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sabato 18 maggio 2024

Lycoperdon pratense Pers. , Nuovo Mag. Bot. 1:87 (1794)

Lycoperdon pratense Pers. , Nuovo Mag. Bot. 1:87 (1794)

Determinazione eseguita dall'amico Ubaldo Marulli, suoi il commento e le foto micro.

Spore rotonde, finemente verrucose con apicolo poco evidente, ife del capillizio brunastre non ramificate, ife del subcapillizio ialine e ramificate. Si nota  nella foto del campione fresco e giovane la separazione tra gleba e subgleba più evidente in quella eseguita sul secco. Misure sporali
3,5 [4,2 ; 4,6] 5,4 × 3,2 [4 ; 4,3] 5,1 µm
Q = 1 [1,1] 1,2 ; N = 30 ; C = 95%
Me = 4,4 × 4,1 µm ; Qe = 1,1

















sabato 20 gennaio 2024

Lycoperdon dermoxanthum Vittad. , Monogr. Lycoperd. (Torino): 178 (34 di prepr.) (1842)

 Lycoperdon dermoxanthum Vittad. , Monogr. Lycoperd. (Torino): 178 (34 di prepr.) (1842)

Raccolta studiata dall'amico Marino Zugna dell'AMB di Muggia, sua la foto micro

Descrizione dal sito Funghi del Bormio:

Carpoforo 8-15 mm di diametro, da globoso a subgloboso, base con un'evidente sottile cordoncino miceliare grigiastro.

Esoperiodo con superfice prima liscia, poi farinosa, forforacea, a volte in minute areole simili averrucche, biancastro, bianco-giallino, ingiallente alla manipolazione, grigio-ocraca-brunastro in essiccata.

Endoperiodo sottile, papiraceo, flessibile con l’umidità, grigio-giallastro, grigio-grigio-ocraceo, all'apice a maturità si rompe producendo un'apertura irregolare, fimbriata, (ostiolo) che favorisce la dispersione delle spore.

Gleba (carne) omogenea, all'inizio bianca, infine a maturità bruno-olivastra costituita da una polvere sporale e capillizio, ma senza ciuffo di capillizio basale.

Subgleba appena accennata o del tutto assente.

Etimologia del nome di specie: dermoxantha, dal greco "dérma"= pelle, superfice, e "xanthòs" giallo, per la superfice del carpoforo con macchie giallastre





sabato 7 marzo 2015

Lycoperdon echinatum Pers.: Fr.

Scheda tratta dal sito "Il Mondo dei Funghi"

Lycoperdon echinatum Pers.: Fr.

Sinonimi
Lycoperdon hoylei Berk. & Broome
Volg. : Vescia spinosa, Vescia aculeata, Puzzola spinosa.

Etimologia

Lycoperdon = Loffa di lupo (dal greco: lùkos = lupo,  pèrdomai = emettere aria, scoreggiare)echinatum = irto di aculei, spinoso.

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Suddivisione: Basidiomycotina, Classe: Homobasidiomycetes , Subclasse: Gasteromycetideae, Ordine: Lycoperdales, Famiglia: Lycoperdaceae, Genere: Lycoperdon, Specie: echinatum.

Commestibilità

Commestibile da giovane dopo aver tolto l’esoperidio.

Descrizione

La singolarità di questa “vescia” è di avere la superficie esterna (esoperiodo) ricoperto in gioventù da piccole spine brune di circa 5 o 6 mm. di altezza che si saldano a tre o a quattro, all’apice, assumendo una forma piramidale.

La forma del carpoforo è quella tipica di molti gasteromiceti: l’aspetto è quindi quello di una pallina di 5 o 6 centimetri di diametro, sorretta da una base sterile, attenuata e che si prolunga nel terreno tramite cordoni miceliari biancastri. L’esoperidio, biancastro ma poi imbrunente, è rivestito di aculei ripiegati e riuniti in piccoli gruppi nella parte superiore, brunastri. Gli aculei che fanno assumere al carpoforo le sembianze di un riccio di castagna, sono destinati a cadere non appena il carpoforo raggiunge la piena maturità: al loro posto rimangono delle areolature poligonali di color lilla o fulvastro.

Le spore sono frammiste alla carne bianca nella parte interna del fungo e si disperdono, assieme alla polvere bruna della gleba essiccata, attraverso un ostiolo apicale.

Spore sferiche, con un diametro di 4 o 5 micron, color cioccolata, rivestite da verruche e con brevi appendici (sterigmi per lo più spezzati).

Da giugno a ottobre prolifera su suoli calcarei, nelle lettiere di latifoglie come faggi e querce, solitario o in piccoli gruppi.

Possibilità di scambio.

Secondo qualche Autore, il carpoforo ancora giovane di L. echinatum potrebbe talvolta essere confuso con quello di L. foetidum che differisce dal primo sia per l’odore sgradevole, sia per i caratteri microscopici molto diversi. Riteniamo improbabile lo scambio con L. umbrinum e con il L. molle che hanno l’esoperidio privo di aculei.

Lycoperdon echinatum 
Lycoperdon echinatum

Lycoperdon echinatum

Lycoperdon echinatum

Lycoperdon echinatum

Lycoperdon echinatum

martedì 3 febbraio 2015

Lycoperdon pyriforme Schaeff

Scheda tratta dal sito " Il Mondo dei Funghi "

Lycoperdon pyriforme Schaeff

Sinonimi

Lycoperdonpyriforme var. tessellatum Persoon (1801), Lycoperdon serotinum Bonorden (1857), Lycoperson pyriforme var. intumescens J. Kichx (1867), Utraria pyriformis(Schaeff.) Quèley /1873), Lycoperdon pyriforme var. icterinum Kalchbrenner (1877), Lycoperdon pyriforme var. serotinum (Bonord.) Hollòs (1904), Lycoperdon pyriforme var. usambarense Eichelbaum (1906), Lycoperdon pyriforme var- flavum Lloyd (1915), Lycoperdon pyriforme var. echinosporum Naveau ( 1923), Lycoperdon pyrifirme subsp. globosum Sosin (1952), Lycoperdon pyriforme var. globosum (Sosin) F. Smarda (1958), Morganella pyriformis (Schaeff.) Kreisel & D. Krüger (2003).
Volg.: Vescia a forma di pera

Etimologia:
Lycoperdon = peto (scoreggia) di lupo (dal greco lúkos = lupo e pérdomai = petare), per il modo in cui vengono disperse le spore. 
pyriforme = a forma di pera (dal latino) dalla forma a pera del fungo.

Sistematica: 
Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes,Subclasse: Gasteromycetidee, Ordine: Lycoperdales, Famiglia: Lycoperdaceae,Genere: lycoperdon, Specie: pyriforme.

Commestibilità:
Commestibile da giovane e, comunque, da consumarsi soltanto quando la gleba è ancora perfettamente bianca.

Descrizione: 
È una vescia che si riconosce facilmente per la caratteristica forma a pera rovesciata, per il crescere cespitoso, per l'habitat lignicolo e per l'esoperidio granuloso-verrucoso.
Il carpoforo misura 20-60 mm ed è piriforme, più o meno umbonato alla sommità e collegato con altri esemplari per mezzo di rizoidi bianchi ben visibili; la superficie esterna (esoperidio) è bianca, prima subliscia poi granuloso-verrucosa ed ornamentata da squamule appressate; con la maturazione volge al brunastro e perde gran parte delle ornamentazioni a partire dall'apice; l'endoperidio è di un crema opaco e di consistenza papiracea, a maturità si apre all'apice con un opercolo largo 4 o 5 millimetri, dal quale usciranno le spore mature; subgleba bianca persistente ed in parte confluente con la gleba sovrastante.
La gleba è inizialmente bianca per poi divenire verde-olivastra ed infine brunastra, con odore evocante quello del gas metano e con sapore mite-dolciastro.
Le spore, subglobose sono quasi lisce con sterigmi integri, misurano 3,3-4,4 micron e sono di colore bruno-oliva in massa.
Cresce cespitoso su legni in disfacimento, su vecchie radici interrate, occasionalmente sui rami o sui tronchi bruciati, dall'estate all'autunno con predilezione per Fagus sylvatica.


Possibilità di scambio:
È simile a molti altri gasteromiceti del genere Lycoperdon, ma basta osservare l'habitat legnoso per riconoscerlo facilmente. 

Lycoperdon pyriforme

Lycoperdon pyriforme

Lycoperdon pyriforme

Lycoperdon pyriforme

Lycoperdon pyriforme

Spore di Lycoperdon pyriforme - Photo by Marino Zugna