sabato 1 agosto 2026

Panaeolus cinctulus (Bolton) Sacc., Syll. Fung. (Abellini) 5: 1124 (1887)

Panaeolus cinctulus (Bolton) Sacc., Syll. Fung. (Abellini) 5: 1124 (1887)

Grazie all'aiuto dell'amico Ubaldo Marulli, sue foto e analisi micro,  pubblichiamo questa scheda.

Caratteristiche morfologiche

Cappello: Inizialmente emisferico o convesso, tende poi a spianarsi con l'età. Il colore varia dal marrone rossastro al nocciola, ma è fortemente igrofano (cambia colore asciugandosi). Presenta una tipica fascia perimetrale più scura. 

Lamelle: Inizialmente grigiastre, diventano progressivamente nere e chiazzate a maturità a causa della maturazione non simultanea delle spore, con il filo della lamella che rimane più chiaro. 

Gambo: Slanciato, cilindrico, cavo e di consistenza tenace. Mostra spesso una sfumatura bluastra o una reazione di viraggio al blu alla base se manipolato. 

Spore: Di colore nero intenso in massa. 

Habitat e crescita: Si tratta di un fungo coprofilo o sub-coprofilo. Cresce tipicamente in contesti ricchi di azoto e sostanza organica, come: 

Terreni concimati e prati da pascolo

Cumuli di letame o di compost

Prati domestici curati o giardini in cui sono stati usati fertilizzanti

Campi di fieno dopo le piogge estive ed autunnali 

Panaeolus cinctulus (Bolton) Sacc., Syll. Fung. (Abellini) 5: 1124 (1887)

Sinonimia:

Agaricus cinctulus Bolton, Ist. fung. Halifax, App. (Huddersfield) 3: 152 (1792) [1791]

Coprinus cinctulus (Bolton) Gray, Nat. Arr. Brit. Pl. (Londra) 1: 633 (1821)

Agaricus fimicola var. cinctulus (Bolton) Cooke, Forsch. PflKr., Tokyo: 221 (1883)

Panaeolus fimicola var. cinctulus (Bolton) Rea, Brit. basidiomyc. (Cambridge): 372(1922) Campanularius pumilus Murrill, Lloydia 5: 154 (1942)

Panaeolus pumilus (Murrill) Murrill, Lloydia 5: 156 (1942)

Panaeolus dunensis Bon & Courtec., in Bon, Docums Mycol. 13 (n. 50): 28 (1983)

Caratteristiche Microscopiche

Spore nere  in massa, lisce, ellissoidali , 

11.2 [12.6 ; 13.2] 14.6 × 6.3 [7 ; 7.4] 8.1 µm

Q = 1.6 [1.7 ; 1.8] 2 ; N = 30 ; C = 95%

Me = 12.9 × 7.2 µm ; Qe = 1.8, poro germinativo tronco, in posizione centrale, 2.1-2.6 µm

Basidi tetrasporici a forma di clava, misurano 20.6 [21.6 ; 23.3] 24.4 × 8.6 [9.6 ; 11.1] 12 µm

Cheilocistidi abbondanti sul filo della lamella, corti, da cilindracei a subclavisormi  

Pleurocistidi assenti, così pure i crisocistidi.

Caulocistidi simili a cheilocistidi, numerosi nella parte superiore del gambo.

Pileipellis di tipo imeniforme con cellule sferopenducolate. presenti pileocistidi di forma clavata o piriformi.

Assenza di giunti a fibbia.

Dalle foto fatte su campioni non più freschi, si riesce ancora a distinguere una zona brunastra ai bordi del cappello.

Basidiomi raccolti dall’amico Bruno il 25.04.2026, foto n°7345, in località Pietracamela (TE). 

























mercoledì 29 luglio 2026

Byssocorticium atrovirens (Fr.) Bondartsev & Singer [as 'atrivirens'], in Singer, Mycologia 36(1): 69 (1944)

Byssocorticium atrovirens (Fr.) Bondartsev & Singer [as 'atrivirens'], in Singer, Mycologia 36(1): 69 (1944)

interessantissimo ritrovamento di un micete dalle particolarità uniche ben elencate nell'analisi micro di Ubaldo Marulli, sue le foto micro.

Byssocorticium atrovirens (Fr.) Bondartsev & Singer 

Sinonimi:

Thelephora atrovirens Fr., Elench. fungo. (Greifswald) 1: 202 (1828)

Corticium atrovirens (Fr.) Fr., Epicrisis Systematis Mycologici : 562 (1838) [1836-1838]

Lyomyces atrovirens (Fr.) P. Karst., Bidr. Kann. Finl. Naz. Folk 37: 154 (1882)

Terana atrovirens (Fr.) Kuntze, Revis. gen. per favore (Lipsia) 2: 872 (1891)

Coniophora atrovirens (Fr.) Cooke, Grevillea 20(n. 93): 13 (1891)

Hypochnus atrovirens (Fr.) Donk, Arch. Nederl. Bot. ver. Kruidk. : 82 (1932)

Sporotrichum aeruginosum Schwein., trad. Sono. phil. Soc., Nuova serie 4(2): 273 (1832) [1834]

Lyomyces caerulescens P. Karst., Bidr. Kann. Finl. Naz. Folk37: 154 (1882)

Corticium caerulescens (P. Karst.) Sacc., Sill. Fungo.(Abellini) 6: 619 (1888)

Hypochnopsis caerulescens (P. Karst.) P. Karst., Bidr. Kann. Finl. Naz. Folk48: 443 (1889)

Terana caerulescens (P. Karst.) Kuntze, Revis. gen. per favore(Lipsia) 2: 872 (1891)

Corticium atrovirens var. caerulescens (P. Karst.) Jaap, Verh. bot. ver. Prov. Brandenb.50:43 (1908)

Basidioma resupinato,  spesso meno di 0,5 mm.

Imenoforo di consistenza soffice, da finemente vellutato a poroso ( vedi foto allo stereo). Colori che vanno dal blu, grigio-azzurro fino al verdastro nei campioni secchi. 

Margine leggermente più chiaro e finemente fibrilloso.

Spore globose , lisce, spesse a volte monoguttulate, JKJ neg., misurano3.5 [3.9 ; 4] 4.4 × 3.1 [3.5 ; 3.7] 4.1 µm

Q = 1 [1.1] 1.2 ; N = 40 ; C = 95%

Me = 3.9 × 3.6 µm ; Qe = 1.1

Basidi clavati, tetrasporici, misurano 13.9 - 22.9 × 3.8 - 5.5 µm.

Sistema ifale monomitico, le ife del subicolo sono ramificate ad angolo retto e presentano anastomosi.

 I giunti a fibbia  rari nel subicolo, ma presenti alla base dei basidi e nelle ife del sub imenio

Cistidi assenti

Giunti a fibbia presenti e le misure piccole delle spore, ci permettono di seperare questa specie dalle altre dello stesso Genere.

La presenza di Byssocorticium atrovirens in una determinata area geografica è strettamente legata a microclimi forestali intatti: necessita di tassi costanti di umidità e di un'elevata presenza di legname in forte stato di decomposizione. Per questo motivo è considerato un ottimo indicatore biologico della salute e della vetustà degli ecosistemi forestali.

Basidiomi racccolti dall’amico Bruno il 02.03-2026, foto n°7056, in località Magliano (TE)

Il Byssocorticium atrovirens non è un fungo saprofita, ma è un simbionte ectomicorrizico. [1, 2] 

Anche se cresce tipicamente sulla parte inferiore di tronchi caduti e detriti vegetali in decomposizione, gli studi biologici e genetici moderni hanno dimostrato che il legno e le foglie morte sono utilizzati dal fungo esclusivamente come supporto fisico o "piattaforma" per produrre i suoi corpi fruttiferi. [3] 

Il suo reale sostentamento biologico funziona in questo modo:

Nutrizione: Ottiene gli zuccheri e il carbonio stabilendo una relazione simbiotica (micorriza) con le radici degli alberi vivi circostanti. [2] 

Eccezione evolutiva: Molti generi vicini nell'ordine delle Atheliales sono effettivamente saprofiti del legno. Tuttavia, il genere Byssocorticium (insieme ad altri come Piloderma) ha evoluto uno stile di vita micorrizico. [2] 

Capacità ossidativa: Come molte ectomicorrize, possiede comunque enzimi capaci di intaccare la materia organica del suolo. Non lo fa per nutrirsi del legno (carbonio), ma per "scavare" e recuperare nutrienti minerali essenziali come l'azoto, che poi scambia con la pianta ospite.