martedì 3 febbraio 2026

Hebeloma leucosarx P.D. Orton, Trans. Br. mycol. Soc. 43: 244 (1960)

Hebeloma leucosarx P.D. Orton, Trans. Br. mycol. Soc. 43: 244 (1960)

Raccolta del 2008 studiata da Marino Zugna del Forum AMB di Muggia 

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Hebeloma leucosarx P.D. Orton, Trans. Br. mycol. Soc. 43: 244 (1960)

Basionimo: Hebeloma leucosarx P.D. Orton, Trans. Br. mycol. Soc. 43: 244 (1960)

Sinonimi:

Hebeloma longicaudum sensu NCL (1960), auct.; fide Checklist of Basidiomycota of Great Britain and Ireland (2005)

Hebeloma velutipes Bruchet, Bull. mens. Soc. linn. Lyon 39(6[Suppl.]): 127 (1970)

Hebelomatis leucosarx (P.D. Orton) Locq., Fl. Mycol., 3. Cortinariales - A.: 146 (1979) [1977]

Hebelomatis velutipes (Bruchet) Locq., Fl. Mycol., 3. Cortinariales - A.: 146 (1979) [1977]

Descrizione macroscopica della raccolta

Pileo Ø fino a 15 mm, convesso in seguito emisferico, non umbonato, di colore laterizio, margine involuto, di colore rosato, striato per l'impronta delle sottostanti lamelle e con leggeri resti araneosi di velo, viscido.

Lamelle adnate al gambo, intercalate da lamellule, bianco-rosate, infine marrone-nocciola, filo lamellare più chiaro, finemente crenulato, essudante goccioline acquose, ialine o leggermente brunastre.

Stipite 30 x 0.5 mm, cilindrico, base leggermente allargata ma non bulbosa "bulbosetta nell'exsiccatum", apice, fibrilloso, ricoperto da una fine pruina "caulocistidi", specialmente nella zona apicale, fibrilloso verso il basso, da bianco a ocra pallido, non imbrunente, pieno.

Carne soda, biancastra, poi ocracea, odore e sapore non rilevati, basidiomi non annerenti in exsiccatum.

Microscopia.

Spore (100 misure) (9,2) 9,9-12,1 (12,8) x (5,5) 5,9-6,7 (7,2) µm; µm, in media 11,04 x 6,31 µm, Q. = (1,54) 1,62-1,87 (2,04) ; Q. m. = 1,75; Vol. = (155) 187-281 (339) ; Vol. m. = 232 µm³; amigdaliformi in proiezione laterale, ovoidi o subfusiformi in proiezione frontale, debolmente destrinoidi, gialle in ammoniaca, con grossa guttula centrale, ornamentate da verruche ben evidenti, perisporio aderente, non scollato, parete spessa e apicolo laterale poco pronunciato.

Basidi 28,96 x 9,01 x µm, tetrasporici, scarsi quelli bisporici, clavati, con o senza costrizione nella zona mediana; subimeniio formato da cellule subisodiametriche; trama lamellare regolare.

Cheilocistidi 30 elementi:

lunghezza (35,4) 46,5-69,6 (74,7) µm; media 57,28 µm.

larg. testa (4,9) 5,6-7,9 (8,1) µm; media 6,87 µm.

larg. min. med. (2,6) 2,8-4,2 (4,6) µm; media 3,51 µm.

larg. max. base (3,6) 4,9-7,6(8,2) µm; media 6,3 µm.

in una successiva misurazione effettuata tenendo conto unicamente dello spessore abbiamo riscontrato le seguenti misure:

larg. testa (100 misure) 4,67 x 8,94 µm, media 6,71 µm.

larg. min. med. (100 misure) 2,17 x 5,36 µm, media 3,34 µm.

larg. max. base (30 misure) 5,52 x 8,05 µm, media 6,90 µm.

Di due tipologie differenti, i primi, prevalentemente lageno-clavati, con apice e base leggermente allargate, alle volte leggermente capitulati e parte mediana ristretta; i secondi, in minor numero percentuale, clavati, con, o senza, parte mediana ristretta e, sempre con base attenuata, molto spesso sinuosi, sporadicamente totalmente cilindrici o tipicamente lageniformi, disposti su tutto il filo lamellare al punto da renderlo sterile; pleurocistidi assenti; trama lamellare formata da ife cilindriche, ialine.

Pileipellis di tipo ixocute, spessa 120-160 µm, disposte disordinatamente ed immerse in un gel, formata da ife, congofile, di forma cilindrica di Ø 1,7-3,0 µm, in media 2,30 µm, ialine, non incrostate, passante ad un ixotricoderma con terminali clavati e Ø 4,5-8 µm, in media 5,80 µm, evidenzianti un debole pigmento, membranario e finemente incrostante, di colore bruno-giallastro. Subpellis a struttura pseudoparenchimatic

Caulopellis formata da ife parallele con Ø 2,5-5,5µm.

caulocistidi 47-77,5 x 4,5-8 µm, in media 70 x 6,5 µm, simili ai cheilocistidi, contornati da cellule clavate più corte, misuranti 6,5-9 x 3-4,5 µm, riuniti in mazzetti e disposti su buona parte della lunghezza del gambo.

Giunti a fibbia presenti in tutti i tessuti del basidioma.

Osservazioni: si tratta di due giovani esemplari di taglia estremamente minuta, in evidente stadio di inizio crescita (quindi da non considerare come "forma tipica" sotto l'aspetto macroscopico).

In ogni caso, in seguito alla raccolta, i basidiomi hanno portato a compimento la loro maturazione, a testimonianza di ciò, fa testo la cospicua sporulazione che si è potuta osservare sullo stipite, durante le indagini microscopiche.

Quindi, almeno per quanto riguarda lo studio dei caratteri microscopici, si ritiene di poter considerare come attendibili le misure e le relative indicazioni sulla morfologia dei caratteri anatomici.

Nella raccolta in oggetto le caratteristiche microscopiche, soprattutto per quanto riguarda la morfologia dei cheilocistidi e dei caulocistidi, si adattano a quanto rilevato da (Grilli E. - 2007), nell'articolo sullo studio dei tipi nel genere Hebeloma, dove, tra l'altro, ha riscontrato che il typus di Hebeloma leucosarx si è rivelato contenere due taxa diversi (commistione), provvedendo, conformemente alle norme ICBN, alla lectotipificazione di Hebeloma leucosarx.

Habitat e Raccolte studiate: N. scheda: 3978. Data di ritrovamento: 24/08/2008. Località: Coste di Contradarno. Comune: Pietracamela (TE). Coordinate geografiche: 349-I-MONTORIO AL VOMANO. Altezza slm: 1000. Habitat: macchia igrofila composta da Alnus sp., Corylus avellana, Populus sp., ed altra latifoglia, sottobosco di Equisetum arvense, in terreno molto umido e fangoso.

Legit: Bruno de Ruvo B. Determinatore: Marino Zugna.

Bibliografia:

BON M., 2002: Clé de determination du genre Hebeloma. Documents mycologiques, Tome XXXI, Fascicule n°123.

Breitenbach J. & F. Kränzlin - 2000: Champignons de Suisse, tome 5. Mykologia, Lucerne.

Grilli E. - 2007: Studio dei tipi nel genere Hebeloma. Proposta di soluzione di un garbuglio tassonomico. Che cosa è Hebeloma leucosarx? Micol. e Veget. Medit., 22 (2): 133-176.

Index Fungorum: http://www.indexfung...Names/Names.asp

La Chiusa L. 1999: Contributo allo studio del genere Hebeloma, RdM, 1999, 3: 221-240

VESTERHOLT J., 2005: The genus Hebeloma; Fungi of Northern Europe, Vol. 3.




















lunedì 2 febbraio 2026

Hebeloma gigaspermum Gröger & Zschiesch., Z. Mykol. 47(2): 201 (1981)

Hebeloma gigaspermum Gröger & Zschiesch., Z. Mykol. 47(2): 201 (1981)

Ritrovamento del 2008 studiato da Marino Zugna del Forum AMB di Muggia,
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Hebeloma gigaspermum Gröger & Zschiesch., Z. Mykol. 47(2): 201 (1981)

Sinonimi: Hebeloma groegeri Bon, Docums Mycol. 31 (no.123): 27 (2002)

Descrizione della raccolta: “parzialmente desunta dalle fotografie della raccolta e dall'exsiccatum”.

Pileo Ø fino a 30 mm, all’inizio convesso in seguito piano-emisferico, con largo umbone ottuso, margine brevemente scanalato lievemente involuto, un po' debordante, filo denticolato; superficie pileica di colore ocra chiaro, crosta di pane al disco, più chiara verso il bordo, margine biancastro, senza evidenti resti di velo, non viscido, non igrofano, (in exsiccatum evidentemente discolore).

Lamelle sub-ventricose, sinuose, adnate al gambo, distanti, intercalate da lamellule, in gioventù biancastre, in seguito ocraceo- rosate , infine marrone-grigiastro, filo lamellare più chiaro, fortemente crenulato, non notate ne micro gocciole ne macule scure.

Stipite 25-40 x 0,3-0.5-(10) mm, cilindrico, diritto nella parte superiore, anche ricurvo in basso, base da più o meno dilatata fino a claviforme, pieno, di colore biancastro, poi ocraceo chiaro, ocraceo più scuro nella parte bassa; pruinoso scagliosetto, ornamentato da piccole squame infere e fioccosità biancastre tendenti a colorarsi di ocraceo con l'età.

Carne soda nel giovane, bianca, ocracea negli esemplari maturi, imbrunente nella zona basale e dove morsicata dalle larve; sapore dolciastro, piacevole, quasi caramelloso, anche dopo prolungata masticazione (da exsiccatum), odore non verificato; basidiomi parzialmente e moderatamente annerenti in exsiccatum, in particolar modo al centro del pileo e alla base dello stipite. In exsiccatum i reperti hanno dimostrato una consistenza rigida ma estremamente fragile, vetrificata.


Microscopia.

Spore (12,64) 13,04-14,89 (16,10) x (6,68) 7,30-8,22 (8,53) µm, in media 13,98 x 7,78 µm, Q. = (1,4) 1,6-1,9 (2,0), Qm, = 1,8; Vol. = (297,6) 373,9-514,7 (557,8), Vol.m.= 444,2, da amigdaliformi a citriformi, con evidente papilla apicale indestrinoide, sporadicamente subfusiformi in proiezione frontale, fortemente destrinoidi, gialle in ammoniaca, mediamente ornamentate, episporio aderente, in alcuni casi, scollato, parete spessa, apicolo indestrinoide ben pronunciato.

Basidi 32,70-41,9 x 9,9-12,8 µm, in media 37,3 x 11,1µm, clavati, spesso con lieve costrizione nella zona mediana, sterigmi lunghi fino a 9 µm, in maggioranza tetrasporici ma sono numerosi anche quelli bisporici.

Cheilocistidi: lunghezza (26,6) 32,3-62,9 (66,1) µm, in media 49,0 µm; apice Ø (3,4) 5,0-15,6 (23,7) µm, in media 8,9 µm; centro Ø (5,1) 5,8-10,1 (12,4) µm, in media 7,5 µm; base Ø (2,0) 2,8-10,3 (12,2) µm, in media 5,9 µm; per la maggior parte di forma cilindrica con testa non allargata, frammisti ai quali si sono notate forme cilindriche con testa da mediamente a fortemente capitulata, altri, da strettamente a largamente clavati, altri ancora lageniformi o fusiformi. Filo lamellare sterile. Nella zona subimeniale si sono notati alcuni pleurocistidi clavati non più notati nelle zone inferiori; trama lamellare formata da ife cilindriche, ialine.

Pileipellis in ixocute spessa 250 - 300 µm, formata da ife, disposte disordinatamente ed immerse in un gel, filiformi, cilindriche, Ø (1,9) 2,2-3,8 (4,1) µm, , terminali allargati, Ø fino a 5,5 µm.

Caulopellis formata da ife parallele Ø 3,5-6,5 µm.

Caulocistidi: lunghezza (34,6) 35,6-61,2 (63,2) µm, in media 47,5 µm; apice Ø (4,3) 4,3-10,1 (10,8) µm, Ø medio 5,9 µm; centro Ø (8,8) 9,4-22,8 (23,3) µm, Ø medio 16,3 µm; base Ø (3,6) 3,7-9,2 (10,0) µm, in Ø medio 5,6 µm; lageniformi, fusiformi, clavati, riuniti in piccoli mazzetti presenti soltanto all'apice dello stipite.

Giunti a fibbia abbondantemente presenti in tutti i tessuti del basidioma.

Osservazioni.

Premetto che l'odore dei basidiomi freschi non ci è dato a sapere, in ogni caso, supponendo che esso sia simile a quello dei taxa inseriti nel Sacchariolens group, la raccolta in oggetto dimostra un quadro microscopico alquanto ambiguo, quasi si trattasse di un coagulo di specie raggruppate in un solo taxon.

Interpretando, a grandi linee, la tabella esposta di seguito, abbiamo tenuto conto soprattutto della forma delle spore, della loro misura e della forma dei cheilocistidi (la loro misura risulta determinante solo in un caso), in secondo luogo dell'annerimento nell'exsiccatum, quindi delle esigenze ecologiche e del colore dei basidiomi freschi, siamo arrivati a considerare la nostra determinazione come la più verosimile..

Ipotizzando, per i nostri basidiomi, un odore non confacente con il gruppo sopra citato e quindi supponendo un'odore rafanoide, o differente (cacao), abbiamo intrapreso anche altre strade determinative.

Una di queste ci ha portato a considerare Hebeloma cremeopallidum (Esteve-Rav. & Heykoop) Esteve-Rav. & Heykoop 1997, già Hebeloma vaccinum var. cremeopallidum Esteve-Rav. & Heykoop, Cryptog 1990, come presunta specie, in quanto, molte caratteristiche si allineavano con quanto da noi osservato nella raccolta in poggetto, se non che, H. cremeopallidum si è dimostrato essere un sinonimo di H. fusisporum (F. ESTEVE-RAVENTÓS, M. HEYKOOP 1998).

Le altre specie, da noi prese in esame, che, per qualche motivo, potevano associarsi alla raccolta, si sono dimostrate differenti o per caratteristiche macroscopiche o microscopiche o, ancora meglio in entrambe le cose.


Nota: nel dare il nostro giudizio sul sapore della carne, ci siamo basati sull'assaggio di diverse porzioni di basidioma e della sua carne pileica comprensiva di lamelle, la quale, si è dimostrata decisamente dolce (evocante un gusto caramelloso, misto a cioccolatoso), anche dopo prolungata masticazione, in ogni caso nulla a che fare con un gusto rafanoide.

Per paragone, abbiamo assaggiato alcune piccole porzioni di carne di H. sinapizans, le quali, hanno manifestato quasi istantaneamente un sapore decisamente rafanoide (richiamante il suo tipico odore), debolmente amaro e leggermente piccantino


Habitat e Raccolte studiate: N. scheda: 3912. Data di ritrovamento: 07/10/2008. Località: Magliano di S.Stefano. Comune: Torricella Sicura. Coordinate geografiche: 339; III; TERAMO. Altezza slm: f. 3. Habitat: a terra, in zona molto umida composta prevalentemente da Salix, presente anche Carpinus, Corylus e Quercus, sottobosco formato da forte presenza di Rubus.

Legit: Bruno de Ruvo B. Determinatore: Marino Zugna.


Bibliografia:

BON M., 2002 - Clé de determination du genre Hebeloma. Documents mycologiques, Tome XXXI, Fascicule n°123, 3-40.

F. ESTEVE-RAVENTÓS, M. HEYKOOP , 1998 - ''Studies on the genus Hebeloma (Cortinariaceae) in the Iberian Peninsula, II. New and final observations on H. Cremeopallidum, a synonym of H. Fusisporum''. Documents Mycologiques (Lille), XXVIII (109-110): 17-19, (1998)

VESTERHOLT J., 2005 - The genus Hebeloma; Fungi of Northern Europe, Vol. 3.