martedì 13 gennaio 2026

Propolis farinosa (Pers.) Fr., Summa veg. Scand., Sectio Post. (Stockholm): 372 (1849)

Propolis farinosa (Pers.) Fr., Summa veg. Scand., Sectio Post. (Stockholm): 372 (1849) 

carporforo che s'incontra casualmente, spesso mentre stai osservando altro. Comunque rimane un bel ritrovamento, molto particolare. 
Grazie a Ubaldo Marulli siamo riusciti a presentare questa scheda.

Il termine Propolis farinosa si riferisce a una specie di fungo appartenente alla famiglia delle Rhytismataceae

Tassonomia e Sinonimi: È conosciuto anche con il sinonimo scientifico di Propolis viridis. Fa parte del gruppo dei funghi ascomiceti.

Morfologia: Si presenta solitamente con piccoli corpi fruttiferi (apoteci) immersi nel substrato, che emergono rompendo l'epidermide della pianta ospite. Spesso appare come una macchia biancastra o farinosa sulla superficie del legno o dei residui vegetali, da cui deriva l'epiteto specifico farinosa.

Habitat: È un fungo saprofita che cresce tipicamente su legno morto o rami in decomposizione di varie piante.

Commestibilità: Non ha alcun valore alimentare. Date le dimensioni minuscole e la consistenza, è considerato non commestibile e privo di interesse gastronomico. 

L'analisi di Ubaldo:

Propolis farinosa (Pers.) Fr., Summa veg. Scand., Sectio Post. (Stockholm): 372 (1849) 
Campioni raccolti dall’amico Bruno su corteccia di salice il 04.12.2025, foto n° 6340, lungo il fiume Vezzola, Teramo.
Determinati sul campi da Bruno e confermati dopo aver effettuato la microscopia.
Si tratta di piccoli ascomiceti a coppa inopercolati che sviluppano gli apoteci all’interno del substrato e che a maturazione erompono all’esterno lacerando parte del tessuto ospite.
L’imenio si presenta biancastro e farinoso, gli aschi sono ottosporici JKJ neg., le parafisi sottili , irregolarmente ramificate e con parte apicale coperte da materiale incrostante brunastro, spore lisce, leggermente allantoidi con grosse gocce oleose.
Normalmente si ritrovano su resti di latifoglie, raramente su conifere.
Aschi 
83.1 [101.2 ; 130.4] 148.4 × 8.3 [10.7 ; 14.4] 16.8 µm
Spore 
21.5 [23.9 ; 25.3] 27.7 × 4.9 [5.9 ; 6.5] 7.4 µm
Q = 3.2 [3.8 ; 4.2] 4.8 ; N = 20 ; C = 95%
Me = 24.6 × 6.2 µm ; Qe = 4
Parafisi larghe 
1.2 × 1.5 µm.





























lunedì 12 gennaio 2026

Naematelia aurantia (Schwein.) Burt, Ann. Mo. bot. Gdn 8: 368 (1921)

Naematelia aurantia (Schwein.) Burt, Ann. Mo. bot. Gdn 8: 368 (1921)

Un bel ritrovamento di un fungo di consistenza tremelloide. A prima vista potrebbe essere confusa con Tremella mesenterica, ma lo studio e le considerazoni che leggerete di seguito portano, indiscutibilmente, verso la specie indicata. Tutto questo grazie al lavoro di analisi micro di Ubaldo Marulli.

Naematelia aurantia (precedentemente noto come Tremella aurantia) è un fungo basidiomicete parassita, comunemente chiamato "Orecchio dorato" per il suo aspetto gelatinoso e il colore giallo-arancio brillante. 

Caratteristiche principali
Aspetto: Presenta un corpo fruttifero cerebriforme (simile a un cervello) o lobato, con consistenza gelatinosa e gommosa che diventa dura e crostosa quando secca.
Colore: Tipicamente giallo oro o arancio opaco, tendendo a essere meno trasparente rispetto alla simile Tremella mesenterica.
Habitat e Parassitismo: Si sviluppa esclusivamente come parassita del micelio di funghi del genere Stereum (in particolare Stereum hirsutum), che crescono su legno morto di latifoglie.
Distinzione da specie simili
Sebbene sia quasi identico a Tremella mesenterica, è possibile distinguerli osservando l'ospite:
Naematelia aurantia: Parassita Stereum hirsutum.
Tremella mesenterica: Parassita funghi del genere Peniophora

Naematelia aurantia (Schwein.) Burt, Ann. Mo. bot. Gdn 8: 368 (1921)

Sinonimia:
Dacrymyces aurantius (Schwein.) Farl., Appalachia 3: 248 (1883)
Tremella aurantia Schwein., Schr. naturf. Ges. Lipsia 1: 114 [88 della ripr.] (1822)
Basidiomi raccolti dall’amico Bruno il 24.11.2025, foto n°6213, in località Villa Tordinia (TE).
Dalla microscopia che ho eseguito dopo aver fatto reidratare i campioni essiccati si riscontra quanto segue:
Ifobasidi 11.2 [12.9 ; 15.3] 17 × 5.2 [6.6 ; 8.4] 9.8 µm di forma ovale con setto longitudinale,
spore 5.7 [7.5 ; 8.6] 10.4 × 4 [5.3 ; 6] 7.4 µm
Q = 1.1 [1.4 ; 1.5] 1.7 ; N = 21 ; C = 95%
Me = 8 × 5.7 µm ; Qe = 1.  globulose con evidente appendice ilare, lisce, inamiloidi,
Ife 2.1 - 3,2 µm   con gaf.
Presenza di conidiospore di forma ovoidale.
2 [3.3 ; 4.5] 5.8 × 1.4 [1.9 ; 2.4] 2.9 µm
Questo fungo gelatinoso che si ritrova su legno di latifoglie, non è un saprofita, bensì un parassita in quanto cresce  su Stereum hirsutum. Nella foto non si notano questi, però è documentato che riescono a nutrirsi del micelio dello S. hirsutum presente all’interno del substrato.
A volte scambiato per Tremella mesenterica, che a differenza del N.aurantia, parassitizza funghi del Genere Peniophora e anche perchè la forma e le misure delle spore  sono più grandi ed ellissoidali.