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domenica 15 marzo 2015

Russula farinipes Romell

Scheda redatta dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Russula farinipes Romell, in Britzelmayr, Mém. Soc. Linn. Normandie 9: 239 (1893) (Marlioz): 289 (1996)

Sistematica: Russulaceae, Russulales, Incertae sedis, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi.

Descrizione macroscopica della raccolta
Pileo diametro 35-60 mm, abbastanza carnoso, all’inizio subgloboso poi convesso infine espanso con
Russula farinipes

porzione discale depressa, margine involuto, acuto, da striato a scanalato; cuticola non separabile, liscia e brillante con l’umido, con l’età opaca e screpolata-screziata; di colore da beige a ocraceo più o meno intenso, anche con toni giallo-arancione pallido, in età macchiata di bruniccio.
Lamelle adnate, diritte, brevemente decorrenti all’inserzione, mediamente fitte, piuttosto spesse, all’inizio di colore biancastre, poi crema più o meno carico, intercalate da rare lamellule, in gioventù gementi delle goccioline acquose, filo lamellare da intero a finemente crenulato in gioventù concolore con l’età leggermente più scuro.
Stipite 30-50 x 10-20 mm, cilindrico, con apice di pari spessore o leggermente svasato all’inserzione lamellare e base da leggermente allargata lievemente ristretta. Pruinoso, di colore bianco macchiato di ocra verso il basso. Sodo, presto farcito e midolloso.
Carne completamente bianca, lievemente ingiallente per vetustà nel midollo stipitale.
Sapore nel fresco non sgradevole (fide Legit), da exsiccatum piccante.
Odore nel fresco non sgradevole (fide Legit); da exsiccatum intenso di pesce (stoccafisso).
Reazioni macrochimiche non testate.
Sporata bianca.

Descrizione microscopica
Spore (6,3) 6,8-7,7 (8,6) x (4,7) 5,4-6,1 (7,3) µm, in media 7,31 x 5,87 µm, Q. = 1,1-1,3; Q.m = 1,25; Vol. = (76) 110-155 (233); Vol.m = 133 µm³; obovoidi, ornamentazione formata da verruche isolate, alte fino a 0,5 µm. Plaga ilare ampia, non amiloide.
Basidi 37-50 x 9-10 µm, Vol.m.= 2004 µm3, tetrasporici, clavati.
Spore di Russula farinipes - Photo by M.Zugna
Cistidi imeniali numerosissimi, 57-106 x 8,5-11,5 µm, Vol.m.= 2175 µm3, fusiformi, la maggior parte con corta papilla apicale, insensibili con SBA.
Pileipellis formata da peli cilindrici, con diametro 2,3-3,6 µm, ai setti, nodulosi, in qualche caso moderatamente coralloidi, con apice di pari spessore o appena attenuato, con diametro.
Pileocistidi numerosissimi, lunghi fino a 180 µm, e oltre, larghi 6,0-9,7 µm, privi di setti, fusiformi, apice con una o due strozzature e piccola papilla terminale, insensibili o appena leggermente ingrigenti a granuli con SBA.
Caulocistidi numerosissimi, larghi 5,3-10,5 µm, a contenuto rifrangente giallo se osservati in KOH, unicellulari, fusiformi, simili ai cistidi imeniali, insensibili con SBA.

Materiali e Metodi
La descrizione macroscopica è stata eseguita foto digitali relative alla raccolta. Lo studio microscopico è stato effettuato su materiale secco, reidratato con KOH 5%, H2O, secondo necessità.
I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O, oppure, per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari, Rosso Congo Ammoniacale 6%. Il reagente di Melzer è stato utilizzato per l’accertamento di amiloidia delle spore e la loro ornamentazione. La Sulfobenzaldeide (SBA), per testare la reattività di cistidi imeniali, dermatocistidi e caulocistidi.
Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale, prelevate da zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature e senza tener conto di eventuali ornamentazioni, le quali, salvo specifiche, si sono misurate a parte. Per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Le misure dei cistidi sono comprensive dell’eventuale papilla.
Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga 1998: (Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary). Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata e gli Autori delle specie, nella maggior parte dei casi, si è fatto riferimento all’Index Fungorum http://www.indexfungorum.org/ e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx .
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione.
Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l’ausilio di una fotocamera Reflex Canon EOS 50D, posto sul terzo occhio di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d’erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Habitat e raccolte
N. scheda: 5001, Data di ritrovamento: 09/09/2012, Località: Bosco c/o Prato Rotondo, Comune: TERAMO, Coordinate geografiche: 42°29'41.83"N 13°32'13.91"E, Altezza slm: 1460, Habitat: Bosco di Fagus sylvatica, in radura aperta. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B.
Data inserimento in erbario: 19/02/2013

Osservazioni
R. farinipes si colloca nel Sottogenere Ingratula Romagn., Sezione Ingratae (Quél.) Maire, Sottosezione Farinipedes Singer, assieme alla molto simile Russula pallescens P. Karst. 1889, conosciuta unicamente per la Fennoscandia, la quale si differenzierebbe per i pileocistidi non così voluminosi, le spore in parte subzebrate e l’habitat di conifera.
Nel corso del nostro studio ci è sembrato molto singolare il fatto che gli exsiccata avevano assunto una rigidità molto intensa, si potrebbe dire “pietrificato-vetrosa”, tanto da fare fatica a incidere le lamelle o altre parti dei basidiomi.
Rimarchiamo inoltre l’abbondantissima presenza di pileocistidi, cheilo e pleurocistidi, inoltre, esaminando la caulopellis, abbiamo osservato, su tutta la superfice, la presenza di altrettanto abbondanti caulocistidi.
Nel I° volume della sua monumentale Bibliografia, il dott. Sarnari, descrivendo la conformazione della superfice del gambo e della pruinosità, a pag. 37-38, scrive testualmente «il gambo fioccoso è appannaggio delle russole con ife incrostate più lunghe e voluminose» (Sarnari 1998)
Certo è che la nostra specie non presenta ife incrostate però, la presenza di tali e tanto abbondanti caulocistidi può sicuramente contribuire a rendere la superfice del gambo farinosa, giustificando così l’epiteto nomenclatoriale del taxon.
A tal riguardo non sappiamo come considerare questo carattere, in quanto non conosciamo ulteriori studi in merito a russole caulocistidiate e se, questa presenza, potrebbe o meno essere considerata come un eventuale carattere sistematico.


Bibliografia
BON M. (1988) - Clé monographique des russules d’Europe, Doc. myc Tome XVIII - N° 70-71.
CETTO, B. (1989-1993) - I funghi dal vero, I-VII. Saturnia, Trento.
Cesalena Z. (1991) – Il genere Russula. Gruppo Micologico Bresadola - Vigevano
Galli R. (1996) - Le russule Ed EN – EDINATURA.
Index Fungorum: http://www.indexfung...Names/Names.asp
KRäNZLIN F., 2005- Champignons de Suisse. Tome 6. Russulaceae. Luzern, 340 pp.
Romagnesi H. (1967) - Les Russules d’Europe et d’Afrique de Nord. Bordas, Paris.
Sarnari M. (1998) - Monografia illustrata del Genere Russula in Europa, Tomo primo.
Sarnari M. (2005) - Monografia illustrata del Genere Russula in Europa, Tomo secondo.

Russula farinipes

Russula farinipes

Russula farinipes


domenica 8 marzo 2015

Russula torulosa Bres.

Scheda redatta dall'amico Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Russula torulosa Bres., Iconographia Mycologica 9: pl. 433 (1929)

Cappello diametro fino a 40 mm, carnoso, da convesso, a disteso e depresso, al centro con leggero umbone ottuso, margine intero, scanalato per trasparenza, pileipellis da rugulosa ad untuosa, di colore rosso, più scuro verso il centro fino a nerastro. Carne sottocuticolare rossa o rosata. Cuticola separabile per 1/3.
Lamelle adnate o leggermente decorrenti, alle volte con brevi anastomosi, biancastre o crema chiaro all’inizio, poi, in età crema, intramezzate da poche lamellule di diversa lunghezza, mediamente fragili.
Gambo fino a 50 x 0,5-15 mm, cilindrico, spesso affusolato alla base, liscio, più o meno intensamente colorato di rosso, alle volte un po’ ingrigente per imbibimento, corteccia abbastanza sottile e cedevole, midollo bambagioso, bianco.
Carne bianca, pigmentata nella zona sotto cuticolare, odore leggero, vagamente fruttato. Sapore mediamente piccante. 
Reazioni macrochimiche: FeSo4 lento, rosa sporco; Guaiaco tardivamente positivo verde scuro; Fenolo lento, brunastro; KOH su lamelle e carne negativo.
Sporata: “ottenuta su vetrino posto in exsiccatum” crema scuro IId.
Pileipellis formata da ife filamentose spesse 2,5-4,5 µm, all’apice, dermatocistidi abbondanti, cilindrici, non settati, laghi 5 – 9 µm.
Spore largamente obovoidi, 6,96 - 9,01 x 5,58 - 7,49 µm, in media 8,02 x 6,73, Quoziente 1,05 - 1,33, Q. medio 1,19, ornamentazione formata in prevalenza da basse verruche alte fino 0,5 µm, riunite in creste connesse a formare un reticolo. Plaga ilare amiloide con margine ben definito.
Basidi tetrasporici, clavati, 42-52 x 9-11 µm.

Cistidi larghi fino a 13 µm, fusiformi. 

Russula torulosa

Russula torulosa

Russula torulosa

Spore di Russula torulosa - Photo by Marino Zugna

martedì 3 marzo 2015

Russula rosea . Pers

Scheda redatta dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

 Gia Russula lepida Fr., Anteckn. Sver. Ätl. Svamp.: 50 (1836)

Russula rosea
Cappello diametro 30 - 60 mm, molto carnoso e sodo “duro”, all’inizio convesso, poi disteso, mai depresso, con margine liscio, mai scanalato, nemmeno in età, cuticola non separabile, asciutta, vellutata, ricoperta da una finissima pruina bianca, intera o screpolata, alle volte verrucosetta, di colore rosa-rosso, rosso pastello.
Carne del cappello bianca e molto dura, gessosa, seccando diventa un po’ giallastra nel cappello, bianca, tendente ad ingrigire con l’età nella polpa del gambo,. 
Lamelle diritte, arrotondate all’inserzione, intervenate e con rare anastomosi, fitte, mediamente spessore, fragili, all’inizio biancastre quindi crema, filo concolore o leggermente colorato di rosso nella parte marginale, lamellule non notate.
Gambo 25 - 65 x 10 - 30 mm, tozzo, cilindrico o con base leggermente allargata, duro, pruinoso, sfondo bianco con sfumatura rosa, più o meno intensa, disposta per buona parte della sua superficie tranne che alla base che rimane biancastra. Midollo bambagioso soltanto in tarda età.
Odore nullo o leggermente fruttato.
Sapore mite, appena amarognolo nella carne, leggermente mentolato nelle lamelle.
Reazioni macrochimiche: FeSo4 lentamente rosastro molto debole o quasi nullo; Guaiaco in 30 secondi verde-bluastro; Fenolo vinoso-brunastro; KOH negativo.
Sporata: “ottenuta su vetrino posto in exsiccatum” crema pallido IIa.
Spore 6,93 - 8,85 x 6,05 - 7,36 µm, in media 7,68 x 6,7 µm, Quoziente 1,06 - 1,24, Q. medio 1,15, da globose a subglobose, verrucose, ornate da basse creste a formare un basso reticolo, quasi completo, verruche alte fino a 0,5 µm, in massima riunite in creste e sottili linee di connessione. Plaga ilare amiloide.
Basidi tetrasporici, clavati, 41 - 54 x 11 - 15 µm.
Spore di Russula rosea - Photo by Marino Zugna
Cistidi voluminosi, 78 - 108 x 10,5 - 14,5 µm, da da subcilindrici a strettamente clavati o subfusiformi, variamente appendicolati, negativi in SBA. 
Pileipellis formata da brevi peli tortuosi, cilindrici o leggermente allargati all'apice, spessi 3 - 4,2 µm, frammisti a dermatocistidi molto scarsi, con spessore massimo di 5,6 µm, insensibili in SBA, e ife primordiali che evidenziano una fine incrostazione dopo il passaggio in Fucsina.

Bibliografia:
BON M. (1988) - Clé monographique des russules d’Europe, Doc. myc Tome XVIII - N° 70-71.
CETTO, B. (1989-1993) - I funghi dal vero, I-VII. Saturnia, Trento.
Cesalena Z. (1991) - Il genere Russula. Gruppo Micologico Bresadola - Vigevano
COURTECUISSE, R. & DUHEM, B. (1994) - Champignos de France et d'Europe. Lousanne.
Galli R. (1996) - Le russule Ed EN - EDINATURA.
Sarnari M. (1998) - Monografia illustrata del Genere Russula in Europa, Tomo secondo.
Russula rosea

Russula rosea

Russula rosea





lunedì 2 marzo 2015

Russula chloroides (Krombh.) Bres.

Determinazione eseguita solo da foto dagli amici Marino Zugna e Antonio Gennari, trattasi di una Russula di difficile separazione dalla quasi gemella delica, l'altezza della carne rispetto alle lamelle e un'incostante colorazione azzurrognola delle stesse verso l'attacco al gambo danno dei suggerimenti di separazione sistematica.

Scheda tratta dal Mondo dei Funghi

Sinonimi

Agaricus chloroides, Russula delica var. chloroides, Russula brevipes, Russula delicula.



Etimologia


Russula = piccola rossa (dal latino, diminutivo di russus = rosso), 
chloroides = dai riflessi verdognoli (dal greco khloròs = verde-azzurro e oìdes = simile a).



Sistematica


Regno: Fungi, Divisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Subclasse; Agari-comycetideae, Ordine: Russulales,, Famiglia: Russulaceae, Genere: Russula, Sezione: Plo-rantes, Subsezione: Delicineae, Specie: chloroìdes.


Commestibilità


Commestibile molto mediocre.


Descrizione


Russula delica e Russula chloroides fanno parte della difficile sottosezione Delicineae (o Plorantineae) che comprende carpofori morfologicamente analoghi ad alcuni Lattari, (come L. piperatus o L. vellereus), ma dai quali si distinguono per essere privi di latice, tanto che qualche Autore ha proposto per loro la denominazione Lactarius exsuccus (= senza latice) e per avere un sapore privo di acredine. Russula chloroides differisce poi da Russula delica perché ha una taglia di poco inferiore e dei riflessi smeraldini tra le lamelle e frequentemente un cerchio verde-azzurro sulla parte superiore del gambo in prossimità della superficie imeniale.

Il cappello ha un diametro compreso tra i 5 e i 12 cm.; inizialmente convesso tende a divenire depresso ed ad assumere un aspetto imbutiforme a causa di una evidente incavatura centrale. Ha consistenza dura e compatta. La cuticola è parzialmente asportabile ed è asciutta, glabra e feltrata, di colore che dal bianco tende poi a macchiarsi di giallo ocra e poi di ruggine nell’esemplare vecchio. L’orlo è regolare, talvolta un po’ involuto.

Le lamelle sono arcuate, talvolta brevemente decorrenti, ineguali, sottili e serrate, intervallate da lamellule e intervenate soprattutto in prossimità del gambo. Di colore bianco sordido ma con riflessi verde glauco distinguibili in modo particolare quando si fa ruotare la superficie imeniale alla luce del sole.

Il gambo è usualmente corto e tozzo ma tende a divenire più alto e slanciato nelle stazioni umide. Cilindrico, duro e compatto, si presenta con colorazioni biancastre, poi brunastre. Talvolta si nota una banda anulare bluastra nella parte superiore dello stipite, in prossimità delle lamelle.

La carne è soda e compatta, biancastra ma tendente a sporcarsi di ocra. Odore poco gradevole come di aringa, sapore dolciastro nella carne del gambo ma piccante nelle lamelle. Debole reazione positiva al solfato di ferro, di media intensità alla tintura di guaiaco.

Al microscopio si osservano basidi clavati tetrasporici: le spore (8 / 10,5 x 7 / 9 micron) hanno forma da subglobosa a ovoide con fitte ornamentazioni costituite da verruche piramidali, a volte amiloidi, collegate tra loro a formare un reticolo irregolare. Sporata biancastra.

Abbastanza frequente in tutta Europa, cresce isolata o in piccoli gruppi da agosto a fine ottobre nei boschi di latifoglie o di conifere (querce, faggi, castagni, abeti) in collina e in montagna, su suoli freschi e umidi, basici o leggermente acidi.


Possibilità di scambio


Come si è visto lo scambio più probabile potrebbe esser fatto con R. delica, soprattutto con la sua varietà glaucophylla; R. chloroides differisce soprattutto per il gambo talora più alto e slanciato, per il cappello notevolmente depresso al cemtro, per le lamelle fitte e basse con sfumature glauche, per la reazione rosso-arancio al solfato di ferro, per le diverse dimensioni delle spore.

Secondo Sarnari, della R. chloroides sarebbe possibile distinguere tre varietà: la var. chloroides, la var. trachyspora e la var. parvispora.

La mancanza di latice dovrebbe essere sufficiente per differenziare R. chloroides dai Lattari della sezione Albati, avvertendo tuttavia che in condizioni climatiche di siccità anche nei Lattari può diventare difficile percepire l’emissione di latice.

Russula chloroides

Russula chloroides

Russula chloroides

domenica 1 marzo 2015

Russula albonigra (Krombholz) Friès

Determinazione solo macro desunta da descrizione e reazione rossastra al solfato ferroso grazie agli amici Antonio Gennari e Marino Zugna

Appartenente al gruppo delle Russula annerenti tutte da considerare non commestibili

Russula albonigra

Russula albonigra

Russula albonigra

Russula albonigra

Russula albonigra

Russula risigallina (Batsch) Sacc.,

Scheda redatta dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Russula risigallina (Batsch) Sacc., Fl. ital. crypt., Hymeniales (Genoa) 1: 430 (1915)

Basionimo: Agaricus risigallinus Batsch, Elench. fung., cont. prim. (Halle): 67, tab. 15:72 (1786)
Sinonimi: Agaricus chamaeleontinus Lasch, Linnaea 3: 389 (1828)
Agaricus vitellinus Pers., Syn. meth. fung. (Göttingen) 2: 442 (1801)
Bolbitius titubans var. vitellinus (Pers.) Courtec., Docums Mycol. 34(nos 135-136): 49 (2008)
Russula armeniaca Cooke, Illustrations of British Fungi (Hymenomycetes) (London) 7: pl. 1045 (1064) (1888)
Russula chamaeleontina (Lasch) Fr., Epicr. syst. mycol. (Upsaliae): 363 (1838) [1836-1838]
Russula lutea var. armeniaca (Cooke) Rea, Brit. basidiomyc. (Cambridge): 478 (1922)
Russula lutea var. chamaeleontina (Lasch) Singer, Annls mycol. 33(5/6): 297 (1935)
Russula lutea var. luteorosella Britzelm.
Russula lutea var. ochracea Singer, Annls mycol. 33(5/6): 298 (1935)
Russula risigallina f. chamaeleontina (Lasch) Bon, Docums Mycol. 18(nos 70-71): 108 (1988)
Russula vitellina (Pers.) Gray, Nat. Arr. Brit. Pl. (London) 1: 618 (1821)

Posizione sistematica: Russulaceae, Russulales, Incertae sedis, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

Quadro macroscopico della raccolta
Russula risigallina
La raccolta si riferisce a quattro esemplari in differente stadio di maturazione. Basidiomi di dimensioni medio-piccole, con carne di consistenza soffice.
Pileo diametro 60-70 mm, da semi convesso a convesso, infine disteso e depresso al centro, margine

intero o accidentalmente fessurato. Orlo liscio, leggermente striato per trasparenza negli adulti. Cuticola liscia, elastica e viscosa con l'umidità, brillante con il secco; interamente separabile; di colore crema chiaro, crema carico, giallo più o meno intenso, in un caso sfumata di rosa-arancio, più chiara verso la periferia e all'orlo.
Lamelle sub libere, leggermente arrotondate all'inserzione, ventricose, mediamente spaziate, moderatamente spesse, molto fragili, intervenate ai seni, lamellule molto rare, inizialmente di colore giallo-crema, a maturazione gialle, filo lamellare intero, concolore.
Stipite 40-80 x 15-20 (30) mm, cilindrico, con apice leggermente svasato e base appena più larga, finemente pruinoso, di colore bianco, appena sporcato di ocra alla base, all'inizio pieno poi midolloso, corteccia abbastanza spessa. 
Carne all'inizio compatta, molto presto soffice e spugnosa, tendenzialmente di colore bianco, nel midollo leggermente macchiata di ocraceo per imbibimento. Odore non rilevato.
Sapore interamente dolce nelle carni e nelle lamelle.
Sporata "ottenuta su vetrino posto in exsiccatum" giallo scuro = IV-b del codice di Romagnesi.
Reazioni macrochimiche: FeSo4 = debolmente rosa. Guaiaco = lentamente verde.
Reazioni microchimiche: ife primordiali incrostate dopo il trattamento con Fucsina fenolica + Acido Cloridrico. 
Cistidi imeniali praticamente inermi oppure con contenuto leggermente rifrangente dopo il passaggio in SV. 
Laticiferi della corteccia del piede sensibili alla SV = ingrigenti.

Quadro microscopico della raccolta
Spore (6,74) 7,39-8,84 (9,59) x (5,25) 5,86-6,97 (8,09) µm, in media 8,00 x 6,40 µm; Q. = (1,10) 1,15-1,36 (1,44), Q.m. = 1,25; Vol. = (103) 132-221 (307) µm³, Vol.m. = 173 µm³; da obovoidi a largamente ellissoidi in proiezione laterale, sub subglobose in proiezione frontale, ornate da aculei alti fino 1 µm, amiloidi, principalmente isolati, saltuariamente uniti a formare brevi creste, plaga ilare ampia, fortemente amiloide.
Basidi 27,5-42,1 x 8,5-12,0 µm, in media 33,1 x 10,6 µm, Q.m. = 3,1; Vol.m = 1977 µm³, clavati, abbastanza corti e tozzi, tetrasporici.
Spore di Russula risigallina - Phoitio by Marino Zugna
Cistidi imeniali (misure senza appendice) 50,5-60,5 x 7,1-14,1 µm, in media 54,7 x 10,3 µm, Q.m. = 5,5; Vol.m. = 3155 µm³, poco numerosi, da fusiformi a strettamente fusiformi, la maggior parte con appendice apicale lunga fino a 8,0 µm; numerosi. Pleurocistidi poco numerosi, simili ai cheilocistidi per forme, misure e reazione chimica.
Pileipellis formata da peli cilindrici, flessuosi, cortamente clavati; l'ultimo setto lungo fino a 33,5 µm, all'apice spesso 2,9-5,3 (7,0) µm, in media 4,1 µm. 
Ife primordiali non molto abbondanti, non aggreganti in mazzetti, cilindriche, molto lunghe e fino a 6-8 volte settate, lunghe fino a 160 µm, spesse 3,4-6,0 µm, in media 4,7 µm. Pareti da mediamente a fortemente incrostate, da granulose a ricoperte a placche, dopo il trattamento nella Fucsina".

Osservazioni
Gli esemplari posti a sporulare hanno prodotto una sporata scarsa ma quanto basta per sincerarsi del suo grado di colore e assegnarla al gruppo delle xanthosporee, il che, sommato alla presenza di ife primordiali incrostate ci riconduce indubbiamente ad una specie gravitante nel sottogenere Incrustatula. 
Sistematicamente, R. risigallina si colloca nel Sottogenere Incrustatula, Sezione Amethystinae, Sottosez. Chamaleontinaee, assieme ad un numero di specie tra le quali diverse sono quelle che possiedono caratteri tanto simili da rendere molto dubbia una loro separazione.
Quindi, escludendo dalle ipotesi determinative le Incrustatula leucosporee, delle rimanenti Incrustatula xanthosporee potremo escludere le specie incluse nella Sottosezione Amethystinae, per il fatto di possedere laticiferi dello stipite insensibili alla SV; così come le specie della Sottosezione Itegroidinae, per il fatto di possedere carne spontaneamente ingrigente o annerente; dunque, non ci rimane che considerare le specie inquadrate nella Sottosez. Chamaleontinaee, delle quali, di seguito, stiliamo una breve e sintetica lista. 
Sporata giallo carico, verso IVd o IVe. 
R. vitellina, specie a distribuzione prevalentemente nordica, cappello giallo cromo, cuticola pileica viscida e brillante. 
R. olivascens, simbionte di Picea o Abies, cuticola pileica da giallo-verdastro a sfumature bruno-violacee. 
R. ochracea, specie più robusta e carnosa, cuticola pileica di colore ocra, oppure ocra misto a toni rosa. 
R. helios, simbionte delle querce e possiede spore a verruche in parte catenulate o crestate, ife primordiali della pileipellis con diametro non superiore a 3-4 µm. 
R. roseicolor, simbionte di latifoglie, associata preferibilmente a Quercus sp., cappello da rosa a rosso, a rosso-violaceo. 
Sporata giallo chiaro, verso IVa, al più IVb, del codice di Romagnesi 1987 R. salmonolutea; R. flavocitrina; R. gilva.

Materiali e Metodi 
Lo studio è stato compiuto su materiale fresco e secco, reidratato con KOH 5%, NH4OH 6%, H2O, secondo necessità.
I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 2% per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari, Sulfovanillina = (SV) per testare la reazione di pileocistidi e cistidi imeniali. Il reagente di Melzer è stato utilizzato per l'accertamento di amiloidia delle spore e la loro eventuale ornamentazione.
Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale e, nel caso di spore inequilaterali anche in proiezione frontale, ottenute da sporata o prelevate da altre zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature e senza tener conto di eventuali ornamentazioni che, nel caso, si sono misurate a parte, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. 
Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga 1998: (Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary). 
Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata e gli Autori delle specie, nella maggior parte dei casi, si è fatto riferimento all'Index Fungorum http://www.indexfungorum.org/ e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx .
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto macro sono eseguite in habitat e/o, se necessario, in studio, con l'ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D + obiettivo Canon EF 100mm f/2.8 Macro USM. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con il corpo macchina della medesima fotocamera, posto sul terzo occhio del trinoculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d'erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Dati relativi alla raccolta N. scheda: 4702. Data di ritrovamento: 10/07/2011. Località: Intermesoli. Comune: Pietracamela (TE). Coordinate geografiche: 42°32'3.50"N 13°32'20.60"E. Altezza s.l.m.: 800. Habitat: Bosco di Corylus avellana, Carpinus sp., ed in minor numero Fagus sylvatica. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B.
Data inserimento in erbario: 14/08/2011

Bibliografia consultata
BON M. (1988) - Clé monographique des russules d'Europe, Doc. myc Tome XVIII - N° 70-71.
CETTO, B. (1989-1993) - I funghi dal vero, I-VII. Saturnia, Trento.
Cesalena Z. (1991) – Il genere Russula. Gruppo Micologico Bresadola - Vigevano
COURTECUISSE, R. & DUHEM, B. (1994) - Champignos de France et d'Europe. Lousanne.
Galli R. (1996) - Le russule Ed EN – EDINATURA.
Kränzlin F., 2005- Champignons de Suisse. Tome 6. Russulaceae. Luzern, 340 pp.
Romagnesi H. (1967) - Les Russules d'Europe et d'Afrique de Nord. Bordas, Paris.
Sarnari M. (1998) - Monografia illustrata del Genere Russula in Europa, Tomo primo.
Sarnari M. (2005) - Monografia illustrata del Genere Russula in Europa, Tomo secondo.
Russula risigallina

Russula risigallina

Russula risigallina

Russula risigallina



venerdì 30 gennaio 2015

Russula maculata Quél. & Roze

Scheda redatta dall'amico Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

I campioni di questa raccolta non sono proprio tipici ma é interessante far notare come sono con un'attenta analisi anche micro si possa arrivare a determinare una specie.


Russula maculata Quél. & Roze, Bull. Soc. bot. Fr. 24: 323 (1877)

Basionimo: Russula maculata Quél. & Roze, Bull. Soc. bot. Fr. 24: 323 (1877)
Sinonimi: Russula veternosa var. maculata (Quél. & Roze) Singer, Z. Pilzk. 2(1): 7 (1923)

Posizione sistematica: Russulaceae, Russulales, Incertae sedis, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi

Quadro macroscopico della raccolta
Basidiomi di dimensioni medie e apprezzabile consistenza.
Pileo diametro 45-75 mm, carnoso, all'inizio globoso, poi convesso, infine disteso e depresso al
Russula maculata

centro, margine intero, leggermente scanalato. Cuticola separabile solo per un breve tratto, lucida e brillante, fondamentalmente di colore rosso ciliegia più o meno carico, impallidente su toni rosati, maculata da piccole chiazze rosso porpora o rugginose.
Lamelle adnate, raramente biforcate all’inserzione, mediamente fitte, all’inizio crema-biancastre, in seguito giallastre, intramezzate da scarse lamellule di diversa lunghezza, piuttosto fragili, filo lamellare intero, concolore, nella porzione marginale casualmente tinto di rosso-rugginoso per un breve tratto. 
Stipite 40-65 x 12-18 mm, cilindrico, leggermente allargato alla base e svasato all’apice, liscio, bianco, macchiato di ocra-brunastro spontaneamente o alla manipolazione, anche con una leggera sfumatura rossastra su un lato, leggermente imbrunente alla base; pieno, quindi midolloso.
Carne mediamente soda, all’inizio bianca, quindi con tendenza al giallo-brunastro, odore non particolare o solo leggermente fruttato.
Sapore lentamente piccante.
Reazioni macrochimiche: FeSo4 sulla carne = negativo o lentamente appena grigio-verdastro molto pallido. Guaiaco sulla carne = lentamente verde-bluastro carico; sulla cuticola = negativo. Fenolo sulla carne = molto lentamente viola-brunastro. KOH sulla cuticola = presto giallo oro. Ammoniaca sulla cuticola = negativo.
Sporata: “ottenuta su vetrino posto in exsiccatum” gialla = IV-c del codice di Romagnesi.

Quadro microscopico della raccolta
Spore di Russula maculata - Photo by Marino Zugna
Spore (8,07) 8,98-11,09 (12,02) x (6,60) 7,27-9,11 (9,92) µm, in media 10,02 x 8,31µm, Q. = (1,08) 1,14-1,28 (1,35); Q.m. = 1,21; Vol. = (201) 255-482 (570,3) µm³ ; Vol.m = 369 µm³; da subglobose a obovoidi, ornate da verruche alte fino a 0,6-1 µm, isolate o riunite in creste a formare un breve ed incompleto accenno di reticolo. Plaga ilare da mediamente a decisamente amiloide, soprattutto verso il bordo, il quale, spesso include anche delle verruche.
Basidi 41-52 x 12-18 µm, Q.m. = 3,15, Vol.m = 5504 µm³, tetrasporici, in alcuni casi bisporici, lungamente clavati, sterigmi lunghi 6,5-10 µm.
Cheilocistidi 54-80 x 8-17 µm, Q.m. = 5,16, Vol.m. = 7387 µm³, sub-cilindrici, fusiformi, spesso con corta appendice apicale, annerenti in SV. Pleurocistidi simili per forme, misure e reazione chimica.
Pileipellis formata da peli flessuosi, plurisettati, alla base dell’ultimo setto larghi 2-3,5 µm, apice attenuato; pigmento vacuolare rosso abbondante.
Dermatocistidi moderatamente lunghi, con la porzione terminale di forma subcilindrica, clavata o strettamente fusiforme, mono o con un setto o due setti, larghi 4-10 µm; annerenti in SV. Da scarsi a rarefatti.

Osservazioni
All’inizio avevamo preso in considerazione l’ipotesi di una possibile Russula globispora (J. Blum) Bon 1986, cosicché, abbiamo volutamente eseguito una minuziosa misura sporale, soprattutto per poter delimitare, con più largo margine, la taglia delle spore della nostra raccolta.
Per quanto riguarda la larghezza, esse, sebbene siano risultate minori della lunghezza tipica, a nostro avviso, sarebbero potute rientrare nel range sporale di R. globispora.
In definitiva, il dato che ci ha indotto ad escludere tale possibilità è risultato essere la larghezza, notevolmente inferiore, essa, non rientrando nel range, se non in un minimo caso, ci ha indotto a scartare questa possibilità.
Nonostante la raccolta inventariata con il N. 2849, possieda spore che potrebbero rientrare nel range di R. globispora, il fatto che, essa, presentasse una grande quantità di basidi bisporici, a suo tempo, mi ha fatto optare per l’ipotesi di R. maculata.

Di seguito una breve sintesi delle misure sporali di nostre raccolte e desunte dalla bibliografia sui generis.

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Singolare è stato il rilevamento di pochi dermatocistidi, mentre, nelle precedenti raccolte da noi prese in esame, abbiamo sempre notato la loro costante e massiccia presenza.
Le specie che, condividendo lo stesso habitat di latifoglia termofila, più si avvicinano a R. maculata sono; R. globispora, macroscopicamente considerata suo vero e proprio sosia, si differenzia nel quadro microscopico per avere spore di dimensione nettamente maggiore. Russula decipiens (Singer) Svrcek 1967, possiede carne ingrigente, ed anch’essa un diverso quadro microscopico identificato nelle spore di taglia notevolmente inferiore e nei dermatocistidi esclusivamente monosettati.

Materiali e Metodi
Lo studio è stato effettuato su materiale. I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 2% per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari. Il reagente di Melzer è stato utilizzato per evidenziare l’ornamentazione delle spore. La Sulfovanillina per testare l’eventuale positività dei cistidi.
Le misure microscopiche sono state effettuate con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, per le rimanenti tipologie cellulari si sono effettuate un minimo di 20 misure a tipologia. 
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione.Le foto relative alla microscopia, sono state eseguite con il corpo macchina della medesima fotocamera, posto sul terzo occhio del trinoculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50W a luce riflessa, con regolatore di intensità.
Le collezioni d’erbario sono conservate in erbario di A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.


Bibliografia consultata
BON M. (1988) - Clé monographique des russules d’Europe, Doc. myc Tome XVIII - N° 70-71.
CETTO, B. (1989-1993) - I funghi dal vero, I-VII. Saturnia, Trento.
CESALENA Z. (1991) – Il genere Russula. Gruppo Micologico Bresadola - Vigevano
COURTECUISSE, R. & DUHEM, B. (1994) - Champignos de France et d'Europe. Lousanne.
GALLI R. (1996) - Le russule Ed EN – EDINATURA.
KRÄNZLIN F., 2005- Champignons de Suisse. Tome 6. Russulaceae. Luzern, 340 pp.
ROMAGNESI H. (1967) - Les Russules dìEurope et d’Afrique de Nord. Bordas, Paris.
SARNARI M. (1998) - Monografia illustrata del Genere Russula in Europa, Tomo primo.


Russula maculata

Russula maculata

Russula maculata

Russula maculata




giovedì 29 gennaio 2015

Russula pseudoaeruginea f. galochroa Sarnari

Scheda redatta dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Russula pseudoaeruginea f. galochroa Sarnari, Micol. Veg. Medit. 8(1): 64 (1993)
Posizione sistematica: Russulaceae, Russulales, Incertae sedis, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi.

Quadro macroscopico della raccolta
Russula pseudoaeruginea f. galochroa

La raccolta si riferisce a tre esemplari in differente stadio di maturazione. Basidiomi di dimensioni medie, carne di consistenza gessosa, odore non particolare.
Pileo diametro 60-70 mm, all'inizio subgloboso, poi convesso, infine disteso con depressione più o meno accentuata al disco e con il margine ottuso, intero, leggermente scanalato con l'età. Cuticola separabile fino a metà raggio, da liscia e finemente vellutata a rugosetta. Tendenzialmente di colore chiaro, ocra più o meno carico, leggermente soffusa di verdastro o grigio-verdastro, spesso chiazzata di macchie ocraceo-rugginose a zone e nel bordo.
Lamelle da sub libere ad arrotondate all'inserzione, ventricose, all'inizio mediamente fitte con l'età piuttosto spaziate, moderatamente spesse, volentieri bifide all'inserzione, intercalate da rare lamellule, bassamente intervenate ai seni, fragili, inizialmente biancastre con lieve riflesso carnicino, poi crema; filo lamellare intero, concolore. 
Stipite 50 x 20 mm, tarchiato, cilindrico, base di uguale spessore o appena leggermente allargata; pruinoso in alto, finemente ruguloso; di colore bianco, appena macchiato di ocraceo alla base; all'inizio pieno poi midolloso e con corteccia leggermente spessa. 
Carne all'inizio dura e compatta, quindi fragile, tendenzialmente di colore bianco.
Odore leggermente fruttato.
Sapore completamente dolce.
Sporata "ottenuta su vetrino posto in exsiccatum" crema = IId del codice di Romagnesi.
Reazioni macrochimiche: FeSo4 = rosa arancio debole. Guaiaco = lentamente verde. KOH = giallo/verde. Fenolo = nullo. 
Reazioni microchimiche: cistidi imeniali sensibili alla SV; pileocistidi non tutti sensibili alla SV.

Quadro microscopico della raccolta
Spore (6,4) 6,8-8,2 (8,4) x (5,1) 5,6-6,6 (7,3) µm, in media 7,50 x 6,11 µm; Q. = (1,1) 1,1-1,3 (1,4), Q.m. = 1,23; Vol. = (92) 116-178 (234) µm³, Vol.m. = 148 µm³; da obovoidi a subellissoidi in proiezione laterale, da subellittiche a subglobose in proiezione frontale, verrucose, crestate, subreticolate, ornate da basse verruche libere, altre volte riunite in brevi creste a formare un abbozzo di reticolo a maglie aperte o in qualche raro caso a maglie chiuse; plaga ilare non amiloide o appena con lieve accenno amiloide .
Basidi 48-57 x 8,5-11,3 µm, in media 53,5 x 9,5 µm, Vol.m = 2707 µm³, tetrasporici, pedicellato-clavati, pedicellato-subfusiformi.
Russula pseudoaeruginea f. galochroa - Photo by Marino Zugna
Cistidi imeniali (misure con appendice) (65) 70-109 (122) x 8,5-12 (13,5) µm, in media 88 x 10 µm, Vol.m. = 5115 µm³, da strettamente fusiformi a cilindrico-clavati, in quantità numerosa, spesso con breve appendice o bottoncino apicale.
Pleurocistidi altrettanto numerosi, simili per forme e misure. Grigio-annerenti in Sulfovanillina.
Pileipellis filamentosa, composta di grossi peli pluriarticolati, formati da terminali più o meno allungati e con apice ristretto, spesso subulati, sormontanti una serie di cellule subisodiametriche, di cui, quella basale e spessa (4,7) 5,5-8,0 (8,9) µm. 
Pileocistidi (6,0) 6,3-8,5 (9,6) µm, unicellulari, corti, clavati, fusiformi, alle volte mucronati. Aleatoriamente ingrigenti in Sulfovanillina.

Osservazioni
R. pseudoaeruginea f. galochroa, si differenzia dalla specie tipo unicamente per i colori pileici pallidi "a typo differ pileo albido vel pallidissime griseo-virescente" (Sarnari 1993), mentre nulla la differenzia dal lato microscopico.
All'interno delle Griseinae è praticamente indistinguibile, da altre entità, a lei prossime, senza un accurata valutazione dell'insieme dei caratteri microscopici. Le caratteristiche che la distinguono, microscopicamente, in sintesi sono: 
1 la struttura catenulata con articolo terminale subulato dei peli della pileipellis; 
2 le spore crestato-subreticolate; 
3 la sporata crema = IIId CR.
Se escludiamo le specie che non sommano questa triade di caratteri, le specie rimanenti si riducono alquanto e tra queste, la più vicina è sicuramente R. faustiana Sarnari, la quale si differenzia per possedere una pileipellis parimenti conformata ma con articolo basale più voluminoso (5) 8-12 (15) µm, ed articolo terminale raramente subulato, inoltre, i pileocistidi sono più larghi 7-10-12 µm, (Sarnari 1998). Nell'esame degli elementi della pileipellis della raccolta in oggetto, abbiamo potuto effettuare 100 misure di entrambe gli elementi citati sopra e non abbiamo mai riscontrato misure paragonabili.

Materiali e Metodi
Lo studio è stato compiuto su materiale secco, reidratato con KOH 5%, NH4OH 6%, secondo necessità.
I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari, Sulfovanillina = (SV) per testare la reazione di pileocistidi e cistidi imeniali. Il reagente di Melzer è stato utilizzato per l'accertamento di amiloidia delle spore e la loro eventuale ornamentazione.
Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale ottenute da sporata o prelevate da altre zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature e senza tener conto di eventuali ornamentazioni che, nel caso, si sono misurate a parte, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. 
Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga 1998: (Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary). 
Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata e gli Autori delle specie, nella maggior parte dei casi, si è fatto riferimento all'Index Fungorum http://www.indexfungorum.org/ e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx .
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l'ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio del trinoculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d'erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Dati relativi alla raccolta
N. scheda: 4738. Data di ritrovamento: 31/07/2011. Località: Intermesoli. Comune: Pietracamela (TE). Coordinate geografiche: 42°32'3.50"N 13°32'20.60"E. Altezza s.l.m.: 800. Habitat: Bosco misto, Quercus sp., Fagus sylvatica, tra il muschio. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B.
Data inserimento: 18/10/2011

Bibliografia consultata
BON M. (1988) - Clé monographique des russules d'Europe, Doc. myc Tome XVIII - N° 70-71.
CETTO, B. (1989-1993) - I funghi dal vero, I-VII. Saturnia, Trento.
Cesalena Z. (1991) – Il genere Russula. Gruppo Micologico Bresadola - Vigevano
COURTECUISSE, R. & DUHEM, B. (1994) - Champignos de France et d'Europe. Lousanne.
Galli R. (1996) - Le russule Ed EN – EDINATURA.
Kränzlin F., 2005- Champignons de Suisse. Tome 6. Russulaceae. Luzern, 340 pp.
Romagnesi H. (1967) - Les Russules d'Europe et d'Afrique de Nord. Bordas, Paris.
SARNARI M. (1993) – Russule nuove dell'Italia centrale e Mediterranea. 18° contributo. Le sottosezioni Griseinae e Ilicinae nell'Italia centrale. Micologia e Vegetazione Mediterranea. Vol. VIII – n° 1, pp. 15-66. (1993)
Sarnari M. (1998) - Monografia illustrata del Genere Russula in Europa, Tomo primo.
Sarnari M. (2005) - Monografia illustrata del Genere Russula in Europa, Tomo secondo. 

Russula pseudoaeruginea f. galochroa

Russula pseudoaeruginea f. galochroa


sabato 24 gennaio 2015

Russula aurea Pers.

Scheda redatta dall'amico Marino Zugna

Russula aurea Pers., Observ. mycol. (Lipsiae) 1: 101 (1796)
Basionimo: Russula aurea Pers., Observ. mycol. (Lipsiae) 1: 101 (1796) 
Sinonimi: Agaricus auratus With., Bot. Arr. Brit. Pl., Edn 4 (London) 4: 184 (1801)
Agaricus aureus (Pers.) Pers., Syn. meth. fung. (Göttingen) 2: 442 (1801)
Russula aurata Fr., Epicr. syst. mycol. (Upsaliae): 360 (1838) [1836-1838] 

Posizione sistematica: Russulaceae, Russulales, Incertae sedis, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi 

Quadro macroscopico della raccolta
La raccolta si riferisce a tre esemplari in differente stadio di maturazione. Basidiomi di dimensioni
Russula aurea

medie, carne di consistenza poco gessosa, odore non particolare.
Pileo diametro 30-60 mm, all'inizio subgloboso, poi convesso, infine disteso con depressione più o meno accentuata al disco e con il margine ottuso, intero. Orlo, leggermente scanalato in vecchiaia. Cuticola separabile fino a metà raggio, da liscia, viscosa con l'umidità, finemente vellutata con il secco. Tendenzialmente di colore rosso-arancio, giallo-arancio più o meno carico, spesso con piccole macule. 
Lamelle da adnate ad arrotondate all'inserzione, ventricose, da leggermente fitte a mediamente spaziate, moderatamente spesse, raramente bifide, lamellule molto scarse, intervenate ai seni, fragili, inizialmente di colore crema, a maturazione gialle, infine ocra, filo lamellare concolore, intero. 
Stipite 30-70 x 15-20 mm, cilindrico, base appena leggermente allargata; finemente ruguloso dappertutto; di colore bianco, appena ocraceo alla base; all'inizio pieno poi midolloso, spugnoso. 
Carne all'inizio compatta, quindi soffice e spugnosa, tendenzialmente di colore giallino alle volte più marcato soprattutto nella porzione subcuticolare e nella corteccia stipitale raramente completamente gialla o bianca.
Odore insignificante. 
Sapore completamente dolce. 
Sporata: non effettuata. 
Reazioni macrochimiche: FeSo4 = rosa arancio. Guaiaco = rapidamente verde intenso.
Reazioni microchimiche ife della pileipellis insensibili alla SV.

Quadro microscopico della raccolta
Spore di Russula aurea - Photo by Marino Zugna
Spore (8,29) 8,67-9,46 (10,06) x (6,29) 7,04-7,82 (8,11) µm, in media 9,06 x 7,42 µm; Q. = (1,12) 1,16-1,27 (1,44), Q.m. = 1,22; Vol. = (173) 226-300 (322) µm³, Vol.m. = 262 µm³; da largamente obovoidi a largamente ellissoidi in proiezione laterale, da sub ellittiche a subglobose in proiezione frontale, ornate da verruche alte fino ad 1,2 µm, riunite in creste ramificate a formare larghe maglie perlopiù chiuse in reticolo, plaga ilare molto ampia, amiloide.
Basidi 57,1-67,7 x 13,2-15,4 µm, in media 64,2 x 14,2 µm, Q.m. = 4,5; Vol.m = 6765 µm³, tetrasporici e bisporici, clavati. 
Cistidi imeniali 71,4-73,1 x 7,3-10,3 µm, in media 72,2 x 8,8 µm, Q.m. = 8,40; Vol.m. = 3061 µm³, strettamente fusiformi, poco numerosi. Pleurocistidi poco numerosi, simili per forme e misure. 
Pileipellis formata da peli subcilindrici, flessuosi, 2-3 volte settati, con terminale largo 2,0-4,0 µm, in media 2,6 µm, apice attenuato. Pileocistidi e ife primordiali incrostate assenti. 

Osservazioni R. aurea, quando manifesta i suoi colori tipici, si riconosce già a prima vista. Nel caso di questa raccolta si possono notare alcune particolarità che non rispecchiano appieno le caratteristiche "tipiche" della specie, ci riferiamo al colore bianco dello stipite ed a quello ocraceo delle lamelle, anche se, in letteratura, vengono citate spesso queste possibilità cromatiche. . In ogni modo, a conferma dell'ipotesi determinativa, ci viene in aiuto l'insieme del quadro microscopico, il quale, risulta conforme alle quello della specie ipotizzata. 

Materiali e Metodi 
Lo studio è stato compiuto su materiale fresco e secco, reidratato con KOH 5%, NH4OH 6%, H2O, secondo necessità. I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 2% per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari, Sulfovanillina = (SV) per testare la reazione di pileocistidi e cistidi imeniali. Il reagente di Melzer è stato utilizzato per l'accertamento di amiloidia delle spore e la loro eventuale ornamentazione. Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale e, nel caso di spore inequilaterali anche in proiezione frontale, ottenute da sporata o prelevate da altre zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature e senza tener conto di eventuali ornamentazioni che, nel caso, si sono misurate a parte, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga 1998: (Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary). Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata e gli Autori delle specie, nella maggior parte dei casi, si è fatto riferimento all'Index Fungorum http://www.indexfungorum.org/ e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx . Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con il corpo macchina della medesima fotocamera, posto sul terzo occhio del trinoculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d'erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso. 


Bibliografia consultata 
BON M. (1988) - Clé monographique des russules d'Europe, Doc. myc Tome XVIII - N° 70-71. 
CETTO, B. (1989-1993) - I funghi dal vero, I-VII. Saturnia, Trento. 
Cesalena Z. (1991) – Il genere Russula. Gruppo Micologico Bresadola - Vigevano 
COURTECUISSE, R. & DUHEM, B. (1994) - Champignos de France et d'Europe. Lousanne. 
Galli R. (1996) - Le russule Ed EN – EDINATURA. 
Kränzlin F., 2005- Champignons de Suisse. Tome 6. Russulaceae. Luzern, 340 pp. 
Romagnesi H. (1967) - Les Russules d'Europe et d'Afrique de Nord. Bordas, Paris. 
Sarnari M. (1998) - Monografia illustrata del Genere Russula in Europa, Tomo primo.
Sarnari M. (2005) - Monografia illustrata del Genere Russula in Europa, Tomo secondo.

Russula aurea

Russula aurea
Russula aurea



venerdì 23 gennaio 2015

Russula virescens (Schaeff.) Fr

Scheda redatta dall'amico Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Russula virescens (Schaeff.) Fr., Anteckn. Sver. Ätl. Svamp.: 50 (1836)

Basionimo: Agaricus virescens Schaeff., Fung. Bavar. Palat. 4: 40 (1774)
Sinonimi: Agaricus virescens Schaeff., Fung. Bavar. Palat. 4: 40 (1774)

Posizione sistematica: Russulaceae, Russulales, Incertae sedis, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

Quadro macroscopico della raccolta
Russula virescens

La raccolta si riferisce a cinque esemplari in differente stadio di maturazione. Basidiomi di dimensioni medio-grandi, carne di consistenza gessosa, odore non particolare.
Pileo diametro 40-100 mm, all'inizio subgloboso, poi convesso, infine disteso con depressione più o meno accentuata al disco e con il margine ottuso, intero quindi scanalato. Cuticola separabile fino a metà raggio, inizialmente liscia e finemente vellutata, presto screpolata e areolata. Tendenzialmente di colore verde più o meno carico, spesso chiazzata di ocra a zone e nel bordo.
Lamelle da sub libere ad arrotondate all'inserzione, ventricose, all'inizio mediamente fitte con l'età piuttosto spaziate, moderatamente spesse, raramente bifide, intercalate da numerose lamellule, intervenate ai seni, fragili, inizialmente biancastre con lieve riflesso carnicino, poi crema, in vecchiaia macchiate di ocraceo; filo lamellare intero, all'inizio concolore quindi macchiato di brunastro.
Stipite 30-80 x 20-40 mm, tarchiato, cilindrico, base di uguale spessore o appena leggermente allargata; pruinoso in alto, finemente ruguloso; di colore bianco, macchiato di ocraceo alla base; all'inizio pieno poi midolloso e con corteccia leggermente spessa. 
Carne all'inizio dura e compatta, quindi fragile, tendenzialmente di colore bianco in vecchiaia più o meno chiazzata di ocraceo rugginoso.
Odore leggermente fruttato.
Sapore completamente dolce.

Sporata "ottenuta su vetrino posto in exsiccatum" biancastra = Ib del codice di Romagnesi.

Reazioni macrochimiche: FeSo4 = rosa arancio. Guaiaco = rapidamente verde intenso. 
Reazioni microchimiche ife della pileipellis insensibili alla SV.

Quadro microscopico della raccolta
Spore di Russula virescens - Photo by Marino Zugna
Spore (6,99) 7,86-9,73 (12,39) x (5,76) 6,04-7,24 (8,28) µm, in media 8,71 x 6,58 µm; Q. = (1,17) 1,24-1,4 (1,50), Q.m. = 1,32; Vol. = (131,) 155-270 (442) µm³, Vol.m. = 201 µm³; da obovoidi a subellissoidi in proiezione laterale, da subellittiche a subglobose in proiezione frontale, ornate da basse verruche, perlopiù libere, altre volte riunite in brevi creste o basse connessioni a formare un abbozzo di reticolo a maglie aperte o in qualche caso a maglie chiuse; plaga ilare non amiloide .
Basidi 43,1-56,9 x 9,7-12,1 µm, in media 50,4 x 10,8 µm, Q.m. = 4,65; Vol.m = 3149 µm³, tetrasporici in notati alcuni bisporici, clavati.
Cistidi imeniali (misure senza appendice) 55,1-87,2 x 5,5-9,0 µm, in media 69,2 x 7,6 µm, Q.m. = 9,26 ; Vol.m. = 2130 µm³, strettamente fusiformi, in quantità numerosa, la maggior parte con appendice apicale lunga da 7,5-11,0 µm. Pleurocistidi meno numerosi, simili per forme e misure.
Pileipellis formata da uno strato pseudoparenchimatico composto da cellule sferocitiche larghe 10,3-32,0 µm, in media 19,9 µm, da cui sorgono dei peli con cellula basale generalmente rigonfia, sormontata da un'ifa terminale subulata, misurante 33,7-57,9 x 3,2-9,5 µm, in media 45,3 x 5,2 µm. Pileocistidi e ife primordiali assenti. 

Osservazioni
Specie praticamente inconfondibile, R. virescens merita un attimo di approfondimento microscopico se non altro per ammirare i suoi caratteri microscopici che, soprattutto per quanto riguarda l'aspetto della pileipellis, sono unici nel genere ed inconfondibili. Dalla loro conformazione si può intuire del perché la cuticola di R. virescens sia così propensa a fratturarsi. Una particolarità simile la possiamo riscontrare anche in alcune specie del genere Lactarius "vedi L. glaucescens" con stessa modalità di frattura della pileipellis ed analoga struttura delle cellule che la compongono.
Nota del Legit: trovata il luogo relativamente aperto prima dell'ingresso in bosco puro di faggio, in quel preciso punto vegetano il Pioppo tremulo e il Castagno, su terreno relativamente asciutto rispetto all'interno del bosco, in un periodo di mancanza di piogge. Nascita tra residui di foglie e rami secchi, con individui di taglia diversa nel raggio di 3 mq, i soggetti apparentemente freschi mostravano una fase di invasione di larve abbastanza netta.
Altra particolarità di questa raccolta è la scarsità di screpolature sul cappello che, solitamente, caratterizza R. virescens, mostrando anche dei colori meno tipici con chiazze di colore chiaro molto equivoche, comunque a guardarle bene almeno una parte di cappello svela l'identità della specie. 

Materiali e Metodi 
Lo studio è stato compiuto su materiale secco, reidratato con KOH 5%, NH4OH 6%, secondo necessità.
I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 2% per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari, Sulfovanillina = (SV) per testare la reazione di pileocistidi e cistidi imeniali. Il reagente di Melzer è stato utilizzato per l'accertamento di amiloidia delle spore e la loro eventuale ornamentazione.
Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale, ottenute da sporata o prelevate da altre zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature e senza tener conto di eventuali ornamentazioni che, nel caso, si sono misurate a parte, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. 
Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga 1998: (Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary). 
Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata e gli Autori delle specie, nella maggior parte dei casi, si è fatto riferimento all'Index Fungorum http://www.indexfungorum.org/ e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx .
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto macro sono eseguite in habitat e/o, se necessario, in studio, con l'ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D + obiettivo Canon EF 100mm f/2.8 Macro USM. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con il corpo macchina della medesima fotocamera, posto sul terzo occhio del trinoculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d'erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso. 

Dati relativi alla raccolta N. scheda: 4697. Data di ritrovamento: 20/07/2011. Località: Ceppo. Comune: Rocca santa Maria. Coordinate geografiche: 339; III; TERAMO- Altezza s.l.m.: f. 4- Habitat: Bosco di Fagus sylvatica misto a Castanea sativa e Populus tremula. Determinatore. Zugna M. Legit: de Ruvo B. Data inserimento in erbario: 04/08/2011

Bibliografia consultata
BON M. (1988) - Clé monographique des russules d'Europe, Doc. myc Tome XVIII - N° 70-71.
CETTO, B. (1989-1993) - I funghi dal vero, I-VII. Saturnia, Trento.
Cesalena Z. (1991) – Il genere Russula. Gruppo Micologico Bresadola - Vigevano
COURTECUISSE, R. & DUHEM, B. (1994) - Champignos de France et d'Europe. Lousanne.
Galli R. (1996) - Le russule Ed EN – EDINATURA.
Kränzlin F., 2005- Champignons de Suisse. Tome 6. Russulaceae. Luzern, 340 pp.
Romagnesi H. (1967) - Les Russules d'Europe et d'Afrique de Nord. Bordas, Paris.
Sarnari M. (1998) - Monografia illustrata del Genere Russula in Europa, Tomo primo.
arnari M. (2005) - Monografia illustrata del Genere Russula in Europa, Tomo secondo.


Russula virescens

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