sabato 12 dicembre 2015

Scutellinia subhirtella Svrček

Scheda redatta dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Scutellinia subhirtella Svrček, Česká Mykol. 25(2): 85 (1971)
Classificazione: Pyronemataceae, Pezizales, Pezizomycetidae, Pezizomycetes, Ascomycota, Fungi

Quadro macroscopico della raccolta
Apotecio Ø 1-5 mm, sessile, discoide, piano, occasionalmente convesso.
Margine regolare o leggermente lobato, ricoperto da peli aguzzi, bruno-nerastri, molto fitti.
Imenoforo liscio, di colore arancione brillante.
Superficie esterna concolore all'imenio o leggermente più chiara, ricoperta, anch'essa di peli bruni e appuntiti, simili nella forma ma di misura alquanto più corta rispetto a quelli disposti sul bordo.
Carne scarsa, poco pigmentata. 

Quadro microscopico della raccolta
Spore (senza ornamentazione) (15,78) 16,22-17,94 (19,53) x (9,48) 9,83-10,98 (11,75) µm, in media 17,05 x 10,39 µm, Q. = (1,51) 1,55-1,74 (1,84), Q.m. = 1,64, Vol. = (782) 827-1099 (1299) µm³, Vol.m. = 967 µm³, ellittiche, monoseriate nell'asco, ornamentazione evidente se osservata a forti ingrandimenti (1000 X), formata da basse verruche, alte ≤ 0,5 µm, osservate in H2O le spore si dimostrano ialine, con una grossa guttula e altri minori, o pseudo reticolate. 
Aschi: 176-210 x 10,5-13 µm, in media 190 x 16 µm, cilindrici, contenenti otto spore uniseriate, con base ristretta, pleurorinchi.
Parafisi filiformi, larghe 2,5- 4 µm, settate, non forcate e con apice clavato, largo 6-10 µm, ialine a contenuto rifrangente giallo-arancio.
Peli marginali (201) 345-894 (1111) x (24) 26-39 (48) µm, in media 514 x 32 µm, per lo più aguzzi, in raramente con apice ottuso, in alcuni casi poco settati, in maggioranza con 10-15 o più (fino a 20 volte) settati, parete spessa 4,6-7,5 µm, base semplice o biforcata, più raramente triforcata, pigmentati di bruno, all'apice si sono notati parecchi peli ialini e corti sia non settati che plurisettati.
Peli della superficie esterna lunghi (85) 108-289 (326) x 13-23,5 µm, in media 173 x 18 µm, simili a quelli del bordo con meno setti e parete di ugual spessore, base semplice o biforcata, molto raramente triforcata.
Subimenio formato da cellule subisodiametriche con diametro 8,5- 15,5 x 6,5- 11 µm, Q.m. = 1,43; Vol.m. = 531 µm³.
Excipulum medullare a textura intricata, formata da ife con diametro di 10-16 µm.
Excipulum ectale formato da cellule subcilindriche o subclavate con articolo terminale misurante 35-90 x 14-31 µm, Q.m. = 2,92; Vol.m. = 17229 µm³, leggermente pigmentate di bruno, pareti non incrostate.

Osservazioni
S. subhirtella si fa riconoscere per i peli marginali che di rado superano 800 µm di lunghezza, spesso frammisti con dei peli subialini di piccola taglia, peli laterali di poco differenziati, le spore piuttosto corte con ornamentazione poco evidente. Essa trova posto nella sezione Legalia, serie Sublaevisporae (Svr.) T. Schum. comb. nov., assieme ad altre quattro specie le quali possono essere separate, non senza qualche difficoltà, per caratteri microscopici differenti di seguito riassunti.
S. ahmadii, possiede radi peli che non superano 150 µm di lunghezza.
S. heterosculpturata, possiede peli che arrivano a 500 µm (Matočec et alt.1995) fino a 800 µm per (Schumacher T., 1990), e spore con grossi tubercoli alti 1-2 x 2,5 µm, di larghezza (Schumacher T., 1990).
S. kerguelensis ha peli che solitamente si fermano a 500 µm, eccezionalmente, possono arrivare a 800 µm, inoltre, possiede spore più grandi e molto larghe le quali, in media, misurano 24 x 14,8 µm, ma spesso arrivano a 29,2 x 22,7 µm (Matočec et alt.1995).
S. nigrohirtula, possiede peli marginali 150-420 µm (Schumacher T., 1990), non differenziati dai peli laterali, inoltre, possiede spore più grandi, in media 24 x 14,5 µm, ornamentate da basse verruche.

Materiali e Metodi
Lo studio è stato compiuto su materiale secco; quest'ultimo, reidratato in acqua.
I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 2% per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari. Il reagente di Melzer è stato utilizzato per l'accertamento dell'amiloidia di aschi e spore, il Blu Cotone lattico, a caldo, per evidenziare la loro eventuale ornamentazione.
Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 50 unità, prelevate da zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature e senza tenere conto di eventuali ornamentazioni che, nel caso, si sono misurate a parte, per le rimanenti tipologie cellulari si sono compiute un minimo di venti misure a tipologia. 
Per quanto riguarda la nomenclatura abbiamo fatto riferimento a http://www.indexfung...names/Names.asp e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx .
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto macroscopiche sono state effettuate in habitat e/o, se necessario, in studio, con l'ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D + obiettivo Canon EF 100mm f/2.8 Macro USM. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con il corpo macchina della medesima fotocamera, posto sul terzo occhio del trinoculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità.
Le collezioni d'erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Dati riguardanti la raccolta: N. scheda: 4568. Data di ritrovamento: 12/08/2010. Località: Prati di Tivo - Zona Camping. Comune: TERAMO. Coordinate geografiche: 42°30'17.98"N 13°34'12.89"E. Altezza s.l.m.: 1525. Habitat: Su ceppaia di Faggio marcescente. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B. 

Bibliografia
Index Fungorum: http://www.indexfung...Names/Names.asp
Matočec N., Antonič O. & D. Mvroš - 1995: The Genus Scutellinia (Pezizales, Ascomycotina) un Croatia: Prelyminar Part. Nat. Croat. Vol. 4 N°1, 1-58, 1995, Zagreb.
Schumacher T., 1990. The genus Scutellinia (Pyronemataceae). Opera botanica 10


Scutellinia subhirtella

Scutellinia subhirtella

Peli marginali Scutellinia subhirtella - Photo by Marino Zugna


Peziza ampliata Pers.

Scheda redatta dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Peziza ampliata Pers., in Pant, Mycol. eur. (Erlanga) 1: 227 (1822)
Basionimo: Peziza ampliata Pers., in Pant, Mycol. eur. (Erlanga) 1: 227 (1822)

Sinonimi: Aleuria ampliata (Pers.) Gillet, Champignons de France, Discom.: 47 (1879)
Aleuria ampliata var. costifera Boud., Hist. Class. Discom. Eur. (Paris): 44 (1907)
Aleuria palustris (Boud.) Le Gal, Revue Mycol., Paris 6(Suppl. Colon. no. 2): 71 (1986)
Galactinia ampliata (Pers.) Le Gal, Discom. de Madagascar: 39 (1953)
Galactinia ampliata var. costifera (Boud.) Le Gal, Bull. Jard. bot. État Brux. 29: 81 (1959)
Galactinia sylvatica (P. Karst.) Boud., Hist. Class. Discom. Eur. (Paris): 47 (1907)
Peziza ampliata var. costifera (Boud.) V.P. Tewari & D.C. Pant, in Pant, J. Mycopathol. Res. 31(1): 21 (1993)
Peziza ampliata var. palustris Boud., Icon. Mycol. (Paris) 2: 44 (1907)
Peziza sylvatica P. Karst., Bidr. Känn. Finl. Nat. Folk 19: 52 (1871)

Posizione sistematica: Pezizaceae, Pezizales, Pezizomycetidae, Pezizomycetes, Pezizomycotina, Ascomycota, Fungi

Descrizione macro Ascomi all'inizio a forma di piccole coppette, presto distesi, pulvinati turbinati, più o meno lobati, con diametro fino a 10 mm, sessili.
Superficie imeniale liscia, allo stadio giovanile di colore bruno-olivastra, in seguito tendenti al brunastro.
Superficie esterna con evidente forforosità marginale sotto forma di basse pustole brunastre, tendenti a sparire in stadio di avanzata maturazione; colori di fondo simili all'imenio, anche in questo caso l'età attenua i toni olivastri; bordo frastagliato, fortemente forforaceo. Carne di colore biancastro, acquosa, di consistenza molto fragile, punta con uno spillo non secerne alcun siero, sapore non rilevante. Odore leggero, non spermatico. 

Descrizione micro
Imenio 380 µm.
Spore (18,18) 19,15-21,50 (22,34) x (10,82) 11,50-12,47 (13,08) µm, In media 20,44 x 11,98 µm, Q = (1,51) 1,61-1,8 (1,90), Q.m. = 1,71 µm, Vol. = (1144) 1358-1703 (1954) µm³, Vol.m = 1539 µm³; ellittiche, lisce in blu-Lattico; prive di guttule anche da immature.
Aschi 300-350 x 15-20 µm, Vol.m = 80463 µm³; contenenti otto spore uniseriate, J+ all'apice, cilindrici, base pleurorinca. 
Parafisi: con Ø 3,5-4,7 µm, cilindriche, brevemente settate, non ramificate, spesso interessata da fortulismo nei setti interni, terminali allargati con apice spesso 5,9-8,4 (10) µm, finemente granulosi e pigmentati di bruno-giallastro.
Subimenio spesso 60 µm, formato da uno pseudoparenchima a textura globulosa composto da cellule appressate, con Ø 8,5-20,5 µm, frammisto a rare ife connettive di tipologia filamentosa, misuranti in media 32-60 x 6,5-15 µm, differenziato dall'excipulum sottostante per una struttura più uniforme e compatta formata da cellule, mediamente, di minor volume. 

Descrizione degli excipuli
In un esemplare della raccolta, in cui la sezione della carne misurava all'incirca 1400 µm, abbiamo riscontrato 2 strati spessi in media: excipulum medullare, in media 750 µm, excipulum ectale, in media 200 µm.
1/ excipulum medullare spesso 730-770 µm, a textura globulosa angularis, formato da cellule subglobose o più o meno piriformi, misuranti 33-115 x 24-80 µm, frammiste a numerose ife connettive di tipologia filamentosa, misuranti in media 50-75 x 10-16 µm. 
2/ excipulum ectale spesso 160-240 µm, a textura globulosa angularis composto da cellule subglobose, misuranti 20,81-19-35 x 13-28 µm, disposte perpendicolarmente all'imenio, connettivi non osservati.
Presenti a zone dei peli ifoidi, flessuosi, misuranti 73-186 x 8-14 µm, mono o bisettati.
Granulazione formata da globulose con diametro 12-17 µm.

Osservazioni
Si tratta di una specie di taglia minuta, raccolta su terra nuda con residui vegetali.
P. ampliata si riconosce per avere l'excipulum medullare monostratificato. A prima vista, essa sembra formata da una struttura mista "globulosa angularis e intricata", ma ad un accurato esame si rivela una tipologia formata da uno strato unico, formato da cellule globoso- piriformi misto a numerosi connettivi cilindrici, ma mai a formare uno strato netto di textura intricata. Per contro, l'excipulum ectale è formato esclusivamente da cellule subglobulose e risulta privo di ife connettive.
La specie che, a nostro avviso si avvicina di più alla nostra è P. granularis Donadini 1977, la quale presenta una carne pluristratificata e la presenza di un excipulum medio a textura intricata. 
Sottolineiamo la presenza di parafisi che evidenziano un fortulismo più o meno accentuato, ciò a dimostrazione che tale fenomeno non è esclusivo solo delle pezize nivali ma si può manifestare anche a specie non esclusive dell'habitat nivicolo.

Materiali e Metodi
Lo studio è stato compiuto su materiale fresco.
I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O, ove necessario, si è adoperato Rosso Congo acquoso per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari. Il reagente di Melzer è stato utilizzato per l'accertamento dell'amiloidia degli aschi, il Blu Cotone lattico, a caldo, per evidenziare l'ornamentazione sporale.
Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 60 unità, ottenute da sporata, scartando spore ancora evidentemente immature e senza tenere conto di eventuali ornamentazioni che, nel caso, si sono misurate a parte, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. 
Per quanto riguarda la nomenclatura abbiamo fatto riferimento a http://www.indexfung...names/Names.asp e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx .
Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga1998: Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary. 
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l'ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio del trinoculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d'erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso. 

Dati relativi alla raccolta: N. scheda: 4675. Data di ritrovamento: 02/06/2011. Località: Ceppo. Comune: Rocca santa Maria. Coordinate geografiche: 339; III; TERAMO. Altezza s.l.m.: f. 4. Habitat: Su terreno mosso, sulla terra ricca di segatura e molto bagnata, una trentina di esemplari. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B.
Data inserimento in erbario: 07/06/2011

Bibliografia:
Breitenbach, J. & F. Kränzlin -1981- Champignons de Suisse. Tome 1. Les Ascomycètes. Lucerne.
Dennis, R.W.G. -1981- British Ascomycetes. Vaduz, 585 pp. + addenda and corrigenda (avec planches).
Donadini, J.-C. -1981- Le genre Peziza dans le Sud-Est de la France, avec clé du genre pour la France. Université de Provence. Marseille, 199 pp. (+ planches).
Grelet L. J. 1979 : Réédition Les discomycètes de France d'aprés la classifications de Boudier
http://www.indexfungorum.org/Names/Names.asp
Jamoni P.G., 1997: Lo studio del genere Peziza- Funghi e Ambiente 1997.
Le Gal, M.:1947- Recherches sur les ornementations sporales des Discomycètes operculés. Thèse. Ann. Sc. Nat. Bot. 11 (8) : 73-297.
Medardi G.: 2006 - A.M.B. Ascomiceti d'Italia p. 199.

Peziza ampliata

Peziza ampliata

Peziza ampliata

Aschi e spore di Peziza ampliata - Photo di Marino Zugna


Tarzetta cupularis (L.) Svrček

Scheda redatta dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Tarzetta cupularis (L.) Svrček, Česká Mykol. 35(2): 88 (1981)

Basionimo: Peziza cupularis L., Sp. pl. 2: 1181 (1753)

Sinonimi: Aleuria cupularis (L.) Gillet, Champignons de France, Discom.: 39 (1879)
Geopyxis cupularis (L.) Sacc., Syll. fung. (Abellini) 8: 72 (1889)
Peziza cupularis L., Sp. pl. 2: 1181 (1753)
Pustularia cupularis (L.) Fuckel, Jb. nassau. Ver. Naturk. 23-24: 328 (1870) [1869-70]
Pustulina cupularis (L.) Eckblad, Nytt Mag. Bot. 15(1-2): 85 (1968)

Posizione sistematica: Pyronemataceae, Pezizales, Pezizomycetidae, Pezizomycetes, Pezizomycotina, Ascomycota, Fungi

Descrizione macro Ascoma a forma di coppa, diametro fino a 15 mm, sessile o con breve stipite appena accennato.
Superficie imeniale liscia, di colore ocra misto a toni grigiastri già allo stadio giovanile.
Superficie esterna da liscia a finemente granulosa, con evidente forforosità marginale sotto forma di basse pustole; colori di fondo ocracei frammisti a tonalità grigiastre; bordo finemente dentellato. Carne cassante, aquosetta, abbastanza fragile, punta con uno spillo non secernente alcun siero. Sapore non rilevante. Odore leggero, non spermatico. 

Descrizione micro
Imenio in media 300 µm.
Aschi 295-350 x 11,5-14,0 µm; contenenti otto spore uniseriate, J- all'apice, cilindrici, opercolo laterale, base aporinca.
Parafisi con Ø 1,5-4 µm, ialine, filiformi, brevemente settate, con terminali, in gioventù, di pari spessore o appena allargati all'apice, a maturazione tendenti a diverticolarsi.
Subimenio a textura intricata poco differenziato dall'excipulum sottostante. 
Spore (18,74) 20,30-22,93 (24,22) x (10,72) 11,85-13,83 (14,28) µm, in media 21,69 x 13,06 µm, Q. = (1,47) 1,55-1,78 (1,90), Q.m. = 1,66; Vol. (1154) 1481-2260 (2351) µm³, Vol.m = 1948 µm³; ellittiche, lisce, leggermente metacromatiche in blu-Lattico, da immature con due guttule, a maturazione con una sola grossa guttula.

Descrizione degli excipuli: in un esemplare della raccolta, in cui la sezione della carne misurava all'incirca 570 µm, abbiamo riscontrato 2 strati spessi in media: imenio 300 µm, excipulum medullare 210 µm, excipulum ectale 60 µm.
1/ excipulum medullare spesso 190-230 µm, a textura intricata formato da cellule ife filamentose, brevemente settate, con Ø (3,52) 3,72-4,45-6,02(6,33)µm. 
2/ excipulum ectale spesso 50-70 µm, a textura angularis, composto da un strato di cellule, 10-26,5 x 9-23 µm, aventi, disposte parallele all'imenio, ialine o appena brunicce. 

Osservazioni: T. cupularis, rappresenta una specie di piccola taglia, che nasce, prevalentemente su terra nuda o su residui fogliari, in luoghi umidi.
al genere Tarzetta, vengono ricondotte le specie che possiedono aschi iodio negativi e spore con parete cianofila.
Ad oggi, in Europa, il genere comprende altre 6 specie delle quali riassumiamo brevemente le caratteristiche distintive:
T. catinus (Holmsk.) Korf & J.K. Rogers 1971, apoteci che possono raggiungere, e superare 50 mm di diametro, molto simili a T. cupularis, sia microscopicamente che nell'aspetto, si distinguerebbero per la taglia maggiore.
T. rosea (Rea) Dennis 1978, apoteci che non superano 10 mm di diametro, possiede ascomi di colore rosato e vive su resti carboniosi.
T. gaillardiana (Boud.) Korf & J.K. Rogers 1971, apoteci che non superano i 20 mm di diametro, possiede spore decisamente di taglia superiore a tutte le altre specie 24-28 x 10-13 µm.
T. pusilla Harmaja 1974, apoteci che non superano i 5 mm di diametro e di cui non conosciamo le caratteristiche microscopiche. 
T. spurcata (Pers.) Harmaja 1974, simile in tutto e per tutto a T. catinus, si differenzierebbe per alcuni caratteri microscopici quali la misura delle spore e l'aspetto delle parafisi.
T. velata (Quél.) Svrček 1981, di cui on conosciamo le caratteristiche microscopiche, si differenzierebbe per possedere, nei primordi, un vistoso velo araneoso all'apice dell'ascoma.
Nel nostro studio abbiamo ancora una volta notato l'estrema difficoltà di separazione tra T. cupularis e T. catinus in quanto i caratteri microscopici erano, per la maggior parte, sovrapponibili e a seconda dal modo d'interpretarli si poteva adattarli ad entrambe "e non solo", le specie.
Noi abbiamo misurato 200 spore "monoguttulate", da sporata, ed in seguito, altre 50 spore "biguttulate" interne agli aschi, questo per vedere se c'erano delle sostanziali differenza tra le due misurazioni ma in effetti non si sono potute notare che lievi differenze. Di seguito riportiamo le misure delle spore biguttulate, interne agli aschi:
(20,00) 20,64-23,22 (24,36) x (11,98) 12,31-13,96 (14,51) µm, in media 22,03 x 13,16 µm, Q. = (1,56) 1,561-1,8 (1,84), Q.m. = 1,68; Vol (1512) 1736- 2318 (2489) µm³, Vol.m = 2004 µm³.
In letteratura, le spore sono sempre descritte come biguttulate mentre noi, nel migliaio di spore da sporata che abbiamo potuto osservare, abbiamo notato che le spore, o per lo meno il 99% di esse, avevano una sola grossa guttula centrale, quindi, sarebbe da rettificare il dato che vuole il genere Tarzetta possessore di spore biguttulate in quanto esse, una volta raggiunta la maturazione, sono per la quasi totalità monoguttulate.
Altra caratteristiche che vogliamo rimarcare è la differenza degli apici delle parafisi nei diversi stadi di crescita e maturazione degli ascomi; questi, quando immaturi sono per la quasi totalità cilindrici o con appena una lieve tendenza ad allargare, mentre, quando sono maturi, molti rimangono identici mentre altri si diverticolano, altri ancora si biforcano, o tendono a produrre escrescenze a forma di codino di maiale.
In sintesi, noi abbiamo studiato una decina di volte specie appartenenti a questo genere ma, anche questa, come per le altre, i dubbi su una corretta determinazione sono rimasti, al punto che, abbiamo dovuto adattarci al valore "sistematico", del diametro degli ascomi, il che, per uno studio serio non mi sembra il massimo.

Materiali e Metodi: Lo studio è stato compiuto su materiale fresco e secco; quest'ultimo, reidratato in acqua.
I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario, si è adoperato Rosso Congo per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari. Il reagente di Melzer è stato utilizzato per verificare l'eventuale amiloidia degli aschi, il Blu Cotone lattico a freddo, per evidenziare la cianofilia delle spore e ed eventuali ornamentazioni.
Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 200 unità, ottenute da sporata, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. 
Per quanto riguarda la nomenclatura abbiamo fatto riferimento a http://www.indexfung...names/Names.asp e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx .
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l'ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio del trinoculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità.
Le collezioni d'erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso. 

Dati relativi alla raccolta: N. scheda: 4674. Data di ritrovamento: 29/05/2011. Località: Bosco della Cavata – Ceppo. Comune: Rocca Santa Maria. Coordinate geografiche: 339; III; TERAMO. Altezza s.l.m.: f. 4. Habitat: A terra tra il muschio, nei pressi di Populus tremula. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B.
Data inserimento in erbario: 06/06/2011 

Bibliografia:
Breitenbach, J. & F. Kränzlin -1981- Champignons de Suisse. Tome 1. Les Ascomycètes. Lucerne.
Dennis, R.W.G. -1981- British Ascomycetes. Vaduz, 585 pp. + addenda and corrigenda (avec planches).
http://www.indexfungorum.org/Names/Names.asp
Medardi G.: 2006 - A.M.B. Ascomiceti d'Italia p. 199.
Medardi G.: 1999 (I funghi del genere Tarzetta, BGMB 42 (1): 7-13, 1999).


Tarzetta cupularis

Tarzetta cupularis

Aschi di Tarzetta cupularis - Photo di Marino Zugna


Sowerbyella fagicola J. Moravec

Scheda redatta dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Sowerbyella fagicola J. Moravec, Česká Mykol. 27(2): 66 (1973)
Sistematica: Pyronemataceae, Pezizales, Pezizomycetidae, Pezizomycetes, Pezizomycotina, Ascomycota, Fungi

Descrizione macroscopica della raccolta
Ascomi molto fragili, dal colore giallo-arancio, a maturazione completamente distesi, con diametro 15-20 mm, brevemente peduncolati.
Superficie imeniale liscia, di colore giallo-arancio, ocra-arancio negli esemplari in avanzato stadio di maturazione.
Superficie esterna da leggermente forforosa a liscia, concolore all'imenio, margine concolore. Bordo intero.
Piede non radicante, cilindrico-svasato in alto, molto fragile, lungo all'incirca la metà della coppa, di colore ocra-arancio.
Carne concolore alla superficie esterna, acquosetta, di consistenza fragile, sapore "da secco", non rilevante. Odore non testato.

Descrizione microscopica della raccolta
Spore (16,2) 17,6-20,4 (21,2) x (6,6) 7,5-8,7 (9,2) µm, In media 19,27 x 8,16 µm, Q (2,0) 2,18-2,5 (2,7), Q.m. = 2,37 µm, Vol. (382) 572- 801 (897) µm³, Vol.m = 675 µm³; subfusiformi, finemente verrucose, da immature con due o più guttule ai poli, a maturazione con una grossa guttula centrale, ben evidente in H2O. In Blu-Cotone-Lattico a caldo si evidenziano delle basse verruche -0,5 µm, da isolate a brevemente connesse a formare delle anastomosi. Con il Melzer le ornamentazioni assumono una lieve colorazione verdastra.
Aschi (159) 160-196 (197) x (7) 10-11 (12) µm, in media 181 x 10 µm, Vol.m = 9636 µm³; opercolati, contenenti otto spore uniseriate, J- all'apice, cilindrici, base pleurorinca o doppia.
Parafisi larghe 2-4 µm, cilindriche, settate, scarsamente ramificate in basso, porzione terminale diritta e con apice di uguale spessore o largo fino 4,5-6 µm, ialine o con granulazione interna giallastra, leggermente congofile, inverdenti in Melzer.
Subimenio spesso 40-60 µm, a textura intricata formato da ife fortemente aggrovigliate, con diametro 3-5 µm, leggermente differenziato dall'excipulum sottostante.
Descrizione degli excipuli: in un esemplare della raccolta, in cui la sezione misurava all'incirca 800 µm, abbiamo riscontrato 2 strati spessi in media: excipulum medullare, 400 µm, excipulum ectale 170 µm.
Imenio 190 µm. Subimenio 50 µm.
1/ excipulum medullare spesso 350-450 µm, a textura intricata, formato da ife con diametro 6,2-13 (16) µm, spesso inflate, settate, ialine, a parete sottile, disposte perpendicolarmente all'imenio.
2/ excipulum ectale spesso 155-185 µm, a textura angularis composto da cellule subglobose, misuranti (21) 29-46 x (17) 29-38 µm, disposte parallelamente all'imenio, ialine o pigmentate di brunastro.
Presenti peli ifoidi dispersi o a gruppetti, aventi per diametro 2-6 µm, poco flessuosi, ialini, 2-3 volte settati.

Osservazioni
Si tratta di una specie di piccola taglia dai colori giallo-aranciati a crescita non cespitosa.
A causa dello stadio avanzato di maturazione i toni di colore di questa raccolta si presentavano ocracei piuttosto che giallo-aranciati. A prima vista queste tonalità "scure", si potrebbero ritenere un aiuto per una separazione, almeno a livello macroscopico, da quelle specie che possiedono tonalità gialle o giallo-aranciate. Purtroppo (come da noi constatato in occasione dello studio di S. radiculata var. radiculata "scheda 1558"), nel caso di esemplari in avanzato stadio vegetativo, spesso, anche le specie di colore tipicamente giallo, per cause diverse, possono assumere tonalità ocracee e perdere quasi totalmente o anche totalmente i colori gialli iniziali, tipici della maggior parte delle Sowerbyella.
In ogni caso, ci sarebbero almeno altre due specie che possiedono già dall'inizio colori ocracei o ocraceo-olivastri o comunque non giallo puro o giallo-aranciato, esse sono: S. reguisii (Quél.) J. Moravec 1985, la quale possiede il disco giallo-oliva, e S. brevispora Harmaja 1984, con disco ocraceo-marroncino, le quali, possiedono entrambe un quadro microscopico ben differente.
In ogni caso, anche per questa specie, la verosimile certezza per una corretta determinazione ci viene fornita, soprattutto, dalla microscopia ed in particolare dalla conformazione sporale. Il loro caratteristico profilo subfusiforme. L'ornamentazione formata da basse verruche connesse in anastomosi. La loro notevole misura. Il Q.m. elevato.
Questi caratteri contribuiscono a separarla dalle altre Sowerbyella, nessuna delle quali, indifferentemente dall'aspetto macroscopico, possiede un quadro microscopico equiparabile.

Materiali e Metodi
Lo studio è stato compiuto su exsiccatum. I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O, ove necessario si è adoperato Rosso Congo acquoso per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari.
Il reagente di Melzer è stato utilizzato per l'accertamento dell'amiloidia degli aschi, il Blu Cotone lattico a caldo per evidenziare l'ornamentazione sporale. Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, ottenute da sporata, scartando spore ancora evidentemente immature e senza tenere conto di eventuali ornamentazioni che, nel caso, si sono misurate a parte, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Per quanto riguarda la nomenclatura abbiamo fatto riferimento a http://www.indexfung...names/Names.asp e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx .
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trioculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l'ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio del trinoculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d'erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Dati relativi alla raccolta: N. scheda: 4119, Data di ritrovamento: 26/04/2009. Località: Bosco del Bucione Santo Stefano. Comune: Torricella Sicura. Coordinate geografiche: 339; III; TERAMO. Altezza slm: f. 3. Habitat: boschetto di latifoglia, Carpinus sp., Acer sp., Ulmus sp., tra le foglie marcescenti. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B.

Bibliografia
Breitenbach, J. & F. Kränzlin -1981- Champignons de Suisse. Tome 1. Les Ascomycètes. Lucerne.
Dennis, R.W.G. -1981- British Ascomycetes. Vaduz, 585 pp. + addenda and corrigenda (avec planches).
http://www.indexfungorum.org/Names/Names.asp
Le Gal, M.:1947- Recherches sur les ornementations sporales des Discomycètes operculés. Thèse. Ann. Sc. Nat. Bot. 11 (8) : 73-297.
Medardi G.: 2006 - A.M.B. Ascomiceti d'Italia p. 199.
Moravec J. 1985 – A Taxonomy revision of the genus Sowerbyella Nannfeldt (Discomycetes, Pezizales) Mycotaxon Vol. XXIII, pp. 483-496. July – September 1985
Yao, Y.-J. and Spooner, B.M. - 2006. Species of Sowerbyella in the British Isles, with validation of Pseudombrophila sect. Nannfeldtiella (Pezizales). Fungal Diversity 22: 267-279.
Sowerbyella fagicola

Sowerbyella fagicola

Sowerbyella fagicola

Parafisi di Sowerbyella fagicola - Photo by Marino Zugna

giovedì 3 dicembre 2015

Peziza depressa Pers.

Scheda redatta dal sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Peziza depressa Pers., Observ. mycol. (Lipsiae) 1: 40 (1796)

Basionimo: Peziza depressa Pers., Observ. mycol. (Lipsiae) 1: 40 (1796).
Sinonimi: Galactinia depressa (Pers.) Boud., Hist. Class. Discom. Eur. (Paris) (1907).
Galactinia depressa (Pers.) Boud., Hist. Class. Discom. Eur. (Paris): 48 (1907).
Pachyella castanea Häffner, Rheinl.-Pfälz. Pilzj. 2(2): 127 (1992).

Classificazione: Fungi, Ascomycota, Pezizomycotina, Pezizomycetes, Pezizomycetidae, Pezizales, Pezizaceae, Peziza.

Descrizione macroscopica della raccolta
Ascomi 5- 10 mm, di diametro all’inizio sub rotondeggianti, successivamente a forma di coppa, quindi spianati, sessili.
Superficie imeniale liscia, da bruniccio chiaro brunastra, con l’età più o meno scura, da bruno testa di Moro a nerastra.
Superficie esterna concolore o più chiara, da finemente a vistosamente forforacea. Margine in gioventù rivolto verso l’imenio, poi disteso, intero o accidentalmente fessurato, finemente crenulato, da concolore a leggermente più scuro.
Carne piuttosto abbondante e consistente; da bruniccia a brunastra. Sapore e odore (dopo reidratazione), leggermente spermatici.

Descrizione microscopica della raccolta
Spore (15,2) 16,2- 17,0 -18,8 (19,5) x (8,8) 9,5- 10,26 -11,0 (12,0) µm, Q. = (1,4) 1,5- 1,7 -1,9 (2,0); Vol. = (680) 796- 799- 1130 (1445) µm³, ellittiche, cianofile, monoguttulate o molto raramente biguttulate, ornamentate da verruche di forma piuttosto regolare, da subglobose a coniche, alte 0,6- 0,99 -1,2 µm, libere e distanti, solo in alcuni casi ravvicinate tra di loro due a due, mai a formare brevi creste.
Aschi 305,4- 325,25 -358,0 x 13,6- 16,52 -18,4 µm, cilindrici, contenenti otto spore uniseriate, apice leggermente ristretto e base distintamente pelurorinca; amiloidi all’apice.
Parafisi 3,7- 4,37 -5,7 µm, settate, cilindriche, con sommità non bifida, larga fino a 8,0 µm, ricoperte all’apice da abbondanti grumi epimembranari di colore giallo-brunastro, ialine, alle volte, anastomosate in basso.
In un esemplare della raccolta, in cui la sezione della carne (compresi gli aschi), misurava all’incirca 1100 µm, abbiamo riscontrato 3 strati così differenziati:
Imenio spesso in media 350 µm, molto scuro, soprattutto, nella porzione sommitale degli aschi.
Subimenio spesso in media 50 µm, a textura intricata, formato da ife larghe 4,3- 7,29 -9,0 µm, frammisto a cellule prismatiche, spesse 9,9- 15,43 -31,9 x 8,4- 14,53 -20,3 Vol. m.= 1893,9 µm3. Poco differenziato dallo strato di carne sottostante, in ogni caso, in sezione, si dimostra leggermente più scuro.
Excipulum medullare superiore spesso in media 250 µm, a textura intricata, formato da ife cilindriche, settate, con diametro 4,1- 6,54 -9,2 µm, disposte perpendicolarmente all’imenio, frammisto a numerose cellule +/- subglobulose, con diametro 8,8- 16,19 -29,7 µm.
Excipulum medullare inferiore spesso in media 370 µm, a textura globulosa con tendenza a globulosa-angularis, composto, in prevalenza, da cellule subglobose, larghe 18,4- 23,41 -35,2 x 16,6- 25,79 -43,8 µm, Vol. m.= 10991,4 µm3 disposte perpendicolarmente all’imenio, frammiste a rare ife connettive più o meno cilindriche, con diametro simile a quelle dello strato soprastante.
Excipulum ectale spesso in media 80 µm, a textura angularis, composto da cellule schiacciate, larghe 6,2- 9,51 -17,2 x 6,3- 9,56 -14,4 µm, in qualche modo, simili a quelle dello strato di carne superiore ma più piccole e più compresse e da questo differenziato soprattutto per il colore più scuro.
Peli esterni non molto abbondanti, una o due volte settati, con elementi terminali da cilindrici a leggermente clavati 18,4- 26,76 -38,6 x 4,5- 5,21 -9,2 µm, Vol. m.= 529,7 µm3 ialini.

Osservazioni
Solitamente, P. depressa è specie che presenta un excipulum medullare a textura globulosa.
Nel nostro caso la carne aveva una tendenza evidente verso una textura globuloso-angularis. Probabilmente il fatto è dovuto alla poca reidratazione dei tessuti ed all’avanzato stadio di deperimento degli esemplari da noi presi in esame.
Inoltre, abbiamo suddiviso i due excipuli “medullare superiore/ medullare inferiore”, con poca convinzione in quanto non si riesce a contraddistinguere, in modo netto, il tratto di divisione tra i due e si ha più la sensazione che, l’uno sia la continuazione dell’altro, con un maggior numero di ife connettive nella porzione superiore.

Materiali e Metodi
Lo studio è stato compiuto su materiale secco, reidratato in H2O. I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario. Il reagente di Melzer è stato utilizzato per l’accertamento dell'amiloidia degli aschi, il Blu Cotone lattico, a caldo, per evidenziare l’ornamentazione delle spore.
Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, prelevate da zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature e senza tenere conto di eventuali ornamentazioni che, nel caso, si sono misurate a parte. Per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Le misure sottolineate si riferiscono alle medie. Per quanto riguarda la nomenclatura abbiamo fatto riferimento a http://www.indexfung...names/Names.asp e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx.
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto macro sono state eseguite in habitat, dal signor Bruno de Ruvo, con l’ausilio di una fotocamera Reflex Nikon D3X, obiettivo Nikkor 60 mm Micro. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con un corpo macchina Reflex Canon EOS 50D, posto sul trinoculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità.
Le collezioni d’erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Dati relativi alla raccolta
N. scheda: 5084. Data di ritrovamento: 09/08/2012. Località: Centrale Enel Venacquaro. Comune: Intermesoli di Pietracamela. Coordinate geografiche: 42°30'39.53"N 13°30'44.98"E. Altezza s.l.m.: 1110. Habitat: Nei pressi di una sorgente, sul terreno molto secco. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B. Data inserimento in erbario: 29/08/2013.

Bibliografia consultata
Breitenbach J. & F. Kränzlin - 1981: Champignons de Suisse. Tome 1. Les Ascomycètes. Lucerne.
Dennis R. W. G. - 1981: British Ascomycetes. Vaduz, 585 pp. + addenda and corrigenda.
Donadini J. C. - 1981: Le genre Peziza dans le Sud-Est de la France, avec clé du genre pour la France. Université de Provence. Marseille, 199 pp.
Dougoud R. - 2001: Clé des discomycétes carbonicoles. Documents Mycologiques Tome XXX n° 120 2001.
Grelet L. J. - 1979: Réédition Les discomycètes de France d’aprés la classifications de Boudier.
Jamoni P. G. - 1997: Lo studio del genere Peziza- Funghi e Ambiente 1997.
Le Gal M. -1947: Recherches sur les ornementations sporales des Discomycètes operculés. Thèse. Ann. Sc. Nat. Bot. 11 (8): 73-297.
Peziza depressa

Peziza depressa



Peziza depressa

Peziza depressa



Asco con spore di Peziza depressa - Photo by Marino Zugna




Peziza succosella (Le Gal & Romagn.) M.M. Moser ex Aviz. -Hersh. & Nemlich

Scheda redatta dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Peziza succosella (Le Gal & Romagn.) M.M. Moser ex Aviz. -Hersh. & Nemlich, Israel J. Bot. 23(3): 156 (1974)

Basionimo: Galactinia succosella Le Gal & Romagnesi Le Gal & Romagn., Revue Mycol., Paris 5: 113 (1940).
Classificazione: Fungi, Ascomycota, Pezizomycotina, Pezizomycetes, Pezizomycetidae, Pezizales, Pezizaceae, Peziza.

Descrizione macroscopica della raccolta
Ascomi 5- 15 mm, di diametro all’inizio sub rotondeggianti, successivamente a forma di coppa, quindi spianati, sessili.
Superficie imeniale liscia, grigio più o meno scuro, bruno-olivaceo, testa di Moro.
Superficie esterna da biancastra a bianco-grigiastra, fino a grigio-chiaro, da finemente a vistosamente forforacea. Margine a lungo rivolto verso l’imenio, intero o accidentalmente fessurato, finemente crenulato, da concolore a leggermente più scuro.
Carne poco consistente e piuttosto aquosetta. Biancastra, alla frattura secernente un latice dapprima bianco, velocemente virante al giallo, poi giallo-verdastro ed infine giallo zolfo, il quale va a macchiare le carni. Lo stesso colore si riscontra molto evidentemente nell’acqua usata per la reidratazione dei reperti essiccati. Sapore e odore (dopo reidratazione), leggermente spermatici.

Descrizione microscopica della raccolta
Spore (14,1) 14,8- 15,12 -16,9 (17,7) x (7,5) 7,9- 8,4 -9,1 (9,4) µm, Q. = (1,6) 1,7- 1,84 -1,9 (2,0); Vol. = (439) 487- 513,6 -713 (796) µm³, ellittiche, in alcuni casi con i poli leggermente appiattiti, cianofile, monoguttulate o molto raramente biguttulate, ornamentate da verruche alte meno di 1 µm, di forma piuttosto regolare, per lo più libere, in alcuni casi riunite a formare brevi creste, mai confluenti in un reticolo.
Aschi 246,4- 288,49 -308,8 x 12,2- 12,68 -14,3 µm, cilindrici, amiloidi, contenenti otto spore uniseriate, con apice leggermente ristretto e base pelurorinca (difficile da osservare e non sempre ben visibile).
Parafisi cilindriche, settate, non forcate, con sommità larga 4,5- 5,5 -7,9 µm, contenen­ti abbondante granulazioni di colore giallo-brunastre.
In un esemplare della raccolta, in cui la sezione della carne (compresi gli aschi), misurava all’incirca 600 µm, abbiamo riscontrato 3 strati così differenziati:
Imenio spesso in media 280 µm, molto scuro, soprattutto, nella porzione sommitale.
Subimenio spesso in media 40 µm, a textura angularis, formato da cellule prismatiche, spesse in media 11,4- 12,95 -16,7 x 7,7- 9,23 -13,3 Vol. m.= 671,9 µm3. Questo insieme, visto in sezione, si dimostra leggermente più scuro dello strato sottostante.
Excipulum medullare superiore spesso in media 90 µm, a textura intricata, formato da ife cilindriche, settate, con diametro 4,5- 6,11 -9,50 µm, disposte perpendicolarmente all’imenio, miste con laticiferi cilindrici e cellule +/- subglobulose, con diametro 8,8- 16,19 -29,7 µm.
Excipulum medullare inferiore spesso in media 150 µm, a textura globulosa con tendenza a globulosa-angularis, composto, in prevalenza, da cellule subglobose con diametro 7,0- 11,1 -21,1 µm, disposte perpendicolarmente all’imenio, frammiste a rare ife connettive più o meno cilindriche, con diametro simile a quelle dello strato soprastante.
Excipulum ectale spesso in media 40 µm, a textura globulosa-angularis, formato da cellule, simili a quelle dello strato superiore e da questo poco differenziato, e da una serie di brevi ife cilindriche esterne, una due volte settate, disposte in palizzata, con elementi terminali leggermente clavati 17,8 -23,79 -33,0 x 6,0- 7,52 -10,5 µm.

Osservazioni
Macroscopicamente, ed in parte anche microscopicamente, il suo sosia è sicuramente Peziza succosa Berk. 1841, dalla quale non sempre risulta facile distinguerla. P. succosella ha la prerogativa di essere specie minuta, con imenio, già negli stadi giovanili, che assume tonalità scure o molto scure.
Nell’ottimo articolo di Garofoli & Baiano (1996), tra le principali differenze di queste due specie, gli AA., segnalano delle parafisi capitulate, e la base dell’asco aporinca.
Nel nostro caso, l’apice delle parafisi era sì allargato, ma non tanto da poterlo definire “capitulato”. Mentre, per quanto riguarda la base degli aschi, dopo minuziosa osservazione abbiamo potuto constatare che questi si sono dimostrati sia aporinchi che pleurorinchi con una maggior percentuale per la prima forma.
Tra le altre Peziza a latice giallo-inverdente, quella che più si avvicina, dal punto di vista microscopico, sia per misure e stratificazioni della carne, che per la struttura dell’excipulum ectale (“a nostro avviso” il più simile a quello di P. succosella), è Peziza berthetiana Donadini (1985) [1984].

Materiali e Metodi
Lo studio è stato compiuto su materiale secco, reidratato in H2O. I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario. Il reagente di Melzer è stato utilizzato per l’accertamento dell'amiloidia degli aschi, il Blu Cotone lattico, a caldo, per evidenziare l’ornamentazione delle spore.
Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, prelevate da zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature e senza tenere conto di eventuali ornamentazioni che, nel caso, si sono misurate a parte. Per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Le misure sottolineate si riferiscono alle medie. Per quanto riguarda la nomenclatura abbiamo fatto riferimento a http://www.indexfung...names/Names.asp e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx.
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto macro sono state eseguite in habitat, dal signor Bruno de Ruvo, con l’ausilio di una fotocamera Reflex Nikon D3X, obiettivo Nikkor 60 mm Micro. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con un corpo macchina Reflex Canon EOS 50D, posto sul trinoculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità.
Le collezioni d’erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Dati relativi alla raccolta
N. scheda: 5082. Data di ritrovamento: 30/08/2012. Località: Ceppo-Morricana. Comune: Rocca santa Maria. Coordinate geografiche: 339; III; TERAMO. Altezza s.l.m.: f. 4. Habitat: In faggeta, su terreno nudo e sabbioso. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B. Data inserimento in erbario: 24/08/2013.

Bibliografia consultata
Breitenbach J. & F. Kränzlin - 1981: Champignons de Suisse. Tome 1. Les Ascomycètes. Lucerne.
Dennis R. W. G. - 1981: British Ascomycetes. Vaduz, 585 pp. + addenda and corrigenda.
Donadini J. C. - 1981: Le genre Peziza dans le Sud-Est de la France, avec clé du genre pour la France. Université de Provence. Marseille, 199 pp.
Dougoud R. - 2001: Clé des discomycétes carbonicoles. Documents Mycologiques Tome XXX n° 120 2001.
Franchi, P., Gorreri, L., Marchetti M. & G. Monti - 1992: Funghi e cenosi di aree bruciate. Pisa.149 pp.
Garofoli, D. & G. Baiano - 1996: Il Genere Peziza. 1° contributo: specie a lattice ingiallente. Rivista di Micologia XXXIX (3): p. 233-258.
Grelet L. J. - 1979: Réédition Les discomycètes de France d’aprés la classifications de Boudier.
Jamoni P. G. - 1997: Lo studio del genere Peziza- Funghi e Ambiente 1997.

Le Gal M. -1947: Recherches sur les ornementations sporales des Discomycètes operculés. Thèse. Ann. Sc. Nat. Bot. 11 (8): 73-297.

Peziza succosella 

Peziza succosella 

Peziza succosella 

Peziza succosella 


Aschi e spore di Peziza succosella - Photo di Marino Zugna

Peziza echinospora P. Karst.

Scheda redatta dall'amico Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Peziza echinospora P. Karst., Fungi Fenniae Exsiccati, Fasc. 6: no. 541 (1866)

Sinonimi: Aleuria umbrina (Boud. ex Cooke) Gillet, Champignons de France, Discom.(2): 42 (1879)
Galactinia echinospora (P. Karst.) Svrček & Kubička, Česká Mykol. 15: 74 (1961)
Peziza anthracophila Dennis, British Cup Fungi & their Allies: 13 (1960)
Peziza umbrina Boud., in Cooke, Mycogr., Vol. 1. Discom. (London): fig. 378 (1878)
Plicaria echinospora (P. Karst.) Rehm, Ascomyceten: no. 507 (1881) 

Classificazione: Fungi, Ascomycota, Pezizomycotina, Pezizomycetes, Pezizomycetidae, Pezizales, Pezizaceae, Peziza 

Descrizione macroscopica della raccolta
Ascomi larghi 20-40 mm, all'inizio cupulati, mantenenti a lungo la forma di coppa, infine appena leggermente appiattiti, sessili. 
Superficie imeniale liscia, già dall'inizio bruno piuttosto scuro, in vecchiaia bruno-nerastro.
Superficie esterna ricoperta da abbondante forfora e granuli verrucosi, biancastri, ocracei per essiccazione. Bordo intero, finemente crenulato, a maturazione occasionalmente fessurato. 
Carne di consistenza fragile, abbastanza aquosetta, punta con uno spillo non secerne alcun liquido. 
Sapore erbaceo, dolce. 
Odore da fresco erbaceo, in fase d'essicazione spermatico. 

Descrizione microscopica della raccolta 
Spore (13,3) 14,0-16,4 (17,4) x (6,8) 7,0-8,5 (8,8) µm, In media 15,28 x 7,87µm, Q. = (1,6) 1,8- 2,0 (2,2), Q.m. = 1,94, Vol. = (350) 370- 605 (695) Vol.m. = 500 µm³, ellittiche, in Blu Cotone Lattico a caldo da finemente ad evidentemente echinulate, spinose soprattutto ai poli, spine lunghe fino a 2µm (ben visibili anche in H2O), non guttulate. 
Aschi 236-294 x 11-13 µm, cilindrici, J+ all'apice, contenenti otto spore uniseriate, base pleurorinca. 
Parafisi: parafisi con diametro 3-5 µm, cilindriche, settate, apice di pari spessore o appena più largo, ialine. 
Imenio 260-280 µm. 
Descrizione degli excipuli In un esemplare della raccolta, in cui la sezione della carne (compresi gli aschi), misurava all'incirca 1150 µm, abbiamo riscontrato 5 strati così conformati: 
1/ subimenio spesso in media 70 µm, a textura globulosa formato da cellule globulose o subglobose misuranti 5-15 x 5-10 µm, frammiste a qualche rara ifa cilindrica. 
2/ excipulum medullare superiore spesso in media 270 µm, a textura globulosa, orientata prevalentemente in senso perpendicolare all'imenio, formato da cellule globose o subglobose e piriformi, con diametro 24-48 x 23-51 µm, frammisto a numerose ife cilindriche, settate, parallele all'imenio. 
3/ excipulum medullare medio spesso in media 180 µm, a textura intricata, formata da ife cilindriche spesse 6-13 µm, disposta prevalentemente perpendicolarmente all'imenio. 
4/ excipulum medullare inferiore spesso in media 200 µm, a textura globuloso, tendente a globuloso-angularis, , formato da cellule globose, subglobose e piriformi, misuranti 12-24 x 11-24 µm, frammiste a poche ife cilindriche, settate, disposte parallelamente all'imenio. 
5/ excipulum ectale spesso in media 100 µm, a textura intricata, composto da ife cilindriche, più o meno catenulate, lunghe 17-38 x 7-10 µm, disposte prevalentemente parallele all'imenio, con articoli terminali liberi, con apice di pari spessore o appena più largo.

Osservazioni Se, all'habitat carbonicolo, sommiamo l'analisi del quadro microscopico, la risultanza ci porta, senza ombra di dubbio, a P. echinospora , in quanto, le spore prive di guttule e fortemente echinulate sono una caratteristica unica per le pezize che amano i luoghi bruciati. 

Materiali e Metodi Lo studio è stato compiuto su materiale fresco sia secco. I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 6 % per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari. Il reagente di Melzer è stato utilizzato per l'accertamento dell'amiloidia di aschi e spore, il Blu Cotone lattico, a caldo, per evidenziare la loro eventuale ornamentazione. Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, ottenute da sporata o prelevate da zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature e senza tenere conto di eventuali ornamentazioni che, nel caso, si sono misurate a parte, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Per quanto riguarda la nomenclatura abbiamo fatto riferimento a http://www.indexfung...names/Names.asp e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx . Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l'ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d'erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso. 

Dati relativi alla raccolta N. scheda: 4826. Data di ritrovamento: 05/05/2012. Località: Castagneto di Senarica. Comune: Crognaleto (TE). Coordinate geografiche: 42°32'47.66"N 13°29'16.96"E. Altezza slm: 800. Habitat: A terra, su terreno bruciato . Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B. Data inserimento in erbario: 08/05/2012 

Bibliografia consultata 
Breitenbach, J. & F. Kränzlin -1981- Champignons de Suisse. Tome 1. Les Ascomycètes. Lucerne. 
Dennis, R.W.G. -1981- British Ascomycetes. Vaduz, 585 pp. + addenda and corrigenda (avec planches). 
Donadini, J.-C. -1981- Le genre Peziza dans le Sud-Est de la France, avec clé du genre pour la France. Université de Provence. Marseille, 199 pp. (+ planches). 
Dougoud R. 2001 - Clé des discomycétes carbonicoles. Documents Mycologiques Tome XXX n° 120 2001
Franchi, P., Gorreri, L., Marchetti M. & G. Monti -1992- Funghi e cenosi di aree bruciate. Pisa.
149 pp. 
Grelet L. J. 1979 : Réédition Les discomycètes de France d'aprés la classifications de Boudier
Jamoni P.G., 1997: Lo studio del genere Peziza- Funghi e Ambiente 1997.

Le Gal, M. -1947- Recherches sur les ornementations sporales des Discomycètes operculés. Thèse. Ann. Sc. Nat. Bot. 11 (8) : 73-297.

Peziza echinospora

Peziza echinospora


Peziza echinospora

Peziza echinospora


Aschi e spore di Peziza echinospora - Photo di Marino Zugna