilità delle piante a questo fungo. Per il controllo, si raccomandano buone pratiche di potatura, la protezione delle ferite con fungicidi o agenti di biocontrollo e la rimozione del legno infetto per ridurre l'inoculo nel frutteto. Ascomi raccolti dall’amico Bruno su resti di Sambuco il 28.01.2026, foto n°6880, in località Magliano (TE)