giovedì 26 febbraio 2015

Pholiota highlandensis (Peck) A.H. Sm. & Hesler

Scheda redatta dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia


Pholiota highlandensis (Peck) A.H. Sm. & Hesler, The North American species of Pholiota: 287 (1968)

Basionimo: Flammula highlandensis Peck, Ann. Rep. N.Y. St. Mus. 50: 138 (1898) [1897]
Sinonimi: Agaricus carbonarius Fr., Observ. mycol. (Havniae) 2: 33 (1818)
Agaricus highlandensis Peck, Ann. Rep. N.Y. St. Mus. 24: 67 (1872) [1871]
Chalymmota carbonaria (Fr.) P. Karst., Bidr. Känn. Finl. Nat. Folk 32: xxvii (1879)
Dryophila carbonaria (Fr.) Quél., Enchir. fung. (Paris): 70 (1886)
Flammula carbonaria (Fr.) P. Kumm., Führ. Pilzk. (Zwickau): 82 (1871)
Flammula carbonaria var. gigantea J.E. Lange, Fl. Agaric. Danic. 5(Taxon. Consp.): lV, 102 (1940)
Flammula gigantea (J.E. Lange) M.M. Moser, Sydowia 3(1-6): 372 (1949)
Flammula highlandensis Peck, Ann. Rep. N.Y. St. Mus. 50: 138 (1898) [1897]
Gymnopilus carbonarius (Fr.) Murrill, Mycologia 4(5): 256 (1912)
Gymnopilus highlandensis (Peck) Murrill, N. Amer. Fl. (New York) 10(2) (1917)
Inocybe carbonaria (Fr.) Roze, Bull. Soc. bot. Fr. 23: 113 (1876)
Naucoria highlandensis (Peck) Sacc., Syll. fung. (Abellini) 5: 845 (1887)
Pholiota carbonaria (Fr.) Singer, Lilloa 22: 517 (1951) [1949]
Pholiota highlandensis (Peck) Quadr. & Lunghini, Quad. Accad. Naz. Lincei 264: 111 (1990)
Pholiota highlandensis (Peck) Singer, in Singer & Digilio, Lilloa 25: 343 (1952) [1951]
Pholiota highlandensis f. persicina (P.D. Orton) Holec, Libri Botanici 20: 118 (2001)
Pholiota persicina P.D. Orton, Trans. Br. mycol. Soc. 91(4): 567 (1988)  

Posizione sistematica: Strophariaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

Descrizione macroscopica della raccolta Pileo 8-30 mm, all'inizio emisferico quindi convesso, infine
Pholiota highlandensis

disteso, con o senza basso umbone ottuso, margine intero, non striato, spesso con residui velari nella porzione periferica soprastante, altre volte nudo. Cuticola di un vistoso ocra-giallastro, rossastro-laterizio al disco. Igrofana, viscida, glutinosa con l'umidità, liscia con fibrille radiali più scure, alle volte, più o meno decorata da squamette appressate concolori, tendenti a scurire in vecchiaia.
Lamelle largamente adnate, decorrenti per un dentino, non molto fitte, inframezzate da lamellule di diversa lunghezza, all'inizio rosate, poi giallognolo sporco, infine bruno-rossastre; filo lamellare finemente crenulato, concolore o leggermente più chiaro delle facce.
Stipite 30-40 x 2-4 mm, cilindrico, appena leggermente svasato in alto, base dello stesso spessore o leggermente attenuata; con una zona anuliforme poco accennata, finemente pruinoso all'apice, lanoso-squamuloso, fibrilloso squamoso nella porzione sottostante; biancastro all'apice, ocra-giallognolo in basso, con squamule brunastre nella parte sottostante la zona anuliforme, non annerente negli exsiccata.
Carne di consistenza fibrosa, giallastra nel pileo, brunastra nella parte bassa dello stipite. Odore non verificato, sapore amaro. Sporata non ottenuta.

Descrizione microscopica della raccolta
Spore (6,1) 6,7-7,5 (7,8) x (3,7) 3,9-4,3 (4,6) µm, in media 7,15 x 4,14 µm, Q. = (1,4) 1,6-1,8 (1,9), Q.m = 1,73; Vol. = (52) 55-74 (86); Vol.m = 64³, ellissoidali in proiezione laterale, ovoidi in proiezione frontale, a parete spessa < 0,5 µm, ocra-giallastre in KOH, poro germinativo largo < 0,5 µm.
Basidi 16-21 x 5-6 µm, in media 18,5 x 5,5 µm, Q.m. = 3,2, Vol.m = 340 µm³; clavati, spesso con costrizione mediana, tetrasporici, più raramente bisporici.
Cheiloleptocistidi (20,0) 24,4-37,3 (44,0) x (6,6) 6,8-9,6 (10,2) µm, in media 31,1 x 7,9 µm, Q.m. = 3,9, Vol.m = 1070 µm³, per la quasi totalità fusiformi o strettamente fusiformi, raramente sublageniformi o otriformi, saltuariamente con apice ricoperto da un cappuccio mucoso ialino, internamente con contenuto rifrangente, ialino o giallastro, parete sottile, tappezzanti il filo lamellare al punto da renderlo sterile. Cheilocrisocistidi non osservati.
Spore di Pholiota highlandensis - Photo by Marino Zugna
Pleuroleptocistidi (58,5) 58,6-69,9 (72,6) x (7,8) 7,9-9,6 (10,0) µm, in media 64,0 x 8,8 µm, Q.m. = 7,2, Vol.m = 2628 µm³, in maggioranza lageniformi , più raramente strettamente fusiformi, saltuariamente con apice ricoperto da un cappuccio mucoso ialino, internamente con contenuto rifrangente ialino o giallastro, parete sottile, abbastanza numerosi, per 3/4 sporgenti dall'imenio. Pleurocrisocistidi non osservati.
Pileipellis formata da una suprapellis disposta in ixocutis, composta da ife con diametro (1,8) 1,9-4,7 (5,0) µm, cilindriche, settate, flessuose, gelatinizzate, ialine.
Subpellis formata da ife parallele, brevemente settate, con diametro (7) 9-12 (13) µm, contenenti un pigmento citoplasmatico giallastro ed epiparietale fortemente incrostate ocra-brunastro. Derma formato da ife settate, cilindriche, non incrostate, quelle superficiali con pigmento citoplasmatico giallognolo, ialine quelle in profondità. Pileocistidi assenti. Ife trombopleurogene non osservate.
Stipitipellis tipo cutis, composta da ife parallele, cilindriche, settate, misuranti 2,5-6 µm, pigmentate di giallo e finemente incrostate. Ife trombopleurogene abbondantemente presenti.
Caulocistidi (21,8) 26,2-73,7 (91,9) x (5,0) 5,5-9,2 (10,6) µm, in media 45,5 x 7,2 µm, Q.m. = 6,4, Vol.m = 1334 µm³, in maggioranza subcilindrici, più raramente lageniformi , saltuariamente strettamente fusiformi con apice più o meno rostrato, internamente vuoti o a contenuto rifrangente ialino o giallastro e parete sottile, frammisti a ciuffetti di lunghe ife riunite a formare folti mazzetti, abbastanza numerosi, all'apice dello stipite e fino al primo quarto.
Giunti a fibbia abbondantemente presenti nei tessuti da noi osservati.

Materiali e Metodi
Lo studio è stato compiuto materiale secco, reidratato con KOH 5%, NH4OH 6%, secondo necessità.
I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 6% per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari. Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale, prelevate da zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga 1998: (Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary). Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata e gli Autori delle specie, nella maggior parte dei casi, si è fatto riferimento all'Index Fungorum http://www.indexfungorum.org/ e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx .
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l'ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d'erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Dati di raccolta e Habitat N. scheda: 4837. Data di ritrovamento: 22/04/2012. Località: Castagneto di Senarica. Comune: Crognaleto (TE). Coordinate geografiche: 42°32'47.66"N 13°29'16.96"E. Altezza slm: 800. Habitat: Bosco di Castanea sativa, su Funaria hygrometrica e resti carboniosi. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B.
Data inserimento in erbario : 19/05/2012

Osservazioni
La presenza di cheiloleptocistidi e pleuroleptocistidi e la concomitante assenza di crisocistidi e le spore con poro germinativo piccolo ma visibile, collocano P. higlandensis nel Genere Pholiota, Sottogenere Flammuloides A. H. Smith & Hesl., Sezione Spumosae A. H. Smith & Hesl. Jacobsson 1991, assieme ad altre tre specie (non tenendo conto delle varietà e forme delle stesse), delle quali diamo un breve sunto delle principali differenze.
Pholiota spumosa (Fr.) Singer 1951, non vive nel bruciato specie boreale, cresce su legno morto e manufatti, possiede cheilocistidi lunghi fino a 80 µm.
Pholiota mixta (Fr.) Kuyper & Tjall.-Beuk. 1986, non vive nel bruciato ma su resti legnosi e cortecce, possiede cheilocistidi lunghi fino a 80 µm.
Pholiota brunnescens A.H. Sm. & Hesler 1968, essendo stata ritrovata sul bruciato è sicuramente la specie che più si avvicina; ritrovata solo una volta, su segatura bruciata nel Regno Unito (Noordeloos - 2011), si differenzia, solo per la presenza di caulocistidi (Olec J.-2001), particolarità che P. highlandensis non dovrebbe possedere. Fatto sta' che, nella nostra indagine, abbiamo riscontrato numerosissimi caulocistidi nella porzione supranulare dello stipite.

Bibliografia
Index Fungorum: http://www.indexfung...Names/Names.asp
M. E. NOORDELOOS - 1999: Flora Agaricina Neerlandica, vol. 4
M. E. Noordeloos - 2011: Fungi Europaei, Volume 13: Strophariaceae s.l. Edizioni Candusso
Olec J. – 2001: Libri Botanici N° 20, The Genus Pholiota in central and western Europe.

Pholiota highlandensis

Pholiota highlandensis

Pholiota highlandensis

Pholiota highlandensis


Ripartites tricholoma (Alb. & Schw.: Fr.) Karsten


Cappello di colore bianco crema ricoperto da villosità più evidenti verso il margine che si presenta sfrangiato.
Lamelle adnate o decorrenti, prima bianco-rosate poi color cannella, facilmente separabili dal cappello.
Gambo fragile, cilindrico, di colore da bianco ad ocra. Carne molto morbida, biancastra, con odore impercettibile.
Habitat nei boschi di conifere o misti da agosto a novembre, alquanto raro.
Commestibilità non conosciuta, quindi da non consumare.
Ripartites tricholoma 

Ripartites tricholoma 
Ripartites tricholoma 

Ripartites tricholoma 




martedì 24 febbraio 2015

Corso di idoneità ed aggiornamento ad Atri

Per chi vuole e può ad Aprile inizierà il Corso di Idoneità epr avere l'attestato utile per il rilascio del Tesserino Regionale Raccolta Funghi, per chi dovrà fare il rinnovo potrà ottenere l'attestao frequentando due lezioni con il solo obbligo di frequenza della serata tematica destinata alla Legislazione.
Per iscrivervi collegatevi al sito dell'AMENA e postate come commento il vostro nominativo

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ciao


CALENDARIO 
CORSO DI IDONEITA’ (24 ore) E AGGIORNAMENTO (6 ore) IN MICOLOGIA 
ATRI (TE) ANNO 2015

APRILE 2015
VEN 3 APRILE ore 20-23 1a Lezione 
MER 8 APRILE ore 20-23 2a Lezione 
VEN 10 APRILE ore 20-23 3a Lezione 
MER 15 APRILE ore 20-23 4a Lezione 
VEN 17 APRILE ore 20-23 5a Lezione 
MER 22 APRILE ore 20-23 6a Lezione 
VEN 24 APRILE ore 20-23 7a Lezione 

MER 29 APRILE ore 20-23 8a Lezione 

lunedì 23 febbraio 2015

Psathyrella pennata (Fr.) A. Pearson & Dennis

Scheda redatta dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Psathyrella pennata (Fr.) A. Pearson & Dennis, Trans. Br. mycol. Soc. 31(3-4): 184 (1948) [1947]

Basionimo: Agaricus pennatus Fr., Syst. mycol. (Lundae) 1: 297 (1821)
Sinonimi: Agaricus pennatus Fr., Syst. mycol. (Lundae) 1: 297 (1821)
Drosophila gossypina var. pennata (Fr.) Quél., Enchir. fung. (Paris): 118 (1886)
Drosophila pennata (Fr.) Kühner & Romagn., Fl. Analyt. Champ. Supér. (Paris): 360 (1953)
Pilosace pennatus (Fr.) Kuntze, Revis. gen. pl. (Leipzig) 3(2): 504 (1898)
Psathyra pennata (Fr.) Quél., Meddn Soc. Fauna Flora fenn. 5: 32 (1879)
Psathyra pennata (Fr.) Quél., Trans. Br. mycol. Soc. 26(1-2): 49 (1943) f. pennata
Psathyrella carbonicola A.H. Sm., Contr. Univ. Mich. Herb. 5: 31 (1941)

Inquadramento sistematico: Psathyrellaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

Descrizione macroscopica della raccolta
Pileo 15-30 mm, paraboloide, infine disteso con basso umbone ottuso; fortemente igrofano, di colore
Psathyrella pennata

ocraceo con il tempo secco, bruno-porpora, più o meno scuro, in relazione alla percentuale di umidità assorbita; rivestimento pileico liscio, con l'umidità striato per trasparenza al margine; in gioventù con abbondantissimi resti di velo bianchi via via più effimeri con il passare del tempo.
Lamelle moderatamente fitte, annesse allo stipite, intercalate da 1/3 lamellule, grigio chiaro da giovani, marrone-brunastre a maturità; filo lamellare più chiaro, finemente ciliato.
Stipite 30-50 x 2-4 mm, cilindrico, sostanzialmente cilindrico o appena svasato in alto e leggermente ingrossato verso la base, all'inizio di colore biancastro, finemente pruinoso all'apice, fibrilloso in basso, nudo, fragile, cavo.
Carne "in exsiccatum" fragile e poco consistente, grigiastra, odore e sapore non testati.

Descrizione microscopica della raccolta
Spore (5,9) 6,9-7,7 (8,1) x (3,3) 3,5-4,0 (4,1) µm, in media 7,3 x 3,8 µm, Q. = (1,6) 1,7-2,0 (2,1); Q.m. = 1,9; Vol. = (41) 46-63 (71); Vol.m. = 56,7 µm³, in proiezione laterale da subellittiche a subamigdaliformi con parete adassiale appiattita. In proiezione frontale da subellittiche a oblunghe. Spesso con apice leggermente appiattito. Poro germinativo assente o presente solo sotto forma di callus "visibile con difficoltà". Appendice ilifera poco visibile. Al microscopio ottico, in KOH di colore bruno, bruno-verdastro; parete di colore rossastro, spessa fino a 0,6 µm.
Basidi 14,3-18,8 x 5,0-8,5 µm, in media 16,8 x 7,2 µm, Q.m. = 2,3, Vol.m = 465 µm³, molto corti e tozzamente clavati, tetrasporici.
Spore di Psathyrella pennata - Photo by Marino Zugna
Cellule marginali 12-23 x 6-10 µm, da basidioloidi a sferopeduncolate, ialine.
Cheilocistidi 31-45 x 8-13 µm, pleurocistidioidi, a contenuto amorfo e, alle volte con granulazione esterna all'apice, densamente disposti lungo tutto il filo lamellare. Filo lamellare eteromorfo, composto principalmente da un misto di cheilocistidi e cellule marginali frammisti a scarsi basidi.
Pleurocistidi 35-50 x 10-15 da strettamente a largamente fusiformi, principalmente con parte mediana allargata e apice aguzzo, da cortamente a lungamente peduncolati, con parete spessa fino a 1,0 µm, ialini, a contenuto amorfo. Mediamente numerosi.
Trama lamellare formata da fisaloife a forma di salsicciotto aventi per diametro 27-40 µm, ialine o con leggero pigmento membranario brunastro.
Pileipellis formata da una suprapellis di tipo imeniderma composto da cellule sferopeducolate, misuranti 33-63 x 20-31 µm, ialine o con leggero pigmento membranario brunastro e da una subpellis composta da fisaloife a forma di salsicciotto , miste ad altre inflate con diametro 20-40 µm, ialine o leggermente pigmentate di brunastro. Pileocistidi assenti.
Caulopellis formata da una cortex di ife parallele, filamentose, settate, con diametro 4-10 µm.
Caulocistidi pleurocistidioidi misuranti (24) 28-65 x 6-13 µm, frammisti a rare cellule sferopeduncolate, misuranti 23-27 x 8-14 µm, ialini, a parete sottile, presenti a gruppetti sporadici, solo all'apice dello stipite.
Giunti a fibbia presenti in tutti i tessuti del basidioma da noi osservati.

Materiali e Metodi
Lo studio è stato compiuto su materiale secco, reidratato in KOH 5%. I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 6 % per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari. Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale senza tener conto dell'apiculo, prelevate da zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga1998: Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary. Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata ed i nomi degli Autori, abbiamo fatto riferimento a http://www.indexfung...names/Names.asp e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx . Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l'ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d'erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Osservazioni
Si fa' riconosce abbastanza agevolmente per il suo Habitat preferenziale "luoghi bruciati", quest'ultimo "al momento" è condiviso da altre due sole psatirelle, esse sono: P. involuta (Romagn.) Moser 1967, sistemata nella Sezione Spintrigerae è specie priva di pleurocistidi, con cheilocistidi utriformi a parete sot­tile e spore con evidente poro germinativo. P. pseudocorrugis (Romagn.) Gallant ex Bon 1983 ("1982"), sistemata nella Sezione Spadiceogrisae, Sottosezione Spadiceogrisae, possiede pleurocistidi e cheilocistidi utriformi a parete sot­tile e spore con evidente poro germinativo. P. pennata va a sistemarsi nella Sezione Pennatae, assieme ad una quindicina di altre specie, le quali si possono differenziare e/o per prediligere un Habitat diverso e/o per possedere un differente quadro microscopico.

Dati della raccolta e Habitat
N. scheda: 4818. Data di ritrovamento: 09/04/2012. Località: Castagneto di Senarica. Comune: Crognaleto (TE). Coordinate geografiche: 42°32'47.66"N 13°29'16.96"E. Altezza slm: 800. Habitat: In un castagneto bruciato, su di residui legnosi carbonizzati. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B. Data inserimento in erbario: 20/04/2012.

Bibliografia
Cetto B.,1971-I funghi dal vero, Vol.1/7, Saturnia, Trento.
CONSIGLIO, F. (2000) : Contributo alla conoscenza dei Macromiceti dell´Emilia-Romagna. XX. Genre Psathyrella. - Boll. Gr. Micol. G. Bres. (n. s.) 43 (1): 31-44.
BREITENBACH, J., KRÄNZLIN, F. (1995): Pilze der Schweiz 4. - Luzern: Mykologia.
CONSIGLIO, F. (2000) : Contributo alla conoscenza dei Macromiceti dell´Emilia-Romagna. XX. Genre Psathyrella. - Boll. Gr. Micol. G. Bres. (n. s.) 43 (1): 31-44. -, (2005): Contributo alla conoscenza dei Macromiceti dell'Emilia-Romagna. XXIII. Famiglia Coprinaceae - Parte terza. - Boll. Gr. Micol. G. Bres. (n. s.) 48 (2): 7-22.
FOUCHIER, F. (1995): Le genre Psathyrella (Fr.) Quél. Flore des espèces européennes et méditerranéennes. Monographies mycologiques 1. Féd. Ass. Mycol. Médit., Montpellier: 1-97.
KITS VAN WAVEREN, E. (1985): The Dutch, French and British species of Psathyrella. - Persoonia, Suppl. 2. - Leiden: Rijksherbarium. - (1987): Additions to our monograph of Psathyrella. - Persoonia 13(3): 327-368. - (1988): Notes on the genus Psathyrella - IX. Psathyrella umbrina
KITS VAN WAV. and P. galeroides ROMAGN. - Persoonia 13 (4): 475-478.
KÜHNR, R., ROMAGNESI, H. (1953): Flore Analytique des Champignons Supérieurs. - Paris: Masson.
Index Fungorum: http://www.indexfung...Names/Names.asp
Melzer A., 2011 – Die Gattung psathyrella in europa

Moser M., 1980 - Guida alla determinazione dei funghi. Saturnia, Trento.

Psathyrella pennata

Psathyrella pennata

Psathyrella pennata

Psathyrella pennata

Psathyrella pennata

domenica 22 febbraio 2015

Tricholoma saponaceum (Fr.: Fr.) Kummer

Scheda tratta dal Testo "Tutto Funghi" dell'AMINT

Tricholoma saponaceum (Fr.: Fr.) Kummer

Tassonomia
Ordine Agaricales
Famiglia Tricholomataceae

Foto e Descrizioni 
Regione Trentino, foto di Pietro Curti.

Etimologia
Dal latino saponaceus = saponaceo, per il suo tipico odore di sapone.

Cappello
Inizialmente emisferico-convesso, 5-15(25) cm, poi più o meno aperto, molto variabile nella forma, con il margine che, inizialmente involuto, poi si distende diventando irregolare, anche lobato negli esemplari più grandi, duro, elastico-fibroso; la cuticola è liscia o squamosa e rugosa, secca, asciutta, poco vischiosa con il tempo umido, fibrillosa radialmente, talvolta spaccata in piccole screpolature, di colore variabilissimo dal più tipico ocra-grigiastro, grigio, grigio-olivastro al bruno-nerastro con sfumature bluastre, piombo, oppure ancora verdastro, o anche decolorato fin quasi al bianco nella forma nympharum, giallastro, con macchie rosa in vecchiaia. Lamelle adnate-uncinate, più o meno rade, larghe, con lamellule, di colore biancastro con sfumature ocra-verdastre o azzurrine, o ancora argentee, quasi sempre giallastre, si macchiano come il cappello di rosa negli stadi avanzati di
crescita.

Gambo
Alto 5÷10(15) cm, grosso, tozzo, cilindrico, alla base può essere sia attenuato che allargato, duro, spesso flessuoso negli esemplari di piccola taglia, appuntito in basso, anche radicante, con la superficie fibrillosa o liscia, anche squamata, di colore bianco-grigiastro, tipicamente rosa alla base, con le squame, se presenti, di colore più scuro, ocra-bruno-nerastre.

Carne
Consistente, nel cappello elastico-fibrosa, tenace nel gambo dove si presenta quasi sempre rosa alla base, con sapore amarognolo ed odore tipicissimo definito come di sapone, sapone di marsiglia, acqua saponata, lavanderia, detersivo.

Habitat 
Ubiquitario, molto diffuso nei boschi di latifoglie e aghifoglie, nei prati, spesso a gruppi anche concresciuti, dall’estate all’inizio dell’inverno.

Commestibilità e tossicità 
Tossico, responsabile di sindrome gastroenterica costante.

Osservazioni
La caratteristica fondamentale per la determinazione è l’odore di sapone ed il viraggio della carne al rosa specialmente nella parte bassa del gambo. È certamente uno dei funghi più belli da incontrare, anche se non è commestibile, a causa dei suoi cromatismi spesso stupefacenti, e della sua taglia che può essere notevole in casi di particolare sviluppo. Clitocybe nebularis, che possiede un odore caratteristico, dai più definito sgradevole, lamelle decorrenti e carne bianca immutabile; Lyophyllum spp., con carne del cappello elastica ed odore diverso.

Somiglianze e varietà
Sarebbe impossibile elencare tutte le varietà, (spesso sovrapponibili) che sono state create per questo fungo, definito comunemente come "il trasformista" per la sua spiccata variabilità; elenchiamo quelle più comuni e accettate. La var. squamosum possiede il gambo di colore grigio, squamoso; la var. ardosiacum ha il cappello di colore blu-nerastro e gambo squamato dello stesso colore; la var. atrovirens presenta un cappello di colore verdastro scuro e gambo bianco. I principianti possono scambiarlo con Clitocybe nebularis che possiede però carne bianca immutabile con un odore molto tipico, forte, aromatico, considerato sgradevole da alcuni e lamelle adnate-decorrenti.
Tricholoma saponaceum

Tricholoma saponaceum

Tricholoma saponaceum

Tricholoma saponaceum

Tricholoma saponaceum




Pholiota conissans (Fr.) M.M. Moser

Scheda redatta dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Pholiota conissans (Fr.) M.M. Moser, Persoonia 13(1): 81 (1986)

Basionimo: Agaricus conissans Fr., Epicr. syst. mycol. (Upsaliae): 187 (1838) [1836-1838]

Sinonimi: Agaricus conissans Fr., Epicr. syst. mycol. (Upsaliae): 187 (1838) [1836-1838]
Agaricus inauratus W.G. Sm., J. Bot., Lond. 11: 336 (1873)
Agaricus juncinus W.G. Sm., J. Bot., Lond. 11: 336 (1873)
Dryophila conissans (Fr.) Quél., Enchir. fung. (Paris): 71 (1886)
Dryophila graminis Quél., Compt. Rend. Assoc. Franç. Avancem. Sci. 16: 6 (1887)
Dryophila muricella var. graminis (Quél.) Quél., Compt. Rend. Assoc. Franç. Avancem. Sci. 15(2): 485 (1887) [1886]
Flammula conissans (Fr.) Gillet, Epicr. syst. mycol. (Upsaliae): 187 (1838) [1836-1838]
Flammula graminis (Quél.) Singer, Revue Mycol., Paris 5: 4 (1940)
Flammula inaurata (W.G. Sm.) Sacc., Syll. fung. (Abellini) 5: 820 (1887)
Flammula juncina (W.G. Sm.) Sacc., Syll. fung. (Abellini) 5: 816 (1887)
Hypholoma graminis (Quél.) Sacc. & Traverso, Syll. fung. (Abellini) 19: 932 (1910)
Inocybe conissans (Fr.) Roze, Bull. Soc. bot. Fr. 23: 113 (1876)
Pholiota conissans var. graminis (Quél.) Bon & P. Roux, Docums Mycol. 34(nos 135-136): 42 (2008)
Pholiota graminis (Quél.) Singer, Lilloa 22: 516 (1951) [1949]
Pholiota inaurata (W.G. Sm.) M.M. Moser, in Gams, Kl. Krypt.-Fl. Mitteleuropa - Die Blätter- und Baupilze (Agaricales und Gastromycetes) (Stuttgart) 2: 196 (1953)
Pholiota juncina (Fr.) P. Kumm., Führ. Pilzk. (Zwickau): 22, 83 (1871)

Posizione sistematica: Strophariaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi.

Descrizione macroscopica della raccolta
Pileo 35-60 mm, all'inizio emisferico quindi convesso, infine disteso, con o senza basso umbone
Pholiota conissans 

ottuso, margine intero, a lungo involuto, non striato, a lungo con residui velari appendicolati, altre volte nudo. Cuticola di un vistoso giallo intenso, non igrofana, leggermente viscida, finemente squamulosa, decorata da squamette più o meno rialzate concolori o tendenti a scurire con l'età.
Lamelle adnate, abbastanza fitte, inframezzate da 2-3 (5) lamellule di diversa lunghezza, all'inizio crema, poi gialle, infine bruno-rossastre, macchiate di ruggine, filo finemente crenulato, già in gioventù leggermente più chiaro delle facce.
Stipite 30-60 x 5-10 mm, cilindrico, leggermente allargato alla base, spesso ricurvo in basso, bianco-giallognolo e finemente pruinoso all'apice, nella porzione soprastante l'anello il quale si presenta membranoso, lanoso-squamuloso, nella porzione sottostante fibrilloso squamoso, giallo con squamule bruno-rossastre nella parte bassa, bruno nerastro alla base, annerente negli exsiccata.
Carne di consistenza soda e fibrosa, inizialmente gialla, bruno-nerastra nella parte bassa dello stipite.
Odore non verificato , sapore amaro.
Sporata non effettuata.

Descrizione microscopica della raccolta Spore (5,2) 5,5-6,7 (7,7) x (3,4)3,5-4,0 (4,1) µm, in media 6,21 x 3,73 µm, Q. = (1,4)1,5- 1,8 (2,0), Q.m = 1,67; Vol. = ; (34) 37-54 (67); Vol.m = 45µm³, da ellissoidali a oblunghe in proiezione frontale, da subamigdaliformi a subfaseoliformi in proiezione laterale, a parete spessa 0,5-0,7 µm, giallo-brunastre in KOH, destrinoidi in Melzer, poro germinativo largo 0,5-1,0 µm. Basidi 18-22 x 5-7 µm, in media 20 x 6 µm, Q.m. = 3,4, Vol.m = 404 µm³; clavati, spesso flessuosi e/o con costrizione mediana, tetrasporici, raramente bisporici.
Spore di Pholiota conissans - Photo by Marino Zugna
Cheiloleptocistidi (32) 36-52 (55) x (4) 6-8 µm, in media 44 x 6 µm, Q.m. = 6,8, Vol.m = 1056 µm³, da tibiformi a cilindrici o lageniformi con apice capitulato, più o meno flessuosi, parete sottile, ialini o pigmentati di giallo, a mazzetti più o meno folti, tappezzanti il filo lamellare al punto da renderlo sterile.
Cheilocrisocistidi non osservati.
Pleurocrisocistidi 28-44 (46) x 7-10 µm, in media 35 x 8 µm, Q.m. = 3,9, Vol.m = 1456 µm³, da fusiformi a lageniformi, più o meno mucronati, con contenuto interno giallo rifrangente, a parete sottile, ialini, abbastanza numerosi, poco reidratabili con KOH, nell'exsiccata.
Pleuroleptocistidi non osservati.
Pileipellis formata da una suprapellis disposta in ixocutis con tendenza a disporsi in ixotricoderma, composta da ife cilindriche, settate, flessuose, gelatinizzate, con diametro 2,5-5,3 µm, con pigmento incrostate giallo, giallo-brunastro, terminali di pari spessore o di poco più larghi. Ife tromboplere abbondantemente presenti.
Subpellis formata da ife parallele, più o meno brevemente settate, con diametro (4) 9-21 µm, ialine o poco pigmentate, frammiste ad al.
Pileocistidi assenti.
Stipitipellis tipo cutis, composta da ife parallele, cilindriche, settate, misuranti 5,5-13,5 µm, pigmentate di giallo e finemente incrostate. Ife tromboplere abbondantemente presenti.
Caulocistidi non osservati.
Giunti a fibbia abbondantemente presenti nei tessuti da noi osservati.

Materiali e Metodi
Lo studio è stato compiuto materiale secco, reidratato con KOH 5%, NH4OH 6%, secondo necessità.
I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 6% per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari. Il reagente di Melzer è stato utilizzato per l'accertamento della destrinoidia delle spore. Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale, prelevate da zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga 1998: (Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary). Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata e gli Autori delle specie, nella maggior parte dei casi, si è fatto riferimento all'Index Fungorum http://www.indexfungorum.org/ e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx .
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l'ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d'erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Dati di raccolta e Habitat
N. scheda: 4823. Data di ritrovamento: 08/11/2011. Località: Prati di Tivo – lariceto. Comune: TERAMO. Coordinate geografiche: 42°31'0.66"N 13°33'57.77. Altezza slm: 1280. Habitat: Su resti legnosi morti, in zona umida, Alnus sp. e altra latifoglia. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B.
Data inserimento in erbario: 26/04/2012

Osservazioni
La presenza di cheiloleptocistidi e pleurocrisocistidi e le spore con poro germinativo piccolo ma sempre ben visibile, collocano P. conissans nel Genere Pholiota, Sottogenere Pholiota emend. Jacobsson, Sezione Gummosae Jacobsson, assieme ad altre due specie ed una varietà, delle quali diamo un breve sunto delle principali differenze. P. pityrodes (F. Brig.) Holec 2001, possiede basidiomi di piccola taglia, spore di piccola taglia, in media 5,0-7,0 x 2,5-3,0 (-3,5) µm, cheiloleptocistidi da lageniformi misti a subcapitulati. Habitat su steli morti di Phragmytes in zone umide e paludose. P. gummosa (Lasch) Singer 1951 [1949], possiede basidiomi con pileo squamuloso dai colori giallo-olivastri, giallo-grigiastri, cheiloleptocistidi da clavati a lageniformi misti a pochi subcapitulati. P. gummosa var. rufobrunnea (P. Karst.) Holec 2001, possiede basidiomi con pileo squamuloso dai colori ocra-brunastri, bruno-rossastri, microscopia simile alla specie madre.

Bibliografia
Index Fungorum: http://www.indexfung...Names/Names.asp
M. E. NOORDELOOS - 1999: Flora Agaricina Neerlandica, vol. 4
M. E. Noordeloos - 2011: Fungi Europaei, Volume 13: Strophariaceae s.l. Edizioni Candusso
Olec J. – 2001: Libri Botanici N° 20, The Genus Pholiota in central and western Europe.

Pholiota conissans

Pholiota conissans
Pholiota conissans

Pholiota conissans

Pholiota conissans
altro ritrovamento studiato sempre da Marino Zugna





 
un ulteriore ritrovamento 2025 studiato dall'amico Ubaldo Marulli

Pholiota conissans (Fr.) M.M. Moser, a Gams, Kl. Krypt.-Fl., Edn 3 (Stoccarda) 2b/2: 244 (1967)
Sinonimia:
Agaricus conissans Fr., Epicrisis Systematis Mycologici: 187 (1838) [1836-1838]
Agaricus inauratus W.G. Sm., J. Bot., Londra. 11: 336 (1873)
Agaricus juncinus W.G. Sm., J. Bot., Londra. 11: 336 (1873)
Dryophila conissans (Fr.) Quél., Enchiridion Fungorum in Europa media et praesertim in Gallia Vigentium: 71 (1886)
Dryophila graminis (Quél.) Quél., C. r. Assoc. Franç. Avancem. Sci. 16(2): 592 (1888)
Dryophila muricella var. graminis Quél., C. r. Assoc. Franç. Avancem. Sci. 15(2): 485 (1887) [1886]
Flammula conissans (fr.) Gillet, Hyménomycètes (Alençon): 535 (1876) [1878]
Flammula conissans var. sphagnicola Naveau, Natuurw. Tijdschr. 5: 80 (1923)
Flammula graminis (Quél.) Cantante, Rivista Mycol., Parigi 5(1): 4 (1940)
Flammula inaurata (W.G. Sm.) Sacc., Syll. Fung. (Abellini) 5: 820 (1887)
Flammula juncina (W.G. Sm.) Sacc., Syll. Fung. (Abellini) 5: 816 (1887)
Flammula pulverulenta Sacc., Fl. ital. crypt., Hymeniales (Genova) 1(15): 747 (1916)
Hypholoma graminis (Quél.) Sacc. & Traverso, Syll. Fung. (Abellini) 19: 932 (1910)
Inocybe conissans (Fr.) Roze, Bull. Soc. Bot. France 23: 113 (1876)
Naucoria inaurata (W.G. Sm.) Henn., in Engler & Prantl, Nat. Pflanzenfam., Teil. I (Lipsia) 1(1**): 251 (1898) [1900]
Naucoria juncina (W.G. Sm.) Henn., in Engler & Prantl, Nat. Pflanzenfam., Teil. I (Lipsia) 1(1**): 251 (1898) [1900]
Pholiota conissans var. graminis (Quél.) Bon & P. Roux, Docums Mycol. 34(n. 135-136): 42 (2008)
Pholiota graminis (Quél.) Cantante, Lilloa 22: 516 (1951) [1949]
Raccolta fatta dall’amico Bruno il 05.12.2025, foto N° 6372 in località Villa Tordinia (TE), in zona paludosa con presenza di querce, carpini e pioppi. 
Spore 6.1 [6.7 ; 7] 7.6 × 3.3 [3.7 ; 3.9] 4.3 µm
Q = 1.5 [1.8 ; 1.9] 2.2 ; N = 30 ; C = 95%
Me = 6.8 × 3.8 µm ; Qe = 1.8, con piccolo poro germinativo di 0.5-1,2µm , forma strettamente ellittica e leggermente reniforme, parete sporale mediamente spessa.. Basidi tetrasporici 12.8 [16.7 ; 27.6] 31.5 × 4.1 [5 ; 7.5] 8.4 µm ,  Pleurocrisocistidi 19.6 [27.7 ; 37.5] 45.5 × 2.4 [7.5 ; 13.8] 19 µm, polimorfi, da claviformi a fusiformi con materiale rifrattivo giallo in KOH.
 Cheiloleptocistidi 22.5 [27.1 ; 31.1] 35.7 × 2.5 [3.6 ; 4.6] 5.7 µm abbondanti sul filo sterile delle lamelle, cilindracei flessuosi a volte con base leggermente rigonfia. Trama lamellare con ife parallele o leggermente flessuose.  Cuticola di tipo ixocutis, spessa 70,26-89,62 µm con transizione a ixotrichoderma formato da ife sottili e incrostate, immerse in uno strato gelatinoso. Subpellis formata da ife cilindriche corte disposte parallelamente. Presenza di caulocistidi solo nella parte alta del gambo.
Ife colorate da pigmento giallo, presenza di connessioni a fibbia.