domenica 15 marzo 2026

Lichenomphalia velutina (Quél.) Redhead, Lutzoni, Moncalvo & Vilgalys 2002

Lichenomphalia velutina (Quél.) Redhead, Lutzoni, Moncalvo & Vilgalys 2002

piccolo funghetto vegetante all'interno di una nicchietta di un rametto di Alnus. Sapientemente studiato da Ubaldo Marulli, sue l'analisi e le foto micro.

Lichenomphalia velutina (Quél.) Redhead, Lutzoni, Moncalvo & Vilgalys

Sinonimia:
Omphalia velutina Quél., C. r. Assoc. Franç. Avancem. Sci. 14(2): 445 (1886)
Omphalina velutina (Quél.) Quél., Enchiridion Fungorum in Europa media et praesertim in Gallia Vigentium: 44 (1886)
Botrydina velutina (Quél.) Redhead & Kuyper, Arctic Alpine Mycology, II (New York): 333 (1987)
Phytoconis velutina (Quél.) Redhead & Kuyper, Mycotaxon 31(1): 222 (1988)
Omphalia grisella P. Karst., Meddn Soc. Fauna Flora fenn. 16: 92 (1890) [1889]
Lichenomphalia grisella (P. Karst.) Redhead, Lutzoni, Moncalvo & Vilgalys, Mycotaxon 83: 38 (2002)
Basidiocarpo omfaloide , colore come da foto,  con lamelle rade, spesse, leggermente decorrenti, gambo subconcolore , pubescente.
Basidiospore ialine, con un apicolo prominente, piriformi, 8.1 [9.6 ; 10.2] 11.7 × 4 [5.3 ; 5.9] 7.2 µm  Q = 1.3 [1.7 ; 1.9] 2.3 ; N = 34 ; C = 95%    Me = 9.9 × 5.6 µm ; Qe = 1.8,.
Basidi clavati, bisporici, 17.1 -30.1× 3.2-6.8 µm.
Ife del gambo coperte da abbondanti ciuffi di peli flessuosi  26.5 [37.4 ; 59.1] 70 × 2.4 [3.5 ; 5.7] 6.8 µm., con parte basale ricca di granuli verdastri di tallo. 
Raccolta effettuata dall’amico bruno il 28.02.26, foto n°7023, in località Prati di Tivo su resti di Alnus.

Lichenomphalia velutina è un raro fungo lichenizzato appartenente alla famiglia delle Hygrophoraceae (ordine Agaricales). A differenza della maggior parte dei funghi, vive in simbiosi con alghe verdi del genere Coccomyxa

Caratteristiche principali

Questo piccolo fungo è caratterizzato da un aspetto "omfaloide" (simile a un'omfalia) e dimensioni molto ridotte:

Cappello: Misura circa 0,5-1,5 cm di diametro. Ha una forma inizialmente convessa, poi ombelicata (depressa al centro), con colorazioni che variano dal bruno-scuro al rosso-brunastro o grigio-bruno.

Lamelle: Sono spaziate, decorrenti sul gambo e di colore più pallido rispetto al cappello.

Gambo: Esile, lungo 2-3 cm, spesso pubescente (leggermente peloso) alla base.

Habitat e Distribuzione

Ecologia: È una specie terricola o muscicola, che predilige suoli acidi (calcifuga) o detriti vegetali.

Diffusione: Si trova principalmente in ambienti montani























venerdì 13 marzo 2026

Phloeomana minutula (Sacc.) Redhead, Index Fungorum 290: 1 (2016)

Phloeomana minutula (Sacc.) Redhead, Index Fungorum 290: 1 (2016)

Ritrovamento di carpofori di piccolissime dimensioni vegetanti su rametto di Rovo, sapientemente studiato dall'amico Rossano Giolo, sue le foto micro.

Phloeomana minutula (conosciuto anche con il sinonimo Mycena olida) è un piccolo fungo appartenente alla famiglia delle Porotheleaceae. In inglese è comunemente chiamato "rancid bonnet" a causa del suo caratteristico odore. 

Ecco le caratteristiche principali del fungo:
Aspetto: Si presenta con un cappello e un gambo interamente bianchi, anche se con l'invecchiamento può assumere sfumature giallastre, specialmente al centro del cappello.
Odore: Il nome comune deriva dalla descrizione classica del suo odore come "rancido" o "forte", sebbene diversi autori lo abbiano descritto in modo variabile: da debolmente fruttato a quasi nullo.
Habitat: Cresce solitamente su tronchi coperti di muschio o rami caduti di alberi decidui (latifoglie). In Italia è stato segnalato in varie altitudini, dal livello del mare fino a zone montane.
Tassonomia: Originariamente classificato da Bresadola come Mycena olida, è stato successivamente riclassificato nel genere Phloeomana da Redhead nel 2016. 

È considerato una specie relativamente non comune. Può essere facilmente confuso con il Phloeomana hiemalis, che però tende ad avere colori più scuri.










Calocybe obscurissima (A. Pearson) M.M. Moser, in Gams, Kl. Krypt.-Fl., Edn 3 (Stoccarda) 2b/2: 101 (1967)

Calocybe obscurissima (A. Pearson) M.M. Moser, in Gams, Kl. Krypt.-Fl., Edn 3 (Stoccarda) 2b/2: 101 (1967)

Ritrovamento dell'ottobre 2024 tra le latifoglie, raccolta interessante dal particolare delle lamelle bianchissime, studiata dall'amico Ubaldo Marulli, sue l'analisi e le foto micro.

Calocybe obscurissima (A. Pearson) M.M. Moser, in Gams, Kl. Krypt.-Fl., Edn 3 (Stoccarda) 2b/2: 101 (1967

Sinonimia:
Tricholoma ionides var. obscurissimus A. Pearson [come 'obscurissima'], Trad. Br. mycol. Soc. 29(4): 192 (1946)
Tricholoma obscurissimum (A. Pearson) Hora, Trad. Br. mycol. Soc. 43(2): 459 (1960)
Rugosomyces obscurissimus (A. Pearson) Bon, Docums Mycol. 21(n. 82): 66 (1991)
Lyophyllum obscurissimum (A. Pearson) Consiglio & Contu, Riv. Micol. 45(2): 144 (2002)
Tricholoma conicosporum Métrod, Revue Mycol., Parigi 4(2): 107 (1939)
Rugosomyces obscurissimus var. conicosporus Métrod ex Bon, Docums Mycol. 29(n. 115): 33 (1999)

Posizione nella classificazione:
Calocybe, Lyophyllaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota,
Fungi

Cappello inizialmente convesso, poi piano convesso,  margine leggermente involuto,  con una superficie asciutta, non igrofana, colore come da foto. Gambo cilindrico, fibrilloso sunconcolore al cappello. Contesto sottile.

Microscopia

Cuticola del cappello formato da uno strato di ife cilindriche sottili,  con pigmento intracellulare. Filo lamellare omomorfo, senza elementi differenziati riconducibili a cheilocistidi.

Basidi 16.3 [18.4 ; 21.2] 23.3 × 2.7 [3.6 ; 4.8] 5.6 µm leggermente claviformi , tetrasporici  senza gaf basali e carminiofili.

Spore ellissoidali,  lisce, non amiloidi
5.2 [5.9 ; 6.2] 6.9 × 2.1 [2.5 ; 2.7] 3 µm
Q = 2 [2.3 ; 2.4] 2.8 ; N = 30 ; C = 95%
Me = 6.1 × 2.6 µm ; Qe = 2.4.

Campioni raccolti dall’amico bruno,il 28.10.2024, foto n°2934, su terreno coperto da foglie di nocciolo, in località Magliano di Torricella Sicura (TE)

Da segnalere che questa è la seconda raccolta in Abruzzo, le prima fu fatta in occasione di un Convegno GEMA nel 2024.



















giovedì 12 marzo 2026

Psilocybe squamosa var. squamosa (Pers.) PD Orton, Note R. bot. Gdn Edinb.29(1): 80 (1969)

Psilocybe squamosa var. squamosa (Pers.) PD Orton, Note R. bot. Gdn Edinb.29(1): 80 (1969)

raccolta del 2007 studiata da Marino Zugna del Forum AMB Muggia, sue le foto micro.

Forum AMB di Muggia

Caratteristiche principali

Questo fungo appartiene alla famiglia delle Strophariaceae ed è caratterizzato da:

Cappello: Di dimensioni tra 2 e 5 cm, inizialmente convesso e poi appianato. La superficie è vischiosa e ornata da piccole squame concentriche, più evidenti nei giovani esemplari.

Gambo: Cilindrico e slanciato, presenta un piccolo anello membranoso. Al di sotto dell'anello, il gambo è tipicamente ricoperto da squame fibrose.

Habitat: Cresce solitamente su residui legnosi interrati o letti di foglie, spesso in boschi di latifoglie o parchi cittadini.

Commestibilità: È classificato come non commestibile o sospetto. Alcune fonti segnalano la possibile presenza di psilocibina, rendendolo potenzialmente tossico o psicoattivo. 

Tassonomia e Sinonimi

Il nome della specie ha subito diverse riclassificazioni nel tempo. Tra i sinonimi più comuni si trovano:

Stropharia squamosa

Hypholoma squamosum

Naematoloma squamosum

Esiste anche una varietà correlata, la var. thraustus, che si distingue per colorazioni più vivaci, tendenti all'arancio-rossastro.