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martedì 24 febbraio 2026

Pholiota cerifera (P. Karst.) P. Karst., Bidrag Kännedom Finlands Natur Folk 32: 297 (1879)

Pholiota cerifera (P. Karst.) P. Karst., Bidrag Kännedom Finlands Natur Folk 32: 297 (1879)

secondo Index: 

Pholiota aurivella (Batsch) P. Kumm., Führ. Pilzk.(Zerbst): 83 (1871)

Ritrovamento del 2006 studiato e determinato da Marino Zugna del Forum AMB di Muggia, sue le foto micro.
Forum Muggia

Ritrovamento effettuato nell'abetina del Ceppo su tronchi di Abete di Cefalonia da poco tagliati.

Pholiota cerifera è un fungo basidiomicete appartenente alla famiglia delle Strophariaceae. Sebbene in passato sia stata considerata una specie distinta, gli studi tassonomici moderni tendono a considerarla un sinonimo della più nota Pholiota aurivella (conosciuta comunemente come "fogliata dorata" o "fogliata squamosa"). 

Caratteristiche Principali

Cappello: Di medie dimensioni (fino a 10-15 cm), presenta una colorazione che varia dal giallo dorato all'arancione-ruggine. La superficie è tipicamente viscida o gelatinosa (soprattutto con l'umidità) e cosparsa di squame bruno-rossastre piatte o rialzate.

Gambo: Cilindrico e fibroso, di colore giallo-ocra. È spesso ricoperto da squame simili a quelle del cappello nella parte inferiore, mentre sopra la zona dell'anello (residuo del velo parziale) appare più liscio.

Lamelle: Inizialmente giallastre, diventano marroni-cannella o rugginose a maturità a causa delle spore.

Habitat: È un fungo lignicolo che cresce tipicamente in cespi su tronchi, rami o radici di alberi vivi o morti (sia latifoglie che conifere), agendo sia come parassita che come saprofita.


















venerdì 26 gennaio 2024

Pholiota limonella (Peck) Sacc. , Sill. fungo. (Abellini) 5 :753 (1887)

 Pholiota limonella (Peck) Sacc. , Sill. fungo. (Abellini) 5 :753 (1887)

Ritrovamento studiato dal Sig. Marino Zugna, sue le foto micro.
Descrizione dal sito dell'AMS di Pesaro

DESCRIZIONE:

Cappello: fino 6 cm di diametro, emisferico, poi convesso, in fine disteso con basso umbone ottuso; margine involuto e appendicolato. Cuticola viscosa, giallo-citrino tendente a bruno-rossastro chiaro al centro, ricoperta da squame concentriche bruno-rossiccie di forma ± triangolare.

Imenio: lamelle adnate, spesse, prima giallastre poi color cannella.

Gambo: a crescita cespitosa, fino a 5 x 1 cm, cilindraceo con base ingrossata e radicante, ± curvo, asciutto, bianco-giallastro, coperto da squame erette prima biancastre poi brune.

Veli: velo generale giallo-brunastro presente al margine del cappello. Velo parziale araneoso-cotonoso, bianco-giallastro, effimero, lascia una traccia anulare nella parte alta del gambo.

Carne: soda, giallastra, bruna alla base del gambo; odore debole e sapore mite.

Sporata: ruggine scuro.








lunedì 16 marzo 2015

Pholiota gummosa (Lasch.) Sing.


Scheda tratta dal Fungoceva.it

Pholiota gummosa (Lasch.) Sing.

Cappello: fino a 5 cm, prima emisferico poi piano-convesso, con orlo a lungo involuto; pellicola viscosa, fondo ocra-nocciola olivastro pallido
Lamelle: fitte, larghe, adnate o subdecorrenti, giallastre poi ocra-grigiastro

Gambo: 4-6 x 0,4-0,8 cm, cilindrico, flessuoso, pieno, concolore al cappello, o più pallido

Carne: pallida, giallognola sotto la pellicola, odore e sapore nulli.

Spore: in massa ruggine

Habitat: cespitoso, terricolo, tra l'erba o anche su cascami legnosi 

Non Commestibile






Pholiota gummosa

Pholiota gummosa

Pholiota gummosa

Pholiota gummosa


giovedì 26 febbraio 2015

Pholiota highlandensis (Peck) A.H. Sm. & Hesler

Scheda redatta dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia


Pholiota highlandensis (Peck) A.H. Sm. & Hesler, The North American species of Pholiota: 287 (1968)

Basionimo: Flammula highlandensis Peck, Ann. Rep. N.Y. St. Mus. 50: 138 (1898) [1897]
Sinonimi: Agaricus carbonarius Fr., Observ. mycol. (Havniae) 2: 33 (1818)
Agaricus highlandensis Peck, Ann. Rep. N.Y. St. Mus. 24: 67 (1872) [1871]
Chalymmota carbonaria (Fr.) P. Karst., Bidr. Känn. Finl. Nat. Folk 32: xxvii (1879)
Dryophila carbonaria (Fr.) Quél., Enchir. fung. (Paris): 70 (1886)
Flammula carbonaria (Fr.) P. Kumm., Führ. Pilzk. (Zwickau): 82 (1871)
Flammula carbonaria var. gigantea J.E. Lange, Fl. Agaric. Danic. 5(Taxon. Consp.): lV, 102 (1940)
Flammula gigantea (J.E. Lange) M.M. Moser, Sydowia 3(1-6): 372 (1949)
Flammula highlandensis Peck, Ann. Rep. N.Y. St. Mus. 50: 138 (1898) [1897]
Gymnopilus carbonarius (Fr.) Murrill, Mycologia 4(5): 256 (1912)
Gymnopilus highlandensis (Peck) Murrill, N. Amer. Fl. (New York) 10(2) (1917)
Inocybe carbonaria (Fr.) Roze, Bull. Soc. bot. Fr. 23: 113 (1876)
Naucoria highlandensis (Peck) Sacc., Syll. fung. (Abellini) 5: 845 (1887)
Pholiota carbonaria (Fr.) Singer, Lilloa 22: 517 (1951) [1949]
Pholiota highlandensis (Peck) Quadr. & Lunghini, Quad. Accad. Naz. Lincei 264: 111 (1990)
Pholiota highlandensis (Peck) Singer, in Singer & Digilio, Lilloa 25: 343 (1952) [1951]
Pholiota highlandensis f. persicina (P.D. Orton) Holec, Libri Botanici 20: 118 (2001)
Pholiota persicina P.D. Orton, Trans. Br. mycol. Soc. 91(4): 567 (1988)  

Posizione sistematica: Strophariaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

Descrizione macroscopica della raccolta Pileo 8-30 mm, all'inizio emisferico quindi convesso, infine
Pholiota highlandensis

disteso, con o senza basso umbone ottuso, margine intero, non striato, spesso con residui velari nella porzione periferica soprastante, altre volte nudo. Cuticola di un vistoso ocra-giallastro, rossastro-laterizio al disco. Igrofana, viscida, glutinosa con l'umidità, liscia con fibrille radiali più scure, alle volte, più o meno decorata da squamette appressate concolori, tendenti a scurire in vecchiaia.
Lamelle largamente adnate, decorrenti per un dentino, non molto fitte, inframezzate da lamellule di diversa lunghezza, all'inizio rosate, poi giallognolo sporco, infine bruno-rossastre; filo lamellare finemente crenulato, concolore o leggermente più chiaro delle facce.
Stipite 30-40 x 2-4 mm, cilindrico, appena leggermente svasato in alto, base dello stesso spessore o leggermente attenuata; con una zona anuliforme poco accennata, finemente pruinoso all'apice, lanoso-squamuloso, fibrilloso squamoso nella porzione sottostante; biancastro all'apice, ocra-giallognolo in basso, con squamule brunastre nella parte sottostante la zona anuliforme, non annerente negli exsiccata.
Carne di consistenza fibrosa, giallastra nel pileo, brunastra nella parte bassa dello stipite. Odore non verificato, sapore amaro. Sporata non ottenuta.

Descrizione microscopica della raccolta
Spore (6,1) 6,7-7,5 (7,8) x (3,7) 3,9-4,3 (4,6) µm, in media 7,15 x 4,14 µm, Q. = (1,4) 1,6-1,8 (1,9), Q.m = 1,73; Vol. = (52) 55-74 (86); Vol.m = 64³, ellissoidali in proiezione laterale, ovoidi in proiezione frontale, a parete spessa < 0,5 µm, ocra-giallastre in KOH, poro germinativo largo < 0,5 µm.
Basidi 16-21 x 5-6 µm, in media 18,5 x 5,5 µm, Q.m. = 3,2, Vol.m = 340 µm³; clavati, spesso con costrizione mediana, tetrasporici, più raramente bisporici.
Cheiloleptocistidi (20,0) 24,4-37,3 (44,0) x (6,6) 6,8-9,6 (10,2) µm, in media 31,1 x 7,9 µm, Q.m. = 3,9, Vol.m = 1070 µm³, per la quasi totalità fusiformi o strettamente fusiformi, raramente sublageniformi o otriformi, saltuariamente con apice ricoperto da un cappuccio mucoso ialino, internamente con contenuto rifrangente, ialino o giallastro, parete sottile, tappezzanti il filo lamellare al punto da renderlo sterile. Cheilocrisocistidi non osservati.
Spore di Pholiota highlandensis - Photo by Marino Zugna
Pleuroleptocistidi (58,5) 58,6-69,9 (72,6) x (7,8) 7,9-9,6 (10,0) µm, in media 64,0 x 8,8 µm, Q.m. = 7,2, Vol.m = 2628 µm³, in maggioranza lageniformi , più raramente strettamente fusiformi, saltuariamente con apice ricoperto da un cappuccio mucoso ialino, internamente con contenuto rifrangente ialino o giallastro, parete sottile, abbastanza numerosi, per 3/4 sporgenti dall'imenio. Pleurocrisocistidi non osservati.
Pileipellis formata da una suprapellis disposta in ixocutis, composta da ife con diametro (1,8) 1,9-4,7 (5,0) µm, cilindriche, settate, flessuose, gelatinizzate, ialine.
Subpellis formata da ife parallele, brevemente settate, con diametro (7) 9-12 (13) µm, contenenti un pigmento citoplasmatico giallastro ed epiparietale fortemente incrostate ocra-brunastro. Derma formato da ife settate, cilindriche, non incrostate, quelle superficiali con pigmento citoplasmatico giallognolo, ialine quelle in profondità. Pileocistidi assenti. Ife trombopleurogene non osservate.
Stipitipellis tipo cutis, composta da ife parallele, cilindriche, settate, misuranti 2,5-6 µm, pigmentate di giallo e finemente incrostate. Ife trombopleurogene abbondantemente presenti.
Caulocistidi (21,8) 26,2-73,7 (91,9) x (5,0) 5,5-9,2 (10,6) µm, in media 45,5 x 7,2 µm, Q.m. = 6,4, Vol.m = 1334 µm³, in maggioranza subcilindrici, più raramente lageniformi , saltuariamente strettamente fusiformi con apice più o meno rostrato, internamente vuoti o a contenuto rifrangente ialino o giallastro e parete sottile, frammisti a ciuffetti di lunghe ife riunite a formare folti mazzetti, abbastanza numerosi, all'apice dello stipite e fino al primo quarto.
Giunti a fibbia abbondantemente presenti nei tessuti da noi osservati.

Materiali e Metodi
Lo studio è stato compiuto materiale secco, reidratato con KOH 5%, NH4OH 6%, secondo necessità.
I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 6% per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari. Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale, prelevate da zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga 1998: (Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary). Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata e gli Autori delle specie, nella maggior parte dei casi, si è fatto riferimento all'Index Fungorum http://www.indexfungorum.org/ e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx .
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l'ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d'erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Dati di raccolta e Habitat N. scheda: 4837. Data di ritrovamento: 22/04/2012. Località: Castagneto di Senarica. Comune: Crognaleto (TE). Coordinate geografiche: 42°32'47.66"N 13°29'16.96"E. Altezza slm: 800. Habitat: Bosco di Castanea sativa, su Funaria hygrometrica e resti carboniosi. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B.
Data inserimento in erbario : 19/05/2012

Osservazioni
La presenza di cheiloleptocistidi e pleuroleptocistidi e la concomitante assenza di crisocistidi e le spore con poro germinativo piccolo ma visibile, collocano P. higlandensis nel Genere Pholiota, Sottogenere Flammuloides A. H. Smith & Hesl., Sezione Spumosae A. H. Smith & Hesl. Jacobsson 1991, assieme ad altre tre specie (non tenendo conto delle varietà e forme delle stesse), delle quali diamo un breve sunto delle principali differenze.
Pholiota spumosa (Fr.) Singer 1951, non vive nel bruciato specie boreale, cresce su legno morto e manufatti, possiede cheilocistidi lunghi fino a 80 µm.
Pholiota mixta (Fr.) Kuyper & Tjall.-Beuk. 1986, non vive nel bruciato ma su resti legnosi e cortecce, possiede cheilocistidi lunghi fino a 80 µm.
Pholiota brunnescens A.H. Sm. & Hesler 1968, essendo stata ritrovata sul bruciato è sicuramente la specie che più si avvicina; ritrovata solo una volta, su segatura bruciata nel Regno Unito (Noordeloos - 2011), si differenzia, solo per la presenza di caulocistidi (Olec J.-2001), particolarità che P. highlandensis non dovrebbe possedere. Fatto sta' che, nella nostra indagine, abbiamo riscontrato numerosissimi caulocistidi nella porzione supranulare dello stipite.

Bibliografia
Index Fungorum: http://www.indexfung...Names/Names.asp
M. E. NOORDELOOS - 1999: Flora Agaricina Neerlandica, vol. 4
M. E. Noordeloos - 2011: Fungi Europaei, Volume 13: Strophariaceae s.l. Edizioni Candusso
Olec J. – 2001: Libri Botanici N° 20, The Genus Pholiota in central and western Europe.

Pholiota highlandensis

Pholiota highlandensis

Pholiota highlandensis

Pholiota highlandensis


domenica 22 febbraio 2015

Pholiota conissans (Fr.) M.M. Moser

Scheda redatta dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Pholiota conissans (Fr.) M.M. Moser, Persoonia 13(1): 81 (1986)

Basionimo: Agaricus conissans Fr., Epicr. syst. mycol. (Upsaliae): 187 (1838) [1836-1838]

Sinonimi: Agaricus conissans Fr., Epicr. syst. mycol. (Upsaliae): 187 (1838) [1836-1838]
Agaricus inauratus W.G. Sm., J. Bot., Lond. 11: 336 (1873)
Agaricus juncinus W.G. Sm., J. Bot., Lond. 11: 336 (1873)
Dryophila conissans (Fr.) Quél., Enchir. fung. (Paris): 71 (1886)
Dryophila graminis Quél., Compt. Rend. Assoc. Franç. Avancem. Sci. 16: 6 (1887)
Dryophila muricella var. graminis (Quél.) Quél., Compt. Rend. Assoc. Franç. Avancem. Sci. 15(2): 485 (1887) [1886]
Flammula conissans (Fr.) Gillet, Epicr. syst. mycol. (Upsaliae): 187 (1838) [1836-1838]
Flammula graminis (Quél.) Singer, Revue Mycol., Paris 5: 4 (1940)
Flammula inaurata (W.G. Sm.) Sacc., Syll. fung. (Abellini) 5: 820 (1887)
Flammula juncina (W.G. Sm.) Sacc., Syll. fung. (Abellini) 5: 816 (1887)
Hypholoma graminis (Quél.) Sacc. & Traverso, Syll. fung. (Abellini) 19: 932 (1910)
Inocybe conissans (Fr.) Roze, Bull. Soc. bot. Fr. 23: 113 (1876)
Pholiota conissans var. graminis (Quél.) Bon & P. Roux, Docums Mycol. 34(nos 135-136): 42 (2008)
Pholiota graminis (Quél.) Singer, Lilloa 22: 516 (1951) [1949]
Pholiota inaurata (W.G. Sm.) M.M. Moser, in Gams, Kl. Krypt.-Fl. Mitteleuropa - Die Blätter- und Baupilze (Agaricales und Gastromycetes) (Stuttgart) 2: 196 (1953)
Pholiota juncina (Fr.) P. Kumm., Führ. Pilzk. (Zwickau): 22, 83 (1871)

Posizione sistematica: Strophariaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi.

Descrizione macroscopica della raccolta
Pileo 35-60 mm, all'inizio emisferico quindi convesso, infine disteso, con o senza basso umbone
Pholiota conissans 

ottuso, margine intero, a lungo involuto, non striato, a lungo con residui velari appendicolati, altre volte nudo. Cuticola di un vistoso giallo intenso, non igrofana, leggermente viscida, finemente squamulosa, decorata da squamette più o meno rialzate concolori o tendenti a scurire con l'età.
Lamelle adnate, abbastanza fitte, inframezzate da 2-3 (5) lamellule di diversa lunghezza, all'inizio crema, poi gialle, infine bruno-rossastre, macchiate di ruggine, filo finemente crenulato, già in gioventù leggermente più chiaro delle facce.
Stipite 30-60 x 5-10 mm, cilindrico, leggermente allargato alla base, spesso ricurvo in basso, bianco-giallognolo e finemente pruinoso all'apice, nella porzione soprastante l'anello il quale si presenta membranoso, lanoso-squamuloso, nella porzione sottostante fibrilloso squamoso, giallo con squamule bruno-rossastre nella parte bassa, bruno nerastro alla base, annerente negli exsiccata.
Carne di consistenza soda e fibrosa, inizialmente gialla, bruno-nerastra nella parte bassa dello stipite.
Odore non verificato , sapore amaro.
Sporata non effettuata.

Descrizione microscopica della raccolta Spore (5,2) 5,5-6,7 (7,7) x (3,4)3,5-4,0 (4,1) µm, in media 6,21 x 3,73 µm, Q. = (1,4)1,5- 1,8 (2,0), Q.m = 1,67; Vol. = ; (34) 37-54 (67); Vol.m = 45µm³, da ellissoidali a oblunghe in proiezione frontale, da subamigdaliformi a subfaseoliformi in proiezione laterale, a parete spessa 0,5-0,7 µm, giallo-brunastre in KOH, destrinoidi in Melzer, poro germinativo largo 0,5-1,0 µm. Basidi 18-22 x 5-7 µm, in media 20 x 6 µm, Q.m. = 3,4, Vol.m = 404 µm³; clavati, spesso flessuosi e/o con costrizione mediana, tetrasporici, raramente bisporici.
Spore di Pholiota conissans - Photo by Marino Zugna
Cheiloleptocistidi (32) 36-52 (55) x (4) 6-8 µm, in media 44 x 6 µm, Q.m. = 6,8, Vol.m = 1056 µm³, da tibiformi a cilindrici o lageniformi con apice capitulato, più o meno flessuosi, parete sottile, ialini o pigmentati di giallo, a mazzetti più o meno folti, tappezzanti il filo lamellare al punto da renderlo sterile.
Cheilocrisocistidi non osservati.
Pleurocrisocistidi 28-44 (46) x 7-10 µm, in media 35 x 8 µm, Q.m. = 3,9, Vol.m = 1456 µm³, da fusiformi a lageniformi, più o meno mucronati, con contenuto interno giallo rifrangente, a parete sottile, ialini, abbastanza numerosi, poco reidratabili con KOH, nell'exsiccata.
Pleuroleptocistidi non osservati.
Pileipellis formata da una suprapellis disposta in ixocutis con tendenza a disporsi in ixotricoderma, composta da ife cilindriche, settate, flessuose, gelatinizzate, con diametro 2,5-5,3 µm, con pigmento incrostate giallo, giallo-brunastro, terminali di pari spessore o di poco più larghi. Ife tromboplere abbondantemente presenti.
Subpellis formata da ife parallele, più o meno brevemente settate, con diametro (4) 9-21 µm, ialine o poco pigmentate, frammiste ad al.
Pileocistidi assenti.
Stipitipellis tipo cutis, composta da ife parallele, cilindriche, settate, misuranti 5,5-13,5 µm, pigmentate di giallo e finemente incrostate. Ife tromboplere abbondantemente presenti.
Caulocistidi non osservati.
Giunti a fibbia abbondantemente presenti nei tessuti da noi osservati.

Materiali e Metodi
Lo studio è stato compiuto materiale secco, reidratato con KOH 5%, NH4OH 6%, secondo necessità.
I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 6% per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari. Il reagente di Melzer è stato utilizzato per l'accertamento della destrinoidia delle spore. Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale, prelevate da zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga 1998: (Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary). Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata e gli Autori delle specie, nella maggior parte dei casi, si è fatto riferimento all'Index Fungorum http://www.indexfungorum.org/ e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx .
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l'ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d'erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Dati di raccolta e Habitat
N. scheda: 4823. Data di ritrovamento: 08/11/2011. Località: Prati di Tivo – lariceto. Comune: TERAMO. Coordinate geografiche: 42°31'0.66"N 13°33'57.77. Altezza slm: 1280. Habitat: Su resti legnosi morti, in zona umida, Alnus sp. e altra latifoglia. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B.
Data inserimento in erbario: 26/04/2012

Osservazioni
La presenza di cheiloleptocistidi e pleurocrisocistidi e le spore con poro germinativo piccolo ma sempre ben visibile, collocano P. conissans nel Genere Pholiota, Sottogenere Pholiota emend. Jacobsson, Sezione Gummosae Jacobsson, assieme ad altre due specie ed una varietà, delle quali diamo un breve sunto delle principali differenze. P. pityrodes (F. Brig.) Holec 2001, possiede basidiomi di piccola taglia, spore di piccola taglia, in media 5,0-7,0 x 2,5-3,0 (-3,5) µm, cheiloleptocistidi da lageniformi misti a subcapitulati. Habitat su steli morti di Phragmytes in zone umide e paludose. P. gummosa (Lasch) Singer 1951 [1949], possiede basidiomi con pileo squamuloso dai colori giallo-olivastri, giallo-grigiastri, cheiloleptocistidi da clavati a lageniformi misti a pochi subcapitulati. P. gummosa var. rufobrunnea (P. Karst.) Holec 2001, possiede basidiomi con pileo squamuloso dai colori ocra-brunastri, bruno-rossastri, microscopia simile alla specie madre.

Bibliografia
Index Fungorum: http://www.indexfung...Names/Names.asp
M. E. NOORDELOOS - 1999: Flora Agaricina Neerlandica, vol. 4
M. E. Noordeloos - 2011: Fungi Europaei, Volume 13: Strophariaceae s.l. Edizioni Candusso
Olec J. – 2001: Libri Botanici N° 20, The Genus Pholiota in central and western Europe.

Pholiota conissans

Pholiota conissans
Pholiota conissans

Pholiota conissans

Pholiota conissans
altro ritrovamento studiato sempre da Marino Zugna





 
un ulteriore ritrovamento 2025 studiato dall'amico Ubaldo Marulli

Pholiota conissans (Fr.) M.M. Moser, a Gams, Kl. Krypt.-Fl., Edn 3 (Stoccarda) 2b/2: 244 (1967)
Sinonimia:
Agaricus conissans Fr., Epicrisis Systematis Mycologici: 187 (1838) [1836-1838]
Agaricus inauratus W.G. Sm., J. Bot., Londra. 11: 336 (1873)
Agaricus juncinus W.G. Sm., J. Bot., Londra. 11: 336 (1873)
Dryophila conissans (Fr.) Quél., Enchiridion Fungorum in Europa media et praesertim in Gallia Vigentium: 71 (1886)
Dryophila graminis (Quél.) Quél., C. r. Assoc. Franç. Avancem. Sci. 16(2): 592 (1888)
Dryophila muricella var. graminis Quél., C. r. Assoc. Franç. Avancem. Sci. 15(2): 485 (1887) [1886]
Flammula conissans (fr.) Gillet, Hyménomycètes (Alençon): 535 (1876) [1878]
Flammula conissans var. sphagnicola Naveau, Natuurw. Tijdschr. 5: 80 (1923)
Flammula graminis (Quél.) Cantante, Rivista Mycol., Parigi 5(1): 4 (1940)
Flammula inaurata (W.G. Sm.) Sacc., Syll. Fung. (Abellini) 5: 820 (1887)
Flammula juncina (W.G. Sm.) Sacc., Syll. Fung. (Abellini) 5: 816 (1887)
Flammula pulverulenta Sacc., Fl. ital. crypt., Hymeniales (Genova) 1(15): 747 (1916)
Hypholoma graminis (Quél.) Sacc. & Traverso, Syll. Fung. (Abellini) 19: 932 (1910)
Inocybe conissans (Fr.) Roze, Bull. Soc. Bot. France 23: 113 (1876)
Naucoria inaurata (W.G. Sm.) Henn., in Engler & Prantl, Nat. Pflanzenfam., Teil. I (Lipsia) 1(1**): 251 (1898) [1900]
Naucoria juncina (W.G. Sm.) Henn., in Engler & Prantl, Nat. Pflanzenfam., Teil. I (Lipsia) 1(1**): 251 (1898) [1900]
Pholiota conissans var. graminis (Quél.) Bon & P. Roux, Docums Mycol. 34(n. 135-136): 42 (2008)
Pholiota graminis (Quél.) Cantante, Lilloa 22: 516 (1951) [1949]
Raccolta fatta dall’amico Bruno il 05.12.2025, foto N° 6372 in località Villa Tordinia (TE), in zona paludosa con presenza di querce, carpini e pioppi. 
Spore 6.1 [6.7 ; 7] 7.6 × 3.3 [3.7 ; 3.9] 4.3 µm
Q = 1.5 [1.8 ; 1.9] 2.2 ; N = 30 ; C = 95%
Me = 6.8 × 3.8 µm ; Qe = 1.8, con piccolo poro germinativo di 0.5-1,2µm , forma strettamente ellittica e leggermente reniforme, parete sporale mediamente spessa.. Basidi tetrasporici 12.8 [16.7 ; 27.6] 31.5 × 4.1 [5 ; 7.5] 8.4 µm ,  Pleurocrisocistidi 19.6 [27.7 ; 37.5] 45.5 × 2.4 [7.5 ; 13.8] 19 µm, polimorfi, da claviformi a fusiformi con materiale rifrattivo giallo in KOH.
 Cheiloleptocistidi 22.5 [27.1 ; 31.1] 35.7 × 2.5 [3.6 ; 4.6] 5.7 µm abbondanti sul filo sterile delle lamelle, cilindracei flessuosi a volte con base leggermente rigonfia. Trama lamellare con ife parallele o leggermente flessuose.  Cuticola di tipo ixocutis, spessa 70,26-89,62 µm con transizione a ixotrichoderma formato da ife sottili e incrostate, immerse in uno strato gelatinoso. Subpellis formata da ife cilindriche corte disposte parallelamente. Presenza di caulocistidi solo nella parte alta del gambo.
Ife colorate da pigmento giallo, presenza di connessioni a fibbia.