martedì 13 ottobre 2026

Lactarius controversus Pers. : Fr. 1800

Lactarius controversus Pers. : Fr. 1800

Ritrovamento del 09 novembre 2026 in località Varano, sulle sponde del Fiume Tordino sotto Populus nigra.

Lactarius controversus è un fungo tossico e non commestibile appartenente alla famiglia delle Russulaceae. Si tratta di una specie di grandi dimensioni che può raggiungere anche i 35-40 cm di diametro.

Caratteristiche principali per il riconoscimento

Cappello: Da convesso a fortemente depresso/imbutiforme a maturità. La cuticola è di colore bianco avorio con tipiche chiazze o macchie rosa-rossastre / vinose, localizzate soprattutto verso il centro. È vellutata a tempo secco e nettamente viscosa/glutinosa con la pioggia. 

Lamelle: Molto fitte, inizialmente bianche ma che assumono rapidamente una caratteristica colorazione rosa-carnicina o rosa-ocracea.

Gambo: Corto, tozzo, sodo, spesso eccentrico e attenuato alla base, concolore al cappello o sfumato di rosa. 

Carne e Lattice: La carne è bianca, soda e dura. Se frantumata o tagliata, secerne un lattice bianco e immutabile che non vira di colore. 

Odore e Sapore: Ha un leggero odore fruttato ma un sapore estremamente acre e piccantissimo (da cui il nome comune "Peperone"). 

Habitat e Distribuzione:

Cresce durante l'estate e l'autunno, tipicamente in gruppi anche numerosi (gregario), prediligendo terreni argillosi. È una specie simbionte strettamente legata alle latifoglie, in particolare cresce sotto pioppi (Populus alba, Populus nigra), ma si può trovare anche presso salicacee, castagni e faggi. Tende a nascere molto interrato, portando spesso con sé residui di terra e foglie sul cappello. 

Il fungo è tossico e provoca sindrome gastrointestinale. La forte acredine lo rende comunque non appetibile. Sebbene in alcune tradizioni locali venga consumato erroneamente insieme ad altri funghi per conferire piccantezza, il suo consumo — anche in piccole quantità — causa disturbi all'apparato digerente ed è fortemente sconsigliato. 





sabato 10 ottobre 2026

Lachnella alboviolascens (Alb. & Schwein.) Fr., Summa veg. Scand., Sectio Post. (Stockholm): 365 (1849)

Lachnella alboviolascens (Alb. & Schwein.) Fr., Summa veg. Scand., Sectio Post. (Stockholm): 365 (1849)

Ritrovamento studiato dall'amico Ubaldo Marulli, sue le foto e l'analisi micro.

Lachnella alboviolascens è un minuscolo fungo basidiomicete (famiglia Niaceae o Cyphellopsidaceae) che imita l'aspetto di un ascomicete. Cresce in piccoli gruppi densi su ramoscelli decaduti, detriti legnosi, cortecce e fusti di varie piante ed erbe (come edera, luppolo o bagolaro). 

Caratteristiche principali

Morfologia: I corpi fruttiferi (carpofori) sono piccolissimi, misurando solitamente tra 1 e 2 mm di diametro (talvolta anche meno). Hanno una caratteristica forma a coppa o disco, e sono privi di gambo (sessili) o provvisti di un supporto cortissimo. 

Aspetto esterno: La superficie esterna è densamente ricoperta da una folta peluria bianca incrostata. In condizioni di siccità, il fungo si appallottola chiudendosi a riccio per proteggere la superficie fertile interna dall'essiccamento. 

Imenoforo (superficie interna): La parte interna è liscia e presenta una colorazione che va dal grigio al grigio-violaceo (da cui deriva il nome specifico alboviolascens). 

Lachnella alboviolascens (Alb. & Schwein.) Fr., Summa veg. Scand., Sectio Post. (Stockholm): 365 (1849)

Synonymy:

Peziza alboviolascens Alb. & Schwein. [as 'albo-violascens'], Consp. fung. (Leipzig): 322 (1805)

Peziza fallax var. alboviolascens (Alb. & Schwein.) Pers., Mycologia Europaea (Erlanga) 1: 266 (1822)

Cyphella alboviolascens (Alb. & Schwein.) P. Karst., Fung. Fenn. Exsicc., Cent. 8(nos 700-800): no. 715 (1868)

Lachnea alboviolascens (Alb. & Schwein.) Gillet [as 'albo-violascens'], Champignons de France, Discom.(3): 81 (1880) [1879]

Chaetocypha alboviolascens (Alb. & Schwein.) Kuntze, Revis. gen. pl. (Leipzig) 2: 847 (1891)

Cyphellopsis alboviolascens (Alb. & Schwein.) Donk, Medded. Nedl. Mycol. Ver. 18-20: 129 (1931)

Peziza nigrocaesia Schumach. [as 'nigro-caesia'], Enum. pl. (Kjøbenhavn) 2: 435 (1803)

Peziza alboviolascens var. nigrocaesia (Schumach.) Fr., Systema Mycologicum (Lundae) 2(1): 96 (1822)

Peziza granuliformis Nees, Syst. Pilze (Würzburg): 67 (1816) [1816-17]

Peziza fallax Pers., Mycologia Europaea (Erlanga) 1: 266 (1822)

Cyphella curreyi Berk. & Broome, Ann. Mag. nat. Hist., Ser. 3 7: 379 (1861)

Peziza alboviolascens var. alba J. Kickx f., Fl. Crypt. Flandres (Paris) 1: 489 (1867)

Corticium dubium Quél., Mém. Soc. Émul. Montbéliard, Sér. 2 5: 16 (1872)

Cyphella dubia (Quél.) Quél., in Cooke & Quélet, Clavis syn. Hymen. Europ. (London): 220 (1878)

Cyphella dochmiospora Berk. & Broome, Ann. Mag. nat. Hist., Ser. 4 11: 343 (1873)

Chaetocypha dochmiospora (Berk. & Broome) Kuntze, Revis. gen. pl. (Leipzig) 2: 847 (1891)

Cyphella villosa f. dochmiospora (Berk. & Broome) Jaap, Annls mycol. 3(5): 399 (1905)

Cyphella stuppea Berk. & Broome [as 'stupea'], Ann. Mag. nat. Hist., Ser. 5 1: 25 (1878)

Chaetocypha stuppea (Berk. & Broome) Kuntze, Revis. gen. pl. (Leipzig) 2: 847 (1891)

Cyphella pseudovillosa Henn., Bot. Jahrb. Syst. 34: 43 (1904)

Lachnella alboviolascens f. phyllophila H. Lehmann, Index Fungorum 479: 1 (2021) 

Campioni raccolti dall’amico Bruno su rametto di Rubus fruticosus il 30.04.2026, foto n° 7366 in località Villa Ripa di Teramo

Basidiomi molto piccoli, 0,4–1,0 mm,  colori come da foto peli superficiali destrinoidi, densamente e finemente incrostati di granuli, con  parete spessa e molti con rigonfiamento a volte alla base, altre nella zona mediana, spore DESTRINOIDI ialine, lisce, apicolate, ellissoidali, subglobose a volte appiattite su un lato, (11.7) 12.2 - 13.7 (15) × (😎 8.5 - 9.6 (10) µm

Q = (1.3) 1.31 - 1.55 (1.6) ; N = 20

Me = 13.1 × 9.1 µm ; Qe = 1.4

Basidi tetrasporici,(53.3) 55.6 - 66.1 (74.3) × (7.3) 8.9 - 10.9 (11.7) µm

Peli 93.9 - 134 × 6.7 - 8 µm

La presenza di una reazione destrinoide al reattivo di Melzer genera spesso accesi dibattiti interpretativi tra i micologi, poiché la positivizzazione interessa principalmente i peli esterni e non sempre le spore

Per quanto riguarda le basidiospore, la letteratura scientifica internazionale riporta casistiche variabili:

Inamiloidi secondo la maggioranza degli autori e  debolmente destrinoidi da altri,

come viene evidenziato nei database biologici vedi  BioImages UK