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venerdì 25 marzo 2022

Craterellus konradii Bourdot et Maire

 Craterellus Konradii Bourdot et Maire

bellissima specie o semplicemente una forna di Craterellus cornucupioides.
Eccovi una bellissima disamina presente sul Forum AMB di Muggia

OSSERVAZIONI SU UNA INUSUALE RACCOLTA DI CRATERELLUS CORNUCOPIOIDES

di Paolo Picciola* Marino Zugna** Bruno De Ruvo***

Introduzione

Gli autori riferiscono di una raccolta abruzzese di Craterellus cornucopioides dalle inusuali colorazioni giallo solforine distribuite sull’intero basidioma.

La raccolta qui discussa è stata effettuata nell’agosto 2018 in località Colle dell'Asino, nel comune di Pietracamela (TE), a 1300 metri d’altezza, in una faggeta pura in una zona umida e muscosa.
I basidiomi crescevano frammisti ad altri tipici di Craterellus cornucopioides di colore nerastro, alcuni connessi gli uni agli altri. Il contributo si conclude con una chiave dicotomica riferita alle forme cromatiche di Craterellus cornucopioides.

Key words: Cantharellaceae, Craterellus, konradii, cornucopioides, taxonomy, Abruzzo.

Materiali e metodi
La descrizione dei caratteri macroscopici è stata ricavata analizzando i basidiomi freschi fotografati in situ con l’ausilio di una fotocamera di una fotocamera Nikon Df, obiettivo Nikkor 60 mm f/2.8. Lo studio microscopico è stato condotto su esemplari essiccati preventivamente idratati con l’idrossido di potassio (KOH) al 2%.

I preparati sono stati osservati in acqua e dove necessario si è adoperato il Rosso Congo Ammoniacale al 2% per evidenziare le differenti tipologie cellulari. Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile all’indirizzo http://mycolim.free.fr.

Le misure sporali si riferiscono a 20 unità.

Le misure sottolineate di tutti gli elementi microscopici rappresentano i valori medi. 

Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l’ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posta sul terzo occhio di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità.

Per quanto riguarda la nomenclatura adottata si è fatto riferimento a Index Fungorum http://www.indexfungorum.org/ e MykoBank http://www.mycobank.org.

La collezione d’erbario è conservata nell'erbario del Gruppo di Muggia e del Carso della A.M.B. con il numero identificativo 7715.

TASSONOMIA

Craterellus cornucopioides (L.) Pers. Mycologia Europaea 2: 5 (1825)

Basionimo: Peziza cornucopioides L., Species Plantarum: 1181 (1753)

Sinonimi: Craterellus konradii Bourdot & Maire, Bulletin de la Société Mycologique de France 46: 227 (1930).
Craterellus fallax A.H. Sm., The Michigan Botanist 7: 153 (1968)

Sistematica: Fungi, Dikarya, Basidiomycota, Agaricomycotina, Agaricomycetes, Cantharellales, Cantharellaceae, Craterellus.

Descrizione della raccolta:

Basidiomi alti fino a 60 mm, a forma di cornucopia internamente cava quasi fino alla sua base estrema, molto aperta all’apice, con il bordo arrotondato, piuttosto incurvato, poi appianato, infine rivolto verso l’alto, plurilobato.
Superficie esterna (imenio) uniformemente sottile, molto rudimentale, da liscia a finemente rugolosa, pruinosa, di colore uniformemente giallo chiaro, crema giallastro, giallo solforino tenue.

Superficie interna liscia, glabra, dello stesso colore della superficie imeniale.

Carne sottile, giallastra, di consistenza membranosa, di odore fruttato, tenue, simile a quello della forma tipo.

Spore (10,0)10,1-11,8-13,9(15,4) x (6,7)6,8-7,8-8,8(9,0) µm, Vol. 247,1-385,9-533,6 µm³, Q. = 1,3-1,5- 1,9, lisce, ovoidali-ellissoidali, apicolo laterale, poco emergente, con contenuto finemente granuloso, non amiloidi. 

Basidi dimensioni, slanciati, largamente clavati, bi-trisporici, con contenuto lipidico (citoplasmatico) giallastro, privi di giunto a fibbia basale.

Basidioli simili ai basidi.
Trama costituita da ife afibulate.

Pileipellis formata da una cutis di ife più o meno distese e variamente intrecciate, cilindriche, ialine, lisce, a membrana sottile, con setti a diverse distanze e ristretti, ad apice ottuso e con ramificazioni.
Giunti a fibbia assenti in tutto il basidioma.
Materiale studiato ed ambiente di raccolta

N. scheda: 7715. Data di ritrovamento: 19/08/2018. Località: Colle dell'Asino. Comune: Pietracamela (TE). Coordinate geografiche: 349 II:GR. SASSO D'ITALIA. Altezza s.l.m.: f. 4. Habitat: Faggeta pura, su tronco di faggio. Determinatore: Zugna M., Picciola P., de Ruvo B. Legit: de Ruvo B.

Osservazioni

Il Genere Craterellus Pers., (Cantharellaceae) comprende circa 20 specie diffuse in tutto il mondo (Kirk et al., 2008), ma il numero totale di nomi associati a questo taxon è di circa 140 (http://www.indexfungorum.org).

Questo taxon è stato distinto da Cantharellus principalmente per l’assenza dei giunti a fibbia (Bigelow, 1978; Corner 1957, 1966).

In Europa Craterellus cornucopioides è tra i funghi più apprezzati e ricercati durante la stagione tardo estiva in ambiente montano e in quella tardo autunnale nei boschi termofili di collina e pianura.

I suoi nomi popolari rimandano alle sue caratteristiche cromatiche e morfologiche: la “trombetta dei morti” è un nome legato alla sua particolare forma nonché alle colorazioni scure mentre il “corno dell’abbondanza” si riferisce all’aspetto che ricorda la “cornucopia” (dal latino cornu, “corno” e copia, “abbondanza”), un simbolo mitologico che richiama cibo e abbondanza (Opicelli, 2018).

Per la sua particolare forma e per le colorazioni molto scure, la trombetta dei morti risulta essere un fungo di facile riconoscimento; l’unica specie con la quale si può confondere è il Craterellus cinereus (Pers.) Pers., che si distingue per l’evidente presenza di pliche lamellari sulla superficie imeniale e il gambo pieno e ben differenziato dal cappello.

C. cornucopioides è un fungo igrofano che manifesta un’ampia policromia a seconda del grado d’umidità ambientale e dello stadio di sviluppo dei basidiomi. I suoi colori spaziano dal nero, al bistro o blu corvino, fino a tonalità brunastre o grigio-brunastro negli esemplari asciutti.

In letteratura sono descritte delle varietà gialle piuttosto rare e scarsamente rappresentate in letteratura che ampliano ulteriormente lo spettro cromatico di questa specie includendo delle tinte gialle.  Questa condizione si verifica quando il pigmento scuro, per cause a noi sconosciute, è inibito a favore della componente gialla che solitamente non si manifesta a livello fenologico.

Per quanto riguarda la raccolta qui documentata con pregevoli fotocolor, i basidiomi hanno attirato fin da subito l’attenzione di uno noi (B.D.) per le inusuali tinte giallo solforine distribuite su tutto il basidioma.

Questi esemplari sono sono stati rinvenuti frammisti ad altri sovrapponibili perfettamente alla forma tipo, alcuni dei quali quasi connessi gli uni con gli altri.

Gulden & Høiland (1989) considerano queste manifestazioni cromatiche riconducibili a Craterellus konradii Bourd. & Maire, una specie da loro considerata indipendente da C. cornucopioides, per le spore con forme e dimensioni diverse e per la presenza di pigmenti caretonoidi che risultano assenti o estremamente rari in C. cornucopioides.

Studi molecolari condotti da Dahlman et al. (2000) hanno invece stabilito che C. konradii altro non è che una semplice forma ecologica di C. cornucopioides.

In Italia, la presenza di trombette gialle è stata documentata da Apicella & Vizzini (1994) che hanno rinvenuto numerosi esemplari nel torinese in un bosco misto con prevalenza di querce cresciuti insieme, come nella presente raccolta, a esemplari tipici di C. cornucopioides.  

La raccolta abruzzese in trattazione ha evidenziato una superficie interna glabra, priva di squame mentre sul piano microscopico ha rilevato dei basidi bi e trisporici.

Chiave dicotomica riferita al complesso C. cornucopioides

1. Basidiomi con colorazioni grigio-cenere, nerastre                   Craterellus cornucopioides (L.:Fr.) Pers. (forma typus)

1* Basidiomi con colorazioni gialle o rosate                                                                                                         2

2. Basidiomi con superficie imeniale con tinte lilla rosa glauche   Craterellus cornucopioides var. roseus Heim
2* Basidiomi con tinte gialle 
   3                                                                                                                          
3.  Basidiomi con superficie imeniale con tinte giallo citrine e cappello e gambo nerastri 

Craterellus cornucopioides (L.:Fr.) Pers. var. flavicans Sacc. = Craterellus fuscocitrinus Contu
3* Basidiomi gialli, ocra o in combinazione con tinte gialle e nerastre

Craterellus konradii Bourdot et Maire = Craterellus cornucopioides (L.:Fr.) Pers. f. lutea Aramendi et Hidalgo










 

venerdì 13 marzo 2015

Craterellus cornucopioides (L.) Pers.

Scheda tratta dal sito dell'AMINT Tutto Funghi

Craterellus cornucopioides (L.) Pers.

Tassonomia
Ordine Cantharellales
Famiglia Cantharellaceae

Etimologia
Derivazione mista dal latino e dal greco, Craterellus = piccola coppa e cornucopioides = a forma di cornucopia.

Cappello
È la parte superiore ed interna che si prolunga per tutto il gambo, misura 3-10(12) cm e ricorda una cornucopia o una trombetta, molto svasata in alto e con il margine arrotolato; la colorazione è inizialmente scura, nero-bluastra con presenza di piccole squamette che si evidenziano maggiormente da adulto quando la pigmentazione schiarisce apparendo grigio-brunastra. La zona fertile o imenio si presenta nella parte inferiore ed esterna ed è liscia con rugosità verticali; il colore è da grigio-cenere a grigio-bluastro, tendente a schiarire maggiormente anche per le spore che sono bianche.

Gambo
2-5(6) cm, risulta quasi inesistente, inglobato nel cappello ed è fibroso.

Carne
La consistenza è sottile ed elastica, color grigio-nerastro, da giovane con delicato odore di frutta ma, con l'invecchiamento, ricorda la cantina o il tartufo; il sapore è gradevole, un po' dolciastro.

Habitat 
Comunissimo nelle faggete e nei boschi di altre latifoglie, poco frequente sotto aghifoglia.

Commestibilità e tossicità 
Craterellus cornucopioides è un ottimo commestibile, molto ricercato, anche se non tutti gradiscono un piatto ingrigito o addirittura annerito da questi funghi; essiccato ha una ottima resa.

Osservazioni
Talvolta si incontrano zone del bosco dove è praticamente impossibile procedere senza calpestare questi funghetti che quasi sempre crescono in gruppi molto numerosi.

Somiglianze e varietà 
Piuttosto simile per struttura e colorazione è Cantharellus cinereus, buon commestibile, che presenta un cappello grigio più o meno scuro, ma con tonalità brunastre; la superficie è un po' fibrillosa, soprattutto verso il margine, che appare ben revoluto e marcatamente ondulato; l'imenio di questo fungo è caratterizzato da pliche venose molto ramificate, dette anastomosi, e scambiate da molti per lamelle; il colore è grigio cenere e schiarisce a maturazione, a causa della sporata bianca. Il gambo è ben distinto e pieno ma, crescendo, si forma al centro di esso un sottile condotto che talvolta arriva fino al centro del cappello. La carne è nerasta, sottile ed elastica, con un evidente odore fruttato e sapore gradevole. Cresce numeroso soprattutto nei castagneti umidi e viene raccolto e consumato spesso scambiandolo per le più famose "Trombette". Altro fungo somigliante a Craterellus cornucopioides è Faerberia carbonaria, commestibile, somigliante ad un Cantharellus ed infatti, in un passato lontano, veniva chiamato Cantharellus carbonarius; cresce su residui carboniosi, talvolta nel muschio e presenta un cappello più piccolo, convesso, imbutiforme, con orlo odulato di colore grigio-brunastro ed imenio costituito da vere lamelle.

Curiosità

Il nome "Trombette dei morti" non è dovuto al colore nero, ma al fatto che si sviluppa attorno al 2 novembre, ricorrenza dei defunti. Fungo molto caratteristco per l'aspetto morfologico a tromba, per i suoi cromatismi nerastri, per il suo crescere densamente aggregato e subcespitoso, per il suo odore e sapore aromatico fungino.

Craterellus cornucopioides

Craterellus cornucopioides

Craterellus cornucopioides

Craterellus cornucopioides

Craterellus cornucopioides

Craterellus cornucopioides

giovedì 12 marzo 2015

Craterellus tubaeformis (Fr.) Quél.

Scheda tratta dal sito dell'AMINT Tutto Funghi

Cantharellus tubaeformis (Bull.) Fr. 
Craterellus tubaeformis

Tassonomia
Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Ordine Cantharellales 
Famiglia Cantharellaceae 
Genere Cantharellus 

Nome italiano
Finferla.

Etimologia
Dal latino cantharus = coppa e tubaeformis = a forma di tromba.

Sinonimi
Agaricus cantharelloides Bull.,
Agaricus cantharelloides Sowerby
Cantharellus cantharelloides Quél.
Cantharellus infundibuliformis (Scop.) Fr.
Cantharellus infundibuliformis var. subramosus Bres.
Cantharellus tubaeformis var. lutescens Fr.
Cantharellus tubaeformis var. subramosus (Bres.) Cetto
Cantharellus tubaeformis var. tubaeformis Fr.
Craterellus tubaeformis (Fr.) Quél.

Cappello 
1,5-5 cm, da giovane convesso e marcatamente ombelicato, con margine sottile dapprima un po' ricurvo, si distende con lo sviluppo, presentandosi a maturità più ondulato; crescendo, la depressione esistente nella parte centrale si accentua, assumendo la forma di una tromba e da questo aspetto trae origine il nome; la superficie, leggermente squamulosa, soprattutto nella zona centrale, è radialmente rugosa, di colore giallo-grigiastro o giallo-brunastro con il margine più chiaro, giallo-ocra.

Imenoforo
È costituito da pliche e nervature ramificate ed anastomizzate, decorrenti sul gambo ed abbastanza evidenti da apparire come delle lamelle; il colore di queste pseudolamelle varia dal giallo-grigio nei funghi giovani, ad un giallo più brunastro negli esemplari adulti e mai con toni aranciati.

Gambo
2,5-7(9) × 0,4-0,8(1) cm, la forma del gambo è irregolarmente cilindrica, più grande in alto, dove inizia la "trombetta"; scendendo presenta delle gibbosità e compressioni con scanalature ad andamento verticale, attenuandosi verso la base; il colore del gambo è giallo-grigiastro con componente ocra-brunastra; l'interno del gambo è vuoto per un buon tratto e comunica con il cappello.

Carne
Piuttosto sottile e moderatamente elastica, ha sapore dolciastro, mentre l'odore è debole ed insignificante.

Habitat
Cresce nei boschi principalmente di conifere, ma anche di latifoglie, nelle zone umide e ricoperte da muschio, in gruppi numerosi. Il periodo di crescita va dalla tarda estate all'autunno anche inoltrato.

Commestibilità e Tossicità
È un buon commestibile e, nonostante la scarsità della carne, ha una buona resa, soprattutto per l'abbondanza delle raccolte.

Somiglianze e Varietà 
Cantharellus tubaeformis è un bel fungo, molto simile a Cantharellus lutescens Fr. con il quale viene molto spesso scambiato; quest'ultimo si presenta con un cappello frastagliato dalle tonalità più aranciate; l'imenoforo è soltanto venoso, con evidenti toni grigio-arancio ed un gradevole odore che, a volte, evoca frutta, fiori o anche fungino. Il Cantharellus tubaeformis var. lutescens Fr. dalle tonalità ovunque giallastre è molto simile a Cantharellus lutescens e si distingue per l'imenoforo pseudolamellato.

Osservazioni

Interpretazioni diverse hanno causato la creazione di molte specie ora considerate sinonimi, Cantharellus infundibiliformis (Scop.) Fr. è una di queste. Studi di genetica hanno evidenziato come questa specie dovrebbe far parte del genere Craterellus e non Cantharellus. Spesso viene chiamato Finferla, ma la vera Finferla dei trentini è il suo simile Cantharellus lutescens, dalle caratteristiche organolettiche leggermente superiori.

Craterellus tubaeformis

Craterellus tubaeformis

Craterellus tubaeformis

Craterellus tubaeformis