Visualizzazione post con etichetta Peziza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Peziza. Mostra tutti i post

sabato 19 dicembre 2015

Peziza arvernensis Boud.

Scheda tratta dal sito dell'AMINT - Tutto Funghi

Peziza arvernensis Boud.

Tassonomia
Ordine Pezizales
Famiglia Pezizaceae

Foto e Descrizioni 
Ritrovamento effettuato in una giardino cittadino, sotto cedro, dove si presenta fedelmente da almeno tre anni. Il diametro degli ascomi andava dai 3 agli 8 cm. Coppette a volte ripiegate verso l'interno, tendono ad aprirsi, quasi spianarsi a maturità.

Microscopia
Aschi ottosporici, amiloidi, 225-290 x 15-19 micron. Parafisi sottili, multisettate, di lunghezza inferiore agli aschi, con apice dritto, in alcuni casi appena ingrossato. Spore ellittiche finemente e distinatamente verrucose, quelle immature appaiono "grossolanamente" biguttulate,particolare che scompare completamente in quelle mature. 18-20 x 8,5-10,5. Subimenio di colore bruno scuro alla lente, con struttura globoso-angularis, excipulm medullare pluristratificato, excipulum ectale anch'esso brunastro alla lente, costituito da ife che vanno dal globoso a piriformi allungate, rigonfie con radi e corti ciuffetti di peli che eccedono la struttura.

Note
Molte le specie simili per morfocromatismi che potrebbero essere confuse con P.arvernensis. Peziza varia ha spore 15x10, quindi nettamente più piccole, parafisi moniliformi e superfice esterna biancastra o grigio-brunastra chiara più o meno forforacea.
Peziza pseuvesiculosa ha imenoforo fulvo-brunastro, più o meno scuro, talora con riflessi violacei, e superfice esterna subliscia verso la base, forforacea all'orlo, spore 14-16(17) x 8-9 micrometri, ellissoidali, finemente verrucose, con molte piccole guttule (Fonte Medardi - Ascomiceti d'Italia).
Peziza subumbrina ha un diametro degli apoteci che vanno dai 10 ai 15 mm di diametro, spore più marcatamente e diversamente ornamentate ed diversa struttura del sub-imenio e dell'excipulum. (Fonte RdM, 2008 1:23-32 - Angela Lantieri).


Peziza arvernensis

Peziza arvernensis

Aschi con spore di Peziza arvenensis - Photo by Marino Zugna

altra raccolta determinata dall'amico Ubaldo Marulli
Aleuria arvernensis (Roze & Boud.) Gillet, Champignons de France, Discom. (8): 206 (1886) [1879]
Aleuria sylvestris Boud., Icon. Mycol. (Paris) 2: tab. 261 (1906)
Galactinia sylvestris (Boud.) Svrček, česká mykol. 16(2): 111 (1962)
Peziza silvestris (Boud.) Sacc. & Traverso, Syll. fung. (Abellini) 20: 317 (1911)
Ascomi raccolti e fotografati dall'amico Bruno de Ruvo in località Prati di Tivo il 15.09.2024, foto n°2238.
Microscopicamente si osserva quanto segue :
Aschi monotunicati, amiloidi, spore ellittiche con fini verruche, parafisi settate con apice rigonfio.                                              Misure:
Spore (15.1) 15.7 - 17.5 (17.9) × (7.😎 8.2 - 9.4 (9.6) µm
Q = (1.7) 1.8 - 2 (2.1) ; N = 19
Me = 16.7 × 8.8 µm ; Qe = 1.9
 Aschi 225.44 - 250.29  ×  11.13 - 11.3 µm
Apice delle parafisi 10.7 × 7.5 µm











venerdì 18 dicembre 2015

Peziza michelii (Boud.) Dennis

Peziza michelii (Boud.) Dennis

Tassonomia
Divisione Ascomycota
Classe Pezizomycetes
Ordine Pezizales
Famiglia Pezizaceae

Foto e descrizioni

Singoli o gregari su terreno argilloso sotto latifoglia. Apotecio 10-40 mm. di diametro, sessile, cupuliforme; superficie imeniale liscia, da violaceo-lilacino a fulvo-cannella con sfumature rosa-lilacine;  superficie esterna  grigiastra poi più o meno concolore, pruinosa; orlo da involuto a disteso-ondulato; carne ceracea, grigiastra, ingiallente a maturazione o alla frattura; latice poco abbondante, ialino, esposto all’aria vira al giallo-acido.

Peziza michelii

Peziza michelii

Peziza michelii

Asco con spore di Peziza michelii - Photo by Marino Zugna

martedì 15 dicembre 2015

Peziza proteana f. proteana (Boud.) Seaver

Scheda redatta dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Peziza proteana f. proteana (Boud.) Seaver, Mycologia 9(1): 1 (1917)

Classificazione: Fungi, Ascomycota, Pezizomycotina, Pezizomycetes, Pezizomycetidae, Pezizales, Pezizaceae, Peziza 

Basionimo: Galactinia proteana (Boud.) Sacc. & P. Syd. 1902

Sinonimi: 
Aleuria proteana Boud., (1899)
Peziza proteana (Boud.) Seaver, Mycologia 9(1): 1 (1917)

Descrizione macro “parzialmente desunta dalle fotografie della raccolta e dall'exsiccatum”.
Ascomi a forma di coppa, larghi fino a 50 mm, sessili, superficie imeniale liscia, da biancastra a grigiastra o anche rosata, ocra chiaro in vecchiaia e con il secco, superficie esterna liscia in basso, forforacea verso il margine dell’apotecio, da biancastra e con toni rosato fino a ocra, nocciola a maturità e con tempo secco, margine intero, ondulato alle volte parzialmente denticolato, carne biancastra, di consistenza elastica, non fragile, odore spermatico.
In alcuni esemplari, ai bordi esterni degli apoteci si sono notate delle tonalità giallastre, forse originate da una presenza di sostanze liquide, presenti negli esemplari freschi.
Descrizione micro:
Aschi: J+ all’apice, 200 - 250 x 8 - 10 µm, cilindrici, contenenti otto spore uniseriate, con base attenuata, pleurorinca.
Spore: (10,81) 11,23-12,305 (12,70) x (5,58) 5,722-6,214 (6,43) µm, in media 11,71 x 5,95 µm, Q. (1,72) 1,861-2,059 (2,16); Q. medio 1,97; ellittiche, con due guttule, verrucose, a volte crestate per congiunzione delle verruche ma mai a formare un vero e proprio reticolo, le guttule sono meno evidenti e alle volte non si notano affatto.
Parafisi:, larghe 2,5-3 µm, settate, non forcate e con terminale a volte ricurvo, allargato fino a 8 µm, contenente delle granulazioni giallastre colorantesi in blu con Blu Cotone Lattico
In un esemplare della raccolta, in cui la sezione della carne misurava 1500 µm abbiamo riscontrato 5 strati così differenziati:
Imenio spesso 250 µm.
1/ subimenio spesso 65-75 µm, formato da cellule a textura intricata con tendenza a globuloso angularis larghe 5-12 µm.
2/ excipulum medullare superiore spesso 600µm, a textura globulosa angularis, composta da cellule subglobose con diametro fino a 80-90 µm.
3/ excipulum medullare medio spesso 300 µm, a textura intricata disposta prevalentemente perpendicolare all’imenio, formata da ife cilindriche larghe 5 - 10 µm.
4/ excipulum medullare inferiore spesso 200 µm, a textura globulosa angularis, con cellule subglobose 60-90 µm, di diametro.
5/ excipulum ectale spesso 80-100 µm, composto da cellule subglobose con diametro 10-15 µm, contenenti un pigmento intracellulare giallastro.

Osservazioni: 
macroscopicamente la raccolta appare molto simile a Peziza petersii Berkeley 1875, tanto che, abbiamo avuto non poche perplessità prima di azzardare la determinazione proposta.
Da P. petersii, si discosta per alcune peculiarità macroscopiche, tra cui, la presenza di un siero giallognolo e dai colori degli apoteci, dissimili, anche se in non poche circostanze le due specie possono evocarsi.
Microscopicamente, il carattere che più si nota è la textura della carne formata da cinque strati e le parafisi contenenti granulazioni giallastre.
Dalle foto verrebbe da pensare ad una specie di color ocra-nocciola, in verità il colore iniziale è biancastro con tonalità che possono assumere sfumature grigiastre e/o rosate, come si nota in diversi esemplari nelle molteplici foto. Il colore ocra-nocciola viene a sorgere soltanto in seguito, quando, gli esemplari giungono a maturazione oppure per conseguenza di fattori climatici avversi. Da quanto ci risulta la forma proteana è poco comune, mentre, risulta molto più comune la forma sparassoides.

Dati relativi alla raccolta:
N. scheda: 3828; Data di ritrovamento: 09/05/2008; Località: Bosco del Bucione Santo Stefano; Comune: Torricella Sicura; Coordinate geografiche: 339; III; TERAMO; Altezza slm: f. 3; Habitat: in boshetto di quercia bruciato, tra i resti carboniosi.; Determinatore: Zugna M.; Legit: de Ruvo B.

Bibliografia:
Baiano, Filippa & Garofoli 2000: Ascomiceti interessanti del Nord Italia, Funghi non Delineati.
Breintenbach & Kranzlin 1984: Champignons de Suisse Tome 1.
Donadini J. C. 1981: Le genre Peziza dans la sud-est de la France.
Dougoud R. 2001: Clés des Discomycétes carbonicoles. Doc. Myc. Tome XXX Fasc. n° 120 - mars. 2001
Jamoni P.G., 1997: Lo studio del genere Peziza- Funghi e Ambiente 1997.

Monti, Marchetti, Gorreri, Franchi. 1992: Funghi e cenosi di aree bruciate - Indagine nell'ambiente del Parco, 1992, 1029

Peziza proteana f. proteana

Peziza proteana f. proteana

Peziza proteana f. proteana

Peziza proteana f. proteana

Peziza proteana f. proteana

Peziza proteana f. proteana

Spore di Peziza proteana f. proteana - Photo by Marino Zugna

Peziza proteana f. proteana

Peziza succosa Berk.

Scheda redatta dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Peziza succosa Berk., British Fungi: no. 156 (1841)
Sinonimi:
Galactinia succosa (Berk.) Sacc., Syll. fung. (Abellini) 8: 106 (1889)
Otidea succosa (Berk.) Thüm.
Plicaria succosa (Berk.) Rehm

Descrizione macro “parzialmente desunta dalle fotografie della raccolta e dall'exsiccatum”.
Ascomi con Ø fino a 20 mm, a forma di coppa con i bordi lievemente involuti ed un po' lobati, base sessile; superficie imeniale di colore molto mutevole, specialmente nel confronto tra esemplari giovani e adulti; all'inizio biancastra, quindi di color cuoio poi grigiastra con tonalità brunastre, più cariche al centro, non notate tinte violastre o rossastre. Superficie esterna forforacea verso il margine dell’apotecio "forfora di colore rugginoso", finemente pruinosa nelle pareti, biancastra, bianco-plumbeo "concolore all'imenio nei giovani esemplari", con l'età rimane spesso più chiara dell'imenio, a zone e verso la base leggermente macchiata di ruggine, nei punti lesionati e nelle vecchie fratture si notano evidenti tracce gialle dovute al latice ossidato all'interno della carne.
Carne di poco superiore il millimetro, all'inizio pallida o lievemente ocracea, ingiallente per l'emissione di copioso latice, elastica, odore lievemente spermatico dopo reidratazione. Immergendo un pezzo di exsiccatum in acqua, per alcuni minuti, questa diviene di un bel colore giallo zolfo, quindi, giallo-arancio.
Descrizione micro.
Aschi cilindrico-clavati, 280-320- x 15-20 µm, amiloidi, aporinchi, contenenti 8 spo­re uniseriate.
Spore ellittiche, (15,5)16,4-18,7 (19,1) x (9,2) 9,6-11 (11,5)µm, in media 17,6 x 10,2 µm, Q. = (1,5) 1,5-1,9 (1,9), Q.m.= 1,7; Vol. = (753,3) 834,89-1179,54 (1228,4), Vol.m.= 967,2; biguttulate, quando ancora immature, quindi con un'ampia guttula centrale che, a completa maturità, risulta non più visibile per la concomitante presenza di verruche più o meno grosse alte 1-2,5 µm e multiformi, spesso con profilo conico-aguzzo, ma anche angoloso, quadrangolare o a bottone, singole o riunite da basse e poco evidenti connessioni, alle volte riunite in brevi creste lunghe 3,5-5 µm; parafisi con Ø 4,5-5,5 µm, cilindriche, settate, forcate nell'ultimo setto, con sommità dello stesso spessore o allargata fino a 6-8 µm, pigmentate di giallastro.
In un esemplare della raccolta, in cui la sezione della carne misurava circa 1100 µm, si sono evidenziati i seguenti strati con gli spessori di seguito indicati: 
Imenio 300 µm, subimenio 50 µm, composto da cellule multiformi di 5-10 µm;
1/ Excipulum medullare superiore 150 µm, a textura intricata relativamente fitta, disposta perpendicolarmente all'imenio;
2/ Excipulum medullare inferiore 450 µm, a textura globulosa con cellule vesci­colose di Ø (21)-39-50-(58) µm, mischiate a scarse ife laticifere;
3/ Excipulum ectale di 150 µm, costitui­to da cellule di piccolo calibro, mescolate ad ife subcilindriche, settate, costituenti una textura intricata ben differenziata dall'excipu­lum medullare superiore.

Dati relativi alla raccolta. N. scheda: 3851. Data di ritrovamento: 06/07/2008. Località: Coste di Contradarno. Comune: Pietracamela (TE). Coordinate geografiche: 349-I-MONTORIO AL VOMANO. Altezza slm: 1000. Habitat: boschetto di Corylus avellana, Quercus sp., Populus sp. Legit: de Ruvo Bruno. Determinatore: Zugna M. 

Osservazioni
La specie che più si avvicina a P. succosa è senz'altro P. succosella che, abitualmente, possiede ascomi di taglia e spessore inferiori e un tono di colore imeniale molto scuro già negli esemplari giovani; microscopicamente, le spore con ornamentazione minore e di differente aspetto e le paralisi rigonfie alla sommità.
le caratteristiche principali che contraddistinguono le due specie, non sempre sono così eclatanti come si vorrebbe, nel nostro caso, le misure riscontrate sono state quasi tutte minori di quanto riportato dalla bibliografia, per questa specie.
Per contro, l'ornamentazione delle spore è risultata essere molto pronunciata ed in tutto simile a quanto riportato nella monumentale opera di (Le Gal M. - 1947), questo particolare, sommato agli altri, ci consente di poter attribuire con una relativa certezza l'epiteto presunto a questa raccolta.
Di seguito riportiamo parte della chiave elaborata da (Garofoli D. & G. Baiano - 1996), che porta alla discriminazione tra le due specie:
· Apoteci di piccole dimensioni (0,5-1-1,5 cm) e sottili. Imenio di colore grigio o grigio nerastro scuro. Spore ellittiche 17,5-20 x 10-11 µm, monoguttulate, orna­te da verruche disposte regolarmente. Paralisi con sommità allargata a capitu­lo, fino a 12-15 µm, e contenente grossi granuli giallo-bruni P. succosella
· Apoteci più grandi. Latice molto abbondante. Parafisi moderatamente in­grossate alla sommità, fino a 8-9 µm, contenenti granulazioni meno evidenti. Spore ellittiche 18,5-21,5 x 9-12,5 µm, ornate da verruche grossolane ed eviden­ti a completa maturazione. Excipulum medullare inferiore a textura globulosa-intricata formata da cellule globose frammiste ad ife cilindriche P. succosa

Bibliografia:
Breintenbach J. & F. Kranzlin - 1984: Champignons de Suisse Tome 1.
Donadini J. C. - 1981: Le genre Peziza dans la sud-est de la France.
Garofoli D. & G. Baiano - 1996: Il genere Peziza I° contributo: specie a lattice ingiallente. RdM, 3/1996. p. 233-258.
Jamoni P.G. - 1997: Lo studio del genere Peziza- Funghi e Ambiente 1997.

Le Gal M. - 1947: recherches sur les ornementations sporales des discomycétes operculés. Masson et Cie éditeurs 1947 PARIS

Peziza succosa

Peziza succosa

Peziza succosa

Aschi e spore di Peziza succosa - Photo by Marino Zugna

lunedì 14 dicembre 2015

Peziza pseudovesiculosa Donadini

Scheda redatta sal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Peziza pseudovesiculosa Donadini, Bull. Soc. linn. Provence 30: 60 (1978) [1977]

Basionimo: Peziza amplissima P. Karst. 1869 
Sinonimi: Peziza amplissima P. Karst. 1869
Non Peziza amplissima Fr. 1849 = Sarcosphaera eximia (Durieu & Lév.) Maire, (1917)

Classificazione: Fungi, Ascomycota, Pezizomycotina, Pezizomycetes, Pezizomycetidae, Pezizales, Pezizaceae, Peziza

Descrizione macro:
Ascomi all’inizio a forma di coppa, quindi leggermente appiattiti e ondulati, larghi (15) 20-30 mm, sessili o con breve pseudo stipite e corta rizomorfa.
Superficie imeniale liscia, all’inizio di colore ocra chiaro, a maturità color nocciola.
Superficie esterna, da giovane liscia, poi finemente forforosa; colori di fondo ocra-nocciola, schiarente fino al biancastro a maturità; bordo intero. Carne di consistenza cassante, punta con uno spillo non secerne alcun siero. Carne elastica, aquosetta, molto fragile. Odore fortemente spermatico.
Descrizione micro: 
Spore (16,59) 16,84-18,34 (19,61) x (8,93) 9,13-10,04 (11,06) µm, In media 17,65 x 9,60 µm, Qm = 1,84 µm, Vol.m = 854 µm³; ellittiche, mediamente verrucose, verruche isolate o riunite in brevi creste, guttulate da immature.
Aschi 250-280 x 12,5-16,5 µm, contenenti otto spore uniseriate, J+ all’apice, cilindrici, base pleurorinca.
Parafisi: parafisi con Ø 3-5 µm, filiformi, settate, terminali fino a 7-8 µm, ialine.
Imenio 280 µm.
Descrizione degli excipuli: in un esemplare della raccolta, in cui la sezione della carne misurava all’incirca 1450 µm, abbiamo riscontrato 5 strati: sub imenio in media 70 µm, excipulum medullare superiore in media 350 µm, excipulum medullare medio, in media 200 µm, excipulum medullare inferiore in media 400 µm, excipulum ectale in media 150 µm.
1/ subimenio spesso in media 70 µm, formato da cellule a textura globulosa misuranti in media 11-27,5 x 11-22 µm.
2/ excipulum medullare superiore spesso in media 350 µm, a textura globulosa, orientata prevalentemente in senso perpendicolare all’imenio, composta da cellule globose o subglobose con diametro medio 38-90 µm.
3/ excipulum medullare medio spesso in media 200 µm, a textura intricata disposta prevalentemente perpendicolare all’imenio, formata da ife cilindriche lunghe in media 45- 150 x 7-11,5 µm.
4/ excipulum medullare inferiore spesso 400 µm, a textura globulosa, simile all’excipulum medullare superiore, con cellule da globose a subglobose in media 57-92 µm, di diametro.
5/ excipulum ectale spesso 150 µm, composto da cellule subglobose con diametro con diametro medio 15-34,5 µm; strato più esterno, formato da ife cilindriche, catenulate, lunghe nel totale 80-156 µm, disposte prevalentemente parallele all’imenio, con articoli terminali ad apice leggermente allargato misuranti in media 30-60 x 9-16 µm. 

Osservazioni: non sempre Peziza pseudovesiculosa evidenzia le caratteristiche che la separano da P. arvernensis,
“come osservato in questa raccolta”, di fatto, le due specie sono molto vicine, al punto che, diversi AA., le ritengono conspecifiche (Baiano, Filippa & Garofoli 2000).
Oltre ad una lieve differenza nelle misure sporali, il carattere principale che le separa è la differente struttura della carne e, più nello specifico, quella dell’excipulum ectale che, mentre in P. pseudovesiculosa è formato da una textura globulosa sormontata, nella parte più esterna, da peli che, nelle raccolte tipiche vanno a formare una palizzata parallela all’imenio “non è il caso della raccolta oggetto di questo studio”, in P. arvernensis i peli sono sostenuti da una struttura a textura intricata (Donadini, J.-C. -1981).
Se, come nel nostro caso, questi si dimostrassero, poco numerosi o, per cause accidentali, mancanti “presumibilmente”, trascinandosi dietro l’excipulum a textura intricata, verrebbe a mancare un elemento basilare per una corretta determinazione.
Inoltre, abbiamo osservato delle spore con un’ornamentazione alquanto differenziata. Mentre la maggior parte delle spore osservate in Blu Lattico a freddo, evidenziavano un’ornamentazione formata da basse ed isolate verruche. Una minima percentuale, evidenziava un’ornamentazione di verruche, brevi creste e basse connessioni, quasi a formare un reticolo incompleto, particolare questo, che non abbiamo riscontrato nella bibliografia da noi consultata.

Materiali e Metodi: i preparati microscopici sono stati osservati in Melzer “relativamente all’amiloidia degli aschi”, 
Rosso Congo “per evidenziare e rilevare le misure di aschi e parafisi, H2O “per rilevare gli excipuli, gli eventuali pigmenti e le misure sporali; Blu Cotone Lattico “a freddo”, per rilevare l’ornamentazione sporale.
Le dimensioni sporali si basano su 100 misurazioni “da sporata” ; per le rimanenti tipologie cellulari si sono effettuate 20 misurazioni a tipologia. Le misurazioni sporali e di tutti gli elementi sono stati effettuati con il software Mycométre.
Dati relativi alla raccolta: N. scheda: 4089. Data di ritrovamento: 31/05/2009. Località: Rio Arno, zona monumento. Comune: Pietracamela. Coordinate geografiche: 42°29'39.36"N 13°32'34.19"E. Altezza slm: f. 4. Habitat: tra i faggi, in luogo molto umido, a terra tra le foglie e l'humus. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B

Bibliografia:
Baiano, Filippa & Garofoli 2000: Ascomiceti interessanti del Nord Italia, Funghi non Delineati.
Breitenbach, J. & F. Kränzlin -1981- Champignons de Suisse. Tome 1. Les Ascomycètes. Lucerne.
Dennis, R.W.G. -1981- British Ascomycetes. Vaduz, 585 pp. + addenda and corrigenda (avec planches).
Donadini, J.-C. -1981- Le genre Peziza dans le Sud-Est de la France, avec clé du genre pour la France. Université de Provence. Marseille, 199 pp. (+ planches).
Grelet L. J. 1979 : Réédition Les discomycètes de France d’aprés la classifications de Boudier
http://www.indexfung...Names/Names.asp
Jamoni P.G., 1997: Lo studio del genere Peziza- Funghi e Ambiente 1997.
Le Gal, M.:1947- Recherches sur les ornementations sporales des Discomycètes operculés. Thèse. Ann. Sc. Nat. Bot. 11 (8) : 73-297.

Medardi G.: 2006 - A.M.B. Ascomiceti d’Italia p. 199.

Peziza pseudovesiculosa 

Peziza pseudovesiculosa 

Aschi e spore di Peziza pseudovesiculosa - Photo by Marino Zugna



sabato 12 dicembre 2015

Peziza phyllogena Cooke, Mycogr.

Scheda redatta dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Peziza phyllogena Cooke, Mycogr., Vol. 1. Discom. (London): 148, fig. 251 (1877)

Basionimo:Peziza badioconfusa Korf, Mycologia 46(6): 838 (1954)
Sinonimi: Galactinia badioconfusa (Korf) Svrček & Kubička, Česká Mykol. 17: 68 (1963)
Posizione sistematica: Pezizaceae, Pezizales, Pezizomycetidae, Pezizomycetes, Ascomycota, Fungi

Descrizione macro
Ascomi all’inizio a forma di piccola coppa allungata, quindi quasi espansi, con un largo lobo, diametro negli adulti fino a 25 mm, sessili.
Superficie imeniale liscia, allo stadio giovanile a toni misti giallo-verdastri, tendenti al fulvo-olivaceo al centro, a maturazione tendente al bruno- violaceo smorto, con lieve alone vinaccia.
Superficie esterna da liscia a finemente granulosa, forforosa al margine sottoforma di piccole e basse pustule più scure; colori di fondo all'inizio a tonalità giallo-olivacee, a maturazione le tonalità olivacee vengono sopravanzate da toni bruno-rossastri con alone violaceo; bordo nei giovani, intero e finemente forforoso concolore o leggermente più scuro per le pustule, in vecchiaia, frastagliato e corroso, più scuro. 
Carne di consistenza cassante ma non fragile, in gioventù di colore biancasto con lieve alone liliaceo-violetto, in vecchiaia con netta colorazione rosso-vinaccia soprattutto nella porzione basale dell'apotecio, aquosetta ma se punta con uno spillo non secernente alcun siero. Sapore non rimarchevole. Odore leggero, non spermatico.

Descrizione micro
Spore (18,54) 19,13-20,81 (21,56) x (8,96) 9,25-10,04 (10,53) µm, In media 19,97 x 9,67 µm, Q = 1,951-2,21, Q.m. = 2,07 µm, Vol. = 869-1097 µm³, Vol.m = 979 µm³; da ellittiche a subfusiformi, con gli apici leggermente appiattiti, mediamente verrucose, a verruche isolate o riunite in brevi creste, mai formanti un vero e proprio reticolo; da immature con una o due guttule.
Aschi 268-335 x 12-15 µm, contenenti otto spore uniseriate, J+ all’apice, cilindrici, base pleurorinca.
Parafisi: con Ø 3,5-5 µm, filiformi, brevemente settate, terminali di pari spessore o allargati all'apice fino a 6,5 µm, ialine.

Descrizione degli excipuli: in un esemplare della raccolta, in cui la sezione della carne misurava all’incirca 1350 µm, abbiamo riscontrato 4 strati spessi all'incirca:
1/ subimenio in media 35 µm, formato da un sottile strato di cellule subisodiametriche, misuranti in media 11,5-15,5 x 8,5-15 µm.
2/ excipulum medullare superiore 450 µm, a textura globulosa, orientata prevalentemente in senso perpendicolare all’imenio, composta da cellule subglobose o piriformi con diametro medio 22-65 (72) µm.
3/ excipulum medullare inferiore 340 µm, a textura intricata disposta prevalentemente perpendicolare all’imenio, formata da ife cilindriche con diametro di 13-27 µm.
4/ excipulum ectale 220 µm, passante da una textura globulosa/angularis formata da cellule subisodiametriche, ad una textura angularis formata da cellule allungate, in media 32-55 x 22-35 µm, la parte più esterna è formata da una serie di cellule catenulate con diametro 25-41 µm, di forma subglobosa, disposte a mucchietti a formare la forforosità. Ife terminali sporadiche, cilindriche, una o due volte settate e con apice leggermente clavato, misuranti in media 21-56 x 10-35 µm. 

Osservazioni: P. phyllogena nasce, nella stagione primaverile, prevalentemente su terra nuda o su residui fogliari, in luoghi umidi. Solitamente, quando giunge a maturazione, si presenta di taglia massiccia e con colori bruno-rossastri anche molto carichi, in questo caso, abbiamo constatato una taglia minuscola e seppur mantenuta in vita fino al momento della sua sporulazione spontanea, tra l'altro, abbondantissima, non abbiamo potuto apprezzare nessun aumento di taglia.
Ciò non si può dire invece a proposito dell'aspetto cromatico dell'imenio e dell'intero ascoma in generale.
Infatti, mentre, all'inizio gli apoteci apparivano di un colore ocraceo, soffuso di tonalità giallo-olivastro e la carne, alla sezione radiale, prevalentemente cerosa e di colore biancastro sporco, con solo un lieve alone vagamente bluastro posto nella zona basale (particolari che non facevano presupporre di trovarsi di fronte ad un eventuale P. phyllogena), e nonostante la microscopia fosse consona alla specie ipotizzata, soltanto dopo una settimana dalla raccolta, gli apoteci e soprattutto la carne alla base dell'apotecio assunsero i colori tipici di P. phyllogena.
Questo perchè, macroscopicamente, P. phyllogena possiede la peculiarità di avere la carne che, al taglio, si colora di violetto, soprattutto alla base dell'apotecio, in ogni caso, badiamo che, come questa raccolta ha dimostrato, gli esemplari giovani non sempre presentano questa caratteristica da ciò indurre ad una determinazione non corretta.
Tutto questo, ancora una volta, ci fa riflettere sul fatto della necessità di studiare e descrivere, sempre, esemplari in tutti gli stadi di sviluppo in modo da poter esporre gli eventuali mutamenti morfocromatici e per quanto riguarda l'aspetto microscopico, esemplari giunti a completa maturazione.
Per i colori a tonalità verdastre è simile a Peziza polaripolulata (J. Moravec) K. Hansen, dalla quale si differenzia, microscopicamente, per l'ornamentazione sporale che, in quest'ultima, tende ad ammassarsi ai poli dove forma degli ammassi simili ad una calotta.

Materiali e Metodi: lo studio è stato effettuato su materiale fresco, mentre in alcuni casi ci siamo valsi del supporto di foto macro a forte risoluzione e di uno stereo microscopio Optech trinoculare.
I preparati microscopici sono stati osservati in Melzer relativamente all’amiloidia degli aschi, H2O per rilevare aschi, parafisi, excipuli, eventuali pigmenti e le misure sporali, Blu Cotone Lattico “a freddo”, per rilevare l’ornamentazione sporale. 
Le misure sporali si basano su 50 misurazioni, per le rimanenti tipologie cellulari si sono effettuate 20 misurazioni a tipologia.
Le foto macro sono state effettuate in situ, con l’ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D + obiettivo Canon EF 100mm f/2.8 Macro USM; le osservazioni e le foto relative alla microscopia, sono state eseguite con la medesima fotocamera e con l’ausilio di un microscopio biologico Optech Biostar B5 con testa trinoculare, supportato da ottiche Plan-APO, Illuminazione alogena 12V-50W a luce riflessa con regolatore di intensità.
Le misure di tutti gli elementi sono state effettuate con il software di calcolo Mycométre.
Le collezioni d’erbario sono conservate in erbario di A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Dati relativi alla raccolta. N. scheda: 4434. Data di ritrovamento: 30/05/2010. Località: Intermesoli. Comune: Pietracamela (TE). Coordinate geografiche: 42°32'3.50"N 13°32'20.60"E. Altezza slm: 800. Habitat: Bosco di Castanea sativa e Quercus cerris. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B.

Bibliografia:
Breitenbach, J. & F. Kränzlin -1981- Champignons de Suisse. Tome 1. Les Ascomycètes. Lucerne.
Dennis, R.W.G. -1981- British Ascomycetes. Vaduz, 585 pp. + addenda and corrigenda (avec planches).
Donadini, J.-C. -1981- Le genre Peziza dans le Sud-Est de la France, avec clé du genre pour la France. Université de Provence. Marseille, 199 pp. (+ planches).
Dougoud R. 2002 - Contribution à la connaissance de qualques Discomycétes operculés rares ou méconnus. Fungi non Delineati, Pars XVIII - 2002
Grelet L. J. 1979 : Réédition Les discomycètes de France d’aprés la classifications de Boudier
http://www.indexfung...Names/Names.asp
Jamoni P.G., 1997: Lo studio del genere Peziza- Funghi e Ambiente 1997.
Le Gal, M.:1947- Recherches sur les ornementations sporales des Discomycètes operculés. Thèse. Ann. Sc. Nat. Bot. 11 (8) : 73-297.
Medardi G.: 2006 - A.M.B. Ascomiceti d’Italia p. 199.
Lantieri A.: 2005. A.M.B. Rivista di Micologia. p. 78. n. 1 - 2005. Cooke, Mycogr., Vol. 1. Discom. (London): 148, fig. 251 (1877)

Basionimo:Peziza badioconfusa Korf, Mycologia 46(6): 838 (1954)
Sinonimi: Galactinia badioconfusa (Korf) Svrček & Kubička, Česká Mykol. 17: 68 (1963)
Posizione sistematica: Pezizaceae, Pezizales, Pezizomycetidae, Pezizomycetes, Ascomycota, Fungi

Descrizione macro
Ascomi all’inizio a forma di piccola coppa allungata, quindi quasi espansi, con un largo lobo, diametro negli adulti fino a 25 mm, sessili.
Superficie imeniale liscia, allo stadio giovanile a toni misti giallo-verdastri, tendenti al fulvo-olivaceo al centro, a maturazione tendente al bruno- violaceo smorto, con lieve alone vinaccia.
Superficie esterna da liscia a finemente granulosa, forforosa al margine sottoforma di piccole e basse pustule più scure; colori di fondo all'inizio a tonalità giallo-olivacee, a maturazione le tonalità olivacee vengono sopravanzate da toni bruno-rossastri con alone violaceo; bordo nei giovani, intero e finemente forforoso concolore o leggermente più scuro per le pustule, in vecchiaia, frastagliato e corroso, più scuro. 
Carne di consistenza cassante ma non fragile, in gioventù di colore biancasto con lieve alone liliaceo-violetto, in vecchiaia con netta colorazione rosso-vinaccia soprattutto nella porzione basale dell'apotecio, aquosetta ma se punta con uno spillo non secernente alcun siero. Sapore non rimarchevole. Odore leggero, non spermatico.

Descrizione micro
Spore (18,54) 19,13-20,81 (21,56) x (8,96) 9,25-10,04 (10,53) µm, In media 19,97 x 9,67 µm, Q = 1,951-2,21, Q.m. = 2,07 µm, Vol. = 869-1097 µm³, Vol.m = 979 µm³; da ellittiche a subfusiformi, con gli apici leggermente appiattiti, mediamente verrucose, a verruche isolate o riunite in brevi creste, mai formanti un vero e proprio reticolo; da immature con una o due guttule.
Aschi 268-335 x 12-15 µm, contenenti otto spore uniseriate, J+ all’apice, cilindrici, base pleurorinca.
Parafisi: con Ø 3,5-5 µm, filiformi, brevemente settate, terminali di pari spessore o allargati all'apice fino a 6,5 µm, ialine.

Descrizione degli excipuli: in un esemplare della raccolta, in cui la sezione della carne misurava all’incirca 1350 µm, abbiamo riscontrato 4 strati spessi all'incirca:
1/ subimenio in media 35 µm, formato da un sottile strato di cellule subisodiametriche, misuranti in media 11,5-15,5 x 8,5-15 µm.
2/ excipulum medullare superiore 450 µm, a textura globulosa, orientata prevalentemente in senso perpendicolare all’imenio, composta da cellule subglobose o piriformi con diametro medio 22-65 (72) µm.
3/ excipulum medullare inferiore 340 µm, a textura intricata disposta prevalentemente perpendicolare all’imenio, formata da ife cilindriche con diametro di 13-27 µm.
4/ excipulum ectale 220 µm, passante da una textura globulosa/angularis formata da cellule subisodiametriche, ad una textura angularis formata da cellule allungate, in media 32-55 x 22-35 µm, la parte più esterna è formata da una serie di cellule catenulate con diametro 25-41 µm, di forma subglobosa, disposte a mucchietti a formare la forforosità. Ife terminali sporadiche, cilindriche, una o due volte settate e con apice leggermente clavato, misuranti in media 21-56 x 10-35 µm. 

Osservazioni: P. phyllogena nasce, nella stagione primaverile, prevalentemente su terra nuda o su residui fogliari, in luoghi umidi. Solitamente, quando giunge a maturazione, si presenta di taglia massiccia e con colori bruno-rossastri anche molto carichi, in questo caso, abbiamo constatato una taglia minuscola e seppur mantenuta in vita fino al momento della sua sporulazione spontanea, tra l'altro, abbondantissima, non abbiamo potuto apprezzare nessun aumento di taglia.
Ciò non si può dire invece a proposito dell'aspetto cromatico dell'imenio e dell'intero ascoma in generale.
Infatti, mentre, all'inizio gli apoteci apparivano di un colore ocraceo, soffuso di tonalità giallo-olivastro e la carne, alla sezione radiale, prevalentemente cerosa e di colore biancastro sporco, con solo un lieve alone vagamente bluastro posto nella zona basale (particolari che non facevano presupporre di trovarsi di fronte ad un eventuale P. phyllogena), e nonostante la microscopia fosse consona alla specie ipotizzata, soltanto dopo una settimana dalla raccolta, gli apoteci e soprattutto la carne alla base dell'apotecio assunsero i colori tipici di P. phyllogena.
Questo perchè, macroscopicamente, P. phyllogena possiede la peculiarità di avere la carne che, al taglio, si colora di violetto, soprattutto alla base dell'apotecio, in ogni caso, badiamo che, come questa raccolta ha dimostrato, gli esemplari giovani non sempre presentano questa caratteristica da ciò indurre ad una determinazione non corretta.
Tutto questo, ancora una volta, ci fa riflettere sul fatto della necessità di studiare e descrivere, sempre, esemplari in tutti gli stadi di sviluppo in modo da poter esporre gli eventuali mutamenti morfocromatici e per quanto riguarda l'aspetto microscopico, esemplari giunti a completa maturazione.
Per i colori a tonalità verdastre è simile a Peziza polaripolulata (J. Moravec) K. Hansen, dalla quale si differenzia, microscopicamente, per l'ornamentazione sporale che, in quest'ultima, tende ad ammassarsi ai poli dove forma degli ammassi simili ad una calotta.

Materiali e Metodi: lo studio è stato effettuato su materiale fresco, mentre in alcuni casi ci siamo valsi del supporto di foto macro a forte risoluzione e di uno stereo microscopio Optech trinoculare.
I preparati microscopici sono stati osservati in Melzer relativamente all’amiloidia degli aschi, H2O per rilevare aschi, parafisi, excipuli, eventuali pigmenti e le misure sporali, Blu Cotone Lattico “a freddo”, per rilevare l’ornamentazione sporale. 
Le misure sporali si basano su 50 misurazioni, per le rimanenti tipologie cellulari si sono effettuate 20 misurazioni a tipologia.
Le foto macro sono state effettuate in situ, con l’ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D + obiettivo Canon EF 100mm f/2.8 Macro USM; le osservazioni e le foto relative alla microscopia, sono state eseguite con la medesima fotocamera e con l’ausilio di un microscopio biologico Optech Biostar B5 con testa trinoculare, supportato da ottiche Plan-APO, Illuminazione alogena 12V-50W a luce riflessa con regolatore di intensità.
Le misure di tutti gli elementi sono state effettuate con il software di calcolo Mycométre.
Le collezioni d’erbario sono conservate in erbario di A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Dati relativi alla raccolta. N. scheda: 4434. Data di ritrovamento: 30/05/2010. Località: Intermesoli. Comune: Pietracamela (TE). Coordinate geografiche: 42°32'3.50"N 13°32'20.60"E. Altezza slm: 800. Habitat: Bosco di Castanea sativa e Quercus cerris. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B.

Bibliografia:
Breitenbach, J. & F. Kränzlin -1981- Champignons de Suisse. Tome 1. Les Ascomycètes. Lucerne.
Dennis, R.W.G. -1981- British Ascomycetes. Vaduz, 585 pp. + addenda and corrigenda (avec planches).
Donadini, J.-C. -1981- Le genre Peziza dans le Sud-Est de la France, avec clé du genre pour la France. Université de Provence. Marseille, 199 pp. (+ planches).
Dougoud R. 2002 - Contribution à la connaissance de qualques Discomycétes operculés rares ou méconnus. Fungi non Delineati, Pars XVIII - 2002
Grelet L. J. 1979 : Réédition Les discomycètes de France d’aprés la classifications de Boudier
http://www.indexfung...Names/Names.asp
Jamoni P.G., 1997: Lo studio del genere Peziza- Funghi e Ambiente 1997.
Le Gal, M.:1947- Recherches sur les ornementations sporales des Discomycètes operculés. Thèse. Ann. Sc. Nat. Bot. 11 (8) : 73-297.
Medardi G.: 2006 - A.M.B. Ascomiceti d’Italia p. 199.
Lantieri A.: 2005. A.M.B. Rivista di Micologia. p. 78. n. 1 - 2005.


Peziza phyllogena

Peziza phyllogena

Peziza phyllogena

Aschi e spore di Peziza phyllogena - Photo di Marino Zugna


Peziza ampliata Pers.

Scheda redatta dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Peziza ampliata Pers., in Pant, Mycol. eur. (Erlanga) 1: 227 (1822)
Basionimo: Peziza ampliata Pers., in Pant, Mycol. eur. (Erlanga) 1: 227 (1822)

Sinonimi: Aleuria ampliata (Pers.) Gillet, Champignons de France, Discom.: 47 (1879)
Aleuria ampliata var. costifera Boud., Hist. Class. Discom. Eur. (Paris): 44 (1907)
Aleuria palustris (Boud.) Le Gal, Revue Mycol., Paris 6(Suppl. Colon. no. 2): 71 (1986)
Galactinia ampliata (Pers.) Le Gal, Discom. de Madagascar: 39 (1953)
Galactinia ampliata var. costifera (Boud.) Le Gal, Bull. Jard. bot. État Brux. 29: 81 (1959)
Galactinia sylvatica (P. Karst.) Boud., Hist. Class. Discom. Eur. (Paris): 47 (1907)
Peziza ampliata var. costifera (Boud.) V.P. Tewari & D.C. Pant, in Pant, J. Mycopathol. Res. 31(1): 21 (1993)
Peziza ampliata var. palustris Boud., Icon. Mycol. (Paris) 2: 44 (1907)
Peziza sylvatica P. Karst., Bidr. Känn. Finl. Nat. Folk 19: 52 (1871)

Posizione sistematica: Pezizaceae, Pezizales, Pezizomycetidae, Pezizomycetes, Pezizomycotina, Ascomycota, Fungi

Descrizione macro Ascomi all'inizio a forma di piccole coppette, presto distesi, pulvinati turbinati, più o meno lobati, con diametro fino a 10 mm, sessili.
Superficie imeniale liscia, allo stadio giovanile di colore bruno-olivastra, in seguito tendenti al brunastro.
Superficie esterna con evidente forforosità marginale sotto forma di basse pustole brunastre, tendenti a sparire in stadio di avanzata maturazione; colori di fondo simili all'imenio, anche in questo caso l'età attenua i toni olivastri; bordo frastagliato, fortemente forforaceo. Carne di colore biancastro, acquosa, di consistenza molto fragile, punta con uno spillo non secerne alcun siero, sapore non rilevante. Odore leggero, non spermatico. 

Descrizione micro
Imenio 380 µm.
Spore (18,18) 19,15-21,50 (22,34) x (10,82) 11,50-12,47 (13,08) µm, In media 20,44 x 11,98 µm, Q = (1,51) 1,61-1,8 (1,90), Q.m. = 1,71 µm, Vol. = (1144) 1358-1703 (1954) µm³, Vol.m = 1539 µm³; ellittiche, lisce in blu-Lattico; prive di guttule anche da immature.
Aschi 300-350 x 15-20 µm, Vol.m = 80463 µm³; contenenti otto spore uniseriate, J+ all'apice, cilindrici, base pleurorinca. 
Parafisi: con Ø 3,5-4,7 µm, cilindriche, brevemente settate, non ramificate, spesso interessata da fortulismo nei setti interni, terminali allargati con apice spesso 5,9-8,4 (10) µm, finemente granulosi e pigmentati di bruno-giallastro.
Subimenio spesso 60 µm, formato da uno pseudoparenchima a textura globulosa composto da cellule appressate, con Ø 8,5-20,5 µm, frammisto a rare ife connettive di tipologia filamentosa, misuranti in media 32-60 x 6,5-15 µm, differenziato dall'excipulum sottostante per una struttura più uniforme e compatta formata da cellule, mediamente, di minor volume. 

Descrizione degli excipuli
In un esemplare della raccolta, in cui la sezione della carne misurava all'incirca 1400 µm, abbiamo riscontrato 2 strati spessi in media: excipulum medullare, in media 750 µm, excipulum ectale, in media 200 µm.
1/ excipulum medullare spesso 730-770 µm, a textura globulosa angularis, formato da cellule subglobose o più o meno piriformi, misuranti 33-115 x 24-80 µm, frammiste a numerose ife connettive di tipologia filamentosa, misuranti in media 50-75 x 10-16 µm. 
2/ excipulum ectale spesso 160-240 µm, a textura globulosa angularis composto da cellule subglobose, misuranti 20,81-19-35 x 13-28 µm, disposte perpendicolarmente all'imenio, connettivi non osservati.
Presenti a zone dei peli ifoidi, flessuosi, misuranti 73-186 x 8-14 µm, mono o bisettati.
Granulazione formata da globulose con diametro 12-17 µm.

Osservazioni
Si tratta di una specie di taglia minuta, raccolta su terra nuda con residui vegetali.
P. ampliata si riconosce per avere l'excipulum medullare monostratificato. A prima vista, essa sembra formata da una struttura mista "globulosa angularis e intricata", ma ad un accurato esame si rivela una tipologia formata da uno strato unico, formato da cellule globoso- piriformi misto a numerosi connettivi cilindrici, ma mai a formare uno strato netto di textura intricata. Per contro, l'excipulum ectale è formato esclusivamente da cellule subglobulose e risulta privo di ife connettive.
La specie che, a nostro avviso si avvicina di più alla nostra è P. granularis Donadini 1977, la quale presenta una carne pluristratificata e la presenza di un excipulum medio a textura intricata. 
Sottolineiamo la presenza di parafisi che evidenziano un fortulismo più o meno accentuato, ciò a dimostrazione che tale fenomeno non è esclusivo solo delle pezize nivali ma si può manifestare anche a specie non esclusive dell'habitat nivicolo.

Materiali e Metodi
Lo studio è stato compiuto su materiale fresco.
I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O, ove necessario, si è adoperato Rosso Congo acquoso per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari. Il reagente di Melzer è stato utilizzato per l'accertamento dell'amiloidia degli aschi, il Blu Cotone lattico, a caldo, per evidenziare l'ornamentazione sporale.
Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 60 unità, ottenute da sporata, scartando spore ancora evidentemente immature e senza tenere conto di eventuali ornamentazioni che, nel caso, si sono misurate a parte, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. 
Per quanto riguarda la nomenclatura abbiamo fatto riferimento a http://www.indexfung...names/Names.asp e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx .
Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga1998: Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary. 
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l'ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio del trinoculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d'erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso. 

Dati relativi alla raccolta: N. scheda: 4675. Data di ritrovamento: 02/06/2011. Località: Ceppo. Comune: Rocca santa Maria. Coordinate geografiche: 339; III; TERAMO. Altezza s.l.m.: f. 4. Habitat: Su terreno mosso, sulla terra ricca di segatura e molto bagnata, una trentina di esemplari. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B.
Data inserimento in erbario: 07/06/2011

Bibliografia:
Breitenbach, J. & F. Kränzlin -1981- Champignons de Suisse. Tome 1. Les Ascomycètes. Lucerne.
Dennis, R.W.G. -1981- British Ascomycetes. Vaduz, 585 pp. + addenda and corrigenda (avec planches).
Donadini, J.-C. -1981- Le genre Peziza dans le Sud-Est de la France, avec clé du genre pour la France. Université de Provence. Marseille, 199 pp. (+ planches).
Grelet L. J. 1979 : Réédition Les discomycètes de France d'aprés la classifications de Boudier
http://www.indexfungorum.org/Names/Names.asp
Jamoni P.G., 1997: Lo studio del genere Peziza- Funghi e Ambiente 1997.
Le Gal, M.:1947- Recherches sur les ornementations sporales des Discomycètes operculés. Thèse. Ann. Sc. Nat. Bot. 11 (8) : 73-297.
Medardi G.: 2006 - A.M.B. Ascomiceti d'Italia p. 199.

Peziza ampliata

Peziza ampliata

Peziza ampliata

Aschi e spore di Peziza ampliata - Photo di Marino Zugna


giovedì 3 dicembre 2015

Peziza depressa Pers.

Scheda redatta dal sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Peziza depressa Pers., Observ. mycol. (Lipsiae) 1: 40 (1796)

Basionimo: Peziza depressa Pers., Observ. mycol. (Lipsiae) 1: 40 (1796).
Sinonimi: Galactinia depressa (Pers.) Boud., Hist. Class. Discom. Eur. (Paris) (1907).
Galactinia depressa (Pers.) Boud., Hist. Class. Discom. Eur. (Paris): 48 (1907).
Pachyella castanea Häffner, Rheinl.-Pfälz. Pilzj. 2(2): 127 (1992).

Classificazione: Fungi, Ascomycota, Pezizomycotina, Pezizomycetes, Pezizomycetidae, Pezizales, Pezizaceae, Peziza.

Descrizione macroscopica della raccolta
Ascomi 5- 10 mm, di diametro all’inizio sub rotondeggianti, successivamente a forma di coppa, quindi spianati, sessili.
Superficie imeniale liscia, da bruniccio chiaro brunastra, con l’età più o meno scura, da bruno testa di Moro a nerastra.
Superficie esterna concolore o più chiara, da finemente a vistosamente forforacea. Margine in gioventù rivolto verso l’imenio, poi disteso, intero o accidentalmente fessurato, finemente crenulato, da concolore a leggermente più scuro.
Carne piuttosto abbondante e consistente; da bruniccia a brunastra. Sapore e odore (dopo reidratazione), leggermente spermatici.

Descrizione microscopica della raccolta
Spore (15,2) 16,2- 17,0 -18,8 (19,5) x (8,8) 9,5- 10,26 -11,0 (12,0) µm, Q. = (1,4) 1,5- 1,7 -1,9 (2,0); Vol. = (680) 796- 799- 1130 (1445) µm³, ellittiche, cianofile, monoguttulate o molto raramente biguttulate, ornamentate da verruche di forma piuttosto regolare, da subglobose a coniche, alte 0,6- 0,99 -1,2 µm, libere e distanti, solo in alcuni casi ravvicinate tra di loro due a due, mai a formare brevi creste.
Aschi 305,4- 325,25 -358,0 x 13,6- 16,52 -18,4 µm, cilindrici, contenenti otto spore uniseriate, apice leggermente ristretto e base distintamente pelurorinca; amiloidi all’apice.
Parafisi 3,7- 4,37 -5,7 µm, settate, cilindriche, con sommità non bifida, larga fino a 8,0 µm, ricoperte all’apice da abbondanti grumi epimembranari di colore giallo-brunastro, ialine, alle volte, anastomosate in basso.
In un esemplare della raccolta, in cui la sezione della carne (compresi gli aschi), misurava all’incirca 1100 µm, abbiamo riscontrato 3 strati così differenziati:
Imenio spesso in media 350 µm, molto scuro, soprattutto, nella porzione sommitale degli aschi.
Subimenio spesso in media 50 µm, a textura intricata, formato da ife larghe 4,3- 7,29 -9,0 µm, frammisto a cellule prismatiche, spesse 9,9- 15,43 -31,9 x 8,4- 14,53 -20,3 Vol. m.= 1893,9 µm3. Poco differenziato dallo strato di carne sottostante, in ogni caso, in sezione, si dimostra leggermente più scuro.
Excipulum medullare superiore spesso in media 250 µm, a textura intricata, formato da ife cilindriche, settate, con diametro 4,1- 6,54 -9,2 µm, disposte perpendicolarmente all’imenio, frammisto a numerose cellule +/- subglobulose, con diametro 8,8- 16,19 -29,7 µm.
Excipulum medullare inferiore spesso in media 370 µm, a textura globulosa con tendenza a globulosa-angularis, composto, in prevalenza, da cellule subglobose, larghe 18,4- 23,41 -35,2 x 16,6- 25,79 -43,8 µm, Vol. m.= 10991,4 µm3 disposte perpendicolarmente all’imenio, frammiste a rare ife connettive più o meno cilindriche, con diametro simile a quelle dello strato soprastante.
Excipulum ectale spesso in media 80 µm, a textura angularis, composto da cellule schiacciate, larghe 6,2- 9,51 -17,2 x 6,3- 9,56 -14,4 µm, in qualche modo, simili a quelle dello strato di carne superiore ma più piccole e più compresse e da questo differenziato soprattutto per il colore più scuro.
Peli esterni non molto abbondanti, una o due volte settati, con elementi terminali da cilindrici a leggermente clavati 18,4- 26,76 -38,6 x 4,5- 5,21 -9,2 µm, Vol. m.= 529,7 µm3 ialini.

Osservazioni
Solitamente, P. depressa è specie che presenta un excipulum medullare a textura globulosa.
Nel nostro caso la carne aveva una tendenza evidente verso una textura globuloso-angularis. Probabilmente il fatto è dovuto alla poca reidratazione dei tessuti ed all’avanzato stadio di deperimento degli esemplari da noi presi in esame.
Inoltre, abbiamo suddiviso i due excipuli “medullare superiore/ medullare inferiore”, con poca convinzione in quanto non si riesce a contraddistinguere, in modo netto, il tratto di divisione tra i due e si ha più la sensazione che, l’uno sia la continuazione dell’altro, con un maggior numero di ife connettive nella porzione superiore.

Materiali e Metodi
Lo studio è stato compiuto su materiale secco, reidratato in H2O. I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario. Il reagente di Melzer è stato utilizzato per l’accertamento dell'amiloidia degli aschi, il Blu Cotone lattico, a caldo, per evidenziare l’ornamentazione delle spore.
Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, prelevate da zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature e senza tenere conto di eventuali ornamentazioni che, nel caso, si sono misurate a parte. Per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Le misure sottolineate si riferiscono alle medie. Per quanto riguarda la nomenclatura abbiamo fatto riferimento a http://www.indexfung...names/Names.asp e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx.
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto macro sono state eseguite in habitat, dal signor Bruno de Ruvo, con l’ausilio di una fotocamera Reflex Nikon D3X, obiettivo Nikkor 60 mm Micro. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con un corpo macchina Reflex Canon EOS 50D, posto sul trinoculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità.
Le collezioni d’erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Dati relativi alla raccolta
N. scheda: 5084. Data di ritrovamento: 09/08/2012. Località: Centrale Enel Venacquaro. Comune: Intermesoli di Pietracamela. Coordinate geografiche: 42°30'39.53"N 13°30'44.98"E. Altezza s.l.m.: 1110. Habitat: Nei pressi di una sorgente, sul terreno molto secco. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B. Data inserimento in erbario: 29/08/2013.

Bibliografia consultata
Breitenbach J. & F. Kränzlin - 1981: Champignons de Suisse. Tome 1. Les Ascomycètes. Lucerne.
Dennis R. W. G. - 1981: British Ascomycetes. Vaduz, 585 pp. + addenda and corrigenda.
Donadini J. C. - 1981: Le genre Peziza dans le Sud-Est de la France, avec clé du genre pour la France. Université de Provence. Marseille, 199 pp.
Dougoud R. - 2001: Clé des discomycétes carbonicoles. Documents Mycologiques Tome XXX n° 120 2001.
Grelet L. J. - 1979: Réédition Les discomycètes de France d’aprés la classifications de Boudier.
Jamoni P. G. - 1997: Lo studio del genere Peziza- Funghi e Ambiente 1997.
Le Gal M. -1947: Recherches sur les ornementations sporales des Discomycètes operculés. Thèse. Ann. Sc. Nat. Bot. 11 (8): 73-297.
Peziza depressa

Peziza depressa



Peziza depressa

Peziza depressa



Asco con spore di Peziza depressa - Photo by Marino Zugna