giovedì 5 marzo 2026

Deconica subviscida Peck, Rep. (Annual) New York State Mus. Nat. Hist. 41: 70 (1888)

Deconica subviscida Peck, Rep. (Annual) New York State Mus. Nat. Hist. 41: 70 (1888)

Ritrovamento del maggio 2008 tra muschio e Erica, raccolta studiata da Marino Zugna del Forum AMB di Muggia, sue le foto micro.
FORUM DI MUGGIA 

Caratteristiche Principali

Nome Scientifico Corrente: Il nome accettato secondo database come MycoBank e Index Fungorum è Deconica subviscida. La combinazione Psilocybe subviscida (Peck) Kauffman è oggi considerata un sinonimo obbligato.

Commestibilità e Psicoattività: A differenza di molte specie del genere Psilocybe in senso stretto, questa specie appartiene al gruppo delle "Psilocybe non allucinogene" (spostate nel genere Deconica), poiché non contiene psilocibina né psilocina. È considerato senza valore alimentare.

Habitat: È un fungo saprotrofo che cresce solitamente su terreni ricchi di residui organici, resti di erba o sterco (es. sterco di cavallo).

Aspetto Morfologico

Cappello: Di piccole dimensioni, da convesso a piano, spesso con un umbone ottuso. Presenta una superficie leggermente viscosa quando umida (da cui il nome subviscida).

Lamelle: Adnate o sub-decorrenti, di colore bruno-arancio opaco o bruno-rossastro a maturità.

Gambo: Sottile, cilindrico, spesso con resti di velo o fibrille biancastre. 
















mercoledì 4 marzo 2026

Deconica xeroderma (Huijsman) Noordel., Österr. Z. Pilzk. 18: 198 (2009)

Deconica xeroderma (Huijsman) Noordel., Österr. Z. Pilzk. 18: 198 (2009)

Raccolta del 2008 tra rametti di legno, studiata da Marino Zugna del Forum AMB di Muggia, sue le foto micro.
FORUM DI MUGGIA 

Il termine Psilocybe xeroderma si riferisce a una specie di fungo appartenente alla famiglia delle Strophariaceae, attualmente classificata in modo più accurato come Deconica xeroderma. 

Caratteristiche principali

Tassonomia: Originariamente descritta come Psilocybe xeroderma da Huijsman nel 1961, la specie è stata successivamente riclassificata nel genere Deconica (precisamente come Deconica xeroderma (Huijsman) Noordel. nel 2009).

Morfologia:

Cappello: Di piccole dimensioni, solitamente emisferico o convesso, con tonalità che variano dal bruno al giallo-marrone.

Gambo: Liscio, spesso privo di anello.

Microscopia: Caratterizzata da basidi tetrasporici e assenza di pleuroocistidi; la cuticola presenta ife incrostate.

Habitat: Cresce tipicamente su terreni ricchi di sostanza organica o letame.

I funghi del genere Deconica sono generalmente non psicoattivi, poiché mancano di psilocibina

Differenza tra Psilocybe e Deconica

Sebbene storicamente uniti, i due generi sono stati separati sulla base di studi filogenetici:

Psilocybe: Include specie allucinogene (che "bluificano" al tocco per la presenza di psilocibina).

Deconica: Include specie morfologicamente simili ma prive di proprietà neurotrope e che non presentano la reazione di bluificazione









martedì 3 marzo 2026

Deconica montana var. macrospora (Noordel. & Verduin) Noordel., Österr. Z. Pilzk. 18: 208 (2009)

Deconica montana var. macrospora (Noordel. & Verduin) Noordel., Österr. Z. Pilzk. 18: 208 (2009) 

Raccolta del 2009 studiata da Marino Zugna del Forum AMB di Muggia, sua la scheda e le foto micro.
SCHEDA IN FORUM 

Sistematica: Strophariaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi.

Descrizione macroscopica

Pileo fino a 10 mm, da campanulato a subemisferico, con piccolo e prominente umbone centrale, igrofano, non striato o soltanto per trasparenza, bruno-rossastro, ricoperto da esili resti velari costituiti da minute fibrille bianche che danno un aspetto feltrato.

Lamelle da largamente adnate a moderatamente distanti, ocracee all'inizio poi brunastre, filo lamellare più chiaro.

Stipite 20-30 x 1-2 mm, cilindrico, diritto, di colore ocraceo, finemente fibrilloso per i resti di velo, base leggermente allargata.

Carne acquosetta, odore e sapore non rilevati.

Descrizione microscopica

Spore (8,13) 8,44-9,40 (10,35) x (5,76) 6,07- 6,68 (6,85) µm, in media 8,96 x 6,36 µm, Q. = (1,25) 1,33-1,49 (1,57); Qm = 1,41; Vol. = (144) 169-217 (236); Vol.m = 190 µm³; ovoidi in proiezione frontale, ellissoidi in proiezione laterale, grigio-brunastre in ammoniaca, indestrinoidi, con parete distintamente spessa ed evidente poro germinativo tronco.

Basidi 20,6-26 x 6,9-9,1 µm, in media 23,2 x 8,1 µm; Qm = 2,8; Vol.m = 820 µm³; subclavati, tozzi, tetrasporici; filo lamellare sterile.

Cheilocistidi 21,4-26,4 x 6,4-8,8 x 2,4-3, µm, in media 23,6 x 7,6 x 3,0 µm, lageniformi con apice da subacuto a leggermente capitulato, a pareti sottili, molto spesso con pseudosetto nella parte superiore, all'altezza del restringimento. Cellule cistidioidi del filo lamellare 10,1-14,9 x 5,9-9,0 µm, in media 12,6 x 7,5 µm; Qm = 1,68; Vol.m = 392 µm³; clavate. Pleurocistidi assenti.

Trama lamellare con Ø 2,9-11,5 µm, in media 7,1 µm, ad andamento regolare, costituita da elementi inflati, ialini o alle volte leggermente incrostati e pigmentati di giallastro.

Pileipellis in ixocutis, formata da una sottile strato di ife cilindriche con Ø 3,5-6,0 µm, in media 4,7 µm, ialine.

Subpellis 31,3-70,4 x 11,8-20,6 µm, in media 49,7 x 16,3 µm; Qm = 3,2; Vol.m = 7242 µm³; formata da elementi più o meno lunghi, alle volte pseudoparenchimatici, pigmentati di bruno e più o meno fortemente incrostati.

Caulopellis con Ø 2,9-7,9 µm, in media 5,3 µm, tipo cutis, formata da ife cilindriche a pareti leggermente incrostate e pigmentate di giallo-brunastro.

Caulocistidi 24,6-35,7 x 4,2-7,9 x 3,1-5,1 µm, in media 29,5 x 6,3 x 4,0 µm, presenti nel primo quarto superiore, isolati o a mazzetti, da subcilindrici a sublageniformi o più raramente clavati.

Giunti a fibbia presenti in tutti i tessuti del basidioma.

Materiali e Metodi: la descrizione è stata desunta dallo studio di materiale d'erbario e da foto originali.

I preparati microscopici sono stati reidratati e osservati in KOH 2%, Rosso Congo Ammoniacale, L4, Melzer, Ammoniaca 2%. Le dimensioni sporali si basano su 100 misurazioni, per le rimanenti tipologie cellulari si sono effettuate 30 misurazioni a tipologia. Le misurazioni sporali e di tutti gli elementi sono stati effettuati con il software Mycométre.

Dati di raccolta e Habitat. N. scheda: 4075. Data di ritrovamento: 11/04/2009. Località: Bosco del Bucione Santo Stefano. Comune: Torricella Sicura. Coordinate geografiche: 339; III; TERAMO. Altezza slm: f. 3. Habitat: a terra, tra Polytrichum sp. Legit: Bruno de Ruvo. Determinatore: Zugna M.

 Osservazioni

Nelle nostre osservazioni abbiamo riscontrato dei cheilocistidi, in media, notevolmente più corti di quanto segnalato nella bibliografia (Noordeloos e alt., 1999), (Noordeloos 2011) e più confacenti alle misure date per Psilocybe chionophila (Noordeloos “1999” – “2011”), nonostante ciò, le misure sporali superiori, il poro germinativo tronco e l'habitat non strettamente legato a Polytrichum norvegicum ci riportano all'ipotesi determinativa su esposta.

Bibliografia.

Bas, C., Kuyper, Th.W., Noordeloos, M.E. & Vellinga, E.C. (eds) (1999). Flora Agaricina Neerlandica 4. Strophariaceae, Tricholomataceae (3). Rotterdam: Balkema. 191 pp.

Breitenbach J. & Kränzlin F., 1995- Champignons de Suisse. Tome 4. Champignons à lames 2ème partie. Luzern, 371 pp.

Cetto B., 1975-1993 - 1 funghi dal vero. Trento. Taav. 1-3042.

Courtecuisse R. & Duhem B., 1994 - Les Champignons de France. Paris, 448 PP.

Index Fungorum: <http://www.indexfung...Names/Names.asp>

Kühner R., Romagnesi H., 1953 - Flore Analytique des Champiognons supérieurs. Paris, 556 pp.

Kühner R., Romagnesi H., 1954-1958 - Compléments à la "Flore Anayique". [Reprint: Biblioth. Mycol. 1977, 56: 484 pp.].

Moser M., 1983 - Guida alla determinzione dei funghi (Polyporales, Boletales, Agaricales, Russulales). In: Gams W., Kleine Kryptogamenflora Band lib/2. Stuttgart, 553pp.

Noordeloos, M.E. (2011). Funghi Europaei. Strophariaceae s.l. (Funghi Europaei-13). Saronno.

Watling, R. & Gregory, N.M. (1987). British Fungus Flora. Agarics and Boleti 5. Strophariaceae and Coprinaceae p.p.: Hypholoma, Melanotus, Psilocybe, Stropharia, Lacrymaria and Panaeolus. Edinburgh: Royal Botanic Garden. 121 pp.


























domenica 1 marzo 2026

Candolleomyces candolleanus (Fr.) D. Wächt. & A. Melzer, Mycol. Progr. 19(11): 1233 (2020

Candolleomyces candolleanus (Fr.) D. Wächt. & A. Melzer, Mycol. Progr. 19(11): 1233 (2020

ritrovamento di giugno 2025, nel muschio, soggetti molto piccoli e solo due. Ho pensato ad una Psathyrella ma non ad una P.candolleana. Non ne trovo da quelle parti.
Lo studio di Ubaldo Marulli però ci porta alla determinazione indicata, sue l'analisi e le foto micro.

Candolleomyces candolleanus (Fr.) D. Wächt. & A. Melzer, Mycol. Progr. 19(11): 1233 (2020)

Spore
6.2 [7.2 ; 7.6] 8.6 × 3.3 [4 ; 4.4] 5.1 µm
Q = 1.4 [1.7 ; 1.8] 2.2 ; N = 30 ; C = 95%
Me = 7.4 × 4.2 µm ; Qe = 1.8, ellissoidali‑ovoidali, lisce.
Colore bruno scuro in massa.
Poro germinativo centrale evidente.
Non amiloidi.
Basidi
Prevalentemente tetrasporici, 12.7 [15 ; 21.1] 23.4 × 6.5 [6.7 ; 7.4] 7.6 µm
Cheilocistidi
Molto abbondanti, carattere chiave, lageniformi, utriformi o ventricosi .
33.1 [36.9 ; 40] 43.8 × 6.2 [9.3 ; 11.8] 14.9 µm, pareti sottili, ialini.
Pleurocistidi
Assenti  (carattere diagnostico).
Pileipellis
strato esterno formato da cellule piriformi, e con uno strato sottostante con ife subglobose  senza gaf.
Caulocistidi
Presenti soprattutto nella parte superiore del gambo, con forme molto irregolari, da utriformi a claviformi.
Velo
spesso molto fugace,  costituito da catene di cellule cilindracee.
Sono riuscito a trovare alcuni resti adesi ai bordi del cappello essiccato, queste le misure:
20 [23.6 ; 30.8] 34.4 × 2.1 [3.3 ; 5.8] 7 µm
Raccolra fatta dall’amico Bruno il 26.06.2025,foto n° 4840 in località Ceppo.