Physarum vernum Sommerf., in Fries, Systema Mycologicum 3(1): 146 (1829)
Mixomicete trovato in primavera a ridosso della fusione della neve, studiato dall'amico Ubaldo Marulli, sue l'analisi che foto micro.
Physarum vernum (Sommerf., 1829) è una specie di organismo unicellulare appartenente al gruppo dei mixomiceti, classificato all'interno dell'ordine Physarales e della famiglia Physaraceae.
Caratteristiche Morfologiche
Corpo fruttifero: Produce sporangi (strutture riproduttive) che spesso si presentano come piccole bolle o vescicole.
Plasmodio: Come gli altri membri del genere Physarum, possiede una fase di "blob" (plasmodio) costituita da una singola cellula gigante multinucleata che si muove per fagocitare batteri e spore fungine.
Etimologia: Il nome specifico vernum deriva dal latino e significa "primaverile", indicando il periodo dell'anno in cui è più comune osservarne la fruttificazione.
Habitat e Distribuzione
Ambiente: Prospera in ambienti freschi, umidi e ombreggiati. Si trova tipicamente su detriti organici come lettiera di foglie, rami morti e tronchi in decomposizione.
Ecologia: In natura, i plasmodi si formano rapidamente dopo le piogge o lo scioglimento della neve, sfruttando l'umidità per nutrirsi di materia organica morta (saprofita) o piccoli organismi viventi.
Physarum vernum Sommerf., in Fries, Systema Mycologicum 3(1): 146 (1829)
Sinonimia:
Badhamia verna (Sommerf.) Rostaf., Śluzowce monogr. (Paryz): 145 (1875) [1874]
Physarum styriacum Gottsb., Nova Hedwigia 12(3+4): 245 (1967) [1966]
Sporangiocarpi sessili, globulosi, peridiomonostratificato, membranoso, ruguloso, ricoperto densamente da granuli di CaCO3. Capillizio è costituito da noduli calcareii ramificati e di forma angolare.Spore nere in massa, marrone scuro osservate al microscopio ottico, verrucose, 13.2 [16.3 ; 17.4] 20.5 × 12.2 [14.2 ; 14.9] 16.9 µm
Q = 0.9 [1.1 ; 1.2] 1.5 ; N = 50 ; C = 95%
Me = 16.9 × 14.6 µm ; Qe = 1.2
E’ bene dire che Physarum vernum probabilmente rappresenta un complesso di specie piuttosto che una singola entità tassonomica (Farr 1976). È morfologicamente simile a P. cinereum ma tende a essere più grande, di solito forma plasmodiocarpi più lunghi e ha spore più grandi e scure (Ing 1999).
segnalo anche che nell’esaminare questi compioni ho notato delle spore morfologicamente variabili, ossia da rotondeggianti a ovali e di misure fino a 23,59x13,15 µm tipiche di P. styriacum ora sinonimizzato co P. vernum.
Campioni raccolti dall’amico Bruno su resti erbacei in vicinanza di cumuli di neve in discioglimento il 21.04.2025, foto n° 4430, in località Ceppo.