lunedì 17 agosto 2026

Phanerochaete livescens (P. Karst.) Volobuev & Spirin, a Volobuev, Okun, Ordynets & Spirin, Mycol. Progetto 14 (n.80): 10 (2015)

Phanerochaete livescens (P. Karst.) Volobuev & Spirin, a Volobuev, Okun, Ordynets & Spirin, Mycol. Progetto 14 (n.80): 10 (2015)

Determinazione eseguita dall'amico Ubaldo Marulli, sue le foto e l'analisi micro.

Sinonimia:

Grandiniella livescens P. Karst., Hedwigia 34: 8 (1895)

Grandinia livescens (P. Karst.) Sacc., Syll. Fung. (Abellini) 12: 280 (1897)

Campioni raccolti su resti di acero dall’amico Bruno il 02.01.2026, foto n° 6697 in località Varano, Teramo.

Basidioma interamente resupinato spesso 670.8 - 846.4 µm, di consistenza membranosa, la superficie  da liscia a leggermente tubercolato, i  colori variano dal biancastro al crema-ochraceo,  margini con presenza di fini ife biancastre.

Microscopia:

Spore: Ialine, lisce, da  ellissoidali a cilindriche e leggermente concave, misurano

5.1 [5.9 ; 6.2] 7 × 2.4 [2.7 ; 2.9] 3.2 µm

Q = 1.8 [2.1 ; 2.2] 2.5 ; N = 30 ; C = 95%

Me = 6 × 2.8 µm ; Qe = 2.2

Basidi: Clavati,  tetrasporici. 

15.6 [17.5 ; 26.4] 28.2 × 2.9 [3.1 ; 4.4] 4.7 µm

Cistidi (Lamprocistidi): Da cilindrici a fusiformi, con parete spessa e apicalmente con incrostazioni di  cristalli di ossalato di calcio, CaC2O4 )ho dovuto solubilizzarli in Hcl per poter visionare al meglio i vetrini)..

Sistema ifale monomitico, prive di giunti a fibbia

Nel subicolo si presentano in modo disordinato sono con pareti spesse e misurano 6.6 – 8.1µm, quelle sottoimeniali misurano 3.2 – 4,8µm,

Allego la descrizione originale (protologo) di Phanerochaete livescens ha una storia tassonomica particolare. Essa deriva dalla descrizione effettuata dal celebre micologo finlandese Petter Adolf Karsten nel 1894, il quale registrò originariamente la specie sotto il nome di Grandiniella livescens

Basidiocarpi annuali o biennali, effusi, spessi 0,2–0,4 mm, densamente membranosi o ceracei. Margine inizialmente densamente flocculoso, bianco, poi compatto, color crema pallido o ocra pallido, nei basidiocarpi persistenti talvolta distaccato. Superficie imenale inizialmente liscia, color crema, nei basidiocarpi più vecchi indistintamente tubercolata, screpolata accidentalmente, ocra pallida o sporca, agglutinata. Struttura ifale monomitica; ife senza ganci (ganci accidentali presenti solo sulle ife subicolari). Ife subicolari da leggermente a nettamente a pareti spesse (pareti fino a 2 μm di spessore), disposte irregolarmente, ramificate ad angolo acuto o retto, (4,2–) 4,4–7,5 (–7,8) μm (n = 40/3). Ife tramali e subimeniali con pareti sottili o ispessite (fino a 0,5 μm), per lo più disposte verticalmente, (3,0–) 3,1–4,4 (–4,5) μm (n = 40/3). Piccoli cristalli romboidali abbondanti tra le ife; materia resinosa talvolta presente come piccole goccioline oleose. Cistidi immersi o sporgenti fino a 25 μm, variabili da subulati o a forma di carota a lageniformi, che si assottigliano gradualmente verso la parte apicale, spesso con 1–3 setti avventizi, (36,4–) 37,4–77,3 (–84,3) × (5,3–) 6,0–11,3 (–12,4) μm (n = 100/5), apici appuntiti, pareti inizialmente sottili, nei basidiocarpi maturi ugualmente ispessiti (negli esemplari senescenti fino a 3 μm di spessore); Incrostazione apicale, che copre fino a un terzo dell'intera lunghezza del cistidio, solida, costituita da cristalli prismatici o romboidali scarsamente distinguibili. Talvolta presenti cistidi a parete sottile, strettamente claviformi o a forma di birillo, di origine subieniale, 18,3–40,2 × 4,0–6,0 μm (n = 8/2), sporgenti fino a 25 μm, non incrostati o con scarsa incrostazione apicale. Basidi a lunga clavatura, densamente disposti, (15,8–) 16,4–27,2 (–27,6) × (3,8–) 3,9–5,0 (–5,2) μm (n = 50/5). Basidiospore cilindriche, (4,9–) 5,2–7,6 (–8,1) × (2,3–) 2,4–3,3 (–3,4) μm (n = 160/5), L = 6,30, W = 2,74, Q' = (1,9–) 2,0–2,6 (–2,7), Q = 2,13–2,42, lato ventrale piatto o leggermente concavo; spore più lunghe leggermente sigmoidi































mercoledì 12 agosto 2026

Psilocybe subcoprophila (Britzelm.) Sacc., Syll. Fung. (Abellini) 11: 72 (1895)

Psilocybe subcoprophila (Britzelm.) Sacc., Syll. Fung. (Abellini) 11: 72 (1895)

Grazie all'amico Ubaldo Marulli di determina questa raccolta, le motivazioni dell'attribuzione dell'epiteto sono ben spiegate nell'analisi micro.

Psilocybe subcoprophila (Britzelm.) Sacc., Syll. Fung. (Abellini) 11: 72 (1895)

Sinonimia:

Agaricus subcoprophilus Britzelm., Hymenomyc. Südbayern 8: 9 (1891)

Geophila coprophila var. subcoprophila (Britzelm.) Kühner & Romagn., Analitico Florido. Campione. Supér. (Parigi): 338 (1953)

Psilocybe coprophila var. subcoprophila (Britzelm.) Svrček, Česká Mykol. 13(2): 98 (1959)

Deconica subcoprophila (Britzelm.) E. Horak, Darwiniana 14: 363 (1967) 

Sebbene negli ultimi decenni molti studi molecolari abbiano riclassificato diverse specie non allucinogene e non viranti al blu dal genere Psilocybe al genere Deconica (come accaduto per la specie affine Deconica coprophila), i principali database tassonomici internazionali — come Index Fungorum e il GBIF — mantengono attualmente come nome ufficiale e confermato Psilocybe subcoprophila. 

Campioni raccolti  su sterco equino dall’amico Bruno il 01.06.2026, foto n°7673, in località Ceppo.

La determinazione microscopica è l'unico modo per separare con certezza la Deconica subcoprophila dalle altre specie affini che si sviluppano su sterco di erbivori, equino in questo caso.

Gli elementi da osservare sono le dimensioni sporali, la forma delle stesse, la forma dei cheilocistidi e la presenza o assenza di pleurocistidi.

Le spore sono subcilindriche senza profili esagonali, lisce con pareti spesse e poro germinativo ampio e centrale. Queste le misure osservate 

Spore 14 [15.8 ; 16.5] 18.4 × 7.4 [8.5 ; 8.9] 10.1 µm

Q = 1.6 [1.8 ; 1.9] 2.1 ; N = 39 ; C = 95%

Me = 16.2 × 8.7 µm ; Qe = 1.9

Poro germinativo 1.5 - 2.6µm

Basidi tetrasporici 33.9 [34.5 ; 36] 36.6 × 11.4 [11.7 ; 12.3] 12.5 µm

Cheilocistidi  lageniformi, con una base rigonfia e un collo allungato,misurano  25.4 [32.3 ; 40.7] 47.6 × 6.5 [7.3 ; 8.2] 9 µm., con parte apicale larga I3.4-4,1µm

Pleurocistidi  assenti

Pileipellis costituita da un sottile strato di ife gelatinizzate che conferiscono la tipica consistenza vischiosa del cappello quando è umido. 

Confronto con le specie della sezione Merdariae e sosia fimicole

Il quadro sottostante permette di distinguere la D. subcoprophila dalle specie più vicine attraverso l'analisi microscopica e macro-micro combinata:

Specie Spore: Forma (Vista Frontale) Cistidi e Caratteri Diagnostici

Deconica subcoprophila Ellittica / Allungata Pleurocistidi assenti.

Deconica coprophila Sub-esagonale / Mitriforme Spore molto più piccole; la forma esagonale è evidente.

Deconica merdaria Ovoidale / Ellittica Presenza di un velo parziale evidente (zona anulare sul gambo). Spore piccole.

Deconica argentina Allungata / Sub-esagonale Dimensioni intermedie, cappello con residui di velo fioccosi da giovane.

Protostropharia semiglobata (Sosia macroscopica) Ellittica Spore identiche per taglia, ma si distingue per la presenza di abbondanti crisocistidios (pleurocistidi con contenuto rifrangente giallo in KOH).

Dati ricavati da AI Mode

L'analisi biometrica e morfologica dei tuoi dati conferma perfettamente l'identificazione di Deconica subcoprophila.

Le misure e le strutture rilevate rientrano in modo millimetrico nei parametri scientifici descritti in letteratura per questa specie, permettendo di escludere con certezza la sosia Deconica coprophila.

Ecco la scomposizione e l'interpretazione dei tuoi dati microscopici:

1. Dimensioni e Forma delle Spore

    • Lunghezza media (\(M_{e}\) = \(16.2\,\mu\text{m}\)): Il tuo intervallo medio \([15.8 - 16.5]\,\mu\text{m}\) e il picco massimo di \(18.4\,\mu\text{m}\) sono incompatibili con D. coprophila (che raramente supera i \(13.5 - 14\,\mu\text{m}\)). Rispecchiano invece alla perfezione le spore grandi tipiche di D. subcoprophila.

    • Larghezza media (\(M_{e}\) = \(8.7\,\mu\text{m}\)): Con un intervallo centrale \([8.5 - 8.9]\,\mu\text{m}\), la proporzione è corretta rispetto alla lunghezza.

    • Quoziente Sporale (\(Q_{e}\) = \(1.9\)): Il valore medio di \(1.9\) (con picchi fino a \(2.1\)) indica spore decisamente allungate, ellissoidali o oblunghe. Questo coefficiente esclude la forma sub-esagonale/romboide (più tozza e con \(Q\) inferiore) propria di D. coprophila.