Byssocorticium atrovirens (Fr.) Bondartsev & Singer [as 'atrivirens'], in Singer, Mycologia 36(1): 69 (1944)
interessantissimo ritrovamento di un micete dalle particolarità uniche ben elencate nell'analisi micro di Ubaldo Marulli, sue le foto micro.
Byssocorticium atrovirens (Fr.) Bondartsev & Singer
Sinonimi:
Thelephora atrovirens Fr., Elench. fungo. (Greifswald) 1: 202 (1828)
Corticium atrovirens (Fr.) Fr., Epicrisis Systematis Mycologici : 562 (1838) [1836-1838]
Lyomyces atrovirens (Fr.) P. Karst., Bidr. Kann. Finl. Naz. Folk 37: 154 (1882)
Terana atrovirens (Fr.) Kuntze, Revis. gen. per favore (Lipsia) 2: 872 (1891)
Coniophora atrovirens (Fr.) Cooke, Grevillea 20(n. 93): 13 (1891)
Hypochnus atrovirens (Fr.) Donk, Arch. Nederl. Bot. ver. Kruidk. : 82 (1932)
Sporotrichum aeruginosum Schwein., trad. Sono. phil. Soc., Nuova serie 4(2): 273 (1832) [1834]
Lyomyces caerulescens P. Karst., Bidr. Kann. Finl. Naz. Folk37: 154 (1882)
Corticium caerulescens (P. Karst.) Sacc., Sill. Fungo.(Abellini) 6: 619 (1888)
Hypochnopsis caerulescens (P. Karst.) P. Karst., Bidr. Kann. Finl. Naz. Folk48: 443 (1889)
Terana caerulescens (P. Karst.) Kuntze, Revis. gen. per favore(Lipsia) 2: 872 (1891)
Corticium atrovirens var. caerulescens (P. Karst.) Jaap, Verh. bot. ver. Prov. Brandenb.50:43 (1908)
Basidioma resupinato, spesso meno di 0,5 mm.
Imenoforo di consistenza soffice, da finemente vellutato a poroso ( vedi foto allo stereo). Colori che vanno dal blu, grigio-azzurro fino al verdastro nei campioni secchi.
Margine leggermente più chiaro e finemente fibrilloso.
Spore globose , lisce, spesse a volte monoguttulate, JKJ neg., misurano3.5 [3.9 ; 4] 4.4 × 3.1 [3.5 ; 3.7] 4.1 µm
Q = 1 [1.1] 1.2 ; N = 40 ; C = 95%
Me = 3.9 × 3.6 µm ; Qe = 1.1
Basidi clavati, tetrasporici, misurano 13.9 - 22.9 × 3.8 - 5.5 µm.
Sistema ifale monomitico, le ife del subicolo sono ramificate ad angolo retto e presentano anastomosi.
I giunti a fibbia rari nel subicolo, ma presenti alla base dei basidi e nelle ife del sub imenio
Cistidi assenti
Giunti a fibbia presenti e le misure piccole delle spore, ci permettono di seperare questa specie dalle altre dello stesso Genere.
La presenza di Byssocorticium atrovirens in una determinata area geografica è strettamente legata a microclimi forestali intatti: necessita di tassi costanti di umidità e di un'elevata presenza di legname in forte stato di decomposizione. Per questo motivo è considerato un ottimo indicatore biologico della salute e della vetustà degli ecosistemi forestali.
Basidiomi racccolti dall’amico Bruno il 02.03-2026, foto n°7056, in località Magliano (TE)
Il Byssocorticium atrovirens non è un fungo saprofita, ma è un simbionte ectomicorrizico. [1, 2]
Anche se cresce tipicamente sulla parte inferiore di tronchi caduti e detriti vegetali in decomposizione, gli studi biologici e genetici moderni hanno dimostrato che il legno e le foglie morte sono utilizzati dal fungo esclusivamente come supporto fisico o "piattaforma" per produrre i suoi corpi fruttiferi. [3]
Il suo reale sostentamento biologico funziona in questo modo:
Nutrizione: Ottiene gli zuccheri e il carbonio stabilendo una relazione simbiotica (micorriza) con le radici degli alberi vivi circostanti. [2]
Eccezione evolutiva: Molti generi vicini nell'ordine delle Atheliales sono effettivamente saprofiti del legno. Tuttavia, il genere Byssocorticium (insieme ad altri come Piloderma) ha evoluto uno stile di vita micorrizico. [2]
Capacità ossidativa: Come molte ectomicorrize, possiede comunque enzimi capaci di intaccare la materia organica del suolo. Non lo fa per nutrirsi del legno (carbonio), ma per "scavare" e recuperare nutrienti minerali essenziali come l'azoto, che poi scambia con la pianta ospite.































































































