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martedì 4 novembre 2025

Tricholoma portentosum (Fr. : Fr.) Quél. 1873

Tricholoma portentosum (Fr. : Fr.) Quél. 1873

Tutto Funghi, Scheda 64, Pag. 168: “È riconoscibile per il cappello fibrilloso, le lamelle e il gambo che negli esemplari tipici presentano sfumature gialle e per l’odore farinoso gradevole. Nelle zone di crescita può manifestarsi gregario in gruppi molto numerosi. Non è tuttavia molto facile da rinvenire in quanto le colorazioni e la crescita semi-ipogea non ne facilitano l’avvistamento. Specie tipica della stagione avanzata, tende a crescere da settembre fino a dicembre; predilige boschi di conifere, soprattutto presso Pini oppure boschi di latifoglie, anche puri di Faggio oppure misti di Quercia castagno e Pioppo tremulo. Si tratta di un buon commestibile. Molto ricercato in alcune zone, dove rappresenta l’ultimo fungo di buon livello gastronomico prima del gelo invernale.

La confusione con altre specie è sicuramente più probabile quando nel fungo non sono presenti, o sono poco manifeste, le tonalità gialline. La confusione più pericolosa è senza dubbio il tossico Tricholoma josserandi (Tricholoma groanense) che in alcuni areali d’Italia ne condivide l’habitat e il periodo di crescita, risultando specie ingannevole; l’assenza di toni gialli, la superficie leggermente feltrosa e l’odore sgradevole cimicino identificano questa specie velenosa.”







domenica 22 marzo 2015

Tricholoma orirubens Quélet

Scheda tratta dal sito "il Mondo dei Funghi"


Tricholoma orirubens Quélet.

Sinonimi

Gyrophila orirubens Quèlet, Agaricus terreus var. orirubens Cooke.

Etimologia

Tricholoma =  con l’orlo peloso (dal greco thrix, thrikhòs = pelo, capello e lòma = orlo); 
orirubens = con le labbra (lamelle) arrossanti (dal latino os, oris = labbra, bocca e rubens = arrossante, rosseggiante).

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomy-cetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Tricholomataceae, Sottofamiglia: Tricholomatoi-deae, Tribù: Tricholomateae. Sezione: Atrosquamosa, Sottosezione: Terrea , Stirpe: Atrosquamo-sum, Genere: Tricholoma, Specie: orirubens.

Commestibilità

Commestibile delicato, di buona qualità.

Descrizione

Tricholoma orirubens è molto simile al Tricholoma atrosquamosum e, come quest’ultimo, è inserito nella sottosezione terrea dove troviamo, a volte non facilmente distinguibili le une dalle altre, specie che gravitano attorno al tipo T. terreum (v. scheda n. 55) e per tale ragione definite in senso lato come “morette”. T. orirubens ha tuttavia la particolarità, evidenziata dalla denominazione di specie, di avere la carne e le lamelle arrossanti.

Cappello di 5 / 8 cm. di diametro, carnoso al centro e più sottile verso l’orlo, emisferico poi irregolarmente spianato con il margine un poco involuto e ripiegato su sé stesso. Cuticola separabile, feltrosa-lanosa, di colore grigio chiaro o grigio-bruno, ricoperta da squamette nerastre più fitte al centro e più rade in periferia, dove, con l’invecchiamento, possono apparire sfumature rosate.

Lamelle spaziate, uncinate, larghe, regolari, intervallate da lamellule, inizialmente bianche o grigiastre con tendenza a diventare rosate o rossastre con il tagliente più scuro.

Gambo cilindrico, appena ingrossato nella estremità inferiore che talvolta può presentare un bulbo appena accennato, liscio, pieno, sodo, biancastro o rivestito da squamette grigiastre che sfumano in una tonalità violacea  con l’arrossamento della carne.

La carne è inizialmente compatta per divenire, in seguito, fibrosa e stoppacciosa, dapprima bianca o biancastra poi tardivamente e tipicamente arrossante dove esposta all’aria o soffregata: alla base del gambo può presentare un viraggio azzurro-violetto. Lieve odore farinaceo con componente di frutta acerba, sapore dolciastro.

Le spore, pluriguttate e con evidente poro germinativo, hanno forma ellittico-tondeggiante, misurano 5,5 / 7 x 4 / 5  micron e sono lisce e ialine ma bianche in massa.

E’ una specie non molto comune che può rinvenirsi isolata o in gruppi di pochi esemplari, su terreni ricchi di carbonati, nei boschi di latifoglie soprattutto in zone collinari preappenniniche. La sua produzione avviene soprattutto sul finire dell’estate.

Possibilità di scambio


E’ assai simile a Tricholoma atrosquamosum che non ha carne arrossante mentre ha invece un marcato odore di pepe. Anche nel Tricholoma squarrulosum si avverte odore di pepe ma i carpofori di quest’ultima specie si presentano con cappelli la cui cuticola si dissocia in squamale quasi nerastre. Ricordiamo infine Tricholoma basirubens che molto somiglia a T. orirubens, differendone per la circostanza di non avere lamelle arrossanti anche se una colorazione più o meno intensamente rosata può individuarsi alla base del gambo.

Tricholoma orirubens 

Tricholoma orirubens 

Tricholoma orirubens 

Tricholoma orirubens 

martedì 17 marzo 2015

Tricholoma ustaloides Romagn

Bellissima disamina del Sig. Andrea Traversi su Nuova Micologia

Tricholoma ustaloides Romagn.

Regno: Fungi


Tricholoma ustaloides
Phylum (Divisione): Basidiomycota

Sub Phylum: Agaricomycotina

Classe : Agaricomycetes

SuperOrdine: Agaricanae

Ordine: Agaricales

Famiglia: Tricholomataceae

Genere: Tricholoma

Specie: Tricholoma ustaloides

Si tratta di specie rinvenibile nel Centro Italia sotto diverse latifoglie (castagno, quercia, carpino e faggio), nel periodo tardo-estivo ed autunnale.
Il “portamento” degli esemplari indirizza l’occhio esperto ad un’agevole collocazione nel Genere Tricholoma; per il raccoglitore amatoriale, invece, la “lettura” delle caratteristiche morfologiche può risultare più complessa.
Occorrerà dunque notare l’assenza di veli, l’aspetto generalmente slanciato dei basidiomi, la caratteristica del margine del cappello più o meno evidentemente striato ed un poco involuto, soprattutto nei giovani esemplari; il tipo di inserzione al gambo delle lamelle (con uncino) e l’eventuale uniformità, sia cromatica che morfologica, delle stesse. E, ancora, se la cuticola è liscia e viscida o asciutta, se con fibrille o senza.
Va detto subito che un carattere di fondamentale ausilio al riconoscimento è dato dal sapore della carne: l’assaggio di un minuto frammento di carne del cappello e lamelle rivelerà, quasi istantaneamente, un sapore nettamente amaro con effetto astringente che perdura alcuni minuti.

Tricholoma ustaloides è stato inserito da Marcel Bon nella Sezione Albobrunnea, S.Sez. Subannulata.
Le colorazioni generali dei basidiomi sono piuttosto stabili: color bruno-fulvo del cappello in contrasto al bianco di lamelle e gambo; la parte inferiore del gambo presenta spesso colorazioni più simili alle tonalità del cappello.
E’ molto importante la verifica della presenza, nella porzione superiore del gambo, di una netta zona pseudoanulare bianca che contraddistingue anche altri Tricholoma (T. aurantium, T. batschi e T. colossus, per limitarsi ai più comuni).
I basidiomi hanno taglia media (cappello con diametro dai 5 ai 10 cm.), con crescita generalmente gregaria e terricola. Come anticipato, il cappello è abbastanza carnoso, emisferico e poi appianato, privo di umbone, solitamente con tonalità più intensamente brune al disco e all’orlo, castano-fulvo alla periferia. Il margine del cappello è sempre striato oppure scanalato. La cuticola appare liscia, da viscosa a glutinosa con tempo umido. Il carattere della vischiosità della cuticola può essere facilmente verificato anche con clima asciutto, inumidendo un dito e passandolo sul cappello o può essere segnalato dalla presenza di frammenti estranei (foglie, fili d’erba) incollati alla cuticola. Il rivestimento glutinoso della cuticola ha un sapore decisamente amaro.


Tricholoma ustaloides
Lamelle non molto fitte, bianche, uncinate al gambo ma non in maniera pronunciata. Va rilevata, negli esemplari più maturi, la presenza sulla faccia delle lamelle di macchioline bruno-ruggine.
Come detto, il gambo è biancastro ed un poco pruinoso solo alla sommità, simulando una sorta di “fascetta” biancastra pseudoanulare alta fino ad un paio di centimetri che contrasta cromaticamente con la parte inferiore del gambo, marroncina, di aspetto “sporco” per la presenza di fibrillosità brunastre, carattere che si accentua con la maturazione degli esemplari; lievemente fistoloso, il gambo tende a restringersi verso l’alto ed ha consistenza fibrosa.
Tricholoma ustaloides ha carne biancastra che assume lentamente sfumature rosate, odore con dominante farinosa ma con sentore di cetriolo (cocomero) e sapore decisamente e a lungo amaro: tale ultima caratteristica lo rende una specie inadatta al consumo.
la sporata in massa è bianca, con spore ellissoidali, di dimensioni variabili (in media 6×5 μm), con guttule ed evidente apicolo; i basidi possiedono sterigmi slanciati.

Tricholoma ustaloides può essere confuso soprattutto con altre specie del Genere Tricholoma.

Il termine ‘ustaloides’ significa letteralmente ‘simile a ustale’ dunque le somiglianze maggiori sono proprio con il Tricholoma ustale: pur condividendo i medesimi habitat, T. ustale non presenta però la netta fascia pseudoanulare bianca, non possiede margine del cappello evidentemente striato (ma al massimo lobato), ha odore insignificante e carne di sapore prima farinoso e poi discretamente amaro.

Una varietà descritta da Bon, Tricholoma ustale var. rufo-aurantiacum, sarebbe presente in habitat mediterraneo associato al leccio e possiederebbe tinte più uniformi ed aranciate, cappello asciutto, finemente squamettato e con orlo scanalato, gambo con granulazioni nel terzo superiore e carne con arrossamento più o meno marcato al taglio.

Tricholoma stans può avere caratteristiche cromatiche e morfologiche simili ma ha odore di farina e carne con sapore amaro ed è specie legata alle conifere (pino).

Tricholoma populinum cresce in habitat differente (dove presente il pioppo) ed emana un gradevole odore di farina oltre ad avere carne di sapore decisamente farinaceo e privo di note amarognole.

Tricholoma pessundatum differisce essenzialmente per l’habitat (conifere), per il portamento più tozzo e per avere carne con odore e sapore farinoso, simile al cetriolo.

Tricholoma imbricatum, ha cuticola asciutta che tende a screpolarsi in squamette, carne di sapore meno amaro e cresce di norma sotto conifere.

Anche Tricholoma pseudonictitans ha cuticola asciutta e sericea, lamelle giallo-crema, carne ingiallente alla scalfittura, odore debolmente farinoso e sapore amarognolo e cresce in habitat misti.

Andrea Traversi


Tricholoma ustaloides

Tricholoma ustaloides


Tricholoma bresadolanum Clémençon

Tricholoma bresadolanum Clémençon

Cappello:  fino a 8-10 cm, campanulato poi convesso-appianato ma mai completamente. Cuticola asciutta con fini squamette o fibrille di colore grigio fuligginoso, a volte argenteo, concentriche. Orlo lobato e margine a lungo involuto

Lamelle: piuttosto spaziate, larghe, adnato-smarginate al gambo, con lamellule corte di colore grigio-biancastro, con filo punteggiato di nero.

Gambo: 4-8 cm, cilindrico +- regolare, spesso attenuato alla base, a volte arcuato, di colore grigio chiaro o grigio-cenere, decorato da fini squamette grigio brunastre.

Carne: bianco-grigiastra, spessa e compatta nel cappello, con odore terroso o leggermente erbaceo, di sapore amarognolo poi acre.

Habitat: in boschi termofili di latifoglie, specialmente querce a gruppi di pochi esemplari. Poco diffuso.

Commestibilità:  non commestibile, tossico

Tricholoma bresadolanum

Tricholoma bresadolanum

Tricholoma bresadolanum




domenica 15 marzo 2015

Tricholoma sejunctum (Sow.: Fr.) Quél.

Scheda tratta dal sito "il Mondo dei Funghi"

Tricholoma sejunctum (Sow.: Fr.) Quél.

Sinonimi

Tricholoma sejunctum
Agaricus sejunctus Sowerby (1799), Agaricus leucoxanthus Persoon (1801), Agaricus leucoxanthus var. sejunctus (Sowerby) Persoon (1828), Agaricus Izarnii Roumeguère (1879), Tricholoma Izarnii Saccardo (1887), Gyrophila sejuncta (Sowerby) Quélet (1896), Melanoleuca sejuncta (Sowerby) Murrill, (1914) 
Volg. Tricoloma giallo-verde

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Tricholomataceae, Sottofamiglia: Tricholomatoideae, Tribù: Tricholomateae, Genere: Tricholoma, Specie: sejunctum.

Etimologia

Tricholoma =  con l'orlo peloso;
sejunctum = disgiunto, separato (per le caratteristiche morfologiche che lo distinguono da specie affini).

Commestibilità

Non commestibile.

Descrizione

Il cappello del Tricholoma sejunctum è all'inizio conico o campanulato, in seguito convesso e infine disteso, fornito di un basso umbone e con il margine liscio e ondulato. Il diametro può arrivare a misurare i 10/12 cm.  Il colore tipico della superficie pileica  è giallo-verde o verde-oliva ma il cappello può avere a volte colorazioni variabili e presentarsi con riflessi brunastri, bronzei o aranciati anche per effetto delle numerose fibrille che si dipartono dal centro, colorandolo più intensamente, per diradarsi verso l'orlo che di solito è giallo pallido o con sfumature aranciate. La cuticola è asciutta ma si presenta lucida e un po' vischiosa a tempo umido.

Le lamelle sono larghe, smarginate, uncinate (si uniscono al gambo mediante un uncino), poco fitte, intervallate da lamellule, di colore biancastro ma con sfumature gialle verso il margine o sul filo.

Il gambo (6 / 10 cm.) è cilindrico, pieno e sodo, con la parte inferiore un po' appuntita. A volte può presentarsi contorto. Ha colori biancastri con sfumature giallastre nella parte superiore e talora arrossante verso la base.

Carne soda e bianca ma con tonalità giallo-verdastre sotto la cuticola. Odore debole di farina fresca; sapore amarognolo.

Spore ialine, lisce, non amiloidi, ellissoidali e guttulate, portate da basidi clavati, 5 /6,5 x 4,5 / 5,5 micron.

Cresce a gruppi, in autunno, più frequentemente in boschi di latifoglie ma anche in quelli di conifere.


Possibilità di scambio

Può confondersi con altri Tricholomi, del pari non commestibili: T. equestre con lamelle e gambo gialli, T. portentosum, con il gambo che, al tocco, si tinge di giallo-oliva, T. luridum con lamelle grigiastre e fibrille nerastre, T. fucatum che ha il gambo decorato da squamette brune.  Il colore giallo-verdastro del cappello potrebbe indurre a scambiare il T. sejunctum con la temibilissima Amanita phalloides, ma questa avrebbe un anello nella parte alta del gambo ed una base bulbosa rivestita da una volva a forma di sacco.


Tricholoma sejunctum

Tricholoma sejunctum

Tricholoma sejunctum

Tricholoma sejunctum

Tricholoma sejunctum

Tricholoma sejunctum



Tricholoma equestre (L.) P. Kumm.

Scheda tratta dal sito "il Mondo dei Funghi"


Tricholoma equestre (L.) P. Kumm.

Sinonimi

Tricholoma equestre
Agaricus aureus Schaeffer, Agaricus auratus Fries, Agaricus arenarius Lèveillè, Agaricus equestris

Linneo, Ticholoma auratum Gillet, Gyrophila equestris Quèlet, Tricholoma flavovirens S. Lundell.

Volg. : Tricoloma equestre, Fungo del cavaliere, Monachella gialla.


Etimologia

Tricholoma =  con l’orlo peloso (dal greco thrix, thrikhòs = pelo, capello e lòma = orlo);

equestre =equestre, dei cavalieri (dal latino).

Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomy-cetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Tricholomataceae, Sottofamiglia: Tricholomatoideae, Tribù: Tricholomateae. Sezione: Tricholoma et Parafucata, Genere: Tricholoma, Specie: equestre.

 Commestibilità

Per lungo tempo considerato un ottimo commestibile, è invece ritenuto ora altamente tossico da quando in Francia si sono verificati avvelenamenti collettivi molto gravi e tre decessi. Con ordinanza 20.08.2002 il Ministero della Sanità ne ha vietata la vendita in tutta Italia. Le ragioni dell’avvelenamento non sono ancora del tutto chiare: pare che l’intossicazione sia da attribuire alla rabdomiolisi (distruzione delle cellule dei muscoli striati dell’apparato scheletrico) seguita da insufficienza renale.

 Descrizione

Denominato “Agarico dei cavalieri” perché anticamente veniva considerato uno dei funghi di maggior pregio gastronomico tanto che veniva riservato alle mense dei cavalieri e dei nobili, è stato invece di recente incriminato perché sospettato di aver provocato alcuni avvelenamenti e dei decessi.

E’ un tricholoma carnoso e redditizio, piuttosto variabile nei suoi colori che vanno dal giallo cromo, al giallo verdastro al giallo oliva e che si dispongono su tutto il carpoforo.

Il cappello,  che varia dai  5 ai 10 cm. di diametro, dapprima convesso e campanulato, si distende ed è fornito di un basso umbone. Il margine è irregolarmente lobato. La superficie cuticolare è asciutta e leggermente vellutata col secco ma diviene un po’ viscosa e brillante col tempo umido. La colorazione di base ha tonalità giallastre con sfumature olivastre ma il centro del cappello appare percorso da fibrille costituite da fitte squamette brune o bruno rossicce che si diradano verso la periferia.

Le lamelle, anch’esse gialle, sono libere al gambo, mediamente larghe e fitte, fragili, con orlo ondulato.

Il gambo è robusto e pieno, cilindrico o con un leggero rigonfiamento alla base, qualche volta un po’ ricurva, liscio o con qualche fioccosità nella parte alta; bianco o bianco crema in prossimità delle lamelle poi con  colori simili a quelli del cappello con sfumature bruno rossastre, molto leggere, verso l’estremità inferiore.

Carne soda e compatta, fibrosetta nel gambo nell’esemplare maturo, bianca o giallina verso le zone periferiche. Odore lieve, gradevole; sapore aromatico, un po’ farinoso. Reazione rosa pallido alla soda.

Spore non amiloidi, ellissoidali, pluriguttulate, con superficie liscia, misuranti  6 / 7,5 x 4 / 5 μm., ialine al microscopio ma con sporata bianca.
Si produce, in maniera anche abbondante, nel tardo autunno (da ottobre a dicembre) sia nei boschi di latifoglie, sia in quelli di aghifoglie; predilige crescere nelle pinete costiere dove è difficile individuarlo perché nascosto nelle lettiere di aghi di pino.
Tricholoma equestre



Tricholoma equestre

Tricholoma equestre



Tricholoma equestre



Tricholoma aurantium (Schaeff.: Fr.) Ricken

Scheda tratta dal sito "il Mondo dei Funghi"

Tricholoma aurantium (Schaeff.: Fr.) Ricken

Sinonimi

Agaricus roridus Scopoli (1760), Agaricus aurantius Schaeffer (1762), Agaricus aurantius Schaeffer (1774), Amanita aurantia Lamour (1783), Amanita punctata var. aurantia (Schaeff.) Lamour (1783), Armillariella aurantia (Schaeff.) P. Kummer (1871), Gyrophila aurantia (Schaeff.) Quèlet (1886), Melanoleuca aurantia (Schaeff.) Murrill (1914), Tricholoma aurantium var. olivascens Mitchel & A.H.Smith (1978).

Etimologia

Tricholoma = con l'orlo peloso (deriva dal greco thrix, thrikhòs = pelo, capello e lòma = orlo); aurantium = arancione, del colore dell'arancia (dall'aggettivo latino auramtius, a , um)

Sistematica

Regno: Fungi,Divisione: Basidiomycota,Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae,Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Tricholomataceae,Sottofamiglia: Tricholomatoideae,Tribù: Tricholomateae. Genere: Tricholoma, Sezione:Caligatae,Specie: aurantium.

Commestibilità

Specie da non destinare al consumo perché organoliticamente scadente e piuttosto amaro.

Descrizione

Gli Autori ritengono che questo Tricholoma abbia un aspetto tale da renderlo facilmente identificabile, per il bel colore aranciato che può trovarsi anche nelle tipiche squamettature che si estendono lungo il gambo dalla base fino alla zona pseudoanulare. Altri elementi particolari sono l'odore sub farinoso, il sapore amarognolo e il caratteristico ambiente di crescita (boschi di conifere).
Nei primi stadi di esistenza il cappello carnoso di T. aurantium ha una forma sub globosa tendente poi a divenire pianeggiante e a dotarsi di un basso umbone ottuso al centro. L'orlo permane a lungo arrotondato e inflesso, solo eccezionalmente scanalato. La cuticola, separabile, è liscia, vischiosa e brillante con l'umidità, opaca e feltrosa col secco, di un bel colore giallo-arancio, talora con fiammature verdastre
Le lamelle sono più o meno fitte, larghe, intervallate da lamellule, smarginate ed uncinate al gambo, bianche-avorio ma tendenti a macchiarsi di bruno-rossastro negli esemplari maturi e lì dove vengono toccate. Tagliente a volte frastagliato. 
Stipite regolare, abbastanza slanciato, cilindrico o leggermente attenuato in basso, rigido, sodo e pieno, asciutto, bianco e forforaceo sopra l'anello, decorato al di sotto di questo da zigrinature squamulose, orizzontali, di colore arancio-brune . L'anello è del tutto simile ad un'armilla, ascendente, membranoso, persistente..
Carne compatta, spessa e soda, bianca o debolmente sfumata di arancio pallido sotto la cuticola del cappello o alla base del gambo. Odore sgradevole di farina e di cetriolo. Sapore amarognolo. 
Basidiospore subovoidali, uniguttulate, lisce, misuranti 6,4 / 7,5 x 3,5 / 4,2 micron. Sporata bianca.
Specie abbastanza rara e localizzata cresce a gruppi anche di numerosi esemplari in estate e in autunno, nei boschi di conifere preferibilmente associata a pini o ad abeti bianchi.

Possibilità di scambio


Di colore simile a quello di T. aurantium (ma più rosso) sono il cappello e lo stipite di T. focale (Fries) Ricken che possiede inoltre un anello vistoso e persistente. 
Tricholoma aurantium

Tricholoma aurantium

Tricholoma aurantium

domenica 22 febbraio 2015

Tricholoma saponaceum (Fr.: Fr.) Kummer

Scheda tratta dal Testo "Tutto Funghi" dell'AMINT

Tricholoma saponaceum (Fr.: Fr.) Kummer

Tassonomia
Ordine Agaricales
Famiglia Tricholomataceae

Foto e Descrizioni 
Regione Trentino, foto di Pietro Curti.

Etimologia
Dal latino saponaceus = saponaceo, per il suo tipico odore di sapone.

Cappello
Inizialmente emisferico-convesso, 5-15(25) cm, poi più o meno aperto, molto variabile nella forma, con il margine che, inizialmente involuto, poi si distende diventando irregolare, anche lobato negli esemplari più grandi, duro, elastico-fibroso; la cuticola è liscia o squamosa e rugosa, secca, asciutta, poco vischiosa con il tempo umido, fibrillosa radialmente, talvolta spaccata in piccole screpolature, di colore variabilissimo dal più tipico ocra-grigiastro, grigio, grigio-olivastro al bruno-nerastro con sfumature bluastre, piombo, oppure ancora verdastro, o anche decolorato fin quasi al bianco nella forma nympharum, giallastro, con macchie rosa in vecchiaia. Lamelle adnate-uncinate, più o meno rade, larghe, con lamellule, di colore biancastro con sfumature ocra-verdastre o azzurrine, o ancora argentee, quasi sempre giallastre, si macchiano come il cappello di rosa negli stadi avanzati di
crescita.

Gambo
Alto 5÷10(15) cm, grosso, tozzo, cilindrico, alla base può essere sia attenuato che allargato, duro, spesso flessuoso negli esemplari di piccola taglia, appuntito in basso, anche radicante, con la superficie fibrillosa o liscia, anche squamata, di colore bianco-grigiastro, tipicamente rosa alla base, con le squame, se presenti, di colore più scuro, ocra-bruno-nerastre.

Carne
Consistente, nel cappello elastico-fibrosa, tenace nel gambo dove si presenta quasi sempre rosa alla base, con sapore amarognolo ed odore tipicissimo definito come di sapone, sapone di marsiglia, acqua saponata, lavanderia, detersivo.

Habitat 
Ubiquitario, molto diffuso nei boschi di latifoglie e aghifoglie, nei prati, spesso a gruppi anche concresciuti, dall’estate all’inizio dell’inverno.

Commestibilità e tossicità 
Tossico, responsabile di sindrome gastroenterica costante.

Osservazioni
La caratteristica fondamentale per la determinazione è l’odore di sapone ed il viraggio della carne al rosa specialmente nella parte bassa del gambo. È certamente uno dei funghi più belli da incontrare, anche se non è commestibile, a causa dei suoi cromatismi spesso stupefacenti, e della sua taglia che può essere notevole in casi di particolare sviluppo. Clitocybe nebularis, che possiede un odore caratteristico, dai più definito sgradevole, lamelle decorrenti e carne bianca immutabile; Lyophyllum spp., con carne del cappello elastica ed odore diverso.

Somiglianze e varietà
Sarebbe impossibile elencare tutte le varietà, (spesso sovrapponibili) che sono state create per questo fungo, definito comunemente come "il trasformista" per la sua spiccata variabilità; elenchiamo quelle più comuni e accettate. La var. squamosum possiede il gambo di colore grigio, squamoso; la var. ardosiacum ha il cappello di colore blu-nerastro e gambo squamato dello stesso colore; la var. atrovirens presenta un cappello di colore verdastro scuro e gambo bianco. I principianti possono scambiarlo con Clitocybe nebularis che possiede però carne bianca immutabile con un odore molto tipico, forte, aromatico, considerato sgradevole da alcuni e lamelle adnate-decorrenti.
Tricholoma saponaceum

Tricholoma saponaceum

Tricholoma saponaceum

Tricholoma saponaceum

Tricholoma saponaceum




martedì 10 febbraio 2015

Tricholoma basirubens (Bon) Riva & Bon

Scheda tratta dal sito "Il Mondo dei Funghi"

Tricholoma basirubens (Bon) Riva & Bon

Sinonimi
Tricholoma orirubens var. basirubens


Etimologia

Tricholoma = con l'orlo peloso (dal greco thrix, thrikhòs = pelo, capello e lòma = orlo); 
basirubens = con l'estremità arrossante (dal latino basis = estremità, base e rubens = arrossante, rosseggiante), riferito all'estremità del gambo..
Tricholoma basirubens


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomy-cetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Tricholomataceae, Sottofamiglia: Tricholomatoi-deae, Tribù: Tricholomateae. Sezione: Atrosquamosa, Sottosezione: Terrea , Stirpe: Atrosquamo-sum, Genere: Tricholoma, Specie: basirubens.


Commestibilità

Commestibile ma da non raccogliere perché specie rara e quindi da proteggere.


Descrizione

Simile a Tricholoma orirubens Quèlet, invece di avere la carne e il filo delle lamelle arrossanti, ha la parte terminale del gambo che tende a presentare delle macchie rosate. E' questo un carattere assente nei molti Tricholoma acolorazione grigio-brunastra e rende quindi facile l'identificazione di questa specie a lungo considerata una varietà del T. orirubens e soltanto recentemente elevata a rango di specie autonoma ad opera del micologo Marcel Bon.
Il cappello è all'inizio sferico-campanulato, poi si distende fino a raggiungere un diametro di 5 / 8 centimetri ed è talora fornito di un piccolo umbone. Il margine è sottile, arrotondato, lobato ed infine dritto e leggermente rialzato. La cuticola è separabile, feltrata, grigio chiaro o grigio cenere, ricoperta da piccole squame radiali di colore più scuro, fitte al centro ma attenuantesi verso l'orlo che rimane quasi sempre di colore uniformemente grigio chiaro.
Le lamelle sono abbastanza strette ed appressate, sinuose, smarginate e fragili, bianche o lievemente grigiastre, mai arrossanti neanche sul tagliente che rimane concolore e regolare.
Il gambo è cilindrico, a volte tozzo, clavato alla base, talvolta radicante. Può essere a tratti ricurvo e la superficie si presenta asciutta e sericea all'apice, con colorazione di fondo bianca o grigiastra ma disseminata da fibrille grigio-brunastreo nerastre con la parte inferiore tipicamente chiazzata di rosa intenso o di rosso fragola e mai di violetto o di blù come in T. orirubens o in T.atrosquamosum. Anche il micelio può essere bianco-rosato.
Carne più o meno consistente nel cappello è invece fibrosa e stopposa nel gambo, tinta di crema biancastra ma poi rosata all'interno della base del gambo che di tale colore rimane anche all'aria o in vecchiaia. Odore e sapore deboli, terrosi con componente farinacea.
Spore largamente ellittiche o sub globose, lisce, monoguttulate, con appendice ilare pronunciata, di dimensione 5,5 / 8 x 4,5 / 6 µm. Sporata bianca.
Specie rara e quindi da proteggere, cresce in autunno, in piccoli gruppi, su suolo ricco di carboidrati, associata a latifoglie termofile come querce, carpini e faggi.


Possibilità di scambio

Le differenze che hanno evidenziato la necessità di distinguere il T. basirubens dal T. orirubens sono state così sintetizzate: colori fondamentalmente grigio-neri, più marcati nelle decorazioni, lamelle bianco-grigie mai arrossanti, gambo spesso clavato con sfumature rosate nella parte inferiore, carne quasi immutabile, priva di tinte bluastre, con odore e sapore sgradevoli e con componente farinacea, crescita a bassa quota tra latifoglie xerofile.
Per le sue dimensioni generalmente tozze e per le decorazioni squamettate del cappello, T. basirubens può assomigliare a T. atrosquamosum (Chev.) Saccardo che non ha carne arrossante mentre ha invece un marcato odore di pepe o a T. pardinum Quèlet che è di dimensioni maggiori, ha squame concentriche ben delimitate e odore farinoso più intenso. 
Tricholoma basirubens

Tricholoma basirubens

Tricholoma basirubens

Tricholoma basirubens

Tricholoma basirubens

Tricholoma basirubens

domenica 1 febbraio 2015

Tricholoma scalpturatum (Fr.) Quélet

Tricholoma scalpturatum (Fr.) Quél. [= T argyraceum. (Bull.) Gill.]

Pileo: 4-6 cm; da emisferico-campanulato a piano, normalmente con largo umbone arrotondato,
margine a lungo involuto, poi steso, talvolta fessurato con l'età, ± ingiallente; superficie radialmen-
te fibrillosa-lanosa, decorata da fitte squamule grigie, grigio-brunastro (bianche nella 299 - f. al-
bum C.E. Hermos. et Jul. Sanchez) disposte concentricamente su fondo più chiaro; carattere di OO~ Josserand negativo.
Lamelle: smarginate, poco spazi ate, bianche, ± ingiallenti. Stipite: 3-6 x 0,5-1
cm; cilindrico, fibrilloso, cortina evanescente, presente solo in gioventù, biancastro, sfumato di gri-
gio, ± ingiallente al tocco e con l'età.
Carne: bianca, poi giallastra; odore e sapore nettamente farinosi.
Spore: 5,5-6,5 3-4 11m. Ecologia: tardo autunno; gregario in boschi misti.
Comune. Comm.

Tricholoma scalpturatum

Tricholoma scalpturatum

Tricholoma scalpturatum

Tricholoma scalpturatum

Tricholoma scalpturatum



sabato 31 gennaio 2015

Tricholoma album (Schaeff.: Fr.) Kummer

Determinazione effettuata solo con visione macro con l'aiuto del Sig. Antonio Gennari

Sinonimi

Tricholoma album
Agaricus albus Schaeffer, Gyrophila alba (Schaeff.) Quélet, Tricholoma raphanicum P. Karsten, Tricholoma album f. gracilis Bresadola, Tricholoma thaliophilum Rob. Henry, Trjcholoma album var. thaliophilum (Rob. Henry) Bon.                                                        Volg.: Tricoloma bianco.


Etimologia

Tricholoma,  = con l’orlo peloso (dal greco thrix, thrikhòs = pelo, capello e lòma = orlo); 
album, = bianco, per il colore del fungo (dal latino albus).


Sistematica

Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agaricomycetideae, Ordine: Tricholomatales, Famiglia: Tricholomataceae, Sottofamiglia: Tricholomatoideae, Tribù: Tricho-lomateae. Genere: Tricholoma,   Sezione: Lascivae, Specie: album.


Commestibilità

Specie   abbastanza  comune  caratterizzata  da  un   intenso  odore  sgradevole, forse una combina-zione di sapone da bucato misto a ravanelli ed un sapore ugualmente sgradevole. Consumato da taluni è risultato quantomeno indigesto. Alcuni studi condotti da Ohtsuka et al. nel 1973 in  G.B. hanno por-tato ad isolare un polisaccaride da una cultura miceliare  di questa specie che, iniettata nel peritoneo di topolini bianchi, hanno bloccato la proliferazione di cellule tumorali.



Descrizione

Cappello di 40-90 mm di diametro, inizialmente emisferico poi convesso, infine appianato con il margine involuto-arrotonadato, poi incurvato verso il basso ed irregolarmente ondulato-lobato negli individui a-dulti; cuticola sericea e parzialmente separabile dal bordo; dal colore bianco iniziale  tende a macchiarsi con chiazze ocracee a maturità.

Le lamelle sono adnate o debolmente smarginate, alte, un po’ elastiche, sottili e frammiste a poche corte lamellule; inizialmente bianche poi crema chiare.

Il gambo misura 50-100 x 8-12 mm; più o meno cilindrico, solo debolmente attenuato in alto, spesso ricurvo dalla parte mediana verso la base, pieno anche nel maturo ma poco consistente; interamente bianco e spesso con  resti di micelio alla base.

La carne è scarsa e molliccia nel cappello, compatta e successivamente fibrosa nel gambo; bianca, con tendenza ad ingiallire alla sezione dopo prolungata esposizione; l’odore è farinoso quando si taglia la car-ne che diviene presto erbaceo-terroso o come di zolfo, mentre il sapore della carne è acre ed amaro al tempo stesso.

Le spore misurano 5,2-6,5 x 3,2-4 micron e sono ellissoidali, singolarmente ialine, bianche in massa.

Cresce dall’estate piena al medio autunno, in piccole colonie con esemplari ravvicinati e sovente disposti in file o in cerchi nei boschi di latifoglia, frequente sotto Fagus sylvatica, Quercus sp. etc., con netta predilezione per i terreni degradati di media acidità.



Possibilità di scambio
Tra i Tricholoma bianchi confondibili,  ricordiamo: il commestibile T. columbetta [con cappello a fibrille innate più o meno radiali; gambo spesso con macchie rosa nella parte superiore e verde-bluastre verso la base; odore e sapore gradevoli, farinosi]; T. sulphurascens con cappello ingiallente alla manipolazione ed odore fruttato o di gas, non commestibile;  T. inamoenum con lamelle distanti, odore di gas ed habitat di conifere, non commestibile;  T. stiparophyllum o T. pseudoalbum con margine distintamente costolato, odore rancido ed associato soprattutto a Betula.

Tricholoma album

Tricholoma album

Tricholoma album

Tricholoma album