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mercoledì 3 gennaio 2024

Volvariella caesiotincta

Volvariella caesiotincta P.D. Orton, Bull. mens. Soc. linn. Lyon 43: 319 (1974)

ringrazio Marino Zugna per il corposo studio.


Sinonimi: Volvariella murinella sensu Kühner & Romagnesi 1953

Volvariella murinella var. umbonata J. Lange 1940


Sistematica: Pluteaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

Descrizione macroscopica
Pileo 65 mm di diametro, carnosetto, appianato, privo di umbone. Cuticola radialmente fibrillosa, fuori che al disco, di colore grigio-nerastro al disco (evocante T. terreum), grigio-topo in periferia, via via più chiaro verso il margine tanto da lasciar intravvedere la sottostante carne di colore bianco. Margine intero o finemente eroso a tratti.
Lamelle libere, arrotondate al gambo, abbastanza fitte, sottili, ventricose, inframezzate da 1-3 lamellule; dapprima biancastre, poi rosa-salmonate, infine rosa-brunastre. Filo lamellare sterile, finemente crenulato, concolore o appena più chiaro.
Stipite 70 x 8-10 mm, completamente bianco, cilindrico, diritto, slanciato, appena svasato all’apice e leggermente allargato alla base, la dove termina allargato in un piccolo bulbo, glabro, finemente pelosetto per un breve tratto nella porzione basale tomentosetto all’interno della volva. Base avvolta da una volva membranosa, irregolarmente lacerata, libera e inguainante lo stipite per 30 mm, di colore grigiastro sporco, non viscosa.
Carne bianca, bianco-grigiastra per un brevissimo tratto nella porzione a contatto con la pileipellis, totalmente bianca nello stipite.
Odore che ricorda vagamente certi molluschi disidratati (mitili).
Sapore dolce, appena leggermente rafanoide.
Rilevazioni effettuate da exsiccatum reidratato.

Descrizione microscopica
Spore (5,5) 5,9-7,0 (7,5) x (3,7) 4,0-4,8 (5,0) µm; in media 6,5 x 4,4 µm Q. = (1,3) 1,4-1,5 (1,6), Q.m.= 1,4; Vol. (44) 53-84 (94), Vol.m.= 66 µm³, ellissoidi in proiezione laterale, ovoidi in proiezione frontale, ialine, a contenuto amorfo rosato, con una grossa guttula o molteplici più piccole, parete mediamente spessa, apiculo poco evidente.
Basidi 21,7-32,6 x 7,5-9,3 µm, in media 26,0 x 8,2 µm, Q.m.= 3,1; Vol.m.= 935, clavati, tetrasporici.
Cheilocistidi 25,1-86,5 x 12,6-30,6 µm, in media 52,6 x 19,01 µm, Q.m.= 2,7; Vol.m.= 11986 µm³, polimorfi, da fusiformi a largamente fusiformi con apice rostrato lungo 8,4-15,2 µm, a cortamente mucronato o acuto, leggermente incrostato da una sostanza amorfa e congofila; misti ad altri di tipologia utriforme, clavata o lageniforme; parete leggermente inspessita, ialini; tappezzanti il filo lamellare tanto da renderlo sterile.
Pleurocistidi 51,0-83,2 x 16,0-28,5 µm, in media 63,4 x 20,4 µm, Q.m.= 3,1; Vol.m.= 15182 µm³, fusiformi, utriformi, lageniformi, più o meno peduncolati, in alcuni casi molto numerosi, distribuiti su tutta la superfice delle pareti lamellari; in altre piuttosto rari, localizzati soprattutto nelle vicinanze del filo lamellare.
Trama lamellare formata da ife cilindriche, settate, con diametro 6,3-11,6 µm.
Pileipellis “prelevata nella porzione adiacente al disco”, disposta in cutis, formata da ife cilindriche 57,2-144,8 x 11,9-33,5 µm, contenenti un pigmento intracellulare brunastro; terminali 148,9-236,4 x 5,3-11,9 µm, aguzzi, tendenti a sollevarsi e disporsi in tricoderma.
Caulopellis disposta in cutis, formata da ife settate, con diametro 5,0-11,9 µm, Caulocistidi 22,6-117,7 x 7,5-23,8 µm, polimorfi, da largamente clavati a largamente utriformi, anche sublageniformi, subfusiformi o subcilindrici e flessuosi. Laticiferi abbondantemente presenti.
Velo universale a struttura ifale, ife con diametro 5,3-13,5 µm.
Giunti a fibbia non osservati in nessun tessuto da noi osservato.

Dati di Raccolta ed Habitat
N. scheda: 4963. Data di ritrovamento: 30/08/2012. Località: Ceppo-Morricana. Comune: Rocca santa Maria. Coordinate geografiche: 339; III; TERAMO. Altezza slm: f. 4 Habitat: Substrato composto da aghi di abete molto deteriorati misti a terra, in luogo molto umido e muscoso. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B. Data inserimento in erbario: 05/01/2013.

Materiali e Metodi
Lo studio è stato compiuto su materiale secco reidratato in KOH 2%, ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 6% o Floxina anionica, per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari. I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O. Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale, prelevate da zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature e senza tener conto dell’apiculo, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga 1998: (Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary). Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata e gli Autori delle specie, nella maggior parte dei casi, si è fatto riferimento all’Index Fungorum http://www.indexfungorum.org/ e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l’ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio del trioculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d’erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Osservazioni
Tra le poche specie appartenenti al genere Volvariella prendiamo in considerazione le tre specie abbastanza vicine a V. caesiotincta con un occhio di riguardo per V. murinella.
V. hypopithys (Fr.) M.M. Moser, la quale si identifica come specie a stipite totalmente pubescente, caratteristica che perdura costantemente nel tempo.
V. pusilla (Pers.) Singer, (1951) [1949] è specie taglia molto esile, inoltre, possiede cheilocistidi di tipologia totalmente differente, privi di appendici terminali.
V. taylorii Berk. & Broome) Singer [as 'taylori'], (1951) [1949], anch’essa di piccola taglia, non possiede cheilocistidi rostrati o mucronati.
Per quanto riguarda V. murinella (Quél.) Mos., da quanto ci è dato a sapere, non possederebbe cheilocistidi rostrati o mucronati, per il resto, a parte l’habitat strettamente lignicolo (?), macroscopicamente è un vero e proprio sosia di V. caesiotincta. Rimane il fatto che, da quando, quest’ultima è stata messa in vita si sono letteralmente perse le tracce della vecchia e cara V. murinella.
Anche in questo caso, come già in passato, abbiamo rilevato che il substrato, non sembra essere lignicolo. A conferma di ciò, l’esame degli abbondanti resti di substrato attaccati alla volva, non hanno evidenziato tracce legnose o frustuli.
Già in passato nelle raccolte fresche di V. caesiotincta, abbiamo constatato come, all’inizio l’odore sia di freschino, e solo in seguito esso muti in quello di pelargonio; mentre, il sapore, dopo prolungata masticazione, risulti essere piccantino.
Come spesso accade per le specie di questo genere, ancora una volta abbiamo constatato la difficoltà di reidratazione dei cheilocistidi, i quali, molto spesso, invece di mostrarsi tipicamente rostrati si presentavano solo brevemente mucronati e rivestiti da una sostanza amorfa.
In conclusione, per la particolare forma dei cistidi imeniali, la raccolta in esame viene ricondotta ad una forma tipica di Volvariella caesiotincta P.D. Orton, 1974.

Bibliografia consultata
Bas, C., Kuyper, Th.W., Noordeloos, M.E. & Vellinga, E.C. (eds) - (1990). Flora Agaricina Neerlandica 2. Pleurotaceae, Pluteaceae, and Tricholomataceae (1). Rotterdam: Balkema. 137 pp.
Boekhout T. - 1986 : Notulae ad Floram Agaricina Neerlandicam – XII ; Persoonia, Vol., 13, Part 2, pp. 197-211 (1986)
Breitembach J. & F. Kranzlin - 1995: Champignons de Suisse, vol. 4.
Grilli E. - 1993: Due piccole Pluteaceae praticole:Volvariella pusilla var. pusilla e V. pusilla var. taylori. Micologia e Vegetazione Mediterranea Volume VIII n.2 1993.
Moser M. - 1980: Guida alla determinazione dei Funghi, vol. 1.
Kühner R. & H. Romagnesi - 1974 : Flore Analytìque des Champignons Supérieurs.
Malençon G. & Bertault R., 1970 : Champignons supérieurs du Maroc et de l’Afrique du nord, Tome 1, Rabat.
Orton P.D. - 1986: British Fungus Flora, 4 Pluteaceae : Pluteus & Volvariella.
Soon-Ja Seok, Yang-Sup Kim, Hang-Yeon Weon, Kang-Hyo Lee, Ki-Moon Park1, Kyong-Hee Min2 and Kwan-Hee Yoo - 2002: Taxonomic Study on Volvariella in Korea. The Korean Society of Mycology. Mycobiology 30 (4): 183-192 (2002).


















































domenica 25 gennaio 2015

Volvariella hypopithys (Fr.) M.M. Moser

Scheda redatta dall'amico Mariono Zugna

Volvariella hypopithys (Fr.) M.M. Moser, Mycologia 49: 572 (1957)

Sinonimi:
Agaricus hypopithys Fr., Hymenomyc. eur. (Upsaliae): 183 (1874)
Agaricus plumulosus Lasch
Agaricus pubescentipes Peck, Rep. N.Y. St. Mus. nat. Hist. 29: 39 (1878)
Volvaria hypopithys (Fr.) P. Karst.
Volvaria media var. biloba (Massee) A. Pearson & Dennis, Trans. Br. mycol. Soc. 31: 168 (1948)
Volvaria parvula var. biloba Massee, Brit. Fung.-Fl. 2: 296 (1893)
Volvaria plumulosa (Lasch) P. Karst., Bull. Soc. bot. Fr. 24: 320 (1878) [1877]
Volvariella hypopithys (Fr.) M.M. Moser, Mycologia 49: 572 (1957) subsp. hypopithys
Volvariella plumulosa (Lasch) Singer, Lilloa 22: 401 (1951) [1949]
Volvariella pubescentipes (Peck) Singer, Lilloa 22: 410 (1951) [1949]
Volvariopsis pubescentipes (Peck) Murrill, N. Amer. Fl. (New York) 10 (1917)

Posizione sistematica: Fungi, Basidiomycota, Agaricomycotina, Agaricomycetes, Agaricomycetidae, Agaricales, Pluteaceae, Volvariella

[B]Descrizione macroscopica[/B]:
Volvariella hypopithys

Pileo: Ø 20-25 mm di diametro, poco carnoso, appianato-depresso e con basso umbone centrale. Cuticola di aspetto feltrato, infine radialmente fibrilloso, rimosetto. Di colore bianco o biancastro, leggermente grigio-ocra al disco, ornato da fibrille radiale di color ocra o grigio chiaro. orlo plissettato e margine leggermente eroso.
Lamelle: libere, molto distanti dal gambo, piuttosto rade (1 cm = 20 L.) sottili, ventricose; dapprima bianche, poi crema-rosate, rosa-salmone, infine rosa-brunastre; filo lamellare concolore. Lamellule presenti (1 L. = 2-3 l.).
Stipite: 20-25 x 3-4 mm, bianco, cilindrico, leggermente allargato in basso, svasato all'attaccatura al pileo, diritto, totalmente ricoperto da fine peluria (lente).
Volva membranacea di colore beige, non viscosa, libera, inguainante per 1/3 della lunghezza del gambo, irregolarmente lacerata in 2/4 lobi.
Carne: bianca, odore e sapore non testati.

Descrizione microscopia:
Spore: (5,5) 5,9-6,99 (7,8) x (3,5) 3,7-4,3 (4,5) µm, in media 6,4 x 4 µm, Q. = (1,4) 1,5-1,8 (1,8), Q.m.= 1,6; Vol. = (37,5) 43,24-64,63 (75,2), Vol.m.= 53,7; da ellissoidi ad oblunghe, lisce. 
Basidi: (16,5) 19,4-24,18 (25,1) x (6,7) 7,31-8,99 (9,6) µm, in media 21,5 x 8,0 µm, Q. = (1,9) 2,21-3,19(3,2), Q.m.= 2,7; Vol. = (478,5) 585,07-936,97 (967,0), Vol.m.= 730,2; claviformi, tetrasporici. 
Cheilocistidi (23,2) 31,93-54,28 (58,6) x (8,3) 11,43-23,87 (29,9) µm, in media 42,2 x 16,8 µm, Q. = (1,6) 1,9-3,38 (4,0), Q.m.= 2,6; Vol. = (919,1) 1926,77-16017,27 (22786,1), Vol.m.= 7229,5; molto variabili nell’aspetto, da fusiformi a lageniformi o anche utriformi, molto spesso con papilla 6-18 x 4,5-8 µm, sinuosa. Pleurocistidi di forme e misure simili ai cheilocistidi. 
Trama lamellare formata da ife cilindriche, con Ø (2,3) 2,76-5,84 (7,0) µm, settate, ialine.
Spore di Volvariella hypopithys - Photo by Marino Zugna
Pileipellis disposta a cutis, formata da ife cilindriche con Ø (8,8 )9,76-25,5 (27,9) µm; i peli ialini, 2-3 volte settati, emergenti, lunghi 150-430 µm, base con Ø 5,5-10 µm, da subcilindrici a ristretti nel terminale. Pigmento assente.
Caulopellis composta da ife cilindriche, settate, con Ø (3,9) 4,56-11,52 (13,1) µm, peli all'apice del gambo non molto numerosi, lunghi 220-240 x 3-5 µm, peli alla base del gambo scarsi, lunghi 120-150 x 3-4,5 µm, cilindrici, assottigliati o leggermente allargati all'apice. Pigmento assente.
Ife del velo universale formato da tre tipologie ifali, le prime, filamentose, con Ø (3,9) 4,74-9,36 (9,8) µm, le seconde, più o meno a salsicciotto e ristrette ai setti, con Ø (12,1) 12,39-25,16 (26,9) µm, le terze, subisodiametriche, da largamente clavate ad inflate con Ø (22,4) 23,75-34,32 (36,3) µm. Pigmento assente.
Giunti a fibbia non osservati in nessun tessuto del basidioma.

Raccolte ed Habitat: N. scheda: 3873. Data di ritrovamento: 10/08/2008. Località: Coste di Contradarno. Comune: Pietracamela (TE). Coordinate geografiche: 349-I-MONTORIO AL VOMANO. Altezza slm: 1000. Habitat: macchia di noccioli, querce, pioppi, castagni, su terra nuda. Legit: Bruno de Ruvo. Determinatore: Zugna M. 

Osservazioni:
Tra le non numerose specie appartenenti a questo genere V. hypopithys si riconosce per avere uno stipite fortemente pubescente, particolarità che rimane costante anche negli esemplari allo stadio adulto. Non così per V. pusilla var. pusilla che, a maturazione, presenta uno stipite completamente glabro o al limite con peli presenti solo nella parte apicale.
V. murinella, quando si presenta con tonalità chiare è molto simile a V. hypopithys in quanto anche quest'ultima presenta peli sullo stipite, anche se, molto meno numerosi ed evidenti di quelli solitamente riscontrati in V. hypopithys.
Tanto per ingarbugliare la situazione, nell'esaminare la raccolta abbiamo notato, pochi ma evidenti, peli nella pileipellis, constatazione della quale non siamo riusciti a riscontrare la presenza, nelle descrizioni bibliografiche da noi consultate, per quanto riguarda V. hypopithys . 
Peli invece presenti nelle descrizioni di V. murinella.
Questo fatto potrebbe far supporre una relazione della raccolta con quest'ultima specie, se non che, V. murinella ha volva ingrigente anche nelle forme a pileo bianco, tutto questo per farci capire quanto vicine siano queste due specie quando, per cause naturali, si evocano.
Noi, segnaliamo l'osservazione fatta, ma non ci meravigliamo del fatto che non siano stati segnalati, in quanto, oltre ad essere stati trovati in un numero alquanto basso, abbiamo notato che, basta solo la pressione della caduta del vetrino copri oggetto perché questi si spezzino e, di conseguenza, risultino invisibili, questo potrebbe stare a significare che, o per cause naturali o per cause accidentali, questi possano risultare introvabili.
Le altre specie simili, per colore e taglia, hanno caratteristiche macro e/o microscopiche differenti. 


Bibliografia consultata:
Bas, C., Kuyper, Th.W., Noordeloos, M.E. & Vellinga, E.C. (eds) (1990). Flora Agaricina Neerlandica 2. Pleurotaceae, Pluteaceae, and Tricholomataceae (1). Rotterdam: Balkema. 137 pp.
Boekhout T. - 1986 : Notulae ad Floram Agaricina Neerlandicam - XII ; Persoonia, Vol., 13, Part 2, pp. 197-211 (1986)
Breitembach J. & F. Kranzlin - 1995: Champignons de Suisse, vol. 4.
Moser M. - 1980: Guida alla determinazione dei Funghi, vol. 1.
Kühner R. & H. Romagnesi - 1974: Flore Analytìque des Champignons Supérieurs.
Malençon G. & Bertault R., 1970 : Champignons supérieurs du Maroc et de l’Afrique du nord, Tome 1, Rabat.

Orton P.D. - 1986: British Fungus Flora, 4 Pluteaceae : Pluteus & Volvariella.

Volvariella hypopithys 

Volvariella hypopithys 

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