mercoledì 29 luglio 2026

Byssocorticium atrovirens (Fr.) Bondartsev & Singer [as 'atrivirens'], in Singer, Mycologia 36(1): 69 (1944)

Byssocorticium atrovirens (Fr.) Bondartsev & Singer [as 'atrivirens'], in Singer, Mycologia 36(1): 69 (1944)

interessantissimo ritrovamento di un micete dalle particolarità uniche ben elencate nell'analisi micro di Ubaldo Marulli, sue le foto micro.

Byssocorticium atrovirens (Fr.) Bondartsev & Singer 

Sinonimi:

Thelephora atrovirens Fr., Elench. fungo. (Greifswald) 1: 202 (1828)

Corticium atrovirens (Fr.) Fr., Epicrisis Systematis Mycologici : 562 (1838) [1836-1838]

Lyomyces atrovirens (Fr.) P. Karst., Bidr. Kann. Finl. Naz. Folk 37: 154 (1882)

Terana atrovirens (Fr.) Kuntze, Revis. gen. per favore (Lipsia) 2: 872 (1891)

Coniophora atrovirens (Fr.) Cooke, Grevillea 20(n. 93): 13 (1891)

Hypochnus atrovirens (Fr.) Donk, Arch. Nederl. Bot. ver. Kruidk. : 82 (1932)

Sporotrichum aeruginosum Schwein., trad. Sono. phil. Soc., Nuova serie 4(2): 273 (1832) [1834]

Lyomyces caerulescens P. Karst., Bidr. Kann. Finl. Naz. Folk37: 154 (1882)

Corticium caerulescens (P. Karst.) Sacc., Sill. Fungo.(Abellini) 6: 619 (1888)

Hypochnopsis caerulescens (P. Karst.) P. Karst., Bidr. Kann. Finl. Naz. Folk48: 443 (1889)

Terana caerulescens (P. Karst.) Kuntze, Revis. gen. per favore(Lipsia) 2: 872 (1891)

Corticium atrovirens var. caerulescens (P. Karst.) Jaap, Verh. bot. ver. Prov. Brandenb.50:43 (1908)

Basidioma resupinato,  spesso meno di 0,5 mm.

Imenoforo di consistenza soffice, da finemente vellutato a poroso ( vedi foto allo stereo). Colori che vanno dal blu, grigio-azzurro fino al verdastro nei campioni secchi. 

Margine leggermente più chiaro e finemente fibrilloso.

Spore globose , lisce, spesse a volte monoguttulate, JKJ neg., misurano3.5 [3.9 ; 4] 4.4 × 3.1 [3.5 ; 3.7] 4.1 µm

Q = 1 [1.1] 1.2 ; N = 40 ; C = 95%

Me = 3.9 × 3.6 µm ; Qe = 1.1

Basidi clavati, tetrasporici, misurano 13.9 - 22.9 × 3.8 - 5.5 µm.

Sistema ifale monomitico, le ife del subicolo sono ramificate ad angolo retto e presentano anastomosi.

 I giunti a fibbia  rari nel subicolo, ma presenti alla base dei basidi e nelle ife del sub imenio

Cistidi assenti

Giunti a fibbia presenti e le misure piccole delle spore, ci permettono di seperare questa specie dalle altre dello stesso Genere.

La presenza di Byssocorticium atrovirens in una determinata area geografica è strettamente legata a microclimi forestali intatti: necessita di tassi costanti di umidità e di un'elevata presenza di legname in forte stato di decomposizione. Per questo motivo è considerato un ottimo indicatore biologico della salute e della vetustà degli ecosistemi forestali.

Basidiomi racccolti dall’amico Bruno il 02.03-2026, foto n°7056, in località Magliano (TE)

Il Byssocorticium atrovirens non è un fungo saprofita, ma è un simbionte ectomicorrizico. [1, 2] 

Anche se cresce tipicamente sulla parte inferiore di tronchi caduti e detriti vegetali in decomposizione, gli studi biologici e genetici moderni hanno dimostrato che il legno e le foglie morte sono utilizzati dal fungo esclusivamente come supporto fisico o "piattaforma" per produrre i suoi corpi fruttiferi. [3] 

Il suo reale sostentamento biologico funziona in questo modo:

Nutrizione: Ottiene gli zuccheri e il carbonio stabilendo una relazione simbiotica (micorriza) con le radici degli alberi vivi circostanti. [2] 

Eccezione evolutiva: Molti generi vicini nell'ordine delle Atheliales sono effettivamente saprofiti del legno. Tuttavia, il genere Byssocorticium (insieme ad altri come Piloderma) ha evoluto uno stile di vita micorrizico. [2] 

Capacità ossidativa: Come molte ectomicorrize, possiede comunque enzimi capaci di intaccare la materia organica del suolo. Non lo fa per nutrirsi del legno (carbonio), ma per "scavare" e recuperare nutrienti minerali essenziali come l'azoto, che poi scambia con la pianta ospite.








































Mycena plumipes (Kalchbr.) P.-A. Moreau, Bull. Mycol. Bot. Dauphiné-Savoie 43(no. 171): 5 (2003)

Mycena plumipes (Kalchbr.) P.-A. Moreau, Bull. Mycol. Bot. Dauphiné-Savoie 43(no. 171): 5 (2003) 

Grazie all'aiuto determinativo di Rossano Giolo, sue le foto micro, giungiamo alla determinazione di questa raccolta  effettuata su legno di faggio, apparentemente un'anomalia secondo gli habitat indicati in letteratura che la vogliono su strobili di Abies picea.

Caratteristiche principali
  • Cappello: Campanulato o conico, di colore grigio, grigio-brunastro o grigio-ocraceo.
  • Gambo: Sottile, slanciato e caratterizzato da una base tipicamente "piumosa" o lanuginosa, ricoperta da una fitta peluria bianca da cui deriva il nome plumipes (piede piumoso).
  • Odore: Emana un forte e caratteristico odore di cloro (o candeggina), che aiuta a distinguerlo facilmente da altre specie simili sul campo.
  • Habitat: Cresce nei boschi di aghifoglie direttamente sugli strobili (pigne) interrati o parzialmente degradati. Spesso condivide lo stesso identico habitat e periodo di crescita con lo Strobilurus esculentus, un altro fungo tipico delle pigne.











lunedì 27 luglio 2026

Helvella solitaria P. Karst., Bidr. Känn. Finl. Nat. Folk 19: 37 (1871)

Helvella solitaria P. Karst., Bidr. Känn. Finl. Nat. Folk 19: 37 (1871)

Grazie all'amico Ubaldo Marulli determiniamo questa bella Helvella, sue le foto e l'analisi micro.

Sinonimia:

Peziza solitaria P. Karst., Not. Sällsk. Fauna et Fl. Fenn. Förh. 10: 111 (1869)

Lachnea solitaria Bizz. & Sacc., Mycotheca veneta, Cent. IV: n. 323 (1876)

Acetabula calice Sacc., Atti Soc. Veneto-Trent. Sci. Nat. 2(1): 216 (1873)

Peziza calyx (Sacc.) Sacc., Michelia 2(n. 7): 258 (1881)

Paxina calyx (Sacc.) Kuntze, Revis. gen. pl. (Lipsia) 2: 864 (1891)

Peziza amphora Quél., Bull. Soc. Bot. Francia 23: 331 (1877) [1876]

Anfora delle Aleurie (Quél.) Gillet, Champignons de France, Discom. (2): 46 (1879)

Anfora di acetabula (Quél.) Sacc., Syll. Fung. (Abellini) 8: 60 (1889)

Paxina amphora (Quél.) Kuntze, Revis. gen. pl. (Lipsia) 2: 864 (1891)

Acetabula calyx var. amphora (Quél.) Bud., Classe Storica Discom. Eur. (Parigi): 40 (1907) 

Campioni raccolti dall’amico Bruno il 17.04.2026, foto n° 7306, in località Varano frazione di Teramo.

Miscoscopia eseguita su campioni d’erbario.

Spore ellissoidali, superficie liscia, monoguttulate, 15.2 [16.6 ; 17.3] 18.8 × 9.9 [11 ; 11.6] 12.7 µm

Q = 1.3 [1.5] 1.7 ; N = 30 ; C = 95%

Me = 17 × 11.3 µm ; Qe = 1.5

Aschi cilindracei, inamiloidi, 223.2 [243.7 ; 284.7] 305.2 × 11.8 [12.7 ; 14.4] 15.3 µm, ottosporici con spore uniseriate.

Parafisi sottili, settate, con apice leggermente rigonfio,3,34 - 4,03 µm

L'excipulum ectale è formato da cellule globose  con elementi terminali a ciuffi che determinano una piccola peluria all’esterno dell’ascoma, misurano 78 [87 ; 104.8] 113.7 × 5.3 [7.9 ; 13] 15.5 µm .