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mercoledì 10 dicembre 2025

Gymnosporangium clavariiforme (Wulfen) DC., a Lamarck & de Candolle, Fl. franç., Edn 3 (Parigi) 2: 217 (1805)

Gymnosporangium clavariiforme (Wulfen) DC., a Lamarck & de Candolle, Fl. franç., Edn 3 (Parigi) 2: 217 (1805)

Fungo studiato dall'amico Ubaldo Marulli sue le foto micro ed analisi.

Descrizione e Ciclo Vitale

Classificazione: Appartiene al regno dei funghi, divisione Basidiomycota, classe Pucciniomycetes, ordine
Pucciniales (comunemente noti come funghi della ruggine).

Ciclo Eteroico: Il fungo alterna il suo ciclo vitale tra due piante ospiti principali:

Ospite primario (invernale): Principalmente il ginepro (Juniperus communis). Sul ginepro, il fungo sviluppa un micelio che causa la formazione di galle (rigonfiamenti) sui rami. In primavera, da queste galle emergono delle caratteristiche strutture gelatinose, di colore arancione, a forma di corno o lingua, chiamate teleutosori.

Ospite secondario (estivo): Varie piante della famiglia delle Rosacee, in particolare il biancospino (genere Crataegus), ma anche melo e pero. Le basidiospore prodotte sui ginepri vengono trasportate dal vento e infettano le foglie di queste piante, dove si sviluppano macchie giallo-arancio sulla pagina inferiore, seguite dalla produzione di ecidiospore, che a loro volta reinfettano i ginepri, chiudendo il ciclo. 

Sintomi e Danni

I sintomi variano a seconda della pianta ospite:

Su ginepro: Formazione di galle legnose che in condizioni umide primaverili producono masse gelatinose e arancioni di spore.

Su biancospino/melo/pero: Sviluppo di macchie clorotiche (gialle) sulle foglie e, successivamente, escrescenze (ecidi) sulla pagina inferiore, che possono portare a defogliazione e, nei casi più gravi, a danni ai frutti o alla salute generale dell'albero

Analisi di Ubaldo:

Gymnosporangium clavariiforme (Wulfen) DC., a Lamarck & de Candolle, Fl. franç., Edn 3 (Parigi) 2: 217 (1805)

Sinonimia:
Aecidium clavariiforme (Wulfen) Arthur, Risultato. Scienze Congr. Robot. Wien 1905: 343 (1906)
Aecidium juniperinum (L.) Arthur, Risultato. Sci. Congre. Robot. Wien 1905: 343 (1906)
Aecidium laceratum DC., in Lamarck & de Candolle, Fl. franç., Edn 3 (Parigi) 2: 247 (1805)
Ciglides laceratum Chevall., Fl. gén. env. Parigi (Parigi) 1: 384 (1826)
Gymnosporangium juniperi Rabenh., Deutschl. Krypt.-Fl. (Lipsia) 1: 29 (1844)
Gymnosporangium juniperinum (L.) Mart., Fl. crypt. erlang. (Norimberga): 333 (1817)
Gyraria juniperina Gray, Nat. Arr. Brit. Pl. (Londra) 1: 594 (1821)
Peziza juniperina (L.) F.H. Wigg. [come 'iuniperina'], Prim. fl. holsat. (Kiliae): 105 (1780)
Podisoma clavariiforme (Wulfen) Duby [come 'clavariaeforme'], Bot. Gall., Edn 2 (Parigi) 2: 881 (1830)
Roestelia lacerata Mérat [come 'laceratum'], Nouv. Fl. Environs Parigi, Edn 2 1: 113 (1821)
Tremella auriformis Hoffm., Veg. Crypt. 1: 31 (1787)
Tremella clavariiformis Wulfen [come 'clavariaeformis'], in Jacquin, Collnea bot. 2: 174 (1789) [1788]
Tremella clavariiformis var. communis Alb. & Schwein., Consp. fung. (Lipsia): 304 (1805)
Tremella clavariiformis ß ligularis (Bull.) Pers. [come 'clavariaeformis'], Syn. meth. fung. (Göttingen) 2: 629 (1801)
Tremella juniperina Wahlenb., Fl. Suec. 2: 994 (1826)
Tremella juniperina L., Sp. pl. 2: 1157 (1753)
Tremella juniperina var. auriformis (Hoffm.) Pers., Syn. meth. fung. (Göttingen) 2: 626 (1801)
Tremella juniperina var. fulva Alb. & Schwein., Consp. fung. (Lipsia): 303 (1805)
Tremella ligularis Bull., Hist. Champ. Fr. (Parigi) 1(1): 223 (1791)

Fase teliale di Gymnosporangium clavariiforme,su rami di Juniperus communis.

Ho eseguito la microscopia su campione secco inviatomi dall’amico Bruno , foto n° 4457 del 27.4.25 raccolto in località Prati di Tivo.

 Teleutospore composte da due cellule triangolari, una delle quali peduncolata, unite alla base formando un rombo,con dimensioni di 

87.9 [88.5 ; 91.6] 128,3 × 7.9 [9.6 ; 17.9] 19.6 µm

Le due cellule triangolari si separano e nella zona basale, ai lati, sono presenti due pori germinativi da cui si sviluppano ife cilindriche settate che daranno origine a fragmobasidi. 

Fragmospore 11.2 [11.5 ; 12.3] 12.6 × 8.5 [9.3 ; 11.4] 12.2 µm





































domenica 22 febbraio 2015

Gymnosporangium tremelloides A. Braun

Fungo dall'aspetto gelatinoso di color carota che possiamo trovare in epoca di ricerca della Calocybe gambosa sui rami di ginepri.
Interessante sapere che il fungo che vedete é solo in una fase della sua vita perché il suo ospite bersaglio é il Melo, infatti viene comunemente individuato come Ruggine del Melo.
Interessante leggere queste brevi note:

Questa ruggine eteroica è poco diffusa in Italia e può essere osservata solo in zone montane delle regioni settentrionali. I sintomi sono rilevabili sulle foglie sotto forma di maculature tendenzialmente circolari, della dimensione di 0,5-1 cm, ove sono visibili nella parte centrale anche piccole punteggiature nerastre (picnidi). In dette macchie, in corrispondenza della pagina fogliare superiore, si può notare in particolare una zona centrale di colore bruno-scuro, contornata da un alone giallo arancio di intensità gradualmente minore verso il margine. 
Molto caratteristici nella pagina inferiore sono poi gli ecidi che appaiono come formazioni tubercoliformi, riunite in gruppi, le quali diventano prominenti col progredire della stagione raggiungendo in estate un’altezza di circa 2 millimetri. 
L’ospite intermedio è costituito dal ginepro sui cui rami si differenzia la forma teleutosorica che appare come escrescenze inizialmente gelatinose e poi polverulente, costituite da teleutospore bicellulari che assicurano la conservazione del patogeno e dalla cui germinazione si producono basidiospore che danno avvio ad un nuovo ciclo infettivo sul melo. Nella letteratura fitopatologica sono segnalate, nei diversi continenti, altre specie di Gymnosporangium agenti di ruggine su melo. 

Nei confronti di questa malattia non sono mai giustificati specifici trattamenti fungicidi, mentre può essere utile eliminare dalle zone prossime al frutteto le piante di ginepro.

Gymnosporangium tremelloides

Gymnosporangium tremelloides

Gymnosporangium tremelloides

Spore di Gymnosporangium tremelloides - Photo by Marino Zugna

Ulteriore ritrovamento del 09.05.2025 effettuato al Passo delle Capannelle. Raccolta studiata dall'amico Ubaldo Marulli, sue e foto ed analisi micro.

Sinonimia:
Gymnosporangium ariae-tremelloides Kleb., Z. PflKrankh. PflPath. PflSchutz 17: 138 (1907)
Fase teliale di Gymnosporangium tremelloides,con sori di colore arancione, gelatinosi che in questo caso si sviluppano su rami di Juniperus communis.
Ho eseguito la microscopia su campione secco inviatomi dall’amico Bruno , foto n° 4511 del 09.05.25 raccoluo in località Capannelle.
 Teliospore composte da due cellule triangolari, una delle quali peduncolata, unite alla base formando un rombo,con dimensioni di 
33.1 [38.9 ; 44.2] 50 × 21.4 [23.7 ; 25.8] 28.1 µm
Q = 1.3 [1.6 ; 1.8] 2.1 ; N = 10 ; C = 95%
Me = 41.5 × 24.8 µm ; Qe = 1.7.
Le due cellule triangolari si separano e nella zona basale, ai lati, sono presenti due pori germinativi da cui si sviluppano ife cilindriche settate che daranno origine ai basidi monosporici.