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domenica 30 novembre 2025

Ramaria subbotrytis f. subbotrytis (Coker) Corner 1950

Ramaria subbotrytis f. subbotrytis (Coker) Corner 1950

Determinazione a cura dell'amico Adriano De Angelis, sue l'analisi e le foto micro.

Le misure sporali sono le seguenti 7,539-10,613 x 3,136-4,013 micron con una spora media 8,79 x 3,374 micron con un rapporto sporale Q=2,16-3,10 e un Qm=2,612.

Le spore cilindriche con apice arrotondato, presentano il profilo esterno leggermente mosso con verruche disposte irregolarmente o si presentano con orientamente sublongitudinale a volte collegate tra loro. Giunti a fibbia assenti, mentre le ife tromboplere sono presenti ma scarse.










lunedì 10 marzo 2025

Ramaria stricta f. stricta (pers.) Quél. , Florida. mycol. Francia (Parigi): 464 (1888)

 Ramaria stricta f. stricta (pers.) Quél. , Florida. mycol. Francia (Parigi): 464 (1888)

determinazione giunta dall'amico Adriano De Angelis, suoi le foto micro ed il commento...grazie

Foto n°2916 del 26-10-2024 rinvenuta a Villa Ripa di Teramo, determinata come Ramaria stricta f. stricta. Già da un punto di vista macroscopico si poteva determinare ma l'ambiente di crescita del ritrovamento mi ha messo dubbi. Le caratteristiche macroscopiche sono: ramaria di medie piccole dimensioni, riccamente ramificata in maniara dicotomico e tricotomico, angolazioni ottuse ad U, apici terminanti a 2 punte. Base esigua con i rami che sembrano partire dal terreno. Il colore dei rami inizialmente di un giallo ocra successivamente ocra-cannella fino al brunastro. Apici di un giallo citrino. Microscopicamente si caratterizza per le spore da cilindriche ad oblunghe con le seguenti misure: 9,285-7,484 x 4,636-3,75 micron con una spora media 8 x 4,101 micron con un Q=1,71-238 con un Qm=1,956. Presenza di abbondanti cristalli a forma di rosetta nelle rizomorfe.













venerdì 8 luglio 2022

Ramaria brunneicontusa R.H. Petersen 1989

 Ramaria brunneicontusa R.H. Petersen 1989

Determinazione, commento e foto micro dell'amico Adriano De Angelis

Corpo fruttifero: medio-grande (20 cm di altezza e 15 cm di larghezza), terricola, in boschi di faggio con pini sparsi, sotto faggio (Fagus). Gambo: da largamente conico a sessile, fornito a volte di alcuni rami giovani; in basso bianca, giallastra sopra, che progressivamente si fonde con  il colore dei rami. Rami: policotomici, che si allungano con l’età, liscio; selle dei rami arrotondate ad U più o meno stretta; terminali dei rami formate da 2-4 punte acute all'inizio, poi smussate con l' età, successivamente simile ad un dente; Colore dei rami dappertutto giallo, lo stesso colore a maturità ma ocra pallido, punte concolori; debole abbronzatura del fondo in vecchi esemplari contusi. Carne: bianca, marmorizzata, non gelatinosa, solida fragile; colore giallo con una puntinatura di fondo sui rami; odore insignificante; sapore dolce.

Spore: 10.787-13.869 x 3,368-4.397 µm, Q 2.64-3.44, Qm=3.031; con profilo ellissoidale a quasi cilindrica, con superficie chiaramente ruvida; con una decisa ornamentazione verrucoso in rilievo.

Trama delle ife: fino a 14 µm di diametro, liscie, ± ialino, disposte in parallelo, a pareti sottili, con rigonfiamenti ampulliformi ai setti e giunti a fibbia; ife tromboplere presenti.







domenica 8 maggio 2022

Ramaria varians Schild

 Ramaria varians Schild

Determinazione, nota e foto micro del Sig. Adriano De Angelis

Si tratta di una specie che viene poco segnalata, in quanto spesso può essere facilmente scambiata per una delle tante ramarie che a maturità presentono i monotoni colori ocracei. Nel gruppo delle ramarie di colore bruno-violaceo è facilmente determinabile per via delle spore molto lunghe, unica ramaria che presenta spore lunghe come la specie studiata è Ramaria terrea, che pero si presentano al microscopio ottico lisce, mentre in Ramaria varians sono verrucose.

Si tratta di una ramaria di taglia medio-grande, molto ramificata, il tronco può essere sia singolo, sia costituito da più elementi saldati insieme, da conico a bulboso fino a cilindrico. Rami numerosi generalmente lisci ma a volte si presentano leggermenti rugosi sotto le angolazioni che sono in prevalenza  a V. Il colore dei ramiè molto variabile da cui il suo nome, che vanno dal bianco sporco, beige-biancastro, beige chiaro, grigio-brunastro, bruno-caffèlatte, nocciola fino a bruno-cannella. La superficie esterna dei rami è immutabile alle contusioni e alla manipolazione. Apici concolore ai rami. Carne biancastra soda e compatta. Nel tronco se esposta all'aria vira sull'ocra-brunastro. Odore leggermente erbaceo, sapore mite. Microscopia, in letteratura 9,7-14,2 (15,2) x 4,4-5,5 (5,8) micron, nel campione esaminato le misure sono:12,45-15,631 x 4,495-5,469 micron, da oblunghe a cilindracee con apicolo molto prominente, ornamentate da verruche irregolari sia isolate sia congiunte. Giunti a fibbia presenti.








domenica 3 aprile 2022

Ramaria fennica f. olivacea (Schild) Franchi & M. Marchetti

 Ramaroa fennica f. olivacea (Schild) Franchi & M. Marchetti

Determinazione e foto micro di Adriano De Angelis

Ramaria che mi arriva dal Ceppo, che con la nuova monografia di Franchi e Marchetti ho determinato come Ramaria fennica f. olivacea. Da un punto di vista genetico la forma olivacea è omologa a Ramaria fennica f. fennica e viene indicata per le colorazioni diverse che presenta e che permette di distinguerla all'interno del gruppo delle fenniche per le colorazioni da color senape a verde oliva che poi diventano brunastre omarrone chiaro. anche la microscopia corrisponde a quelli della forma fennica. 

 Spore:9.163-12.366 x 4.119-5.92 μm, spora media 9.939 x 4.433 μm , Qm= 2.25; di profilo ellittiche, ruvide; in blu cotone con robusta ornamentazione verrucoso-gibbosa. Ife della trama: con fibbie, sono presenti passaggi di setto ampulliformi; tromboplere solo occasionalmente. Rizomorfe: nello strato esterno ricoperte qua e là da cristalli polimorfi







venerdì 18 marzo 2022

Ramaria flavosalmonicolor Schild.

 Ramaria flavosalmonicolor Schild.

Determinazione eseguita dall'amico Adriano De Angelis, sue le foto micro e nota.

Corpo fruttifero: fino a 9 cm di altezza e 10 cm di larghezza, terricola, in boschi misti con faggio (Fagus) e pino (Pinus) e nelle foreste di faggio puro. Tronco: molto diverso; ampiamente sessili, a volte appena pronunciato con crescita conica rastremata nel substrato, in parte cresciuto irregolarmente con giovani ramoscelli lisci o nodulari; sotto bianco , la parte superiore assume il colore dei rami. Rami: da giovane di aspetto come cavolfiore, poi diviso, chiaramente curvati e piegati, a volte in punti, rotondi, leggermente lisci o rugosi; biforcazioni dei rami da acute fino ad arrotondate, con la crescita i rami tendono a creare delle angoli che divergono; rami ripetutamente con punte appuntite, seghettate con tubercoli ottusi. Rami giallo crema di color pallido da giovane color carne, a maturazione color salmone brillante, salmone-arancio pallido. Carne: da bianco sporco al bianco puro, marmorizzata, leggermente colorata nei rami al bordo, a volte con tonalità rosa, rosa dappertutto con un fondo delicato; da friabile a fissa. Odore a maturazione leggermente acidulo. Gusto delicato quasi dolciastro, un po’ amaro nelle punte dei rami.

Spore:  6,547-8,638 x 3,105-3,709  µm, Lm=7,459 µm, Bm=3,257 µm, Qm=2,297 (Q=1,89-2,66); in profilo da ellissoidale a quasi cilindrica, spore all'estremità di tanto in tanto un pò sferica allargata, dotate di ornamento leggermente rialzato; irregolare, ornamentazione verrucoso-perlinato. Basidi: con fibbie, ife con la presenza di giunti a fibbia e transizioni  ampolliformi ai setti , , ife tromboplere frequenti. 

Commenti: R. flavosalmonicolor può essere riconosciuta per la prima colorazione color carne, rosa giallo, successivamente per un  brillante rosa salmone, salmone-arancio dei rami  e le piccole spore e presenza di giunti a fibbi











domenica 15 marzo 2015

Ramaria sanguinea (Pers.) Quélet

Seppur riteniamo che tutte Ramarie in via precauzionale vanno trascurate sotto il profilo della commestibilità é anche vero che alcune di esse lo sono sicuramente e correttamente segnalate.

Il commento e la scheda, molto appropriati, sono tratti dal sito "I Funghi del Trentino"

Ramaria sanguinea (Pers.) Quélet

Sporoforo: di dimensioni anche grandi, di 10-15 (-20) cm di altezza per 10-20 di larghezza; simile nel complesso ad un cavolfiore, o meglio ad un corallo, con un tronco carnoso che si ramifica in modo molto complesso, per terminare con ramuscoli che misurano solo 1-2 mm di diametro; tronco di colore bianco o biancastro, rami (anche agli apici) colorati di giallo citrino; sul tronco e nella parte inferiore dei rami si notano quasi sempre delle chiazze disordinate rosso vinoso.

Carne: bianca, fragile, con odore e sapore insignificanti, non sgradevoli.

Habitat: soprattutto sotto latifoglia, in estate ed autunno.


Commestibilità: commestibile

Quella qui presentata è una delle due specie di Ramaria commestibili che riteniamo di riconoscimento relativamente immediato e sicuro anche a livello macroscopico. Tra le tante manine con colorazioni più o meno gialle, infatti, Ramaria sanguinea spicca per le chiazze di color vino che quasi sempre si notano facilmente alla base del carpoforo, sul tronco e sui rami principali. Curioso è l'aspetto di questa specie negli esemplari giovani, caratterizzati da rami cortissimi e molto densi che conferiscono al fungo una forma molto vicina a quella di un cavolfiore. Il medesimo aspetto è mantenuto ancora più a lungo da Ramaria botrytis, altra specie commestibile, che avrebbe dei rami colorati di rosa-rosso solo agli apici ed un gradevole odore paragonato da alcuni autori a quello delle fragole. Ripetiamo che, eccezion fatta per queste due entità, riteniamo imprudente il consumo di altre Ramaria, se non identificate con assoluta certezza e dopo un'analisi approfondita.

Ramaria sanguinea

Ramaria sanguinea

Ramaria sanguinea

giovedì 22 gennaio 2015

Ramaria bataillei (Maire) Corner

Dalle schede del Museo Civico di Venezia

Sinonimi: Clavariella bataillei Maire, Ann. Mycol. 11: 351, Tab. 18, 1913.
Clavaria bataillei (Maire) Trotter in Sacc., Syll. Fung. XXIII: 488, 1925.

Carpofori: coralloidi, di taglia media, alti 80-130 mm, larghi 50-100 mm, riccamente ramificati. Tronco basale alto fino a 40 mm, largo in alto altrettanto, obconico ma anche subcilindrico o irregolarmente conformato, singolo ma spesso formato da più elementi saldati insieme, profondamente infisso nel substrato; di colore bianco sporco nella parte interrata, a lungo di un bellissimo e tipico colore rosa geranio pallido, rosa salmone, rosa-arancio pallido, rosso chiaro, fino a rosso-brunastro nella porzione emergente dal terreno, in alto sfumato nel colore dei rami, poi marrone sporco a maturità. Rami principali numerosi, larghi 5-12 mm all’attaccatura al tronco, assottigliati progressivamente verso l’alto e divisi sia in modo dicotomico sia in modo policotomico diverse volte, di sezione rotondeggiante, lisci o leggermente rugosi longitudinalmente, specialmente in basso. L’angolazione dell’attaccatura dei rami è prevalentemente ottusa (selle a U), con terminazioni apicali inizialmente sottili, poi più o meno smussate. Il colore dei rami è giallo mais, giallo-ocra, ocra cannella, sino a giallo-arancio nei giovani carpofori, ben presto sfumato di grigiastro-porpora, poi a partire dal basso, marrone violetto, grigio-bruno porpora; apici inizialmente giallo oro, poi fulvo-ocraceo, quindi concolori ai rami. Tutto il fungo vira velocemente al bruno-porpora poi al bruno cioccolato dove manipolato. Carne biancastra, marmorizzata con il tempo umido, fragile nei ramoscelli apicali, soda e fibrosa nel gambo, esposta all'aria assume rapidamente un colore bruno-violaceo caratteristico; odore debole, terroso-acerbo, sapore molto amaro. 
Polvere sporale: in massa giallo-ocra.
Reazioni macrochimiche: non testate. PETERSEN (1979: 35) segnala per questa specie le seguenti reazioni: verde scuro immediato con solfato ferrico 10% e anche con solfato ferrico 10% seguito da alcol etilico assoluto; blu scuro con tintura di guaiaco; lentamente nero con olio di anilina; color rame o trasparente con idrossido di potassio 20%. Negativi pirogallolo, idrossido d'ammonio 20% e alfa-naftolo 5%.
Habitat: nei boschi montani di conifere, prevalentemente dell'Europa centrale, associata con preferenza a Picea abies, cresce spesso in modo gregario formando cerchi o striscie lunghe numerosi metri, caratteristica questa comune a molte altre Ramaria. Specie poco comune.

Spore: (11,6) 12-15,5 (16,6) x 4,4-5,6 µm, leggermente lenticolari, oblunghe-amigdaliformi viste di faccia, subcilindriche di profilo, ornamentate, giallastre in acqua, con apicolo evidente e parete sottile, iodio-negative; ornamentazione costituita da verruche, isolate, raramente con brevi connessioni, distintamente cianofile in blu-cotone. Basidi: 50-70 x 7-10 µm, cilindrico-clavati, tetrasporici, sterigmi lunghi circa 4-6 µm, con giunto a fibbia basale; basidioli frequenti, di dimensioni più ridotte, specialmente nella larghezza.
Sistema ifale: monomitico, costituito da ife generatrici cilindriche, larghe 2-15 µm, settate, prive di setti secondari, irregolari nel subimenio, più regolari altrove, con frequenti rigonfiamenti ampollosi ai setti, parete liscia, poco spessa (fino a 0,7 µm); ife gloeopore presenti, larghe 3-5 µm, cianofile in blu-cotone. Rizomorfe fragili, bianche, con incrostazioni di cristalli aciculari. Giunti a fibbia: presenti in tutti i tessuti fungini.

Ramaria bataillei

Ramaria bataillei

Ramaria bataillei

Ramaria bataillei

Ramaria bataillei

Spore di Ramaria bataillei - Photo by Marino Zugna
Ramaria bataillei

Ramaria bataillei



Ramaria bataillei