lunedì 17 febbraio 2025

Hebeloma sinapizans (Paulet) Gillet, Hyménomycètes (Alençon): 527 (1876) [1878]

 Hebeloma sinapizans (Paulet) Gillet, Hyménomycètes (Alençon): 527 (1876) [1878]

Generalmente è un fungo che può riconoscersi bene anche sul campo, per la sua buone taglia, l'odore e nella sezione quel residuo carnoso appena sotto l'apice denominato "cuore". Ma nei funghi l'impressione del campo ha sempre bisogno di verifica micro, lavoro per l'amico Ubaldo Marulli e questa è la scheda. Grazie.

Sinonimia:

Agaricus elatus Batsch, Elench. fung., cont. sec. (Halle): 11 (1789)

Agaricus sinapizans (Paulet) Fr., Epicr. syst. mycol. (Upsaliae): 180 (1838) [1836-1838]

Derminus elatus (Batsch) Henn., in Engler & Prantl, Nat. Pflanzenfam., Teil. I (Leipzig) 1(1**): 243 (1898) [1900]

Derminus sinapizans (Paulet) Henn., in Engler & Prantl, Nat. Pflanzenfam., Teil. I (Leipzig) 1(1**): 243 (1898) [1900]

Hebeloma crustuliniforme var. elatum (Batsch) Costantin & L.M. Dufour [as 'elatus'], Nouv. Fl. Champ., Edn 1 (Paris): 107 (1891)

Hebeloma elatum (Batsch) Gillet, Hyménomycètes (Alençon): 527 (1876) [1878]

Hebelomatis elatum (Batsch) Locq., Fl. Mycol., 3. Cortinariales-A.: 146 (1979) [1977]

Hylophila elata (Batsch) Quél., Fl. mycol. Francia (Parigi): 93 (1888)

Hylophila sinapizans (Paulet) Quél., Enchir. fung. (Parigi): 99 (1886)

Hylophila sinapizans var. elata (Batsch) Quél., Enchir. fung. (Parigi): 99 (1886)

Hypophyllum sinapizans Paulet, Campione di traité. (Parigi) 2: Pl. 82, figg. 1-3 (1793)

Basidiomi raccolti dall’amico Bruno il 12.12.24, foto n°3779 , in località Poggio Umbricchio frazione di Crognaleto (TE).

Microscopia: 

Spore (9.3) 11.8 - 13.4 (14) × (5.😎 7 - 8.4 (8.6) µm

Q = (1.5) 1.51 - 1.8 (1.9) ; N = 35

Me = 12.5 × 7.7 µm ; Qe = 1.6

Cheilocistidi:48.4 - 62.2 × 6.2 – 7.5µm

Pleurocistidi:41.1 -76.2 × 6.6 - 10.4 µm

Basidi:26.4 - 36.5 × 6.9 - 11.6 µm

Descrizione microscopica:

Spore citriformi , parete sporale rugulosa, fortemente destrinoidi.

Cheilocistidi lageniformi, molti con base ventricosa. Per avere un quadro più preciso per la determinazione della specie è bene calcolare i rapporti tra le misure della parte alta di quella mediana e basale dei cistidi che vanno indicati con A M B.

A/M =1,13

A/B = 0,92

B/M = 1,2.

La presenza di pleurocistidi ci permette di non confondere questa specie Con H bulbiferum, celatum e quercetorum.












precedente ritrovamento studiato da Marino Zugna del Forum AMB di Muggia
SCHEDA

Hebeloma sinapizans (Fr.) Sacc., Syll. fung. (Abellini) 5: 799 (1887)


Sinonimi: Agaricus sinapizans Fr., Epicr. syst. mycol. (Upsaliae): 180 (1838). Hypophyllum sinapizans Paulet, Traité sur les Champignons Comestibles (Paris): pl. 82 (1793)

Descrizione della raccolta: “parzialmente desunta dalle fotografie della raccolta e dall'exsiccatum”.

Pileo Ø fino a 70-90 mm, all’inizio convesso in seguito piano-emisferico, provvisto, o meno di largo e basso umbone ottuso, margine intero; superficie pileica di colore ocra carico, in un caso laterizio, più chiaro verso il bordo, margine biancastro, alle volte ornato da macule ocra scuro, senza evidenti resti di velo, non viscido, non igrofano.
Lamelle sub-ventricose, sinuosette, adnate al gambo, mediamente fitte, intercalate da lamellule, in gioventù bianco-grigiastre, in seguito ocracee, infine marrone, filo lamellare leggermente più chiaro, finemente crenulato, non notate ne micro gocciole ne macule scure.
Stipite 70-90 x 10-22-(30) mm, cilindrico, diritto, o anche ricurvo in basso, base da claviforme a bulbosa (submarginato), connati alla base nel numero di 2-4 esemplari ma anche singoli, pieno, di colore biancastro, poi ocraceo chiaro, leggermente più scuro nella parte bassa; pruinoso scaglioso, ornamentato da piccole squame e fioccosità biancastre tendenti a colorarsi di ocraceo con l'età.
Carne soda nel giovane, bianca, ocracea negli esemplari maturi, soprattutto nella zona corticale dello stipite; odore rafanoide, sapore (da exsiccatum), rafanoide, leggermente amaro e piccantino; basidiomi non annerenti in exsiccatum.

Microscopia.
Spore (11,30) 12,01-13,67 (14,11) x (6,68) 7,27-8,01 (8,30) µm, in media 12,79 x 7,62 µm, Q. = (1,50) 1,60-1,77 (1,82), Qm, = 1,68; Vol. = (263,7) 343,74-451,6 (499,3), Vol.m.= 390,3, da amigdaliformi a citriformi, con evidente papilla apicale indestrinoide, fortemente destrinoidi, gialle in ammoniaca, mediamente ornamentate, episporio aderente, in rari casi leggermente scollato, parete spessa, apicolo indestrinoide ben pronunciato.
Basidi 36,5-41,0 x 9,5-11,0 µm, in media 39,1 x 10,0µm, clavati, alle volte con lieve costrizione nella zona mediana, sterigmi lunghi fino a 7 µm, tetrasporici.
Cheilocistidi: lunghezza 34,4-52,5 µm, in media 42,5 µm; apice Ø 5,3-7,7 µm, in media 6,4 µm; centro Ø 9,0-13,8 µm, in media 11,2 µm; base Ø 2,9- 6,4 µm, in media 4,3 µm; per la maggior parte lageniformi con apice cilindrico o leggermente dilatato; filo lamellare sterile; trama lamellare formata da ife cilindriche, ialine.
Pileipellis in ixocute spessa 170-330 µm, formata da ife, disposte disordinatamente ed immerse in un gel, filiformi, cilindriche, Ø 3,0-5,5 µm, , terminali allargati, Ø fino a 4-7µm. mediopellis formata da cellule subisodiametriche.
Caulopellis formata da ife parallele Ø 2,7-7,5 µm.
Caulocistidi: lunghezza (50,1) 51,0-82,4 (85,2) µm, in media 63,8 µm; apice Ø (5,4) 5,4-8,7 (9,0) µm, Ø medio 7,1 µm; centro Ø (3,8) 4,5-12,3 (13,3) µm, Ø medio 7,9 µm; base ; (4,6) 4,7-10,7 (11,2) µm, in Ø medio 7,1 µm; per la maggior parte cilindrici, con apice cilindrico o leggermente allargato, alle volte bifido, ma anche lageniformi o clavati, riuniti in piccoli mazzetti presenti, a ciuffetti, soprattutto nella parte alta dello stipite.
Giunti a fibbia abbondantemente presenti in tutti i tessuti del basidioma.

Osservazioni.
La specie si fa riconoscere già sul campo per il portamento massiccio, il pileo a volte maculato, il gambo, spesso bulboso, l'assenza di gocce sulle lamelle ed il tipico odore, fortemente rafanoide; eventuali dubbi vengono dissolti dall'esame microscopico che evidenzia cheilocistidi, tipicamente, lageniformi e spore destrinoidi.
Sistematicamente, il prof. Marcel Bon (BON M., 2002) colloca H. sinapizans nella Sezione Denudata (Fr. ) Sacc., Sottosezione Sinapizantia Quadr., assiene a: H. circinans; H. edurum = H. lateritium; H. subsaponaceum = H. syrjense; H. naviculosporum; H. angustispermus e H. kuehnerianum.
Tutte specie che, o per odori differenti (cacao, sapone) o per altri caratteri (taglia e aspetto) , già macroscopicamente sono facilmente separabili da H. sinapizans, se questo non bastasse, la caratteristica forma dei cheilocistidi contribuisce a tale scopo.
Nella sua monografia Jan Vesterholt (VESTERHOLT J., 2005), Lo separa da gli altri Hebeloma (di cui sopra), creando ad uopo la Sezione Sinapizantia, dove ivi lo colloca.

Habitat e Raccolte studiate: N. scheda: 3913. Data di ritrovamento: 12/10/2008. Località: Coste di Contradarno. Comune: Pietracamela (TE). Coordinate geografiche: 349-I-MONTORIO AL VOMANO. Altezza slm: 1000. Habitat: Boschetto di Quercus e altra latifoglia mista.. Legit: Bruno de Ruvo B. Determinatore: Marino Zugna.

Bibliografia:
BON M., 2002 - Clé de determination du genre Hebeloma. Documents mycologiques, Tome XXXI, Fascicule n°123, 3-40.
Breitenbach J. & F. Kränzlin - 2000 - Champignons de Suisse, tome 5. Mykologia, Lucerne.
VESTERHOLT J., 2005 - The genus Hebeloma; Fungi of Northern Europe, Vol. 3.
























venerdì 14 febbraio 2025

Mycena niveipes (Murrill) Murrill Micologia 8: 221 (1916)

 Mycena niveipes (Murrill) Murrill Micologia 8: 221 (1916)

raccolta del maggio 2024 effettuata a Pietracamela e studiata dall'amico Rossano Giolo, sue le foto micro.

Descrizione e note dal sito "The Mycenas of Northern Europe"

Pileo di 15-60 mm di diametro, parabolico-convesso, con o senza un basso umbone, appiattito con l'età, traslucido-striato, solcato, igrofano, dapprima marrone molto scuro o marrone-nero, che presto sbiadisce in grigio-marrone o grigio, a volte quasi biancastro, il margine più pallido o quasi bianco. Lamelle 25 - 30 che raggiungono il gambo, ascendenti, strettamente adnate, lisce o venate, da grigio pallido a bianco, a volte sfumate di rosa o incarnato. Gambo 25-80 x 3-8 mm, uguale, tereto, dritto o curvo, cavo, fragile, infine innato-fibrilloso e con una lucentezza satinata, pruinoso sopra e glabro più in basso, bianco bluastro pallido o bianco grigiastro quando molto giovane, gradualmente virando al bianco, la base solitamente più scura, più o meno densamente ricoperta di fibrille bianche. Odore nitroso, ma spesso debole o addirittura assente. Sapore +/- delicato, leggermente rafanoide o farinaceo.

Mycena niveipes si trova solitamente all'inizio della stagione (maggio-luglio), ma può essere trovata anche in autunno. Di solito può essere identificata in base alla lucentezza satinata del gambo e alle caratteristiche microscopiche: i grandi cistidi lisci e le ife lisce della pileipellis e lo strato corticale del gambo

È un membro della sez. Fragilipedes, e gli esemplari giovani possono essere confusi con M. algeriensis . In genere quest'ultima specie è più scura negli esemplari più vecchi, lo stipite è elastico-cartilagineo e le ife della pileipellis sono immerse in materia gelatinosa. M. niveipes può anche talvolta assomigliare a M. galericulata , una specie della sez. Mycena , ma quella specie può essere facilmente distinta a causa dei cheilocistidi completamente diversi e delle ife diverticolate della pileipellis.

Secondo Maas Geesteranus (1988a: 266) M. niveipes si presenta sia in una forma a 2 spore che in una a 4 spore, entrambe con o senza pinze. Questa situazione piuttosto eccezionale dovrebbe essere ulteriormente studiata utilizzando strumenti molecolari.










mercoledì 12 febbraio 2025

Clavulinopsis corniculata (Schaeff. : Fr.) Corner 1950

Carpoforo che con il suo colore giallo vivo e le ramificazioni può essere facilmente determinato anche sul campo. Ovviamente far seguire uno studio micro non è mai banale, in questo caso l'amico Adriano De Angelis ha concluso, alla grande, la scheda. Grazie

Note di Adriano:

Si riconosce facilmente anche macroscopicamente sul terreno con le sue colorazione di un bel giallo carico fino a giallo aranciato, le biforcazioni dei rami dicotomiche,molto ampie definite a semiluna o a falce. Microscopicamente si caratterizza per avere giunti a fibbia e spore da globose a subglobose con dimensioni che vanno da 6,199-4,452 x 6,04-4,28 micron con una spora media: 5,194 x 4,985 micron con un Q= 1 - 1,09 con un Qm= 1,043. Molto simile per forma e colorazioni abbiamo Clavulinopsis corniculata f. bispora che però microscopicamente non presenta giunti a fibbia ed ha basidi bisporici di conseguenza le spore saranno più grandi.








Abortiporus biennis (Bull.) Singer, Mycologia 36(1): 68 (1944)

 Abortiporus biennis (Bull.) Singer, Mycologia 36(1): 68 (1944)

Ritrovamento molto particolare per la casualità ed il modo di crescita del carpoforo.
Era incastonato alla base di una Quercia appena al di sopra della raccolta d'acqua dovuta alla conformazione della pianta.  Il fungo al tocco si macchiava di rossastro nella parte imeniale. Il resto nella scheda di Ubaldo che ringrazio.

Note di Ubaldo, sue le foto micro:

Basidiomi raccolti dall’amico Bruno su Quercus cerris in località San Biagio di Rocca Santa Maria (TE). Foto n° 1973 del 28.08.24.

Dall’esame microscopico dei suddetti campioni risulta quanto segue:

Struttura ifale monomitica con presenza di giunti a fibbia.

Spore subglobulose con pareti sottili, ialine JKJ neg.,con evidente guttula centrale,(4.7) 5 - 5.8 (6.3) × (3.6) 3.7 - 4.3 (5) µm

Q = 1.2 - 1.4 (1.5) ; N = 30

Me = 5.4 × 4.1 µm ; Qe = 1.3.

Basidi tetrasporici, 16,5-25,8 x 4,8-6,4µm.

Gloeocistidi multiformi, 14.72 - 53.46 × 2.7 - 7.5µm

Clamidiospore con pareti spesse, 6.2- 7 ×  5 -6.3µm