lunedì 9 febbraio 2026

Gymnopilus junonius (Fr.) P.D. Orton, Trans. Br. mycol. Soc. 43(2): 176 (1960)

Gymnopilus junonius (Fr.) P.D. Orton, Trans. Br. mycol. Soc. 43(2): 176 (1960) 

trattasi di due ritrovamenti l'uno avvenuto su latifoglia, il primo, con microscopia curata da Marino Zugna e pubblicata in una scheda nel Forum AMB di Muggia. Si analizzano anche le motivazioni per cui si sceglie l'epiteto indicato anziché Gymnopilus spectabilis.

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Gymnopilus junonius (Fr.) P.D. Orton, Trans. Br. mycol. Soc. 43(2): 176 (1960)

Basionimo: Agaricus junonius Fr., Syst. mycol. (Lundae) 1: 244 (1821)

Sinonimi: Gymnopilus spectabilis var. junonius (Fr.) Kühner & Romagn., (1953)

Pholiota grandis Rea, Trans. Br. mycol. Soc. 2(1): 37 (1903) [1902]

Pholiota junonia (Fr.) P. Karst., Bidr. Känn. Finl. Nat. Folk 32: 301 (1879)

Pholiota spectabilis var. junonia (Fr.) J.E. Lange, Fl. Agaric. Danic. 5: 100 (1940)

Posizione sistematica: Strophariaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi

Quadro macroscopico della raccolta.

Basidiomi di taglia medio-grande, presenza costante di un vistoso e persistente velo parziale (anello), prevalentemente cespitosi o subcespitosi ma anche singoli, lignicoli.

Pileo con diametro fino a 80 mm, all'inizio emisferico, quindi convesso, infine disteso con leggera depressione e basso umbone ottuso appena accennato. In gioventù vellutato e leggermente fibrilloso radialmente, in seguito più o meno ricoperto da piccole squamature appressate, con tendenza a rialzarsi leggermente alle estremità, infine liscio. Zona marginale a lungo involuta, spesso con resti di velo generale araneosi, infine distesa, margine non striato, alle volte con lembi di velo parziale. Colore uniformemente giallo aranciato più o meno intenso, con sfumature brunastro aranciate in vecchiaia.

Lamelle negli esemplari giovani adnate con breve accenno a decorrere, quindi emarginate, da orizzontali a subventricose, mediamente fitte, inframezzate da 3-5 lamellule, da giovani crema ocracee, infine brunastro rugginose, filo lamellare leggermente ondulato, intero, più chiaro delle facce.

Stipite 120 x 20 (40) mm, cilindrico, pieno, fusiforme verso il basso, striato e finemente forforaceo nella zona sopranulare, longitudinalmente fibrilloso nella zona subanulare. Di colore giallo sopra l’anello, giallo aranciato nel resto della superficie brunastro in vecchiaia. Base da allargata a fusiforme, spesso subradicante. Velo parziale (anello) membranaceo, vistoso e persistente.

Carne di colore crema giallastro, fortemente annerente negli exsiccata, soda, leggermente marmorizzata nella zona pileica ed in buona parte dello stipite, bambagiosa nella porzione basale. Odore non testato, l’assaggio di una buona porzione di fungo secco ha palesato un sapore amaro ed un gusto decisamente di cartone.

Quadro microscopico della raccolta

Spore (8,87) 9,33-10,66 (11,34) x (5,52) 5,74-6,28 (7,25) µm, in media 9,99 x 6,03 µm, Q. = (1,52) 1,56-1,749 (1,88), Q.m. = 1,66; Vol. = 161-214 µm³; Vol. m. = 191 µm³, da amigdaliformi a subellissoidi in proiezione laterale, ellissoidi in proiezione frontale, fortemente verrucose, verruche ottuse, alte fino a 0,5 µm, singole o riunire in brevi creste, plaga suprailare liscia, poro germinativo e appendice ilare non apprezzabili, giallo ocracee in KOH 2%, fortemente destrinoidi. Intervallo di confidenza lung.: 9,54 < µ < 10,20. Intervallo di confidenza larg.: 5,78 < µ < 6,12.

Basidi 31,5-44,5 x 8-10,5 µm, Vol. m. = 1629 µm³, molto voluminosi, clavati, spesso con lieve restringimento mediano, contenenti una sostanza amorfa grigio giallastra, in maggioranza tetrasporici, 10% bisporici.

Cheilocistidi 27-36,5 x 6,5-9 x 3,5-6 µm, abbondantissimi, nella stragrande maggioranza lageniformi, spesso con apice subcapitulato, in minima parte strettamente subfusiformi. Filo lamellare sterile.

“Pleurocistidi” simili ai cheilocistidi, presenti in minima quantità, soltanto nella zona sottostante il filo lamellare, non osservati nelle zone più interne.

Trama lamellare regolare, formata da ife settate, 2,5-5,5 µm, evidenzianti un netto pigmento parietale bruno giallastro.

Pileipellis di tipo cutis, formata da ife distese, cilindriche, con diametro 4,5-7 µm, settate, evidenzianti un pigmento parietale bruno giallastro, quelle più esterne, in alcuni casi, debolmente incrostante. Pileocistidi non osservati.

Caulopellis tipo cutis, formata da ife distese, cilindriche con diametro 2,5-7 µm, evidenzianti un pigmento parietale bruno giallastro, tromboplere scarsamente presenti.

Caulocistidi da strettamente lageniformi, misuranti 22-55 x 4-10 x 2-5 µm, raramente con apice subcapitulato, frammisti ad altri di tipologia clavata o subcilindrica, misuranti 19-50 x 6-10 µm, Vol. m. = 1193 µm³, presenti a mazzetti o dispersi nella zona superiore dello stipite (sopra l’anello).

Giunti a fibbia presenti in tutti i tessuti del basidioma.

Materiali e Metodi

Lo studio è stato compiuto su materiale secco, quest'ultimo, reidratato in KOH 2% o in acqua secondo i casi.

I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario, si è adoperato Floxina acquosa per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari.

Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr.

Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale, prelevate da zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature e senza tenere conto di eventuali ornamentazioni che, nel caso, si sono misurate a parte; per le rimanenti tipologie cellulari si sono fatte un minimo di venti misure a tipologia.

Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga1998: Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary.

Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata ed i nomi degli Autori, si fa riferimento a http://www.indexfung...names/Names.asp e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx.

Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l’ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio del trinoculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d’erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Dati relativi alla raccolta

N. scheda: 4533. Data di ritrovamento: 26/09/2010. Località: Intermesoli. Comune: Pietracamela (TE). Coordinate geografiche: 42°32'3.50"N 13°32'20.60"E. Altezza s.l.m.: 800. Habitat: Su ceppaia di Quercus sp. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B.

Osservazioni

all’interno del genere, per la presenza costante di un vistoso e persistente velo parziale (anello), G. junonius viene sistemato nel Sottogenere Annulatus (Romag.) Hesler.

Ad onore di cronaca possiamo segnalare una precedente raccolta (di cui allego l'url per visionare il bellissimo ritrovamento) Gymnopilus spectabilis Legit Bruno de Ruvo, in data 03/10/2009, in Loc. Prati di Tivo-lariceto, Alt.: 1280, conservata nell'erbario A.M.B.-Gruppo di Muggia e del Carso con il N. scheda: 4179. Habitat: in diversi rigogliosi esemplari di grossa taglia, crescenti sia singoli che fascicolati, disposti a diverse altezze, dalla base fino a 2 metri, su un grosso esemplare di Larix decidua vivo ed in buon stato vegetativo.

Per quanto riguarda la scelta del binomio Gymnopilus junonius piuttosto che Gymnopilus spectabilis, abbiamo adottato il primo in quanto c’è sembrato che, se pur usato da molti AA., l’Agaricus spectabilis Fr., (1828) = Gymnopilus spectabilis var. spectabilis (Fr.) Singer, (1951) = Phaeolepiota aurea (Matt.) Maire, (1928), nonostante la proposta del Nomina consevanda da parte di alcuni AA., risulti un nome confusum e quindi da rigettare.

Bibliografia consultata

Bon M. & Roux P. 2002. Le genre Gymnopilus Karst. en Europe FUNGI NON DELINEATI Pars XVII: Candusso, Mykoflora - Alassio (SV)

Breitenbach J. & Kränzlin F., 2000. Champignons de Suisse. Tome 5. Champignons à lames 3ème partie. Luzern.

Cetto B. (1970-1993) - funghi dal vero. Vol. 1-7. Saturnia Trento.

Kúhner R., Romagnesi H., 1953. Flore Analytique des Champiognons supérieurs. Paris, 556 pp.

Index Fungorum: http://www.indexfung...Names/Names.asp

Malençon G. & Bertault R., 1970. Flore des champignons supérieurs du Maroc. Tome I. Rabat

Myco Bank: http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx

Phillips R., 1981. Riconoscere i funghi. Istituto Geografico De Agostini.

Watling, R., Gregory, N.M. & Orton, P.D. (1993). British Fungus Flora. Agarics and Boleti 7. Cortinariaceae p.p. Edinburgh: Royal Botanic Garden. 131 pp.




































Ritrovamento su Larix decidua











Gymnopilus bellulus (Peck) Murrill, N. Amer. Fl., Ser. 2 10: 200 (1917)

Gymnopilus bellulus (Peck) Murrill, N. Amer. Fl., Ser. 2 10: 200 (1917)

Ritrovamento del 2008 studiato da Marino Zugna del Forum AMB di MUGGIA

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Sinonimi:
Agaricus bellulus Peck, Bull. Buffalo Soc. nat. Sci. 1: 51 (1874) [1873]
Flammula bellula (Peck) Pilát,: 351 (1951)
Fulvidula bellula (Peck) Joss., Bull. trimest. Soc. mycol. Fr. 64: 23 (1948)
Naucoria bellula (Peck) Sacc., Syll. fung. (Abellini) 5: 841 (1887)
Naucoria intertrunca Pilát, Sb. nár. Muz. Praze, B 9(2): 55 (1953)

Descrizione della raccolta:
Pileo Ø 5-15 mm, da emisferico a convesso, quindi semi piano, privo di umbone ottuso, lucidi, non igrofano, di un bel colore laterizio carico, aranciato, giallognolo, per un breve tratto, solo verso il margine, margine non striato o solo lievemente per trasparenza, finemente crenulato, leggermente eccedente.
Lamelle annesse al gambo, subventricose, abbastanza spesse, mai lunghe fino a congiungersi con il margine pileico, mediamente fitte, intramezzate a lamellule, di colore ocra carico, rugginose a maturità, filo lamellare intero, concolore alle facce.
Stipite 15-35 x 1,5-2 mm, esemplari cilindrico, svasato in alto, marrone-rossastro-smorto, misto a toni vinaccia, finemente ricoperto da fibrille giallastre.
Carne esigua, giallastra, alla reidratazione discioglie un pigmento giallo che colora quasi istantaneamente la sostanza reidratante, sapore (da exsiccatum), di giuggiole mature, non amaro, odore non testato.
Descrizione micro:
Spore (4,37) 4,72-5,52 (5,87) x (2,77) 3,08-3,55 (3,75) µm, in media 5,12 x 3,29 µm, Q. = (1,31) 1,44-1,69 (1,78); Q.m.= 1,56; Vol. = (19,5) 23,91-35,07 (42,8); Vol.m.= 29,1; da ellittiche a subamigdaliformi, densamente verrucose, poro germinativo non visibile, apiculo poco evidente, di colore marroncino-giallastro, destrinoidi.
Basidi 17-25 x 5-7 µm, clavati, tetrasporici, con strozzatura mediana.
Cheilocistidi lageniformi a testa capitata 16-31,0 x 5,5-6,4 µm, capitulo Ø 3,5-4,5 µm, filo lamellare fertile; pleurocistidi simili ai cheilocistidi per forma e misure.
Pileipellis di tipo cutis, formata da ife parallele con Ø 2,5-5,5 µm, pigmentate di giallo, settate, subpellis composta da ife brevemente settate con Ø 6-9 µm, fortemente pigmentate di bruno-giallastro e incrostate; pileocistidi non osservati.
Caulopellis di tipo cutis, composta da ife cilindriche, con Ø 2,0 x 5,0 µm, ialine, settate, ialine e settate.
Caulocistidi 15-20 x 5-7 µm, di forma simile ai cistidi imeniali, ialini o anche pigmentati di giallastro, altri, non capitulati disposti in folti ciuffetti.
Giunti a fibbia presenti in tutti i tessuti del basidioma.
Reazioni chimiche spore destrinoidi.

Dati relativi alla raccolta: N. scheda: 3916. Data di ritrovamento: 02/10/2008. Località: Ceppo - Torrente Castellano. Comune: Rocca santa Maria. Coordinate geografiche: 339; III; TERAMO. Altezza slm: f. 4. Habitat: su ceppaia muscosa di abete. Legit: de Ruvo Bruno. Determinatore: Zugna M.

OsservazioniGymnopilus bellulus si colloca nela Sottogenere Gymnopilus, Sezione Microspori, all'interno della quale si distingue per le spore di taglia molto piccola, per la loro forma ellittica e per la destrinoidia positiva.
Le specie più vicine sono G. flavus (Bres.) Sing., che, oltre ad avere differenti preferenze ecologiche edafiche, ha aspetto totalmente differente; G. sordidostipes Hesler, specie cespitosa e di taglia maggiore, con spore leggermente più grandi; G. josserandii Antonin, molto simile per aspetto ma con spore subsferiche e non destrinoidi.
Noi possiamo segnalare il fatto di non aver riscontrato la presenza di pileocistidi mentre, in alcuni testi da noi consultati, si cita la loro presenza (Bon M. & P. Roux, 2002).

Bibliografia:
Bon M. & Roux P. 2002 - Le genre Gymnopilus Karst. en Europe. Fungi non Delineati Pars XVII. Edizioni Candusso.
Breitenbach J. & Kränzlin F., 2000- Champignons de Suisse. Tome 5. Luzern.
Kühner R., Romagnesi H., 1953 - Flore Analytique des Champiognons supérieurs. Paris.
Moser M., 1983 - Guida alla determinzione dei funghi (Polyporales, Boletales, Agaricales, Russulales).