Ritrovamento di carpofori di piccolissime dimensioni vegetanti su rametto di Rovo, sapientemente studiato dall'amico Rossano Giolo, sue le foto micro.
Ecco le caratteristiche principali del fungo:
Racconti, descrizioni, curiosità, ecc.ecc.... della nostra Natura Teramana
Calocybe obscurissima (A. Pearson) M.M. Moser, in Gams, Kl. Krypt.-Fl., Edn 3 (Stoccarda) 2b/2: 101 (1967)
Ritrovamento dell'ottobre 2024 tra le latifoglie, raccolta interessante dal particolare delle lamelle bianchissime, studiata dall'amico Ubaldo Marulli, sue l'analisi e le foto micro.
Calocybe obscurissima (A. Pearson) M.M. Moser, in Gams, Kl. Krypt.-Fl., Edn 3 (Stoccarda) 2b/2: 101 (1967
Sinonimia:
Tricholoma ionides var. obscurissimus A. Pearson [come 'obscurissima'], Trad. Br. mycol. Soc. 29(4): 192 (1946)
Tricholoma obscurissimum (A. Pearson) Hora, Trad. Br. mycol. Soc. 43(2): 459 (1960)
Rugosomyces obscurissimus (A. Pearson) Bon, Docums Mycol. 21(n. 82): 66 (1991)
Lyophyllum obscurissimum (A. Pearson) Consiglio & Contu, Riv. Micol. 45(2): 144 (2002)
Tricholoma conicosporum Métrod, Revue Mycol., Parigi 4(2): 107 (1939)
Rugosomyces obscurissimus var. conicosporus Métrod ex Bon, Docums Mycol. 29(n. 115): 33 (1999)
Posizione nella classificazione:
Calocybe, Lyophyllaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota,
Fungi
Cappello inizialmente convesso, poi piano convesso, margine leggermente involuto, con una superficie asciutta, non igrofana, colore come da foto. Gambo cilindrico, fibrilloso sunconcolore al cappello. Contesto sottile.
Microscopia
Cuticola del cappello formato da uno strato di ife cilindriche sottili, con pigmento intracellulare. Filo lamellare omomorfo, senza elementi differenziati riconducibili a cheilocistidi.
Basidi 16.3 [18.4 ; 21.2] 23.3 × 2.7 [3.6 ; 4.8] 5.6 µm leggermente claviformi , tetrasporici senza gaf basali e carminiofili.
Spore ellissoidali, lisce, non amiloidi
5.2 [5.9 ; 6.2] 6.9 × 2.1 [2.5 ; 2.7] 3 µm
Q = 2 [2.3 ; 2.4] 2.8 ; N = 30 ; C = 95%
Me = 6.1 × 2.6 µm ; Qe = 2.4.
Campioni raccolti dall’amico bruno,il 28.10.2024, foto n°2934, su terreno coperto da foglie di nocciolo, in località Magliano di Torricella Sicura (TE)
Da segnalere che questa è la seconda raccolta in Abruzzo, le prima fu fatta in occasione di un Convegno GEMA nel 2024.
Psilocybe squamosa var. squamosa (Pers.) PD Orton, Note R. bot. Gdn Edinb.29(1): 80 (1969)
raccolta del 2007 studiata da Marino Zugna del Forum AMB Muggia, sue le foto micro.
Forum AMB di Muggia
Caratteristiche principali
Questo fungo appartiene alla famiglia delle Strophariaceae ed è caratterizzato da:
Cappello: Di dimensioni tra 2 e 5 cm, inizialmente convesso e poi appianato. La superficie è vischiosa e ornata da piccole squame concentriche, più evidenti nei giovani esemplari.
Gambo: Cilindrico e slanciato, presenta un piccolo anello membranoso. Al di sotto dell'anello, il gambo è tipicamente ricoperto da squame fibrose.
Habitat: Cresce solitamente su residui legnosi interrati o letti di foglie, spesso in boschi di latifoglie o parchi cittadini.
Commestibilità: È classificato come non commestibile o sospetto. Alcune fonti segnalano la possibile presenza di psilocibina, rendendolo potenzialmente tossico o psicoattivo.
Tassonomia e Sinonimi
Il nome della specie ha subito diverse riclassificazioni nel tempo. Tra i sinonimi più comuni si trovano:
Esiste anche una varietà correlata, la var. thraustus, che si distingue per colorazioni più vivaci, tendenti all'arancio-rossastro.
Tuber mesentericum Vittad., Monogr. Tuberac. (Milano): 40 (1831)
L'amico Antonio, tartufaio da oramai tanto tempo, dopo che l'ho sollecitato a consegnarmi i tartufi che non riesce ad identificare con certezza o, comunque, non conosce, mi porta il campione che vedete in foto dicendomi che sono anni che lo trova ma non riesce a capire cosa sia. La prima nota eclatante è l'odore, fortissimo agliaceo, di acetilene, catramoso che crea fastidio, molto penetrante. L'habitat di raccolta è misto conifere, con Pino nero e anche alcune latifoglie. Ovviamente non sono un esperto di tartufi ma ho amici che lo sono. Ho pensato che il grande Carlo Agnello ci potesse dare una mano e detto fatto, classificato immediatamente.
Tuber mesentericum con l'anomalia dell'assenza del cavo basale ma le spore sono sue, anche se questa entità rappresenta un complex di altre 4-5 specie. In tutti i modi si conferma la specie. Ringrazio Antonio per essersi fidato di me e soprattutto Carlo per la determinazione micro, sue le foto.
Ecco le sue caratteristiche principali:
Aspetto Morfologico: Presenta un peridio (superficie esterna) nero o brunastro, ricoperto da piccole verruche piramidali. La gleba (polpa interna) è inizialmente biancastra, poi vira al grigio-bruno o nocciola con venature chiare labirintiformi.
Aroma Distintivo: È celebre per il suo odore estremamente intenso e pungente di acido fenico (o fenolo), che ricorda il bitume o lo iodio. Per attenuarne la forza prima del consumo, si consiglia di lasciarlo all'aria o in un contenitore con una fetta di limone.
Habitat e Simbiosi: Cresce in associazione con piante come faggi, carpini, noccioli e querce. Predilige terreni calcarei e si trova tipicamente a una profondità di 10-20 cm.
Periodo di Raccolta: È un tartufo tipicamente invernale, reperibile da settembre fino a marzo.
Deconica coprophila (Bull.) P. Karst., Bidr. Kann. Finl. Naz. Gente 32: 515 (1879)
Raccolta dell'ottobre 2007 sapientemente studiata da Marino Zugna del Forum AMB di Muggia, sue le foto micro.
FORUM MUGGIA
Deconica coprophila è un piccolo fungo saprofita non commestibile, noto principalmente per il suo legame con lo sterco di animali erbivori. Il suo nome deriva dal greco kopros (sterco) e philos (amico), evidenziando il suo habitat esclusivo.
Caratteristiche Morfologiche
Questo fungo presenta dimensioni ridotte e tratti distintivi che lo rendono facilmente identificabile per gli esperti:
Cappello: Ha un diametro che raggiunge circa i 2,5 cm. La forma evolve da emisferica a convessa, diventando infine appianata con un basso umbone centrale.
Colore e Consistenza: Il cappello è solitamente bruno-rossastro o marrone ocra, spesso vischioso quando umido.
Lamelle: Sono inizialmente pallide, poi diventano bruno-nerastre a maturità a causa delle spore.
Gambo: Sottile e cilindrico, spesso della stessa tonalità del cappello o leggermente più chiaro.
Habitat e Distribuzione
Deconica coprophila è una specie coprofila, ovvero cresce direttamente su escrementi animali o in terreni molto ricchi di materia organica decomposta:
Substrato: Si trova comunemente su sterco di mucca, cavallo, pecora o cervo.
Ambiente: Frequente nei pascoli, prati umidi e aree rurali dove pascolano animali erbivori.
Periodo di crescita: È visibile principalmente dall'estate all'autunno, specialmente dopo periodi di pioggia.
Commestibilità e Note Tassonomiche
Sebbene appartenga a una famiglia che include specie psicoattive (come il genere Psilocybe, in cui era precedentemente classificata), la Deconica coprophila è considerata non commestibile e priva di valore culinario.
Assenza di psilocibina: A differenza di molti "cugini" del genere Psilocybe, questa specie non contiene quantità significative di sostanze allucinogene e non presenta il tipico viraggio al blu della carne se danneggiata.
Rischio di confusione: Può essere confusa con altri piccoli funghi coprofili come quelli del genere Panaeolus, alcuni dei quali possono essere tossici o psicoattivi