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lunedì 3 marzo 2025

Melanoleuca microcephala (P. Karst.) Singer, Cavanillesia 7: 123 (1935)

 Melanoleuca microcephala (P. Karst.) Singer, Cavanillesia 7: 123 (1935)

...funghetto presente nelle pinete di Montesanto di Civitella del Tronto, di piccole dimensioni, abbastanza diffuso, tardivo nella stagione, finalmente è arrivata una determinazione di specie, mi fermavo necessariamente solo al genere, grazie ad Ubaldo Marulli che ha curato lo studio e la microscopia.
Sinonimia:

Tricholoma microcephalum P. Karst., Hedwigia 20: 177 (1881)

Campioni raccolti dall’amico Bruno, in data 10.12. 24, foto n°3711, sotto cipressi e tra muschio in località Montesanto di Civitella del Tronto.

 Piccoli funghi che crescono prevalentemente sotto conifere e tra muschio.

Appartengono Sez. Grammopodiae, Ss. Rasilinae secondo Bon.

Microscopicamente ho riscontrato spore fortemente positive in JKJ, subglobulose, con grosse verruche.

7 [7.8 ; 8.2] 9 × 4.7 [5.5 ; 5.9] 6.7 µm

Q = 1.2 [1.4 ; 1.5] 1.6 ; N = 30 ; C = 95%

Me = 8 × 5.7 µm ; Qe = 1.4

Cheilocistidi non numerosi, a forma di pelo d’ortica con qualche cristallo apicale solubile se trattato con alcali, 33.3 - 57.4 × 2.6 ; 6.7 µm, collo stretto con pareti parallele laghe 1,5-2,01 µm.

Basidi tetrasporici, 26.1 - 29.5 × 6.9 - 7.1 µm.

Caulocistidi solo nella parte apicale del gambo di forma simile ai basidi.

Pileipellis di tipo subtricodermico, assenza di gaf in tutte le ife.
























sabato 2 aprile 2022

Melanoleuca polioleuca var. albifolia (Boekhout) Gminder

 Melanoleuca polioleuca var. albifolia (Boekhout) Gminder = Melanoleuca bataillei Malencon

dopo studio micro dell'amico Marino Zugna




domenica 8 marzo 2015

Melanoleuca melaleuca (Pers.) Murrill

Scheda redatta dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB Muggia

Melanoleuca melaleuca (Pers.) Murrill, Mycologia 3(3): 167 (1911)

Basionimo: Agaricus melaleucus Pers., Syn. meth. fung. (Göttingen) 2: 355 (1801).
Sinonimi: Agaricus melaleucus Pers., Syn. meth. fung. (Göttingen) 2: 355 (1801).
Boletopsis melaleuca (Pers.) Fayod, Malpighia 3: 72 (1889).
Gyrophila melaleuca (Pers.) Quél., Flore mycologique de la France et des pays limitrophes: 267 (1888).
Gyrophila melaleuca var. melaleuca (Pers.) Quél., Flore mycologique de la France et des pays limitrophes: 267 (1888).
Tricholoma melaleucum (Pers.) P. Kumm., Führ. Pilzk. (Zwickau): 133 (1871).

Sistematica: Agaricaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi.

Quadro macroscopico della raccolta
Pileo 65-75 mm, da disteso ad appianato-depresso, con o senza basso umbone ottuso, margine sottile,
Melanoleuca melaleuca

diritto, delicatamente lobato, da lievemente involuto a leggermente revoluto, intero o accidentalmente lacerato. Igrofano. Cuticola liscia e glabra, con il secco di colore bruno-grigiastro abbastanza uniforme; con l’umidità bruno-tabacco a chiazze e con porzione discale più chiara. In exsiccatum uniformemente di colore bruno-avana (SY-131).
Lamelle fitte, ventricose, smarginate, decorrenti per un breve dentino, inframezzate da 1-2 lamellule di diversa lunghezza; alte all’incirca 10 mm, (come lo spessore della carne al disco); all’inizio bianche, poi crema-biancastro; filo lamellare intero, sinuosetto, concolore alle facce.
Stipite 50-55 x 8,5-10 mm, cilindrico, diritto, leggermente svasato all’apice e allargato fino a 20 mm, alla base. Molto finemente pruinoso nella porzione apicale, delicatamente striato e leggermente fibrilloso altrove; da biancastro a crema-biancastro, appena bruniccio con l’umido. Base rivestita da abbondante feltro miceliare bianco e frammenti di substrato.
Carne soda e di colore bianco nel pileo, appena lievemente imbrunente e fibrosetta nello stipite, immutabile negli exsiccatum.
Odore non testato. Sapore “exsiccatum” dolce, appena leggermente cianico, tipico del genere.

Quadro microscopico della raccolta
Spore (6,8) 7,3- 7,8 -8,7 (9,2) x (4,5) 4,8- 5,0 -5,4 (5,8) µm, Q. = (1,4) 1,4- 1,5 -1,7 (1,8); Vol. = (75) 90- 94 - 129 (158) µm³, ellittiche, ornate da verruche poco dense, non molto prominenti, da isolate a collegare da brevi e basse creste, plaga ilare non visibile.
Basidi (21,1) 22,9- 26,85 -30,0 (33,4) x (7,7) 8,1- 9,1 -10,2 (10,3) µm, Vol.m.= (829) 875- 986 -1550 (1840) µm³, strettamente clavati, tetrasporici. Trama lamellare parallela, formata da ife cilindriche.
Spore di Melanoleuca melaleuca - Photo by M.Zugna
Cheilocistidi (35,6) 44,5- 47,83 -64,9 (85,1) x (8,3) 9,8- 11,86 -14,9 (18,8) µm, Vol.m.= (1516) 2590- 3119 -6844 (11643) µm³, metuloidi, in stragrande maggioranza fusiformi con ventre più o meno allargato, con o senza breve pedicello, in alcuni casi con un setto mediano. Raramente sublageniformi. Rari quelli con muricazione apicale. Filo lamellare eteromorfo, composto da non molto numerosi cheilocistidi, frammisti a basidi e basidioli. Pleurocistidi non molto numerosi simili ai cheilocistidi nelle forme e nelle misure.
Pileipellis di tipo ixocutis spessa fino a 50 µm, formata da un sottile strato di ife gelatinizzate, con diametro (4,3) 6,2- 8,12 -9,5 (9,5) µm, ialine; terminali cilindrici, di pari spessore o leggermente affusolati all’apice, in alcuni casi tendenti a sollevarsi leggermente a formare un subtricoderma. Subpellis composta da ife cilindriche, confusamente intrecciate. Pileocistidi non osservati.
Caulopellis di tipo cutis, composta da ife cilindriche, le esterne con diametro (2,6) 2,9- 3,7 -5,9 (6,6) µm, quelle interne con diametro µm, ialine, lungamente settate.
Caulocistidi (46,1) 57,1- 61,6 -78,6 (84,1) x (6,8) 7,4- 9,5 -12,1 (14,9) µm, Vol.m.= (203) 319- 376 -814 (938) µm³, metuloidi, in maggioranza sublageniformi (tipo Exscissae), con il ventre non molto largo, un setto mediano e terminale lanceolato e con muricazione apicale. A gruppetti più o meno densi nella porzione superiore dello stipite, frammischiati ai peli caulinari.
Peli caulinari da clavati a subclavati (10,5) 11,5- 13,45 -20,6 (24,2) x (6,0) 6,7- 7,4 -9,4 (10,3) µm, Vol.m.= (203) 319 - 376 -814 (938) µm³, frammischiati ai metuloidi.
Giunti a fibbia assenti in tutti i tessuti del basidioma.
Sporata “ottenuta su vetrino posto in exsiccatum”, biancastra = IIa (cod. Romagnesi).
Reazioni chimiche: Tintura di Guaiaco (da exsiccatum), negativo.

Osservazioni
Ad oggi, la maggior parte degli Autori ritengono M. melaleuca una specie cistidiata, per maggiori approfondimenti (Fontenla, Gottardi & Para 2003).
Sistematicamente, il prof. Marcel Bon, colloca M. melaleuca nel Sottogenere Melanoleuca Bon; Sezione Melanoleuca Bon; sottosezione Vulgarinae (Sing.) Bon.
Nella raccolta da noi presa in esame, abbiamo riscontrato una vistosa differenza tra i cistidi imeniali (quasi totalmente fusiformi) e i caulocistidi (quasi totalmente di tipo Exscissae). Inoltre, la pileipellis ha evidenziato un leggero, ma netto, strato di ixocute.
Per quanto riguarda le caratteristiche macroscopiche, la specie che si avvicina di più è Melanoleuca polioleuca (Fr.) Kühner & Maire 1934, la quale si differenzia per avere uno stipite con carne inscurente molto rapidamente, fin quasi ad annerire, e per un lungo tratto visibilmente pruinoso. Habitat prevalentemente praticolo.
In quanto alle caratteristiche microscopiche, dobbiamo dire che esse sono risultate quasi sovrapponibili, al punto da non riuscire a discriminare i due taxa dal punto di vista anatomico.
Forse c’è una minima percentuale a favore di M. polioleuca (per quanto riguarda la struttura gelatinizzata della pileipellis).
In conclusione, visto che i caratteri anatomici poco ci vengono in aiuto, è soprattutto per i caratteri macroscopici che ipotizziamo per questo taxon, l’epiteto specifico di cui sopra.
                                                                                                                      
Materiali e Metodi
I reperti sono stati reidratati e osservati in KOH 2%, ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 2% per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari. Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale ed altrettante in proiezione frontale, prelevate da zone non imeniali, senza tener conto dell’apiculo e scartando spore ancora evidentemente immature. Le misure sottolineate si riferiscono alle medie. Per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga1998: Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary. Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata ed i nomi degli Autori, abbiamo fatto riferimento a http://www.indexfung...names/Names.asp e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx. Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto macro sono eseguite in habitat, dal signor Bruno de Ruvo, con l’ausilio di una fotocamera Reflex Nikon D3X, obiettivo Nikkor 60 mm Micro. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l’ausilio di una fotocamera Reflex Canon EOS 50D, posta sul terzo occhio di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Dati relativi alla raccolta
N. scheda: 5080. Data di ritrovamento: 15/05/2013. Località: Ceppo - abetaia secolare. Comune: Rocca Santa Maria. Coordinate geografiche: 339; III; TERAMO. Altezza slm: f. 4. Habitat: In bosco misto, tra Abies sp. , Fagus sylvatica. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B. Data inserimento in erbario: 22/07/2013.

Bibliografia
Bas, C., Kuyper, Th.W., Noordeloos, M.E. & Vellinga, E.C. (eds) (1999). Flora Agaricina Neerlandica 4. Strophariaceae, Tricholomataceae (3). Rotterdam: Balkema.
Bon, M. (1991). Les Tricholomes et Ressemblants. Flore Mycologique d’Europe 2. Doc. Mycol. Mém. Hors Sér. 2.
Caroti V., Giovanni Consiglio G., Marco Contu M., Fontenla R, Roberto P. 2007. Contributo alla conoscenza dei Macromiceti dell’Emilia-Romagna. Genere Melanoleuca. Boll. AMER 67, Anno XXII, 2006 (1): 9-39.
Fontenla R., Gottardi M. & Para R., 2000 [2001]. Osservazioni sul genere Melanoleuca (2° contributo). Melanoleuca khueneri Bon. Boll. AMER, 16 (1-2) (= 49-50): 58-68.
Fontenla R., Gottardi M. & Para R., 2002. Osservazioni sul genere Melanoleuca (4° contributo). Una specie comune ma poco rappresentata: Melanoleuca politoinaequalipes (Beguet & Bon). Riv. Micol. 2002 (1) : 49-57.
Fontenla R., Gottardi M. & Para R., 2002. Osservazioni sul genere Melanoleuca (7° contributo): Melanoleuca substrictipes. Micol. Veget. Medit., 17 (2): 149-154.
Fontenla R., M. Gottardi & Para R. (2003) - Fungi non delineati. Pars XXV Osservazioni sul genere Melanoleuca. Edizioni Candusso I-Alassio (SV).
Melanoleuca melaleuca

Melanoleuca melaleuca



Melanoleuca polito-inaequalipes Béguet ex Traverso & Zotti

Scheda redatta dall'amico Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Melanoleuca polito-inaequalipes Béguet ex Traverso & Zotti [as 'politoinaequalipes'], in Traverso & Zotti, Bulletin Semestriel de la Fédération des Associations Mycologiques Méditerranéennes 22: 32 (2002)

Basionimo: Melanoleuca grammopodia var. polito-inaequalipes Béguet [as 'politoinaequalipes'], Docums Mycol. 2(no. 5): 37 (1972)

Sinonimi: Melanoleuca grammopodia var. polito-inaequalipes Béguet [as 'politoinaequalipes'], Docums Mycol. 2(no. 5): 37 (1972).

Melanoleuca polito-inaequalipes (Béguet) Bon [as 'politoinaequalipes'], Docums Mycol. 9(no. 33): 59 (1978).

Posizione sistematica: Fungi, Basidiomycota, Agaricomycotina, Agaricomycetes, Agaricomycetidae, Agaricales, Tricholomataceae, Melanoleuca

Descrizione macroscopica della raccolta
Melanoleuca polito-inaequalipes
Pileo 50-60 mm, da prima subemisferico, quindi disteso-convesso con largo e basso umbone ottuso, liscio e glabro, margine leggermente involuto, intero. Igrofano. Con il tempo umido di colore castano-bruno, testa di moro nella porzione discale, finalmente più chiaro al margine. In exsiccatum uniformemente di colore grigio-cenere.
Lamelle mediamente fitte, ventricose, smarginate con breve dentino, alte due volte lo spessore della carne pileica, di colore crema-biancastro, filo lamellare intero, concolore alle facce, spesso bifide, inframezzate da 1 (2) lamellule.
Stipite 40-50 x 10-15 mm, cilindrico, diritto o leggermente curvo in basso, a volte appena svasato all’apice, molto finemente pruinoso nella porzione apicale, leggermente fibrilloso altrove; da biancastro a crema-biancastro. Base da leggermente ristretta ad appena più larga.
Carne di colore crema-biancastro, se imbibita tendente leggermente ad imbrunire nella porzione subcuticolare; soda nel giovane, fibrosa in vecchiaia.
Odore subspermatico e sapore dolce e leggermente acidulo, tipici del genere.

Descrizione degli elementi microscopici
Spore (7,7) 8,0-9,1 (10,0) x (4,5) 4,9-5,6 (6,1) µm, in media 8,51 x 5,25 µm, Q. = (1,4) 1,5- 1,7 (1,8); Q.m.= 1,62; Vol. = (86) 103-148 (181), Vol.m.= 123 µm³, ellittiche, ornate da verruche dense, non molto prominenti, per lo più isolate, plaga ilare ben visibile, non amiloide ma con bordo delimitato da verruche connesse e fortemente amiloidi.
Basidi 27,3-32,6 x 8,9-10,4 µm, in media 30,43 x 9,77 µm, Q.m.= 3,12, Vol.m.= 1523 µm³, strettamente clavati, tetrasporici. Trama lamellare parallela, formata da ife cilindriche.
Spore di Melanoleuca polito-inaequalipes - Photo by M.Zugna
Cheilocistidi 35,7-66,9 x 6,2-11,6 µm, in media 46,32 x 8,17 µm, Vol.m.= 1683 µm³, sublageniformi, con 1, 2 (3) setti mediani (tipo Ecxscissae), con porzione basale da inflata a subisodiametrica e porzione terminale da più o meno conica a lanceolata e priva di cristalli. Filo lamellare eteromorfo, composto da rari o molto rari cheilocistidi, frammisti a basidi e basidioli. Pleurocistidi non osservati.
Pileipellis di tipo cutis con tendenza a subtricoderma, formata da uno strato sottile di sottili ife leggermente gelatinizzate con diametro 2,6-6,9 µm, ialine; terminali cilindrici, leggermente affusolati all’apice; subpellis formata da ife confusamente intrecciate, cilindriche, con diametro 5,3-11,4 µm. Pileocistidi non osservati.
Caulopellis di tipo cutis, composta da ife cilindriche, le esterne con diametro 2,7-4,4 µm, quelle interne con diametro 4,7-10,1 µm, ialine, lungamente settate.
Peli caulinari da subcilindrici a subclavati misuranti 28,0-58,9 x 3,3-6,7 µm, all’apice 7,1-11,0 µm, in media 43,61 x 4,43 x 8,67 µm, Vol.m.= 475 µm³, raggruppati in fitti mucchietti nella porzione apicale dello stipite. Caulocistidi a pelo d’ortica non osservati
Giunti a fibbia assenti in tutti i tessuti del basidioma.
Sporata “ottenuta su vetrino posto in exsiccatum”, bianco-crema = IIa - IIb, (codice di Romagnesi).
Reazioni chimiche: Tintura di Guaiaco (da exsiccatum), bruno-verdastro dopo 1/2 ora.

Osservazioni
La raccolta in oggetto di studio, rappresentata da tre esemplari, presenta toni pileici piuttosto insoliti, probabilmente, dovuti a circostanze estreme in quanto sommersi da uno strato di neve.
Nell’articolo pubblicato da (Fontenla et alt., 2002), gli autori, paragonandole con M. polito-inaequalipes, prendono in esame due specie macroscopicamente simili nei colori “quando questi sono chiari.
M. substrictipes Kühner 1978, la quale non raggiunge mai colorazioni pileiche così scure, rimanendo sempre piuttosto chiara, con toni che vanno dal bianco avorio al bianco-crema, al massimo con il disco brunastro.
M. pseudoevenosa Bon ex Bon & G. Moreno 1980, anch’essa con colori piuttosto chiari, i quali vanno da bianco puro a crema, beige-caffelatte pallido, alle volte con disco grigio-ocraceo.
In un ulteriore lavoro, (Fontenla et alt., 2003), a pag. 61, propongono una fotografia di M. polito-inaequalipes con toni pileici del tutto simili a quelli dei nostri esemplari.
Nel nostro caso, dovremmo paragonare ben altre specie.
Tralasciando per ovvi motivi le specie macrocistidiate, prendiamo in esame alcune specie incluse nella Sottosezione Grammopodinae e Exscissae, con tonalità pileiche più o meno brunastre, possedenti cheilocistidi a pelo d’ortica, settati o plurisettati, con base poco ingrossata e apice conico, delle quali, di seguito diamo una breve e sintetica lista delle principali caratteristiche differenziali.
M. grammopodia (Bull.) Murrill, 1914, specie solitamente di taglia piuttosto massiccia e con tonalità pileiche bruno-caffelatte, bruno-camoscio; microscopicamente, presenta cheilocistidi molto numerosi, in maggior parte di forma tipica (a pelo d’ortica, con collo cilindrico).
M. paedida (Fr.) Kühner & Maire 1934, specie di taglia piuttosto esile, con tonalità pileiche bruno-grigiastre, carne dello stipite leggermente imbrunente e con netto odore di farina; microscopicamente si differenzia per possedere spore finemente cristulate.
M. kuehneri Bon 1988, specie di taglia piuttosto esile, con tonalità pileiche bruno-giallastre, carne dello stipite nettamente imbrunente; microscopicamente si differenzia per possedere spore grossolanamente verrucose e numerosi caulocistidi a pelo d’ortica.
M. fusca (Cleland) Grgur. 1985, specie di piccola taglia, possiede tonalità pileiche bruno scuro, bruno-violaceo scuro fino a nerastro, lamelle tendenti ad ingrigire, stipite e carne ingrigenti; microscopicamente si differenzia per possedere spore da largamente ellissoidali a subglobose, con Q.m. 1,42; cheilocistidi numerosi di tipo Exscissae.
Infine, visto che gli esemplari posti in exsiccatum hanno dimostrato che, in mancanza di umidità i basidiomi sono divenuti grigio-cenere, non possiamo esulare dal prendere in esame anche le rimanenti specie di Exscissae a tonalità pileiche ingrigenti.
M. spegazzinii (Sacc. & D. Sacc.) Singer 1952, specie di taglia piuttosto esile, con tonalità pileiche tendenzialmente grigiastre, lamelle bianche tendenti ad ingrigire leggermente; microscopicamente si differenzia per possedere spore subcristulate e cheilocistidi numerosi di tipo Exscissae.
M. iris Kühner 1956, specie di taglia media, con tonalità pileiche da biancastre a grigiastre fino a grigio-nerastro, carne con netto odore floreale; microscopicamente si differenzia per possedere cheilocistidi molto numerosi, spesso bifidi, di tipo Exscissae.
M. yucatanensis Guzmán & Bon 1984, specie di taglia piuttosto esile, con tonalità pileiche bruno-grigiastro, lamelle tendenti ad ingrigire, stipite carne tendente ad imbrunente; microscopicamente si differenzia per possedere spore subglobose, Q.m. 1,33, ornate da verruche grossolane; cheilocistidi e caulocistidi molto numerosi, in maggior parte di forma tipica (a pelo d’ortica, con collo cilindrico), ed in minor numero di tipo Exscissae.
Con questo breve lavoro, abbiamo tentato d’isolare la nostra raccolta, prendendo in esame le specie a lei simili, rendendoci però conto, che molto probabilmente, poco avremo chiarito, soprattutto per il fatto che a causa dell’estrema differenza di tonalità pileiche assunte dai basidiomi nei due differenti stadi di umidità, abbiamo dovuto per forza inserire sia le specie brune che quelle grigie e perfino alcune bianche, aumentando così la possibilità di confusione tra le specie. Se non altro, queste brevi note c’hanno dato modo di riflettere su quanto, le specie di questo genere, possano confondersi, ambiguamente, non dando mai, o solo in pochi casi, una netta e stabile differenza caratteriale, tale da poter asserire sicuramente di che specie si tratti.

Materiali e Metodi
Lo studio microscopico è stato eseguito su materiale d’erbario, reidratato e osservato in KOH 2% e/o in Rosso Congo ammoniacale 6%. Il reattivo di Melzer è stato usato per osservare l’amiloidia e l’ornamentazione sporale.
Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr
Le misure sporali, da sporata, fanno riferimento a 100 unità in proiezione frontale, senza tenere conto dell’apiculo, scartando spore ancora evidentemente immature; per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga 1998: (Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary). Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata e gli Autori delle specie, nella maggior parte dei casi, si è fatto riferimento all’Index Fungorum http://www.indexfungorum.org/ e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trioculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l’ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio del trioculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d’erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Dati relativi alla raccolta
N. scheda: 4959. Data di ritrovamento: 01/02/2012. Località: Prati di Tivo di Pietracamela. Comune: Pietracamela. Coordinate geografiche: 42°30'3.84"N 13°33'33.46"E. Altezza slm: 1440. Habitat: di un prato appenninico, tra l’erba e sporadici arbusti di Juniperus communis, Rosa canina e Prunus spinosa. Esposizione è rivolta a sud-est. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B.
Data inserimento in erbario: 26/12/2012

Bibliografia
Bas, C., Kuyper, Th.W., Noordeloos, M.E. & Vellinga, E.C. (eds) (1999). Flora Agaricina Neerlandica 4. Strophariaceae, Tricholomataceae (3). Rotterdam: Balkema.
Bon, M. (1991). Les Tricholomes et Ressemblants. Flore Mycologique d’Europe 2. Doc. Mycol. Mém. Hors Sér. 2.
Caroti V., Giovanni Consiglio G., Marco Contu M., Fontenla R, Roberto P. 2007. Contributo alla conoscenza dei Macromiceti dell’Emilia-Romagna. Genere Melanoleuca. Boll. AMER 67, Anno XXII, 2006 (1): 9-39.
Fontenla R., Gottardi M. & Para R., 2000 [2001]. Osservazioni sul genere Melanoleuca (2° contributo). Melanoleuca khueneri Bon. Boll. AMER, 16 (1-2) (= 49-50): 58-68.
Fontenla R., Gottardi M. & Para R., 2002. Osservazioni sul genere Melanoleuca (4° contributo). Una specie comune ma poco rappresentata: Melanoleuca politoinaequalipes (Beguet & Bon). Riv. Micol. 2002 (1) : 49-57.
Fontenla R., Gottardi M. & Para R., 2002. Osservazioni sul genere Melanoleuca (7° contributo): Melanoleuca substrictipes. Micol. Veget. Medit., 17 (2): 149-154.

Fontenla R., M. Gottardi & Para R. (2003) - Fungi non delineati. Pars XXV Osservazioni sul genere Melanoleuca. Edizioni Candusso I-Alassio (SV).

Melanoleuca polito-inaequalipes

Melanoleuca polito-inaequalipes

Melanoleuca polito-inaequalipes

lunedì 16 febbraio 2015

Melanoleuca rasilis var. leucophylloides Bon

Scheda redatta dall'amico Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Melanoleuca rasilis var. leucophylloides Bon, Docums Mycol. 3(no. 9): 46 (1973)


Basionimo: Melanoleuca rasilis var. leucophylloides Bon, Docums Mycol. 3(no. 9): 46 (1973)
Sinonimi: Melanoleuca leucophylloides (Bon) Bon, Docums Mycol. 11(no. 41): 40 (1980)

Descrizione macro “parzialmente desunta dalle fotografie della raccolta e dall'exsiccatum”.
Melanoleuca rasilis var. leucophylloides

Pileo con diametro di 25-35 mm, all'inizio convesso, quindi spianato, infine depresso e con largo e basso umbone centrale, leggermente vischiosetto con l’umido, lievemente igrofano, di colore nocciola-brunastro, anche macchiato di nerastro a zone, margine più chiaro, orlo intero, eccedente le lamelle per 1-2 mm, segnato di bianco.
Lamelle mediamente fitte, smarginate con dentino, sinuosette, leggermente ondulate, alte due volte lo spessore della carne pileica, di colore biancastro con tendenza ad ingrigire leggermente negli exsiccata, filo lamellare intero, concolore alle facce, 1 lamella, 1-3 lamellule.
Stipite 30-60 x 3-5 mm, tendenzialmente cilindrico o solo leggermente più largo alla base, anche leggermente svasato nella parte superiore, striato longitudinalmente, decorato da fibrille biancastre e cosparso da fine pruina bianca su uno sfondo concolore al pileo. Base da leggermente allargata ad appena bulbosetta, invasa da feltro miceliare bianco.
Carne esigua, biancastra, senza tendenza a scurire nemmeno negli exsiccata. Odore e sapore non rilevati.

Descrizione micro
Spore (6,32) 6,64-7,73 (8,54) x (4,19) 4,57-5,14 (5,44) µm, in media 7,2 x 4,83 µm, Q. = 1,37-1,61; Qm = 1,49; Vol. = 74-105; Vol.m = 88 µm³; ellissoidi viste di profilo, da subglobose a obovoidi viste di faccia, ornate da verruche di calibro differente e più o meno addensate o isolate, saltuariamente brevemente connesse, fortemente amiloidi, plaga ilare ampia, inamiloide ma con bordo ben delimitato da una corona di verruche fortemente amiloidi, apicolo corto, inamiloide.
Basidi (22) 26-39 x 8-11 µm, in media 32 x 9 µm, Qm = 3,6; Vol.m = 1342 µm³; clavati, tetrasporici.
Trama lamellare parallela, formata da ife cilindriche; giunti a fibbia assenti.
Caulocistidi di Melanoleuca rasilis var. leucophylloides - Photo by M.Zugna
Cheilocistidi 37-54 x 5-10,5 µm, metuloidi, a pelo d’ortica, poco o per nulla muricati, raramente con collo eccentrico e base difforme, da scarsamente distribuiti a numerosi a zone, con o senza cristalli apicali.
Pleurocistidi assenti.
Caulopellis formata da ife parallele o leggermente intrecciate, settate, cilindriche con diametro 3-4,5 µm.
Caulocistidi (29) 33-51 x 4-7-(9,5) µm, metuloidi, con la forma tipica a pelo d'ortica, apice solo rarissimamente ricoperto da cristalli di ossalato di calcio, sovente con collo eccentrico e base difforme, abbondantissimi nella porzione apicale (primi 2-3 mm), frammisti ad altrettanto abbondanti cellule basidioloidi, misuranti (13)16-32 x 3-5 µm, apice 6- 9,5 µm, tozze e di forma clavata e qualche raro basidio a formare dei densi mazzetti, tanto da far pensare ad un cauloimenio.
Dopo il primo centimetro i metuloidi sono risultati molto sporadici e le cellule basidioloidi presenti in minor abbondanza rispetto all'estremo apice, soppiantate da peli cistidiali differentemente conformati.
Nella zona mediana ed in quella sottostante ad essa si sono notati pochi peli cistidiali misuranti 23-42,5 x 3-5 µm, apice 5-11 µm, leggermente flessuosi, da cilindrici a lungamente clavati, singoli o disposti in mazzetti di 3-6 elementi. Non si sono osservati metuloidi.
Pileipellis disposta tipo cute, formata da ife cilindriche, con diametro 3-4,5 µm, lievemente gelatinizzate, ialine o leggermente pigmentate di giallo-brunastro, alcune finemente incrostate, terminali tendenti a disporsi in tricoderma, cilindrici o leggermente allargati all'apice, con diametro 4-6,5 µm.

Materiali e Metodi: lo studio è stato effettuato su materiale proveniente da exsiccata, mentre in alcuni casi ci siamo valsi del supporto di foto macro a forte risoluzione e di uno stereo microscopio Optech trinoculare.
I preparati e le misure microscopiche sono stati eseguiti usando come mezzo di governo H2O, ed ove necessario, come reidratante KOD 3%, come colorante Rosso Congo Ammoniacale 2%; il reagente di Melzer è stato utilizzato per l’accertamento di eventuali reazioni amiloidi o destrinoidi di spore o di tessuti del basidioma, le misure sporali si basano su 100 misurazioni, per le rimanenti tipologie cellulari si sono effettuate da 20 a 30 misurazioni a tipologia.
Le osservazioni e le foto relative alla microscopia, sono state eseguite fotocamera Reflex EOS 50D e con l’ausilio di un microscopio biologico Optech Biostar B5 con testa trinoculare, supportato da ottiche Plan-APO, Illuminazione alogena 12V-50W a luce riflessa con regolatore di intensità.
Le misure di tutti gli elementi sono state effettuate con il software di calcolo Mycométre.
Le collezioni d’erbario sono conservate in erbario di A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Osservazioni
Sull’eventuale presenza di "caulocistidi a pelo d’ortica", come già accennato sopra, essi si sono notati, abbondantissimi, frammisti a ciuffi di cellule basidioloidi di forma clavata e basidi, situati soltanto all'estremo apice e per non più di alcuni millimetri la, dove le lamelle vanno a scorrervi sopra.
Tutto ciò è sicuramente frutto di un prolungamento imeniale dovuto alla decorrenza della lamella, che io non giudicherei come veri e propri caulocistidi ed ai quali non darei un estremo valore sistematico.
Per il resto si sono notati non più di un paio di metuloidi situati entro il primo centimetro, la dove invece erano abbondantemente presenti e ben distribuiti i peli che andavano rarefacendosi man mano che si scendeva nello stipite.
Macroscopicamente, i basidiomi di piccola taglia potrebbero far pensare a M. microcephala, ma la somma delle caratteristiche microscopiche non confortano questa ipotesi

Dati relativi alla raccolta: N. scheda: 4217. Data di ritrovamento: 21/11/2009. Località: Teramo -Torrente Vezzola. Comune: Teramo. Coordinate geografiche: 339; III; TERAMO. Altezza slm: f. 1. Habitat: tra salici e altre essenze igrofile, su terreno ghiaioso del torrente. Legit: de Ruvo Bruno. Determinatore: Zugna Marino

Bibliografia:
Bas, C., Kuyper, Th.W., Noordeloos, M.E. & Vellinga, E.C. (eds) (1999). Flora Agaricina Neerlandica 4. Strophariaceae, Tricholomataceae (3). Rotterdam: Balkema.
Bon, M. (1991). Les Tricholomes et Ressemblants. Flore Mycologique d’Europe 2. Doc. Mycol. Mém. Hors Sér. 2.
Fontenla R., M. Gottardi & Para R. (2003). Osservazioni sul genere Melanoleuca. Rivista di Micologia 4: 337-350.

Fontenla R., M. Gottardi & Para R. (2003) - Fungi non delineati. Pars XXV Osservazioni sul genere Melanoleuca. Edizioni Candusso I-Alassio (SV).

Melanoleuca rasilis var. leucophylloides

Melanoleuca rasilis var. leucophylloides

Melanoleuca rasilis var. leucophylloides

Melanoleuca rasilis var. leucophylloides

Melanoleuca rasilis var. leucophylloides

Spore di Melanoleuca rasilis var. leucophylloides - Photo by Marino Zugna