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sabato 27 gennaio 2024

Lactarius romagnesii Bon , Docums Mycol. 9 (n. 35): 39 (1979)

Lactarius romagnesii Bon , Docums Mycol. 9 (n. 35): 39 (1979)

Un ritrovamento con uno studio che porta alla determinazione indicata ma rimane una specie molto critica, a tal proposito riporto un commento di Marco Floriani:

Lactarius romagnesii è una specie critica della sezione Plinthogali; oggigiorno è generalmente identificato come una specie dal cappello molto scuro, con margine crenulato e lamelle spaziate, crescente nei boschi di faggio. La delimitazione rispetto a L. ruginosus e L. subruginosus richiede un'attenta osservazione dei caratteri microscopici. (m.f.)

Foto micro e studio di Marino Zugna dell'AMB di Muggia







giovedì 17 marzo 2022

Lactarius leonis Kytöv. 1984

 Lactarius leonis Kytov. 1984

Determinazione eseguita da parte del Sig. Marino Zugna

Scheda tratta dal sito AMB Pesaro

DESCRIZIONE:
Cappello: Cappello fino 18 cm. di diametro, presto piano con depressione centrale più marcata a maturità, margine involuto, fortemente tomentoso coperto peli agglutinati fitti e lunghi che invadono la cuticola fino ad 1/3 del raggio. Cuticola viscidula, da giallo pallido fino a giallo-ocraceo, sempre molto chiara al margine, non zonata ma ornata da guttule o fossette concentriche. Imenio: lamelle fitte, sottili, da biancastre a giallino pallido con riflesso incarnato.
Gambo: più corto del diametro del cappello, cilindraceo, tozzo, coperto da numerosi e piccoli scrobicoli giallo-citrino, prima farcito poi cavo.
Carne: biancastra che vira al giallo in periferia, leggero odore di limone e sapore leggermente acre. Latice: bianco poi giallo limone all’aria, acre ma non bruciante.
Commestibilità: non commestibile. 
Note:
 Riconoscere questa specie nella Sottosezione Scrobiculati non è semplice, i caratteri distintivi che ci possono aiutare sono: la taglia medio grande, la folta e lunga peluria che ricopre il margine del cappello, il colore giallo chiaro con tonalità glauche, l’odore di limone e a livello microscopico gli enormi cistidi che sporgono oltre la metà dall’imenio. L. scrobiculatus (Scopoli) E.M. Fries è di colore giallo miele molto più carico ed i peli al margine del cappello sono molto più corti e meno fitti. L. citriolens Pouzar è biancastro almeno nel giovane, cresce sotto latifoglia ed ha cistidi molto più corti. L. intermedius Krombholz ex M.J. Berkeley & Broome è quasi completamente glabro, zonato solo al margine del cappello inoltre presenta un gambo con scrobicoli grandi e compositi. L. tuomikoskii Kytövuori è giallo brillante, più piccolo e con cappello completamente coperto da peli agglutinati.






domenica 22 marzo 2015

Lactarius acris (Bolton: Fr.) Gray

Scheda tratta dal Testo "Funghi d'Italia" Ed. Zanichelli

Lactarius acris (Bolton) Gray

Pileo: 5-10 cm; da convesso a piano-depresso poi imbutiforme, ± umbonato centralmente, margine spesso irregolare, lobato; superficie viscida con l'umido, altrimenti opaca, liscia o un po' rugosa, grigio-biancastro con toni brunastri, crema-ocraceo, ± uniforme.
Lamelle: inizialmente fitte, poi ± spaziate, adnate, crema-ocracee, ocra-giallastre, macchiate di rosa nelle abrasioni.
Stipite: 3-S 1- cm; subcilindrico, ± ingrossato verso il basso, pieno, poi midolloso, ± rugoso, pruinoso, da biancastro a debolmente brunastro.
Carne: bianca, vira velocemente al rosa-corallo; odore fruttato; sa- pore molto acre. Latice: denso, bianco, vira velocemente al rosa-corallo anche isolato, molto acre ed amaro.
Spore: subglobose; S-9 7,5-8 llm; crestato-reticolate.
Ecologia: estate-autunno; sotto latifoglie, soprattutto in boschi radi di querce e castagni. Comune.


Lactarius acris

Lactarius acris

Lactarius acris


venerdì 20 marzo 2015

Lactarius volemus (Fr.) Fr.

Scheda tratta dal sito dell'AMINT Tutto Funghi

Determinazione solo macro

Lactarius volemus (Fr.) Fr.

Tassonomia
Ordine Russulales
Famiglia Russulaceae

Foto e Descrizioni
Lactarius volemus (Fr.) Fr.

Tassonomia
Ordine Russulales
Famiglia Russulaceae
Genere Lactarius
Sezione Lactifluus

Etimologia
Dal sostantivo latino Volemum, volemi = varietà di pera dalle grandi dimensioni, che riempie il palmo della mano; con ciò facendo riferimento alle dimensioni del carpoforo.

Cappello
7-12(15) cm, prima convesso, poi appianato infine depresso, nessuna presenza di umbone, margine brevemente involuto, cuticola opaca ed asciutta, finemente vellutata, caratteristica osservabile con l’aiuto di una lente d’ingrandimento, di colore giallo-aranciato fino ad arancio-bruno o fulvo-rossastro secondo le condizioni d’idratazione, in maturità ha la tendenza a screpolarsi. Talvolta presenta delle piccole macchie più scure.

Imenoforo
Lamelle adnate o brevemente decorrenti, fitte e sinuose, intercalate da lamellule, colore crema o giallo-ocra pallido, con la tendenza a macchiarsi di marrone-bruno alla frattura o nei punti d’emersione del latice. 

Gambo
6-10(12) × 1,5-3 cm, non slanciato ma panciuto ed attenuato verso la base, concolore al cappello o più chiaro, in special modo verso l’alto, talvolta interamente giallastro o con presenza di macchioline brunastre; opaco, a volte pruinoso e rugoso.

Carne
Spessa, soda anche se fragile e cassante, biancastra con tendenza ad imbrunire leggermente nelle zone sottoposte a manipolazione e frattura. Odore molto persistente e sgradevole, d’aringa affumicata o crostacei cotti che rimane chiaramente percettibile anche a una certa distanza di tempo dalla raccolta, sapore mite e gradevole. Latice abbondante, denso, dolce, bianco, talvolta opaco e sieroso, ma comunque virante al bruno-marrone dopo qualche minuto e con l’essiccazione.  

Habitat
Fruttifica in boschi di latifoglie, particolarmente abbondante sotto Fagus sylvatica L. (Faggio) ma non è raro trovarlo anche sotto Picea abies (L.) H.Karst. (Abete rosso), Abies alba Miller (Abete bianco) e Castanea sativa Miller (Castagno), molto comune nelle zone di fruttificazione comparendo già in estate avanzata per continuare fino all’autunno inoltrato.

Commestibilità e tossicità
È uno dei due Lactarius a latice bianco che può essere considerato commestibile, l’altro è il Lactarius rugatus Kühner & Romagn..

Somiglianze e varietà
Molto simile è il Lactarius rugatus, si presenta sostanzialmente con le stesse caratteristiche cromatiche, toni forse un po' più carichi, ma con dimensioni più ridotte e lamelle meno fitte, l’odore non così penetrante, tanto da poter essere definito gradevole, è facilmente distinguibile perché la cuticola non tende a screpolarsi con il tempo, anzi forma delle caratteristiche rughe sul margine, che tendono ad aumentare di spessore con la maturazione o con la scarsa idratazione, tale particolarità gli è valsa il nome della specie. Il latice in questo fungo, a differenza del Lactarius volemus, non ha la caratteristica di virare rimanendo bianco anche con l’essiccazione. 

Osservazioni
Il Lactarius volemus è ubiquitario, spazia tra pianura, collina e montagna non avendo preferenze specifiche riguardo all'habitat; il Lactarius rugatus invece, predilige boschi planiziali e xerofili presentandosi quasi esclusivamente nelle macchie mediterranee e in zone a clima temperato. Il Lactarius volemus è abbastanza ricercato in alcune regioni con il nome popolare di Lattario volemo o Peveraccio giallo, tuttavia il forte odore d’aringa, permane anche dopo la cottura.

Bibliografia

BASSO, M.T., 1999. Lactarius Pers. Fungi Europæi. Vol 7. Alassio (SV): Ed. Mykoflora.

Lactarius volemus

Lactarius volemus

Lactarius volemus

Lactarius volemus

Lactarius volemus

Lactarius piperatus (L.) Pers.

Scheda tratta dal sito Agraria.org

Determinazione solo macro

Lactarius piperatus (L.) Pers.

Classe: Basidiomiceti
Nome scientifico: Lactarius piperatus (L.) Pers.
Sinonimi: Agaricus piperatus - Agaricus amarus
Nome comune: Peveraccio
Caratteristiche morfologiche
Cappello: 5-15 cm, prima convesso poi imbutiforme, bianco, spesso macchiato di ocra con l'età, con superficie che si screpola.
Lamelle: molto fitte e strette, decorrenti, forcate in prossimità del gambo, bianco-crema.
Gambo: 3-8 x 1-3 cm, concolore al cappello, corto, finemente pruinoso, rugoso.
Carne: bianca, si macchia di verde-azzurro, dura, priva di odore particolare, sapore molto acre.
Lattice: bianco, molto pepato.

Spore: bianche.
Relazione con l'ambiente vegetale circostante: fungo simbionte.
Cresce a gruppi nei boschi di conifere e latifoglie, in estate-autunno.
Commestibilità: sconsigliabile per il sapore molto pepato. 

Lactarius piperatus

Lactarius piperatus

Lactarius piperatus

Lactarius piperatus

mercoledì 18 marzo 2015

Lactarius salmonicolor Heim & Leclair

Scheda tratta dal sito Agraria.org

Lactarius salmonicolor Heim & Leclair

Classe: Basidiomiceti
Nome scientifico: Lactarius salmonicolor Heim & Leclair
Sinonimo: Lactarius subsalmoneus - Lactarius salmoneus
Caratteristiche morfologiche
Cappello: 5-11 cm, carnoso, prima convesso poi piano, giallo-arancio, con macchie più chiare o verdastre, margine giallastro.
Lamelle: annesse, decorrenti, ocra con tonalità aranciate.
Gambo: 3-7 x 0,8-2,5 cm, cavo, cilindrico, giallo-arancio.
Carne: ocra pallida, con leggero odore fruttato.
Lattice: arancio-rosso, virante all'aria dopo due ore, dal bruno-arancio al rosso vinato, di sapore amaro.

Spore: ocra chiaro.

Lactarius salmonicolor

Lactarius salmonicolor

Lactarius salmonicolor

Lactarius salmonicolor

Lactarius salmonicolor

Lactarius salmonicolor

sabato 14 marzo 2015

Lactarius decipiens Quélet

Scheda tratta dal sito dell'amico Salvatore Saitta

Lactarius decipiens Quélet

Lactarius decipiens
Il Lactarius decipiens è una specie che cresce sotto latifoglie, specialmente Quercus, in zona mediterranea, o anche in boschi misti, a piccoli gruppi anche cespitosi, in autunno-inverno. Il cappello, 3-5 cm, è inizialmente convesso, depresso al centro, poi aperto fino a imbutiforme, con il margine regolare o ondulato, con la superficie liscia, igrofana, pruinosa, non zonata, di colore crema-arancio-rosato, più scuro al centro e più pallido all'orlo, con colorazioni fino a fulvo-brunastre con il tempo umido. Le lamelle sono adnate o quasi decorrenti, sottili, mediamente fitte, con lamellule, di colore crema-rosato, ocracee e con macchie brunastre a maturità. Il gambo, alto 3-5 cm, è cilindrico, slanciato, spesso attenuato alla base dove si presenta ricurvo, pruinoso poi liscio, più o meno concolore al cappello o più scuro, bruno-aranciato, con alla base resti miceliari biancastro-ocracei. La carne è elastica, poco spessa, spugnosa nel gambo, di colore biancastro-crema con toni rosati prevalenti con l'essiccazione, con odore di pelargonio e sapore amarognolo; la cuticola reagisce al KOH diventando verde olivastro pallido. Il lattice è bianco, poco abbondante, ingiallente più o meno rapidamente a contatto con carta o carta assorbente, con sapore acre-amarognolo. Le spore sono subglobose, con verruche alte fino a 1 micron e creste formanti in alcune parti un reticolo completo, 7-9 x 6-7 micron (foto); il filo lamellare presenta cheilocistidi fusiformi di 30-55 x 6-8 micron (foto); i pleurocistidi sono scarsi, hanno forma simile ai cheilocistidi ma sono più grandi, 50-70 x 6-8 micron (foto). La pileipellis è costituita da elementi esili, filiformi, larghi 3-5 micron, emergenti da uno strato di forma e dimensioni variabili (foto).


Il Lactarius decipiens è non commestibile. Lactarius atlanticus, che può condividere l'habitat, si differenzia per i colori più vivaci, fulvo-aranciato-rossastri, l'odore cimicino, il gambo spesso ricoperto da una fitta peluria alla base e l'assenza di cistidi; Lactarius lacunarum (attualmente ritenuto sinonimo) cresce in luoghi umidi, ha odore cimicino, colorazioni più intense e pileipellis con ife a salsicciotto.
Lactarius decipiens





Lactarius decipiens



Lactarius decipiens

sabato 24 gennaio 2015

Lactarius bertillonii (Neuhoff ex Z. Schaef.) Bon

Scheda tratta dal Testo "I Funghi d'Italia" ed. Zanichelli


Pileo: 5-10 cm; da convesso a depresso, infine ± imbutiforme, margine a lungo involuto, spesso on- dulato; superficie asciutta e vellutata, spesso ricoperta da residui terrosi, biancastra, tende a mac- chiarsi di bruno-ocraceo nelle escoriazioni e con l'età.
Lamelle: nettamente spaziate, ± forcate al- l'inserzione con lo stipite, crema-biancastro, con riflessi rosati, si macchiano di ocra-ruggine se manipolate.
Stipite: 3-6 x 1,5-3 cm; cilindrico, corto e tozzo, talora attenuato alla base, pieno, poi farcito, asciutto, vellutato al tocco, concolore al pileo, si macchia di ocra-brunastro.
Carne: bian- ca, giallognola al taglio; odore fruttato; sapore molto acre. Latice: bianco, crema-giallastro a con- tatto delle lamelle (arancio con KOH), acre.
Spore: S-10 x 6-7 pm; sottilmente verrucose.
Ecologia: primavera-estate; latifoglie varie. Abbastanza comune. Non comm.

Note di Marino Zugna:

bertillonii è un sosia di vellereus, il quale è un lattario a lamelle rade.
vellereus, latice bianco, ingiallente sulle lamelle, con KOH nullo, immutabile se isolato. vellereus var. hometii, latice bianco presto virante spontaneamente al violetto sulle lamelle.
bertillonii , latice bianco, ingiallente sulle lamelle, con KOH giallo-arancio, immutabile se isolato

glaucescens è un sosia di piperatus, il quale è un lattario a lamelle fitte.
piperatus, latice bianco, crema giallognolo seccando, KOH su carne e latice immutabile.

glaucescens, latice bianco, verdastro seccando, immutabile se isolato. KOH su carne e latice, giallo arancio.
Lactarius bertillonii

Lactarius bertillonii

Lactarius bertillonii

Lactarius bertillonii reazione al KOH

Pileipellis di Lactarius bertillonii - Photo by Marino Zugna