mercoledì 23 marzo 2016

Bjerkandera adusta (Willd.: Fr.) Karsten

Bjerkandera adusta (Willd.: Fr.) Karsten

Scheda prelevata dal sito Mondo dei Funghi, determinazione eseguita dagli amici del Forum Studies in Aphyllophorales

Si aggiunge in data 26.02.2024 una ulteriore raccolta del fungo con foto e analisi micro di Ubaldo Marulli.

Etimologia
Bjerkander = dedicato a Clas Bjerkander, botanico e micologo svedese (1735 / 1795); adusta = bruciato, bruciacchiato (dall' aggettivo latino), a causa del colore dei pori.

Sistematica
Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes Sottoclasse: Aphyllophoromycetideae, Ordine: Polypora-les, Famiglia:Bjerkanderaceae, Genere:Bjerkandera, Specie:adusta.

Commestibilità
Specie non commestibile per la sua legnosità.

Descrizione
Questi funghi si trovano sul legno di molti alberi, soprattutto latifoglie, sotto forma di numerosissimi corpi fruttiferi che a volte colonizzano gran parte del fusto. Si tratta di funghi sapro-parassiti. Crescono su tronchi vivi o morti, o ceppaie di latifoglie e conifere di ogni specie. 
Sono funghi a mensola, annuali, imbricati o fusi lateralmente con cappelli di 3-8 cm, dimidiati, reniformi, distesi, reflessi o resupinati con superficie pubescente o irsuta, talora nettamente zonata, alutacea, fulva, o grigio bruno con orlo disteso.
L'imenio è poroide con 4-6 pori per mm di 0,2-0,8 mm, aerotondato-labirintiformi, ottusi, bianchi, poi grigi e infine nerastri e con tubuli concolori brevi.
Una linea nera separa i tubuli dalla carne sovrastante che ha uno spessore di 1-10 mm ed è di consistenza coriaceo-elastica, prima bianca poi grigia con odore fragrante e sapore acido.
Le spore sono oblungo-ellittiche, lisce, misurano 4-6 x 2,5-3,5 e sono paglierine in massa. 
​​Vive su tronchi vivi e morti o ceppaie di latifoglie e conifere.

Possibilità di scambio 
Una confusione è possibile con Bjerkandera fumosa (Pers. : Fr.) Karstenche in Italia è meno diffusa e che si differenzia per la colorazione più scura, le spore leggermente più piccole, la superficie poroide da biancastra a crema e per i pori leggermente più grandi. Cresce soprattutto sui salici oppure su piante di latifoglia. È anch'essa non commestibile perché legnosa.

Bjerkandera adusta

Bjerkandera adusta


Bjerkandera adusta

Bjerkandera adusta

Bjerkandera adusta

Bjerkandera adusta

Bjerkandera adusta









lunedì 21 marzo 2016

Ricominciamo....passeggiata del 20.03

Carissimi amici,

piano piano il torpore del letargo invernale sta andando via, la primavera con i suoi primi segnali di ripresa della Natura ci conferma che sia arrivata ed allora anche noi, pian pianino, riprendiamo le nostre passeggiate per muoverci un po' e ritrovare la nostra forma migliore.
Ricomincio, con cadenza settimanale, ad aggiornarvi sulla situazione micologica delle nostre zone, come il nome del blog dice, mi muovo e racconto ciò che vedo o so del territorio teramano.
Sabato ho effettuato un'uscita a quote molto basse e la mia ricerca é stata premiata da un ritrovamento di bellissimi pioppini (Cyclocybe aegerita), poco o nient'altro in giro.
Siamo in attesa dei primi marzuoli (Hygrophorus marzuolus) ma la neve di questi ultimi giorni ci allungano i tempi, sono sicuro che abreve vedremo le prime Verpe e Morchelle, intanto rimettiamoci gli scarponi e proviamo ad andare a cercali lungo i fossi, sotto olmo e frassino.
Con l'augurio che sia una stagione piena di soddisfazioni per tutti vi saluto e vi invito a partecipare con le vostre foto e racconti che potete inviarmi a bruno.deruvo@gmail.com.

ciao


bruno
Cyclocybe aegerita)

domenica 13 marzo 2016

Trametes hirsuta (Wulfen) Lloyd

Trametes hirsuta (Wulfen) Lloyd

determiunazione eseguita dagli amici del Forum Aphyllophorales di Natura Mediterraneo

da Funghi Italiani:

Fungo annuale, a mensola, a pori piccoli, regolari, rotondi o rotondo-angolosi; con mensola più spessa (fino a 15-20 mm) del più comune Trametes versicolor. Caratteristica è la sua superficie sterile: da tomentosa a decisamente irsuta (con peluzzi più o meno rigidi), zonata e solcata, con colori generalmente sul crema-grigiastro, ma anche dal bruno al verdastro. Orlo lobato-ondulato, vellutato. Superficie poroide bianco-crema, ingrigente con l'età. Come il Trametes versicolor predilige legno guasto di latifoglia (più raro su conifere).

Trametes hirsuta

Trametes hirsuta

Trametes hirsuta

Trametes hirsuta

mercoledì 9 marzo 2016

Corsi di Rinnovo Tesserino Regionale Raccolta Funghi

Comunicato dell'AMENA:


Carissimi amici é da un po' che non ci sentiamo, la Primavera é oramai alle porte ed un certo fermento comincia a prenderci.
Fra poco é ora di rispolverare il cesto e rimettere gli scarponi....i funghi ci attendono, abbiamo tutto già pronto....il tesserino é a posto?
Guardate la data di rilascio del vostro tesserino e contate 5 anni, se li avete superati dovete fare un corso di aggiornamento di 5 ore e con l'attestato di frequenza vi recherete in Provincia per farvi apporre il timbro di rinnovo per ulteriori altri 5 anni, questo anche se avete superato i 65 anni.
Per venire incontro a tutti i possessori di Tesserino scaduto organizzeremo CORSI di SOLO RINNOVO in diverse località...adesso prendete la notizia come un'anteprima, presto avrete i dettagli.

Buonissime cose a tutti voi


AMENA

giovedì 25 febbraio 2016

Phlebia rufa (Pers.) M.P. Christ. 1960

Determinazione a cura degli amici del Forum Studies in Aphyllophorales

successivi ritrovamenti determinati dal Sig. Ubaldo Marulli, sue le foto micro

Phlebia rufa (Pers.) M.P. Christ. 1960

Phlebia rufa 

Phlebia rufa 

Phlebia rufa 

Phlebia rufa 

Phlebia rufa 













mercoledì 24 febbraio 2016

Stereum hirsutum (Willd.) Pers.

Scheda redatta da Il Mondo dei Funghi - Determinazione a cura del Sig. Marco Facchini

Stereum hirsutum (Willd.) Pers.

Etimologia

Stereum = duro, saldo, rigido (aggettivo latino derivato dal greco stereòn)

hirsutum = irsuto, ricoperto da peli (dall’aggettivo latino hirsutus).



Sistematica

Regno : Fungi, Divisione : Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomyce-tes, Sottoclasse: Aphyllophoromycetideae, Ordine: Corticiales, Famiglia: Stereaceae, Genere: Ste-reum, Specie: hirsutum.


Commestibilità

Non commestibile perchè duro e coriaceo.



Descrizione

E’ una specie lignicola comune e ubiquitaria, presente tutto l’anno sulla corteccia di rami o tronchi di varie latifoglie dove forma ampie colonie di carpofori resupinati o irregolarmente reflessi.

Al principio i basidiocarpi si presentano sotto forma di una crosta increspata aderente al substrato, poi essi si distendono formando mensole sovrapposte, semicircolari, a mo’ di piccoli ventagli, di consistenza coriacea e sporgenti per circa 3 centimetri. La superficie superiore del carpoforo appare ricoperta da una marcata villosità ed è concentricamente zonata con colori variabili grigiastri, brunastri con sfumature aranciate, con il margine di solito giallo. L’orlo è irregolarmente lobato.

La superficie imeniale sottostante è liscia, più o meno ondulata, giallo-arancione tendente a divenire bruna con l’età.

Carne, suberosa, elastica, giallo-brunastra, immutabile. Odore e sapore quasi nulli.

Basidiospore cilindriche, debolmente amiloidi, liscie, ialine ma bianche in massa; misurano 5,5 / 7,5 x  2,5 / 3,5 μm.

Si può trovare durante tutto l’anno su legno marcescente o cariato (ceppaie, tronchi morti, rami caduti al suolo) di latifoglie, soprattutto di leccio (Qurcus ilex).


Possibilità di scambio

Non è agevole orientarsi tra le 8 specie europee del genere Stereum: esse differiscono per le diverse dimensioni dei carpofori, per la villosità del cappello, per le variabilità cromatiche delle superfici pileiche e per il maggiore o minore viraggio al rosso non appena vengono toccati. Tra gli altri ricordiamo S. insignitum, S. gausapatum, S. subtomentosus S. sanguinolentum, S. rugosum.

Confondere uno Stereum con un Coriolus (altro genere lignicolo con carpofori mensoliformi) dovrebbe essere improbabile ricordando che le specie ascritte al genere Coriolus hanno la superficie imeniale costituita da pori.


Stereum hirsutum

Stereum hirsutum

Stereum hirsutum

Spore di Stereum hirsutum - Photo by M.Facchini

Ganoderma applanatum (Pers.) Pat.

Scheda tratta da AMINT Tutto Funghi - Determinazione a cura del Sig. Marco Facchini

Ganoderma applanatum (Pers.) Pat.

Tassonomia
Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Polyporales
Famiglia Ganodermataceae
Genere Ganoderma

Sinonimi
Fomes applanatus (Pers.) Gillet (1878)
Ganoderma leucophaeum (Mont.) Pat. (1889)
Polyporus applanatus (Pers.) Wallr. (1833)

Etimologia
Dal greco gános = lucentezza e dérma = pelle, con la pelle lucente.
Dal latino applanatus = spianato.

Cappello
10-60 × 5-30 cm, a forma di mensola, appiattito, superficie superiore quasi sempre irregolare, con zonature concentriche e nodosità, rivestito da una crosta spessa circa 1 cm, rugosa, dura ma cedevole se premuta, di colore brunastro, grigiastro-bruno, marrone, fino a tonalità grigio-scure o nerastre; viene ricoperto all’atto della sporulazione da uno strato abbondante di basidiospore di colore brunastro; il margine è ottuso, ispessito, ondulato, biancastro, che scurisce con l’età ma mantenendo tonalità più chiare rispetto al resto del cappello;

Imenoforo
I tubuli sono disposti su più strati con uno spessore di circa 1 cm, uno per ogni anno di età del basidioma, di colore brunastro, bruno-ruggine; pori rotondeggianti, del diametro di 0,2 mm, biancastri, brunastri alla manipolazione, frequentemente deformati da galle cilindriche o coniche-ottuse provocate dalle larve del dittero Agathomya wancowitzii.

Carne
Dura, suberosa, coriacea, di colore variabile da bruno-ocra a bruno-rossastro, odore e sapore nulli o comunque poco significativi.

Habitat
Parassita o saprotrofo, cresce tutto l’anno nelle zone a clima temperato in Italia e in Europa, predilige le zone a clima mite delle aree mediterranee ma si adatta facilmente all’ambiente urbano; si sviluppa alla base, a un metro o meno di altezza degli alberi viventi, su ceppaie o su tronchi caduti di latifoglie tra le quali: Leccio, Faggio, Platano, Sughera, Frassino, Carpino, Pioppo e più raramente su aghifoglie (Pino domestico).

Commestibilità e Tossicità
Non commestibile, per la consistenza della carne legnosa e coriacea.

Somiglianze e Varietà
Di problematica determinazione, può essere facilmente confuso con Ganoderma adspersum e Ganoderma resinaceum: più di uno dei caratteri distintivi indicati dagli autori per queste specie, sono riscontrabili in tutte e tre le specie, oppure, sono di difficile interpretazione; l’unico carattere che garantisce una sicura determinazione è la lunghezza delle spore.

Osservazioni
Sicuramente è uno dei Polyporales più diffusi, fa parte della Famiglia delle Ganodermataceae; le zonature o i solchi nella superficie pileica, indicano che la sua crescita avviene in diversi anni: ogni anno il diametro del cappello aumenta, un nuovo solco si aggiunge a quelli già esistenti e uno strato di tubuli si sovrappone agli altri. Danneggia gravemente gli alberi che attacca, minando la loro resistenza meccanica e la loro stabilità con la carie bianca e il marciume radicale.

La zona dei pori (imenoforo) se graffiata o incisa imbrunisce mettendo in risalto sul fondo biancastro le linee tracciate. Viene utilizzato in Giappone e in Cina come medicinale.

Ganoderma applanatum

Ganoderma applanatum

Ganoderma applanatum

Ganoderma applanatum


Spore di Ganoderma applanatum - photo by M.Facchini