giovedì 12 febbraio 2026

Psathyrella obtusata (Pers.) A.H. Sm., Contr. Univ. Mich. Herb. 5: 55 (1941)

Psathyrella obtusata (Pers.) A.H. Sm., Contr. Univ. Mich. Herb. 5: 55 (1941)

Ritrovamento del 2025 studiato dall'amico Massimo Panchetti, sue le foto e l'analisi micro.

Basionimo: 

Agaricus obtusatus Pers., Syn. meth. fung. (Göttingen) 2: 428 (1801)

Sinonimi:

Agaricus obtusatus var. hebes Fr., Systema Mycologicum 1: 293 (1821)

Drosophila obtusata (Pers.) Quél., Fl. mycol. France (Paris): 59 (1888)

Psathyra obtusata (Pers.) Gillet, Hyménomycètes (Alençon): 591 (1878)

Psathyrella obtusata f. nivescens E. Ludw., Pilzkompendium (Eching) 2([2]): 638 (2007)

Psathyrella obtusata var. aberrans Kits van Wav., Persoonia 13(3): 340 (1987)

Psilocybe obtusata (Pers.) P. Kumm., Führ. Pilzk. (Zerbst): 71 (1871)

Psathyrella vyrnwyensis Kits van Wav.

Psathyrella senex sensu Kits van Wav.

Psathyrella psammophila A. H. Smith (1972) Memoirs of the New York Botanical Garden 24: 357?

DATI DELLA RACCOLTA

Riporto i dati trasmessi dal legit B. de Ruvo: “piccola psathyrella su faggio, foto 5291/92/93 del 26.08.2025, Prati di Tivo (TE)”.

Dalle buone immagini di specie emerge un cappello piccolo da 12 a 25 mm., glabro e striato per buona parte del raggio, campanulato, di colore nocciola; velo con residui fugaci al bordo pileo; lamelle poco serrate, adnate, poco ventricose verso il margine; stipite  25-45 X 2-3 mm., cilindrico, liscio, leggermente pruinoso in alto, non radicante, biancastro, più ocraceo in basso.

DATI MICROSCOPIA

Spore: (7) 7,2 – 8,2 (8,8) X (4,3) 4,6 – 5,5 (5,9) N° 125; lisce, brune, non opache, ellissoidali-ovoidali con poro germinativo tronco che crea una forma triangolare in vista dorso/ventrale e cilindriche o leggermente faseoliformi di profilo.

Pleurocistidi: 38,22 – 52,36 X 10,58 – 13,60 molto frequenti, fusiformi, strettamente lageniformi, collo lungo, stretto ed apice ottuso, anche con peduncolo, ialini, a parete sottile, alcuni moderatamente spessa e bruna.

Cheilocistidi: 22,40 – 33,76 X 11,76 – 12,67 di tipo A, simili ai pleuro, rari sul filo verso il bordo e più diffusi verso lo stipite; 22,12 – 35, 18 X 12,35 – 25 di tipo B (paracistidi) clavati, piriformi, anche mucronati e con forme intermedie tra clavati e otriformi/mucronati, molto diffusi sul filo lamellare in netta maggioranza rispetto a quelli di tipo A.

Pileipellis: con strati di cellule sferoidali/piriformi disposti a imeniderma.

Caulipellis: caulocistidi concentrati solo in alcune zone, di forma clavato/otriforme.

 DATI DETERMINATIVI

Una specie caratterizzata da notevoli vicissitudini nomenclaturali perché sembrava comune in America (Smith, il suo autore, ne ha visionate 49 raccolte) mentre Kits van Waveren si lamentava ancora nel 1970 di averne potuto vedere un solo esemplare. Ci sono dei caratteri che sembrano di assoluta costanza come la crescita su tronchetti marcescenti di diverse essenze arboree, ai bordi di boschetti o dei sentieri, inoltre quelle spore tipiche, subtriangolari in vista dorso/ventrale (la mia interpretazione della vista “frontale” usata da alcuni che a mio giudizio è errata), con poro tronco, colorazione bruna, pleurocistidi abbondanti, fusiformi e cheilo di tipo B (paracistidi) assolutamente dominanti il filo lamellare verso il bordo con cheilo “veri” piuttosto otriformi, con corto mucrone e che emergono in qua e là affogate tra i paracistidi clavati. La corretta collocazione di specie ha richiesto un approfondimento anche nomenclaturale perché P. obtusata è oggi, per Örstadius, una specie che sinonimizza almeno altre tre specie: vyrnwyensis Kits v. W., senex K. V. W., e psammophila se si procederà alla creazione di un neotypus per P. obtusata che manca.

Il lavoro di M. Dondl et al. del 2021 “Beiträge zur Familie Psathyrellaceae III” porterebbe alla separazione dei due epiteti, anche supportato dalle sequenze molecolari; mentre propenso ad una sinonimia ritroviamo un lavoro dell’amico D. Deschuyteneer riguardante una raccolta di P. Alfani in località Le Cerbaie (PI) dove presenta con dovizia di microscopia e descrizione quella che chiama P. psammophila = P. obtusata legit P. Alfani. Tuttavia in un precedente lavoro del 2019 per A. M. F. B., lo stesso autore belga riportava nella fiche di obtusata solo la sinonimia con vyrnwyensis e non altre. 

Riguardo alla determina di specie, al di là degli aspetti nomenclaturali di P. obtusata, è corretto ammettere che la vicinanza con P. seymourensis A. H. Smith è davvero imbarazzante, (le spore di questa sono fotocopia delle nostre, mentre alcune piccole divergenze esistono con le spore di obtusata in letteratura; ma i paracistidi dominanti il filo di obtusata, la seymourensis non li presenta….) dunque sarà la sua ecologia, legata alle dune, a luoghi costieri sabbiosi, anziché a boschetti e residui legnosi che farà propendere questa determina verso obtusata, più che gli aspetti micro.

Si determina la raccolta di Bruno de Ruvo come: 

                                               Psathyrella obtusata (Pers.) A.H. Smith





























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