martedì 15 dicembre 2015

Peziza succosa Berk.

Scheda redatta dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Peziza succosa Berk., British Fungi: no. 156 (1841)
Sinonimi:
Galactinia succosa (Berk.) Sacc., Syll. fung. (Abellini) 8: 106 (1889)
Otidea succosa (Berk.) Thüm.
Plicaria succosa (Berk.) Rehm

Descrizione macro “parzialmente desunta dalle fotografie della raccolta e dall'exsiccatum”.
Ascomi con Ø fino a 20 mm, a forma di coppa con i bordi lievemente involuti ed un po' lobati, base sessile; superficie imeniale di colore molto mutevole, specialmente nel confronto tra esemplari giovani e adulti; all'inizio biancastra, quindi di color cuoio poi grigiastra con tonalità brunastre, più cariche al centro, non notate tinte violastre o rossastre. Superficie esterna forforacea verso il margine dell’apotecio "forfora di colore rugginoso", finemente pruinosa nelle pareti, biancastra, bianco-plumbeo "concolore all'imenio nei giovani esemplari", con l'età rimane spesso più chiara dell'imenio, a zone e verso la base leggermente macchiata di ruggine, nei punti lesionati e nelle vecchie fratture si notano evidenti tracce gialle dovute al latice ossidato all'interno della carne.
Carne di poco superiore il millimetro, all'inizio pallida o lievemente ocracea, ingiallente per l'emissione di copioso latice, elastica, odore lievemente spermatico dopo reidratazione. Immergendo un pezzo di exsiccatum in acqua, per alcuni minuti, questa diviene di un bel colore giallo zolfo, quindi, giallo-arancio.
Descrizione micro.
Aschi cilindrico-clavati, 280-320- x 15-20 µm, amiloidi, aporinchi, contenenti 8 spo­re uniseriate.
Spore ellittiche, (15,5)16,4-18,7 (19,1) x (9,2) 9,6-11 (11,5)µm, in media 17,6 x 10,2 µm, Q. = (1,5) 1,5-1,9 (1,9), Q.m.= 1,7; Vol. = (753,3) 834,89-1179,54 (1228,4), Vol.m.= 967,2; biguttulate, quando ancora immature, quindi con un'ampia guttula centrale che, a completa maturità, risulta non più visibile per la concomitante presenza di verruche più o meno grosse alte 1-2,5 µm e multiformi, spesso con profilo conico-aguzzo, ma anche angoloso, quadrangolare o a bottone, singole o riunite da basse e poco evidenti connessioni, alle volte riunite in brevi creste lunghe 3,5-5 µm; parafisi con Ø 4,5-5,5 µm, cilindriche, settate, forcate nell'ultimo setto, con sommità dello stesso spessore o allargata fino a 6-8 µm, pigmentate di giallastro.
In un esemplare della raccolta, in cui la sezione della carne misurava circa 1100 µm, si sono evidenziati i seguenti strati con gli spessori di seguito indicati: 
Imenio 300 µm, subimenio 50 µm, composto da cellule multiformi di 5-10 µm;
1/ Excipulum medullare superiore 150 µm, a textura intricata relativamente fitta, disposta perpendicolarmente all'imenio;
2/ Excipulum medullare inferiore 450 µm, a textura globulosa con cellule vesci­colose di Ø (21)-39-50-(58) µm, mischiate a scarse ife laticifere;
3/ Excipulum ectale di 150 µm, costitui­to da cellule di piccolo calibro, mescolate ad ife subcilindriche, settate, costituenti una textura intricata ben differenziata dall'excipu­lum medullare superiore.

Dati relativi alla raccolta. N. scheda: 3851. Data di ritrovamento: 06/07/2008. Località: Coste di Contradarno. Comune: Pietracamela (TE). Coordinate geografiche: 349-I-MONTORIO AL VOMANO. Altezza slm: 1000. Habitat: boschetto di Corylus avellana, Quercus sp., Populus sp. Legit: de Ruvo Bruno. Determinatore: Zugna M. 

Osservazioni
La specie che più si avvicina a P. succosa è senz'altro P. succosella che, abitualmente, possiede ascomi di taglia e spessore inferiori e un tono di colore imeniale molto scuro già negli esemplari giovani; microscopicamente, le spore con ornamentazione minore e di differente aspetto e le paralisi rigonfie alla sommità.
le caratteristiche principali che contraddistinguono le due specie, non sempre sono così eclatanti come si vorrebbe, nel nostro caso, le misure riscontrate sono state quasi tutte minori di quanto riportato dalla bibliografia, per questa specie.
Per contro, l'ornamentazione delle spore è risultata essere molto pronunciata ed in tutto simile a quanto riportato nella monumentale opera di (Le Gal M. - 1947), questo particolare, sommato agli altri, ci consente di poter attribuire con una relativa certezza l'epiteto presunto a questa raccolta.
Di seguito riportiamo parte della chiave elaborata da (Garofoli D. & G. Baiano - 1996), che porta alla discriminazione tra le due specie:
· Apoteci di piccole dimensioni (0,5-1-1,5 cm) e sottili. Imenio di colore grigio o grigio nerastro scuro. Spore ellittiche 17,5-20 x 10-11 µm, monoguttulate, orna­te da verruche disposte regolarmente. Paralisi con sommità allargata a capitu­lo, fino a 12-15 µm, e contenente grossi granuli giallo-bruni P. succosella
· Apoteci più grandi. Latice molto abbondante. Parafisi moderatamente in­grossate alla sommità, fino a 8-9 µm, contenenti granulazioni meno evidenti. Spore ellittiche 18,5-21,5 x 9-12,5 µm, ornate da verruche grossolane ed eviden­ti a completa maturazione. Excipulum medullare inferiore a textura globulosa-intricata formata da cellule globose frammiste ad ife cilindriche P. succosa

Bibliografia:
Breintenbach J. & F. Kranzlin - 1984: Champignons de Suisse Tome 1.
Donadini J. C. - 1981: Le genre Peziza dans la sud-est de la France.
Garofoli D. & G. Baiano - 1996: Il genere Peziza I° contributo: specie a lattice ingiallente. RdM, 3/1996. p. 233-258.
Jamoni P.G. - 1997: Lo studio del genere Peziza- Funghi e Ambiente 1997.

Le Gal M. - 1947: recherches sur les ornementations sporales des discomycétes operculés. Masson et Cie éditeurs 1947 PARIS

Peziza succosa

Peziza succosa

Peziza succosa

Aschi e spore di Peziza succosa - Photo by Marino Zugna

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