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domenica 5 aprile 2015

Lepiota ignivolvata Bousset & Joss. ex Joss


Lepiota ignivolvata Bousset & Joss. ex Joss

Cappello:all’esordio sferoidale, poi sempre più appianato convesso, talvolta umbonato, superficie ocracea brunastra, interamente rivestita con scure squame irte, a forma conica o piramidale, asportabili, diametro del cappello da cm 8 a 12.
Lamelle:fittissime, libere al gambo, prima bianche e poi crema.
Gambo:cilindrico, slanciato, si allarga verso la base, dove diventa nettamente bulboso, bianco sopra l’anello e concolore al cappello nel restante tratto, decorato con squamule, provvisto di un anello bianco ampio che presenta rare squamule, alto 6 – 12 cm, di diametro 1 – 1,5 cm.
Spore:strettamente ellittiche, quasi cilindriche, ialine e bianche in massa.
Carne:biancastra, di sapore non significativo.
Profumo:odore caratteristico, come di gomma.
Habitat:nei boschi, nei giardini e parchi, mediamente diffuso.
Periodo di crescita:dall’estate all’autunno.

Lepiota ignivolvata 

Lepiota ignivolvata 

Lepiota ignivolvata 

Lepiota ignivolvata 

Lepiota ignivolvata 

Lepiota ignivolvata Bousset & Josserand

Scheda tratta dal sito "Il Mondo dei Funghi"

Lepiota ignivolvata Bousset & Josserand (1948)

Etimologia
Lepiota = orecchio squamoso (dal greco makròs = grande, lepis = squama e ous, otòs = orecchio), 
ignivolvata = con la volva color fuoco (dal latino ignis = fuoco e volva = volva ).

Sistematica
Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomy-cetideae, Ordine: Agaricales, Famiglia: Agaricaceae, Tribù: Lepioteae, Genere: Lepiota, Sezione : Fusisporae, Specie: ignivolvata.

Commestibilita'
Tutte le Lepiote di piccola taglia (con cappello di regola non superiore agli 8 / 10 cm. e più o meno squamuloso) sono considerate tossiche e vanno quindi escluse da qualsiasi utilizzazione alimentare. 

Descrizione
Soltanto nel 1990 il micologo francese Marcel Josserand riuscì ad ottenere l'inserimento di questa Lepiota nel Codice Internazionale di Nomenclatura Botanica (ICBN) che peraltro, assieme al suo amico M. Bousset, aveva già individuato dal 1948, pubblicandone la descrizione sul Bollettino della Soc. Micologica di Francia e sul Bollettino della Soc. Linneana di Lione.
Lepiota ignivolvata viene pertanto inserita nella sezione Fusisporae che, come L. clypeolaria (Bull. : Fr.) Kummel (vedi scheda n. 79), L. laevigata Lange, L. alba (Bres.) Saccardo e L. ventriosospora Reid, riunisce Lepiote di modeste dimensioni, caratterizzate dall'avere spore fusiformi e, di solito, gambo più o meno peloso al di sotto dell'anello.
L'immediata identificazione della L. ignivolvata non è agevole perché la tipica colorazione rossastra o arancione appare alla base del gambo soltanto diverse ore dalla sua raccolta.
Il cappello, inizialmente convesso e sub ovoide, diviene presto appianato, con un diametro variante dai 4 ai 10 centimetri- Al centro si evidenzia un umbone basso ed ottuso mentre il margine rimane a lungo incurvato verso il basso, talvolta appendicolato. Il rivestimento pileico, uniforme al disco e di colore bruno rossiccio, tende poi a dissociarsi in squame concolori .concentriche che lasciano intravedere il fondo molto più chiaro.
Le lamelle, mediamente fitte e arrotondate, non raggiungono il gambo ma confluiscono in un collarum situato nella parte alta dello stipite. Biancastre, tendono ad assumere una sfumatura grigiastra negli esemplari maturi.
Il gambo, claviforme e talora con una lieve bulbosità alla base, biancastro, si presenta fornito da uno o più anelli braccialiformi ed obliqui, con bordo bruno.arancione.Tutto il gambo è fioccoso o cotonoso. Alla manipolazione o con l'invecchiamento del carpoforo, la base del gambo può assumere una evidente colorazione rossastra.
Carne biancastra con odore e sapore sgradevoli (ricordano quelli di Lepiota cristata).
Spore largamente fusiformi, leggermente ellittiche, ialine, 10 / 12 x 5 / 6 micron. Sporata color crema.
E' una specie relativamente comune in estate e in autunno e cresce isolata o in piccoli gruppi, sia nei boschi di latifoglie che in qualli di aghifoglie-

Possibilita' di Scambio
La L. ignivolvata presenta un evidente e marcato arrossamento in un cercine situato alla base del gambo che tuttavia si evidenzia soltanto dopo un certo periodo di tempo dalla sua raccolta; sul terreno diventa abbastanza difficile identificarla potendo essere confusa con altre specie della sezione Fusisporae e in particolare con L. clypeolaria..

Lepiota ignivolvata


Lepiota ignivolvata
Lepiota ignivolvata

Lepiota ignivolvata

Lepiota erminea (Fr.) Gillet

Scheda redatta dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Lepiota erminea (Fr.) Gillet, Les Hyménomycètes ou description de tous les champignons (fungi) qui croissent en France (Alençon): 73 (1874)

Basionimo: Agaricus ermineus Fr., Syst. mycol. (Lundae) 1: 22 (1821)
Sinonimi: Lepiota alba (Bres.) Sacc., Syll. fung. (Abellini) 5: 37 (1887). Lepiota clypeolaria var. alba Bres., Fung. trident. 1: 15 (1882)

Posizione sistematica: Agaricaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi

Descrizione macroscopica della raccolta
Lepiota erminea 
Pileo largo 20-50 mm, inizialmente campanulato, quindi piano con basso umbone, margine

appendicolato per resti di velo, cuticola asciutta, sericeo-fibrillosa, bianca, dissociata in squamette ocracee nell'adulto, disco crema-ocraceo.
Lamelle libere al gambo, leggermente ventricose, mediamente fitte, intercalate da 2-3 lamellule, inizialmente bianche, poi bianco-crema, filo intero, concolore.
Stipite 50-70 x 3-5 mm, cilindrico, leggermente incurvato nell'esemplare adulto, con base di pari spessore o soltanto leggermente allargata, di colore bianco, imbrunente in basso nell'esemplare adulto, fibrilloso, ricoperto in buona parte da un velo araneoso piuttosto evanescente. Carne poco consistente, bianca, nell'exsiccatum leggermente imbrunente nello stipite. Odore e sapore non testati.

Descrizione microscopica 
Spore (9,58) 11,04-14,16 (15,70) x (4,73) 5,60-6,8 (7,56) µm, in media 12,65 x 6,08 µm, Q. = 1,79-2,32; Q.m = 2,09; Vol. = 195-319; Vol.m = 247 µm³; amigdaliformi in proiezione laterale, da ellissoidi a fusiformi in proiezione frontale, con o senza depressione soprapicolare, a parete spessa, prive di poro germinativo o callus, non metacromatiche ma destrinoidi, cianofile e fortemente congofile.
Spore di Lepiota erminea - Photo by M-Zugna
Basidi 22-35 x 7,5-12 µm, claviformi, tetrasporici, ialini. Trama lamellare formata da ife cilindriche ad andamento +/- regolare.
Cheilocistidi 10,5-30 (35,5) x 3,5-8,5 (11,5) µm, Q.m = 2,75; Vol.m = 343 µm³; da subcilindrici, a subotriformi, subfusoidi e da claviformi a sferopeduncolati , tappezzanti il filo lamellare. Pleurocistidi assenti.
Pileipellis di tipo imeniderma, formata da lunghe ife non settate, cilindriche o leggermente allargate all'apice, raramente un po' attenuate, misuranti 80-170 x 7-11 µm, frammiste alla base da ife più corte, misuranti 25-50 x 5-10 µm, strettamente clavate. Pigmento membranario giallo-brunastro presente nella zona discale. Giunti a fibbia abbondantemente presenti in tutti i tessuti del basidioma. 

Materiali e Metodi: lo studio è stato effettuato su materiale proveniente da exsiccata, mentre in alcuni casi ci siamo valsi del supporto di foto macro a forte risoluzione e di uno stereo microscopio Optech trinoculare.
I preparati e le misure microscopiche sono stati eseguiti usando come mezzo di governo H2O, ed ove necessario, Rosso Congo Ammoniacale 2%.
Per testare ulteriori reazioni nelle spore sono stati utilizzati: Melzer, Blu Cotone-Lattico e Blu Cresile brillante.
Le misure sporali si basano su 100 misurazioni, per le rimanenti tipologie cellulari si sono effettuate da 20 a 30 misurazioni a tipologia.
Le osservazioni e le foto relative alla microscopia, sono state eseguite fotocamera Reflex EOS 50D e con l’ausilio di un microscopio biologico Optech Biostar B5 con testa trinoculare, supportato da ottiche Plan-APO, Illuminazione alogena 12V-50W a luce riflessa con regolatore di intensità.
Le misure di tutti gli elementi sono state effettuate con il software di calcolo Mycométre.
Le collezioni d’erbario sono conservate in erbario di A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Dati di raccolta ed Habitat: N. scheda: 4269. Data di ritrovamento: 16/09/2009. Località: Stazzi di Jacci di Verre. Comune: Rocca Santa Maria. Coordinate geografiche: 339; III; TERAMO. Altezza slm: f. 5. Habitat: in zona prativa. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B.

Bibliografia
BON M. - 1993: Flora Mycologique d'Europe 3, Les Lepiote.
BREITENBACH J. & F. KRÄNZIIN - 1995: Champignons de Suisse, tome 4
CANDUSSO M. & G. LANZONI - 1990: Lepiota s.l..

VELLINGA E.- (2001). Flora Agaricina Neerlandica 5. Agaricaceae. Rotterdam: Balkema. 169 pp.


Lepiota erminea

Lepiota erminea

domenica 22 marzo 2015

Lepiota subincarnata J.E.

Scheda tratta dal sito "Gruppo Micologico Rozzano"

Determinazione macroscopica su parere del Sig. Antonio Gennari


Lepiota subincarnata J.E. 

CAPPELLO: fino a 40-60 mm, molto fragile, convesso, presto disteso, con piccolo umbone ottuso, superficie dissociata in squamette su fondo biancastro, più addensate al centro, margine sinuoso a volte inciso. 
LAMELLE: libere, poco fitte, biancastre poi con toni rosati a maturità.
GAMBO: alto 40-60 x 3-5 mm, slanciato o tozzo, cedevole, subconcolore al cappello sotto la zona anulare, rivestito di fioccosità chiare o squamule rosacee.
CARNE: biancastra, rosata nel gambo, odore fruttato e dolciastro che ricorda quello della pasta di mandorle, sapore fungino.Sporata bianca.
HABITAT: abbastanza comune in parchi, giardini, luoghi erbosi come aiuole e siepi, sotto conifere e latifoglie. Estate, tardo autunno.

COMMESTIBILITA': MORTALE (SINDROME FALLOIDEA) .

Lepiota subincarnata

Lepiota subincarnata

Lepiota subincarnata

Lepiota cristata (Bolt.: Fr.) Kummer

Scheda tratta dal sito "Il Mondo dei Funghi"

Studio micro sull'ultima foto effettuato dal Sig. Marino Zugna

Lepiota cristata (Bolt.: Fr.) Kummer

Sinonimi

Agaricus cristatus Albertini & Schweinitz , Lepiota angustana Britzelmayr, Lepiota Barlae Patouillard.
Volg. Lepiota crestata.

Etimologia

Lepiota  =  orecchio squamoso (dal greco makròs = grande, lepis = squama e ous, otòs = orecchio), 
cristata = crestata, con la cresta.

Sistematica

Regno: Fungi,  Divisione: Basidiomycota,  Classe: Homobasidiomycetes,  Subclasse; Agaricomy-cetideae, Ordine: Agaricales,  Famiglia: Agaricaceae, Tribù: Lepioteae, Genere: Lepiota, Sottogenere: Lepiotula, Sezione Cristatae, Specie: cristata.

Commestibilità

Tutte le Lepiote di piccola taglia (con cappello di regola non superiore agli 8 / 10 cm. e più o meno squamuloso) sono considerate altamente velenose e vanno quindi escluse da qualsiasi utilizzazione alimentare. La Lepiota cristata farebbe parte di queste Lepiote tossiche e responsabili, secondo alcuni tossicologi, di una sindrome denominata parafalloidea, simile a quella provocata da Amanita phalloides e al pari di questa a lunga incubazione con effetti che possono rivelarsi mortali.

Descrizione

Le piccole Lepiote appartenenti al sottogenere Lepiotule si caratterizzano per la singolare forma delle spore conico subfusiformi a base più o meno tronca e quindi angolate e tali da ricordare vagamente la forma di uno sperone.

La L. cristata, come le altre Lepiote della stessa sezione, ha un cappello le cui dimensioni non supera mai i 5 centimetri di diametro. La sua forma è inizialmente conico-campanulata ma successivamente il cappello si distende appianandosi ma conservando comunque un umbone centrale arrotondato, con una calotta discale uniformemente colorata di bruno o di ocra rossastro e dal quale si distaccano delle piccole squame concolori, irregolarmente concentriche e dalle cui intersezioni si intravede la carne del carpoforo completamente bianca. Il margine è fragile, talora fessurato, debordante e sfrangiato per la presenza di residui del velo generale.

Le lamelle, discretamente fitte e serrate, intervallate da lamellule, sono bianche ma con toni giallastri quando il fungo è maturo.

Il gambo, centrale, è quasi sempre cilindrico con base bulbosa ricoperta da residui miceliari cotonosi e biancastri. Fibrilloso e sericeo, presto cavo, ha una colorazione di fondo bianco sporco con toni rosati nella parte inferiore. E’ presente un anello membranaceo, fragile, liscio e biancastro all’interno, talora all’esterno scisso in squamette  dello stesso colore della cuticola .

Carne biancastra, esigua e morbida nel cappello, fibrosa e stopposa nel gambo. Odore particolare, penetrante, che ricorda quello di alcuni Scleroderma;  sapore acidulo.

Basidiospore triangolari, tronche, a forma di sperone, pluriguttulate, lisce, con poro germinativo laterale, 6 / 7,5 x 4 / 3,5 micron. Sporata bianca..

Ubiquitario e comune, cresce in gruppi numerosi dall’estate all’inizio dell’inverno, in luoghi aperti ma poco  soleggiati, al limite dei boschi ma anche nei prati dei parchi e nei giardini.

Possibilità di scambio.

Si citano diverse varietà come la L. cristata var. felinoides, con squamette più scure, la var. exannulata, caratterizzata da un anello molto effimero e talora assente, la var. pallidior dai colori molto tenui, quasi biancastri.. Tra le Lepiote di piccole dimensioni e con il cappello ornato da squamette concentriche, tutte tossiche, la distinzione non è sempre agevole.
Lo scambio con Marasmius oreades (Gambesecche), anch’esso prativo, ha prodotto qualche forma di intossicazione all’incauto raccoglitore; la possibilità di confondere L. cristata con Marasmius oreades, deve considerarsi eccezionale: infatti M. oreades è privo di anello, ha la cuticola del cappello liscia e priva di ornamentazioni, ha il gambo duro e consistente come il picciolo di una ciliegia, ed ha un gradevole profumo fungino.
Lepiota cristata

Lepiota cristata

Lepiota cristata

Lepiota cristata
Lepiota cristata

Spore di Lepiota cristata - Photo by Marino Zugna



sabato 17 gennaio 2015

Lepiota griseovirens Maire

Scheda redatta dall'amico Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Lepiota griseovirens Maire, Bull. trimest. Soc. mycol. Fr. 44: 37 (1928)

Sinonimi: Lepiota poliochloodes Vellinga & Huijser, Persoonia 15(2): 229 (1993)
Posizione sistematica: Agaricaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi

Descrizione macroscopica della raccolta
Lepiota griseovirens
Pileo largo fino a 30 mm, inizialmente subemisferico, quindi piano-convesso con basso umbone
ottuso, margine appendicolato per resti di velo, cuticola asciutta, fortemente fibrillosa, dissociata in squamette bruno-rossastre, bruno-verdastre, bruno-giallastre, lascianti trasparire la carne bianca sottostante, disco brunastro con sfumature verdastre.
Lamelle libere al gambo, leggermente ventricose, mediamente fitte, intercalate da 3-5 lamellule, inizialmente bianche, poi bianco-crema, filo intero, fioccoso, concolore.
Stipite 40-50 x 3-5 mm, cilindrico, di colore bianco, virante all'arancio sporco al tocco, fibrilloso, ricoperto in buona parte da un velo araneoso piuttosto evanescente, base leggermente allargata, ricoperta da ife bambagiose e da corti rizoidi miceliari di colore bianco.
Carne poco consistente, bianca, al tocco macchiantesi di arancio nella corteccia stipitale, nell'exsiccatum leggermente imbrunente. Odore e sapore non testati.

Descrizione microscopica 
Spore (7,24) 8-9,84 (10,72) x (2,64) 3,08-3,68 (4,07) µm, in media 8,89 x 3,41 µm, Q. = (2,03) 2,30-
Spore di Lepiota griseovirens - Photo by Marino Zugna
2,99 (3,26); Q.m = 2,62; Vol. = (31) 41-67 (83); Vol.m = 54 µm³; speronate, a base tronca e bassa depressione sopra apicolare in proiezione laterale, da strettamente ellissoidi a subfusiformi in proiezione frontale, destrinoidi, cianofile e congofile.
Basidi 20,5-26,5 x 6,5-8 µm, Q.m = 3,31; Vol.m = 655 µm³; claviformi, tetrasporici, ialini.
Cheilocistidi 15-24 x 7,5-11 µm, in media 20 x 9 µm, Q.m = 2,18; Vol.m = 915 µm³, da claviformi a subcilindrici , tappezzanti il filo lamellare. Pleurocistidi non osservati.
Pileipellis di tipo tricoderma, formata da lunghe ife settate, subcilindriche, con terminali da subcilindrici a subfusiformi, misuranti (46) 73-167 (187) x (7,5) 8,5-14,5 (18,5) µm, in media 111 x 12 µm, Q.m = 1,25; Vol.m = 1239 µm³,. Pigmento membranario giallo-brunastro presente nella zona discale. 
Giunti a fibbia presenti in tutti i tessuti del basidioma. 

Materiali e Metodi
Lo studio è stato compiuto su materiale secco, reidratato in KOH 5% o in H2O secondo necessità.
I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario rosso Congo amm. 6% per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari. 
Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre, gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale, senza tener conto dell'apiculo, ottenute da sporata o prelevate da zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature, per le rimanenti tipologie cellulari sono state eseguite un minimo di 20 misurazioni a tipologia. 
Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga1998: Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary. 
Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata ed i nomi degli Autori, abbiamo fatto riferimento a http://www.indexfung...names/Names.asp e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto macro sono eseguite in habitat e/o, se necessario, in studio, con l'ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D + obiettivo Canon EF 100mm f/2.8 Macro USM. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con il corpo macchina della medesima fotocamera, posto sul terzo occhio del trinoculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d'erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Dati di raccolta ed Habitat: N. scheda: 4598. Data di ritrovamento: 03/10/2010. Località: Pietracamela. Comune: Teramo. Coordinate geografiche: 42°31'22.97"N 13°33'12.21"E. Altezza s.l.m.: f. 3. Habitat: Bosco di latifoglie, a terra tra i residui vegetali. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B.
Data inserimento in erbario: 30/01/2011

Osservazioni
L. griseovirens, in senso lato, si riconosce abbastanza agevolmente per i colori tendenti all'olivastro. Tra le Lepiota di piccola taglia a sfumature verdi, macroscopicamente, quella più simile è Lepiota grangei (Eyre) J.E. Lange 1935, che però dimostra un quadro microscopico ben differenziato dalle spore più grandi (7,5) 8,0-13,0 (14,5) x 3,5-4,5 (5) µm, e dalla pileipellis con terminali subclaviformi (30) 50-300 (400) x (6,5) 8-20 (24) µm, con pigmento parietale e intracellulare bruno-aranciato- olivastro, solubile in KOH, visibile in H2O (Vellinga 2001).
Meno semplice è districarsi all'interno del gruppetto al quale gravita L. griseovirens, il quale, oltre alla nostra, assomma altre tre specie molto vicine, sia macro che microscopicamente (da alcuni AA., non sempre considerate come buone specie), esse sono: L. pseudofelina J.E. Lange 1940; Lepiota poliochloodes Vellinga & Huijser, 1993; L. obscura (Locq. ex Bon) Bon, 1993. = L. griseovirens var. obscura Locq. ex Bon, 1976.
Purtroppo, la mancanza di un Typus e una diagnosi originale priva di descrizione e misure della struttura pileica, ha provocato e "a mio avviso", provoca tutt'ora, molte incertezze nella reale misura da attribuire alla pileipellis.
Dopo lo studio della raccolta in oggetto e la consultazione di bibliografia sui generis, prendendo atto della moltitudine di pareri discordanti da parte dei differenti Autori, specialisti nel genere, che, nel tempo, hanno studiato la suddetta specie, mi limito a riportare le misure da me riscontrate e lascio agli altri eventuali ipotesi determinative.

Bibliografia
Bon M. - 1993: Flora Mycologique d'Europe 3, Les Lepiote.
Breitenbach J. & F. KränzIin - 1995: Champignons de Suisse, tome 4
Candusso M. & G. Lanzoni - 1990: Lepiota s.l..
Consiglio G. - 1995: Lepiota griseovirens Maire, 1928: in Società Veneziana di Micologia. Erbario Micologico del Museo Civico di Storia Naturale di Venezia, scheda n° 724.
Lanzoni G. & Candusso M. - 1983: Alcune "Lepiote" del litorale toscano. BGMB, XXVI n. 3-4. p. 100-118; 1983.
Lanzoni G. -1986: Raccolte interessanti del 1984. BGMB, XXIX n. 1-2. p. 81-90; 1986.
Vellinga E.- 2001. Flora Agaricina Neerlandica 5. Agaricaceae. Rotterdam: Balkema. 169 pp.

Lepiota griseovirens