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domenica 5 aprile 2015

Agaricus porphyrizon P.D. Orton

Scheda tratta dal sito dell'AMINT Tutto Funghi
Studio micro effettuato dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Agaricus porphyrizon P.D. Orton

Tassonomia 
Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Agaricaceae
Genere Agaricus
Sottogenere Agaricus
Sezione Arvenses

Sinonimi
Agaricus arvensis var. purpurascens Cooke
Agaricus brunneolus (J.E. Lange) Pilát
Agaricus purpurascens (Cooke) Pilát
Psalliota arvensis var. purpurascens (Cooke) W.G. Sm.
Psalliota purpurascens (Cooke) F.H. Møller

Etimologia
dal latino "porphyreus" = purpureo, riferito al colore.

Cappello
6-8 cm; si presenta emisferico poi convesso, talvolta depresso e infine appianato, con margine involuto, ondulato e spesso fimbriato.
Cuticola dissociata in squame fibrillose appressate di colore porporino, su fondo biancastro, più fitte verso il centro sino al disco bruno-porpora.

Imenoforo
Lamelle piuttosto fitte e arrotondate, libere, da grigio-rosato a bruno-rossastro scuro, con filo eroso, biancastro, sterile.

Gambo
5-6 × 1-1,5 cm; cilindraceo, piuttosto corto e centrale, sovente ricurvo alla base, biancastro ma ingiallente dalla metà sino al piede, generalmente non bulboso.
Anello pendulo, supero e semplice, biancastro ingiallente, sottile e spesso lacerato.

Carne
biancastra e virante al giallo, spesso anche intensamente, in particolare alla base, con odore piuttosto gradevole di mandorle amare.
Positiva la reazione incrociata con reagente di Schaffer.

Habitat
Specie non molto diffusa, cresce generalmente isolato o in piccoli gruppi, in boschi temperati di latifoglie, con preferenza per Q. ilex, ma anche in parchi e giardini.

Microscopia
Spore brune, ovoidali, dim. 5-6 × 3-4 µm, monoguttulate.
Basidi clavati tetrasporici 18-28 × 6-8 µm, con sterigmi lunghi 2-3 µm.
Presenza di cheilocistidi ovoidali-globosi, dim. 13-30 × 8-18 µm.

Commestibilità e Tossicità
E' ritenuto un buon commestibile, come gli altri Agaricus della stessa sezione.

Somiglianze e varietà
Specie che a seconda degli autori viene inserita nella sez. Minores (Moser) o nella sez. Arvenses da altri. Le possibili confusioni avvengono con Agaricus silvaticus, senza odore di mandorle e con carne arrossante, e con Agaricus impudicus, non ingiallente e con diverso odore. Entrambe queste ultime specie hanno inoltre reazione incrociata negativa con il reagente di Schaffer.

Una ulteriore confusione può avvenire con Agaricus purpurellus, che ha però taglia minore e crescita sotto conifere.

Agaricus porphyrizon

Agaricus porphyrizon

Agaricus porphyrizon

Spore di Agaricus porphyrizon - Photo by Marino Zugna

Agaricus luteomaculatus (F.H. Møller) F.H. Møller

Scheda redatta dal Sig. marino Zugna del Forum AMB di Mugia



Agaricus luteomaculatus (F.H. Møller) F.H. Møller, Friesia 4: 204 (1952)
Sinonimi:
Psalliota luteomaculata F.H. Møller, Friesia 4: 192 (1952) 
Agaricus lutosus var. macrosporus L.A. Parra, Boln Soc. Micol. Madrid 25: 303 (2000)

Descrizione macroscopica.
Agaricus luteomaculatus
Pileo Ø 20-30 mm, piano-convesso, di colore bianco, bianco-ocraceo, giallo-ocraceo, giallo-aranciato, con tonalità più scure "tendenti al vinoso", nella zona discale, con squamette e fibrillosità radiali ocraceo-brunastre, più rade verso il margine, margine eccedente.
Lamelle libere al gambo, fitte (65-70), intercalate da lamellule (1 L. = 1-2 (3) l.) nel giovane rosa grigiastro, presto grigie, infine bruno-grigiastro; filo lamellare crenulato, leggermente più chiaro delle facce.
Stipite 30-40 x 5-7 mm, cilindrico e con base clavata terminante in un bulbo Ø 15 mm; di colore bianco più o meno ingiallente, soprattutto verso la base e nel bulbo; liscio, cosparso di fibrille e resti cotonosi di colore bianco-giallastro; bulbo con brevi rizoidi miceliari. L'anello è supero, semplice, sottile, leggermente striato nella parte superiore, liscio e ricoperto di fioccosità bianche, con tendenza a macchiarsi di giallo, nella parte inferiore.
Carne bianca, ingiallente, soprattutto nella parte bassa dello stipite, odore anisato; totalmente giallo-ocra in exsiccatum; nel secco non abbiamo rilevato odori o sapori particolari.
Reazione di Schaeffer (da exsiccatum), su pileo e base del gambo positiva = velocemente rosso-arancio.

Descrizione microscopica.
Spore (4,8) 5,0-5,7 (6,0) x (3,1) 3,3-3,7 (3,8) µm, in media 5,39 x 3,53 µm, Q. = 1,43-1,71, Q.m.= 1,53 Vol. = 30-44 Vol.m.= 35 µm³; ellittiche in proiezione laterale, ovoidi in proiezione frontale, senza poro germinativo, di colore bruno scuro a maturità, monoguttulate e con apiculo evidente.
Basidi 16,5-23x 6,5-8 µm, tetrasporici, claviformi.
Subimenio cellulare.
Spore di Agaricus luteomaculatus - Photo by M.Zugna
Cheilocistidi 8,5-23 x 5-10 µm, in media 15 x 6,5 µm, Q. = 1,50-3,78, Q.m.= 2,32; Vol. = 127-996, Vol.m.= 379 µm³; ialini, scarsamente o per nulla settati, da subglobosi a largamente clavati, anche subfusiformi o subcilindrici; fittamente disposti lungo il filo lamellare tanto da renderlo sterile, alle volte raggruppati in fasci, lasciando brevi tratti di filo lamellare scoperto ed in questo caso il filo lamellare si dimostra fertile.
Pleurocistidi assenti.
Pileipellis disposte a cutis, composta da ife cilindriche Ø 3,5-6,5 µm, intrecciate e con elementi terminali emergenti con Ø 8-11 µm; presenza di lieve pigmento membranario giallastro.
Giunti a fìbbia assenti. 

Raccolta e Habitat: N. scheda: 3979. Data di ritrovamento: 14/10/2008. Località: Coste di Contradarno. Comune: Pietracamela (TE). Coordinate geografiche: 349-I-MONTORIO AL VOMANO. Altezza slm: 1000. Habitat: macchia di Corylus avellana. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B.

Osservazioni: per la taglia piccola, il forte ingiallimento, la reazione di Shaeffer fortemente positiva e le spore di piccola taglia Agaricus luteomaculatus si inserisce senza troppi problemi nella sezione Minores.
Tutt'altra cosa è discernere tale entità dai taxa simili. A questo punto (tralasciando le specie che posseggono il filo lamellare evidentemente fertile), tra le entità che possiedono il filo lamellate tappezzato di cheilocistidi, quelle che più si avvicinano alla raccolta in oggetto sono: A. dulcidulus, con pileo da subito vinoso o lilla-rossiccio, ed habitat nei boschi di conifere; A. lutosus, (molto simile a luteomaculatus e "a mio avviso" difficilmente separabile) per lo stipite con base non bulbosa e più corto del diametro pileico; A. xantholepis si distinguerebbe per la taglia maggiore.
Tutta la sezione Minores è un coacervo di sinonimie al punto tale da non saper dove mettere le mani. Speriamo che il secondo tomo della monografia di Parra possa finalmente fare chiarezza.
Bibliografia:
Bon M. - 1985: Clé monograpique du genre Agaricus. Doc. Myc. N. 60
Cappelli A. - 1984: Agaricus L. : Fr. Fungi Europei.
Index Fungorum: <http://www.indexfung...ames/Names.asp>
Kühner R. & H. Romagnesi - 1974: Flore Analytique des Champignons Supérieurs.
MALENÇON G. & R. BERTAULT - 1970: Flore des champignons supérieurs du Maroc, 1. Rabat.
Moreno G. Esteve-Raventòs F. Heykoop M. Parra L.A. - 1999: Agaricus pseudolutosus (comb. et stat.nov.) due specie dei prati xerofitici mediterranei. Micologia e vegetazione Mediterranea. Volume XIV n.1 
Moser M. - 1980: Guida alla determinazione dei Funghi, vol. 1.
NAUTA M. M. - 2001: Agaricus L. Flora Agaricina Neerlandica 5: 23-61.
PARRA L. A. - 2003: Contribution to the knowledge of genus Agaricus. Funghi non Delineati Pars XXIV. Edizioni Candusso, Biella.

PARRA L. A. - 2008: AGARICUS L. Allopsalliota Nauta & Bas. Fungi Europaei. Edizioni Candusso.

Agaricus luteomaculatus

Agaricus luteomaculatus

Agaricus luteomaculatus

Aggiungi didascalia

Agaricus luteomaculatus - secco

Agaricus niveolutescens Huijsman 1960

Agaricus niveolutescens Huijsman 1960
Vi presento un piccolo e grazioso fungo  trovato all'interno di un bosco di cerro ( Quercus cerris) misto faggio (Fagus sylvatica), è un fungo di piccola taglia con la caratteristica di arrossamento del gambo anche nei secchi.

Studiato dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Agaricus niveolutescens

Agaricus niveolutescens

Agaricus niveolutescens

Agaricus niveolutescens

Agaricus niveolutescens

Agaricus niveolutescens

Spore di Agaricus niveolutescens - Photo by Marino Zugna

giovedì 26 marzo 2015

Agaricus augustus Fr.

Scheda tratta dal sito dell'AMINT Tutto Funghi

Agaricus augustus Fr.

Tassonomia
Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Agaricaceae

Sinonimi
Agaricus perrarus Schulzer

Etimologia
Dal latino agaricus = campestre, e augustus = di grandi dimensioni.

Cappello
10-15(20) cm, carnoso, inizialmente globuloso o emisferico, poi trapezoidale, infine disteso- appianato, un po’ appiattito al centro; margine sottile, spesso appendicolato per residui di velo parziale; cuticola fondamentalmente bruna, ma con tonalità molto variabili, ben presto dissociata in squame concentriche su fondo bianco-giallastro, virante al giallo cupo alla manipolazione.

Imenoforo
Lamelle strette, molto appressate, inizialmente molto chiare, poi rosa, infine bruno-nerastre, con il tagliente pallido, sterile.

Gambo 
10-12(15) × 2-3 cm, cilindrico, talora si allarga leggermente man mano che si scende verso la base, liscio sopra l’anello e fioccoso al di sotto; bianco, si macchia di giallo alla contusione. Anello supero, bianco, molto ampio, liscio nella faccia superiore, fioccoso in quella inferiore, con le fioccosità stesse sovente ingiallenti. In alcuni esemplari il gambo, anche al di sotto dell'anello, non è sempre fioccoso ma può presentarsi anche liscio.

Carne 
Bianca, a volte leggermente un po’ rosata alla base del gambo, soprattutto negli esemplari più adulti, odore ben distinto di mandorle amare o pasta di mandorle, sapore dolce. Reazione di Shaeffer positiva.

Habitat
Cresce gregario, anche con una certa propensione al subcespitoso, sia sotto conifere che sotto latifoglie, specialmente Querce, in boschi, bordure, parchi e luoghi erbosi, dalla tarda primavera all’autunno inoltrato.

Commestibilità o Tossicità
Si tratta di un buon commestibile, di discreta resa grazie alla sua carnosità, anche se l’odore di mandorle, molto pronunciato in questa specie, potrebbe risultare talvolta nauseante.

Somiglianze e varietà
In letteratura viene riconosciuto Agaricus augustus Fries var. perrarus (Schulzer) che ha le squamette del cappello più fitte, di colore giallo-ocraceo su sfondo giallognolo anziché biancastro, gambo e faccia inferiore dell’anello maggiormente ingiallenti, spore un po’ più lunghe e affusolate. Si potrebbe grossolanamente confondere con Agaricus impudicus (Rea) Pilat (=Agaricus variegans Möller) che presenta una squamettatura del cappello simile, ma molto meno marcata, e odore come di Lepiota cristata. Alcuni autori riconoscono altresì Agaricus salicophilus M. Lange, tipico dell’Est europeo e legato al Salice, che si differenzierebbe per le spore più larghe e Agaricus heterocystis Heinemann et Goos, segnalato in Africa, con spore più piccole, cappello più chiaro e odore di mandorle molto più fugace; siamo portati comunque a credere che si tratti di semplici varianti ecologiche della specie descritta.
Non confonderlo con Agaricus praeclaresquamosus, velenoso, del gruppo dei prataioli a base ingiallente, talvolta presenta squamettatura del cappello simile, ma con odore di inchiostro o fenolo, non sempre facilmente percettibile se non dopo schiacciamento della carne del gambo.

Osservazioni

Facilmente riconoscibile per le sue dimensioni, spesso notevoli, e per le squamette concentriche sul cappello che, sovente, si intravedono già nei giovani esemplari, nonché per la sua tendenza a macchiarsi di giallo, sul cappello e sul gambo, alla manipolazione.

Agaricus augustus 

Agaricus augustus 

Agaricus augustus 

Agaricus augustus 


lunedì 23 marzo 2015

Agaricus silvicola (Vitt.) Peck

Scheda tratta dal sito dell'AMINT Tutto Funghi

Agaricus silvicola (Vitt.) Peck

Tassonomia 
Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Agaricaceae
Genere Agaricus
Sottogenere Agaricus
Sezione Arvenses

Nome italiano
Prataiolo dei boschi.

Sinonimi
Agaricus sylvicola (Vitt.) Saccardo
Psalliota silvicola (Vitt.) Ricken
Agaricus sylvicola (Vitt.) Peck
Agaricus vaporarius (Vitt.) Capelli
Psalliota flavescens

Etimologia
Da "selva" che predilige per fruttificare.

Cappello
4-12 cm di diametro, da principio globoso, emisferico con l’età piano convesso, margine poco sporgente, superficie bianca, brillante, liscia ma con fibrille biancastre. Margine sottile. Qualche macchia giallastra che si accentua allo sfregamento e col tempo.

Imenoforo
Lamelle spesse, fitte, libere al gambo ed acute verso l’orlo del cappello. Bianche poi di color rosa-pallido, grigio terroso ed infine nerastro.

Gambo
Inferiore a 12 cm con diametro di 2-3 cm, slanciato, rigido, cilindrico, bulboso. Bianco ma con sfumature giallognole o cinerognole vicino al piede.
Anello membranoso persistente, a gonna, bianco poi giallastro o brunastro, ornato sul bordo della pagina inferiore da scaglie formanti una ruota dentata.

Carne
Tenera, bianca o con sfumature rossigne specialmente al gambo, odore di noce, sapore dolce.

Habitat
Solitamente cresce in suoli molto ricchi di materie organiche, sia in boschi di conifere che di latifoglie. In autunno ed in primavera, normalmente in pochi esemplari, con frequenza a ridosso dei sentieri interni del bosco o nelle sue aperture.

Microscopia
Spore 5-6 × 3-4 µm, ovoidi, color cioccolato.

Commestibilità e Tossicità
Commestibile eccellente anche crudo, è tra i funghi più delicati ed aromatici.

Somiglianze e varietà
E’ uno dei pochi prataioli a crescere all'interno dei boschi, in senso pratico, viene collocato tra i prataioli detti ingiallenti.
Appartiene alla sezione Arvenses, comprendente un certo numero di specie, tutte commestibili, non sempre facilmente separabili fra loro se non dietro un'attenta osservazione dei caratteri macroscopici e microscopici.
Può essere pericolosamente confuso con le Amanita bianche che però hanno la volva, le lamelle bianche e odore insignificante e con l’Agaricus xanthodermus che però vira intensamente al giallo nel piede e nel cappello, ed ha un odore molto forte e sgradevole. Mentre è innocua la sua somiglianza con l’Agaricus arvensis.

Specie simili (anche per filogenesi) ad Agaricus silvicola:

Agaricus essettei (=A. abruptibulbus) simile, ma con gambo e piede generalmente più nettamente bulboso, più massiccio e meno slanciato, con spore più grandi, generalmente sotto conifere
Agaricuys tenuivolvatus, generalmente meno slanciato e con una sorta di volva al piede.

Agaricus macrocarpus, generalmente nei prati e di taglia massiccia.

Agaricus silvicola

Agaricus silvicola


mercoledì 18 marzo 2015

Agaricus urinascens (Jul. Schäff. & F.H. Møller) Singer

Scheda tratta dal sito dell'AMINT Tutto Funghi

Agaricus urinascens (Jul. Schäff. & F.H. Møller) Singer

Tassonomia 
Divisione Basidiomycota
Agaricus urinascens
Classe Basidiomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Agaricaceae
Genere Agaricus

Sinonimi
Agaricus albertii Bon.
Agaricus macrosporus (F.H. Møller & Jul. Schäff.) Pilát.
Agaricus macrosporus var. stramineus (Jul. Schäff. & F.H. Møller) Bon.
Agaricus stramineus (Jul. Schäff. & F.H. Møller) Singer.
Psalliota macrospora (F.H. Møller & Jul. Schäff.) F.H. Møller.
Psalliota straminea Jul. Schäff. & F.H. Møller.
Psalliota urinascens Jul. Schäff. & F.H. Møller.

Etimologia
Dal latino: "agaricus" = campestre e "urinascens" = simile all'urina, per l'odore sgradevole degli esemplari maturi.

Cappello
Raggiunge dimensioni considerevoli, fino a 20 cm, negli esemplari giovani il cappello ha forma subsferica con l'anello chiuso a difendere le lamelle, negli esemplari adulti il cappello si distende; la superficie liscia, diventa facilmente screpolata e suddivisa in areole per l'effetto del sole e del vento; col tempo o alla manipolazione diventa lentamente giallo.

Lamelle
Grigie negli esemplari giovani, poi rosa chiaro, infine, a maturità, marroni.

Gambo
Massiccio, cilindrico, a clava, con base ingrossata e spesso ricurva, superficie ricoperta da squamette, anche negli esemplari giovani; col tempo o alla manipolazione diventa lentamente giallo.

Anello
Supero, discendente, ampio e non particolarmente spesso, mostra a volte una ruota dentata.

Carne
Bianca e soda, diventa lentamente gialla. Odore gradevole negli esemplari giovani, con componente anisata, negli esemplari maturi diventa più sgradevole; sapore fungino.

Habitat
Cresce tipicamente nei prati di montagna, lontano dalle essenze arboree, formando spesso i cosiddetti "cerchi delle streghe".

Commestibilità e Tossicità
Ottimo commestibile.

Osservazioni
Il riconoscimento risulta abbastanza facile per le dimensioni notevoli degli esemplari e per il particolare habitat di crescita.

Somiglianze e varietà
Agaricus urinascens è una specie molto ben caratterizzata per la sua grande taglia e per le spore sempre più lunghe di 10 µm. L'unica specie con la quale l'osservatore superficiale può confonderlo è Agaricus litoralis (Wakef. & A. Pearson) Pilát, che spesso condivide gli stessi habitat di crescita e lo stesso portamento. Tuttavia, quest'ultimo si differenzia bene già a livello macroscopico, per il gambo e la faccia inferiore dell'anello assolutamente lisci ed il lento arrossamento della carne alla sezione (oltre che per le spore di lunghezza ben inferiore ai 10 µm).

Note Tassonomiche
Tra i principali sinonimi di Agaricus urinascens abbiamo A. macrosporus ed A. stramineus, tutti riconducibili alla stessa entità dato che le differenze morfologiche in base alle quali erano state descritte come specie distinte (assenza di odore urinoso per A. macrosporus e cappello color paglia per A. stramineus) sono insignificanti e rientrano nella variabilità infraspecifica. Si tratta di tretaxa pubblicati nello stesso volume (e, quindi, nello stesso anno - 1938) come Psalliota e poi ricombinati in Agaricus nel 1951. Tuttavia, le combinazioni A. macrosporus e A. stramineus sono illegittime, perché entrambi i binomi erano già stati usati (A. macrosporus= Lentinus strigosus e A. stramineus= Floccularia straminea); per questo motivo il nome tassonomicamente valido è A. urinascens.

Diverso discorso deve essere fatto per A. excellens che alcuni studiosi preferiscono tenere distinto da A. urinascens (almeno a livello di varietà) per il gambo mediamente più lungo del diametro del cappello ed habitat preferenzialmente boschivo. Tuttavia, anche queste caratteristiche morfologiche sono da ritenere rientranti nella variabilità infraspecifica di A. urinascens e, comunque, non tali da giustificare la creazione di una specie differente.

Agaricus urinascens

Agaricus urinascens

Agaricus urinascens


Agaricus porphyrocephalus F.H. Møller


Agaricus porphyrocephalus F.H. Møller

Bel ritrovamento di un Agaricus non proprio molto comune, determinato dagli amici Marino Zugna e Ennio Carrassai.

Il luogo di ritrovamento è di alta montagna sui prati oltre il limite vegetazionale dei faggi.

Ricordiamo le linee guida del Genere Agaricus:


Basidioma carnoso eterogeneo; imenoforo non asportabile;
Velo universale presente solo in alcune specie (resti alla base dello stipite sotto forma di placche o fiocchi) ; velo parziale presente (sotto forma di anello semplice o doppio, supero o infero);
Lamelle libere; carne al taglio immutabile o virante al rosso  al giallo ;
Sporata bruno-porpora; trama lamellare regolare o subregolare; unioni a fibbia assenti; spore lisce, a parete non amiloide, acianofila, ortocromatica; poro germinativo generalmente indistinto; cistidi pre- senti come cheilocistidi.
Ecologia: generalmente su terreno molto concimato e ricco di sostanza organica; specie strettamente saprotrofe, facilmente coltivabili e largamente utilizzate a fini commerciali 

Tossicità: specie commestibili di buona qualità e specie tossiche che inducono sindrome resinoide 

Agaricus porphyrocephalus

Agaricus porphyrocephalus

Agaricus porphyrocephalus

Agaricus porphyrocephalus

Spore di Agaricus porphyrocephalus - Photo by Marino Zugna



martedì 10 febbraio 2015

Agaricus dulcidulus Schulzer

Determinazione eseguita solo da foto macro su aiuto degli amici Ennio Carassai e Antonio Gennari
Scheda tratta dal testo "Fugnhi d'Italia" Ed. Zanichelli sin. di Agaricus semotus


Sezione Minores Fr. - Basidiomi di piccola taglia (pileo < 6 cm), anello supero, semplice, sottile, carne con odore gradevole, generalmente di mandorle amare, specie praticole e boschive.

Agaricus dulcidulus Schulzer


Pileo: 4-6 cm; da emisferico a piano-convesso, talvolta ottusamente umbonato; superficie sericea, biancastra, percorsa radialmente da sottili fibrille bruno-vinose, fitte al centro, sempre più rade verso la periferia; bruno-giallastro con l'età.
Lamelle: inizialmente carnicino pallido. Stipite: 4-6 x 0,6-0,8 cm; cilindrico con base ± bulbosa; rosa sopra l'anello, bianco e ingiallente al tocco e con l'età nel tratto inferiore.
Anello: supero, semplice, fragile; bianco, ingiallente. Carne: biancastra, un po' arancio-giallastro alla base del gambo; odore simile a mandorle amare. Spore: 4-5 x 2,5-3,5 ]lm. Ecologia: estate-autunno; in foreste di conifere o miste, in radure erbose, lungo i sentieri boschivi, su lettiere di fogliame ed aghi caduti. Abbastanza frequente.

Agaricus dulcidulus

Agaricus dulcidulus

Agaricus dulcidulus