giovedì 29 gennaio 2026

Hebeloma fragilipes Romagno. 1965

Hebeloma fragilipes Romagno. 1965

un ritrovamento dell'ottobre 2005, odore rafanoide e goccioline tra le lamelle. 
Determinazione eseguita da Marino Zugna del Forum AMB di Muggia dove è presente la scheda che potete visionare QUI

Hebeloma fragilipes (Romagn., 1965) è un fungo della famiglia delle Hymenogastraceae (o Strophariaceae), noto per essere una specie di piccole dimensioni e particolarmente delicata. 

Caratteristiche Principali

Cappello: Misura tra i 2,3 e i 5 cm, di colore biancastro con possibili sfumature rosate o ocra chiaro, specialmente al centro. La superficie è leggermente viscosa quando umida.

Lamelle: Molto fitte, inizialmente biancastre per poi diventare ocra-brunastre a maturazione. Caratteristica distintiva è la presenza di essudazioni (goccioline) sul filo lamellare.

Gambo: Bianco, fragile e cavo all'interno, spesso si rompe facilmente durante la raccolta.

Odore e Sapore: Presenta un tipico odore rafanoide (di ravanello) e un sapore decisamente amaro.

Habitat: Specie ectomicorrizica, cresce solitamente in autunno in luoghi erbosi o muschiosi






















mercoledì 28 gennaio 2026

Hebeloma nauseosum Sacc. , Sill. Fungo. (Abellini) 9 :102 (1891)

Hebeloma nauseosum Sacc. , Sill. Fungo. (Abellini) 9 :102 (1891)

Ritrovamento del 2018, studiato dal massimo esperto italiano del Genere, l'amico Edmondo Grilli, sue le foto micro presenti nel testo " Hebeloma supplement" della collana Fungi Europaei

Caratteristiche Principali

Odore: Possiede un aroma distintivo dolciastro, simile allo zucchero o alla saccarina, a differenza di molti altri Hebeloma che hanno un odore rafanoide (di rapa).

Morfologia: Presenta un cappello da convesso a umbonato e lamelle smarginate. Il gambo è spesso fibrilloso e sodo.

Tossicità: È considerato non commestibile e potenzialmente velenoso, capace di causare sindromi gastrointestinali.

Pare che studi molecolari hanno confermato che specie come Hebeloma fusipes e Hebeloma gigaspermum sono sinonimi di H. nauseosum





sabato 24 gennaio 2026

Phloeomana alba (Bres.) Redhead 2016

Phloeomana alba (Bres.) Redhead 2016 

Ritrovamento di fine inverno su corteccia di latifoglia coperta da muschio.
Carpoforo studiato dall'amico Rossano Giolo, sue le foto micro.

Phloeomana alba (precedentemente noto come Mycena alba) è un fungo di dimensioni minuscole appartenente alla famiglia delle Porotheleaceae

Cappello: Molto piccolo, con un diametro compreso tra 4 e 10 mm. Ha una forma piano-convessa, superficie liscia e colore bianco, talvolta striato radialmente di bruno o con sfumature crema-grigiastre.

Lamelle: Bianche, rade e da adnate a decorrenti sul gambo.

Gambo (Stipite): Bianco-grigiastro, sottile e proporzionato al cappello.

Caratteristiche microscopiche: Presenta spore globose (tonde) di circa 6,5-8 µm, non amiloidi. I basidi sono spesso bi-sporici e i cistidi (cheilocistidi) sono lisci e claviformi. 

Habitat e Diffusione

Il nome del genere Phloeomana deriva dal greco e fa riferimento alla crescita sulla corteccia (phloios). 

Cresce tipicamente su cortecce di latifoglie, spesso ricoperte di muschio.

È visibile principalmente nei mesi invernali (da novembre a gennaio/febbraio), specialmente in periodi di elevata umidità. 

Tassonomia

La specie è stata riclassificata nel 2016 dal micologo Redhead. Tra i suoi sinonimi più comuni si trova Mycena alba e Omphalia alba. 













venerdì 23 gennaio 2026

Physarum vernum Sommerf., in Fries, Systema Mycologicum 3(1): 146 (1829)

Physarum vernum Sommerf., in Fries, Systema Mycologicum 3(1): 146 (1829)

Mixomicete trovato in primavera a ridosso della fusione della neve, studiato dall'amico Ubaldo Marulli, sue l'analisi che foto micro.

Physarum vernum (Sommerf., 1829) è una specie di organismo unicellulare appartenente al gruppo dei mixomiceti, classificato all'interno dell'ordine Physarales e della famiglia Physaraceae

Caratteristiche Morfologiche

Corpo fruttifero: Produce sporangi (strutture riproduttive) che spesso si presentano come piccole bolle o vescicole.

Plasmodio: Come gli altri membri del genere Physarum, possiede una fase di "blob" (plasmodio) costituita da una singola cellula gigante multinucleata che si muove per fagocitare batteri e spore fungine.

Etimologia: Il nome specifico vernum deriva dal latino e significa "primaverile", indicando il periodo dell'anno in cui è più comune osservarne la fruttificazione. 

Habitat e Distribuzione

Ambiente: Prospera in ambienti freschi, umidi e ombreggiati. Si trova tipicamente su detriti organici come lettiera di foglie, rami morti e tronchi in decomposizione.

Ecologia: In natura, i plasmodi si formano rapidamente dopo le piogge o lo scioglimento della neve, sfruttando l'umidità per nutrirsi di materia organica morta (saprofita) o piccoli organismi viventi. 

Physarum vernum Sommerf., in Fries, Systema Mycologicum 3(1): 146 (1829)

Sinonimia:

Badhamia verna (Sommerf.) Rostaf., Śluzowce monogr. (Paryz): 145 (1875) [1874]

Physarum styriacum Gottsb., Nova Hedwigia 12(3+4): 245 (1967) [1966]

Sporangiocarpi sessili, globulosi, peridiomonostratificato, membranoso, ruguloso,  ricoperto densamente da granuli di CaCO3. Capillizio è costituito da noduli calcareii ramificati e di forma angolare.Spore nere in massa, marrone  scuro osservate al microscopio ottico, verrucose, 13.2 [16.3 ; 17.4] 20.5 × 12.2 [14.2 ; 14.9] 16.9 µm

Q = 0.9 [1.1 ; 1.2] 1.5 ; N = 50 ; C = 95%

Me = 16.9 × 14.6 µm ; Qe = 1.2

E’ bene dire che Physarum vernum probabilmente rappresenta un complesso di specie piuttosto che una singola entità tassonomica (Farr 1976). È morfologicamente simile a P. cinereum ma tende a essere più grande, di solito forma plasmodiocarpi più lunghi e ha spore più grandi e scure (Ing 1999). 

segnalo anche che nell’esaminare questi compioni ho notato delle spore morfologicamente variabili, ossia da rotondeggianti a ovali e di misure fino a 23,59x13,15 µm tipiche di P. styriacum ora sinonimizzato co P. vernum.

Campioni raccolti dall’amico Bruno su resti erbacei in vicinanza di cumuli di neve in discioglimento il 21.04.2025, foto n° 4430, in località Ceppo.