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venerdì 17 aprile 2026

Exidia thuretiana (Lév.) Fr., Hymenomyc. eur. (Upsaliae): 694 (1874)

Exidia thuretiana (Lév.) Fr., Hymenomyc. eur. (Upsaliae): 694 (1874)

Raccolta 2026 effettuata su legno di Ontano in localòità Prati di Tivo, studiata dall'amico Ubaldo Marulli, sue l'analisi e foto micro.

Tremella thuretiana Lév., Annls Sci. Nat., Bot., sér. 3 9: 127 (1848)
Aspetto: Il corpo fruttifero è gelatinoso, sessile e di colore bianco-grigiastro opaco, talvolta con sfumature rosate o bluastre. Può estendersi per diversi centimetri fondendosi con altri esemplari.
Habitat: Specie saprofita comune in Europa e Africa, si sviluppa su rami caduti o ancora attaccati agli alberi. È visibile soprattutto tra l'autunno e la primavera.
Spore: Cilindriche, lisce e leggermente ricurve (allantoidi). Misurano 14.4 [17.4 ; 19] 22.1 × 5.1 [6.1 ; 6.6] 7.6 µm
Q = 2.1 [2.7 ; 3] 3.7 ; N = 24 ; C = 95%
Me = 18.2 × 6.3 µm ; Qe = 2.9
Spesso producono spore secondarie per germinazione.
Ifobasidi: Hanno una forma globosa o ovoidale e sono divisi longitudinalmente 16.5 [20 ; 26.9] 30.3 × 12.6 [12.8 ; 13.3] 13.5 µm
Ife: Il sistema ifale è monomitico, composto da ife sottili con giunti a fibbia , immersi in una matrice gelatinosa.
Nuclei calcarei non osservati: A differenza della Myxarium nucleatum, la thuretiana non possiede al suo interno i piccoli granuli bianchi opachi di ossalato di calcio.
Campioni raccolti dall’amico Bruno su rami di Ontano il 28.02.2026, foto n°7031 in località Prati di Tivo (TE)












martedì 4 febbraio 2025

Exidia glandulosa (Bull.) Fr., Syst. mycol. (Lundae) 2(1): 224 (1822)

 Exidia glandulosa (Bull.) Fr., Syst. mycol. (Lundae) 2(1): 224 (1822) 

raccolta studiata dall'amico Ubaldo Marulli, sue le foto micro

DIVISIONE: Basidiomycota

SUBDIVISIONE: Agaricomycotina

CLASSE: Agaricomycetes

SUBCLASSE: Incertae sedis

ORDINE: Auriculariales

FAMIGLIA: Auriculariaceae

Basidiomi resupinati, singolarmente pulvinati (a forma di cuscino), raramente isolati, più comunemente confluenti tra loro a formare ammassi allungati, con aspetto da circonvoluto a cerebriforme, che ricoprono superfici fino a 30 cm di lunghezza, con spessore fino a 2 cm. La superficie esposta (imenoforo) è lucida e brillante, da grigio-nerastra a nera, indicata come raramente olivastra da Jülich (1989); questa è ricoperta uniformemente da caratteristici e minuti rilievi, ben visibili solo con la lente, definiti pustole oppure verruche glandolari. La carne degli esemplari freschi è molle, gelatinosa ed elastica, mentre, con clima molto asciutto, tutto il basidioma diviene una crosta nera e dura di circa 2 mm di spessore. Nel caso di clima particolarmente umido, la carne dei vecchi esemplari si può presentare in parte deliquescente. Odore e sapore praticamente nulli.

Exidia glandulosa è una specie saprotrofa che colonizza ampie superfici di legno morto di latifoglie, ricoprendone solitamente la parte rivolta verso il basso; parte della letteratura indica la possibilità di rinvenirla, seppur raramente, anche su legno di aghifoglie. Può crescere in qualunque mese ed è abbastanza diffusa.

Raccolta effettuata dall’amico Bruno il 05.05.24, foto N° 0640 su ramo a terra di faggio  nel bosco di Intermesoli (TE).

Microscopia: spore allantoidi, liscie, IKI neg.

(12.😎 13 - 15.7 (16.7) × (5.2) 5.6 - 6.7 (6.9) µm

Q = (2) 2.1 - 2.5 (2.7) ; N = 30

Me = 14.2 × 6.2 µm ; Qe = 2.3

Fragmobasidi tetrasporici da rotondeggianti a piriformi, 16.5 - 20.47  ×  10.52 - 12.7 µm.

 Ife del contesto con gaf., assenza di cistidi.