martedì 30 dicembre 2025

Arrhenia retiruga (Bull.) Redhead, Canad. J. Bot. 62(5): 873 (1984)

Arrhenia retiruga (Bull.) Redhead, Canad. J. Bot. 62(5): 873 (1984)

interessarsi anche di funghetti piccolissimi è cosa meravigliosa, poi se hai anche un amico che conclude il lavoro con uno studio micro è il massimo. Grazie ad Ubaldo Marulli.

L'Arrhenia retiruga, nota anche come "piccola ostrica del muschio", è un fungo di dimensioni minuscole appartenente alla famiglia delle Hygrophoraceae. È una specie caratteristica per il suo legame con il muschio, che colonizza in modo parassitario o saprotrofico. 

Caratteristiche principali

Aspetto: Il corpo fruttifero è molto piccolo (0,5–10 mm), a forma di coppa invertita o di ventaglio, spesso con il margine lobato.

Colore: Varia dal grigio chiaro al biancastro o beige pallido.

Imenoforo: Non possiede vere lamelle, ma pieghe poco marcate simili a venature che si sviluppano con l'età.

Gambo: È solitamente assente o rudimentale e laterale.

Odore: Debole, talvolta descritto come simile al geranio (Pelargonium). 

Habitat e Distribuzione

Ambiente: Cresce esclusivamente su tappeti di muschio in boschi umidi, prati, prati storici e talvolta su pareti o pavimentazioni colonizzate da briofite.

Periodo: Si può rinvenire dall'autunno fino alla primavera inoltrata.

Diffusione: È ampiamente distribuita ma spesso ignorata a causa della taglia ridotta che la rende difficile da individuare. 

Arrhenia retiruga (Bull.) Redhead, Canad. J. Bot. 62(5): 873 (1984)
Synonymy:
Arrhenia retiruga f. cyphelloides H. Lehmann, Index Fungorum 479: 1 (2021)
Campanella conchata (Velen.) Romagn., Bull. Trimestriel Soc. Mycol. France 96(4): 426 (1981) [1980]
Cantharellus retirugus (Bull.) Pers., Neues Mag. Bot. 1: 106 (1794)
Cantharellus retirugus var. marginatus (Maire) Sacc. & Trotter, Syll. Fung. (Abellini) 21: 106 (1912)
Dictyolus conchatus (Velen.) Pilát, Stud. Bot. Čechoslov. 12: 64 (1951)
Dictyolus membranaceus var. marginatus Maire, Bull. Séanc. Soc. Sci. Nancy, Sér. 3 7: 25 (extr.) (1906)
Dictyolus retirugus (Bull.) Quél., Enchiridion Fungorum in Europa media et praesertim in Gallia Vigentium: 140 (1886)
Helvella membranacea Dicks., Fasc. pl. crypt. brit. (London) 1: 21 (1785)
Helvella retiruga Bull., Herb. Fr. (Paris) 11: pl. 498, fig. 1 (1791)
Leptoglossum conchatum Velen., Mykologia (Prague) 2(2): 46 (1925)
Leptoglossum lobatum var. antarcticum E. Horak [as 'antarctica'], Contribucion del Instituto Antartico Argentino, no. 104: 6 (1966)
Leptoglossum retirugum (Bull.) Ricken, Die Blätterpilze: 6 (1911)
Leptoglossum retirugum var. antarcticum (E. Horak) Garrido, Biblthca Mycol. 99: 337 (1985)
Leptotus retirugus (Bull.) P. Karst., Bidr. Känn. Finl. Nat. Folk 32: 243 (1879)
Merulius membranaceus With., Bot. arr. Brit. pl., Edn 2 (London) 3: 284 (1792)
Merulius retirugus (Bull.) Schumach., Enum. pl. (Kjøbenhavn) 2: 371 (1803)
Basidiomi raccolti su muschio dall’amico Bruno il 21.11.25, foto n°6175 in località Villa S. Giovanni (TE).
Dall’esame microscopico sui campioni essiccati ho riscontrato quanto segue:
Pileipellis di tipo cute, con ife disposte parallele e senza giunti a fibbia, assenza di cheilocistidi, basidi tetrasporici 22.6- 35,3× 5,6 - 7.6 µm., spore ellisso-dacroidi, 6.4 [7.3 ; 7.8] 8.7 × 3.4 [4 ; 4.3] 4.9 µm
Q = 1.5 [1.8 ; 1.9] 2.2 ; N = 31 ; C = 95%
Me = 7.6 × 4.2 µm ; Qe = 1.8
















sabato 27 dicembre 2025

Chlorencoelia versiformis (Pers.) J.R. Dixon, Mycotaxon 1(3): 224 (1975)

Chlorencoelia versiformis (Pers.) J.R. Dixon, Mycotaxon 1(3): 224 (1975)

Ritrovamento effettuato su legno molto deteriorato, quasi sicuramente di Fagus sylvatica, ai bordi del Torrente Rio Castellano di Rocca Santa Maria - Teramo. 
La rccfolta è stata effettuta insieme all'amica Marta Di Donatantonio e lo studio e analisi micro dall'amico Ubaldo Marulli.
Sembrerebbe, al netto di gradite conferme e smentite, essere il primo ritrovamento i n territorio italiano.

Interessante l'articolo su MDPICLICCA QUI 
di cui riporto solo un estratto d'introduzione:

La Chlorencoelia era originariamente considerata un membro della famiglia Helotiaceae [ 1 ]. Successivamente, è stata inserita nella famiglia Hemiphacidiaceae sulla base di analisi filogenetiche delle sequenze di rDNA [ 6 , 7 , 8 ]. La filogenesi multi-locus ha rivelato che i membri delle Hemiphacidiaceae e il gruppo centrale della sottofamiglia Encoelioideae (inclusa la Chlorencoelia ) appartenevano alla famiglia risorta Cenangiaceae [ 9 ], il che è stato confermato dagli studi successivi [ 10 , 11 , 12 , 13 , 14 ].

La clorencoelia è caratterizzata da apoteci poco profondi da cupulati a infundibuliformi, per lo più inferiori a 10 mm di diametro, da substipitati a stipitati, da solitari a gregari; superficie dell'imenio giallo oliva, da verde oliva a verde scuro; superficie del ricettacolo da verde oliva scuro a nerastro; escipolo ettale della textura angularis con cellule da ialine a marroni, che dà origine a ife tomentose clavate o filamentose; escipolo midollare della textura intricata con cellule con pareti da ialine a marrone scuro; aschi cilindrici-clavati, J+, 8-spori; ascospore ellissoidi, da cilindro-oblunghe ad allantoidi, ialine, guttulate; parafisi filiformi, settate, con corpi vacuolari da giallo pallido a verdi. La forma e la dimensione delle ascospore, degli aschi e delle ife del tomento sono caratteristiche chiave per la delimitazione delle specie [ 1 , 3 , 4 , 5 ].

Le specie di Chlorencoelia sono saprotrofe sul legno marcio di alberi di angiosperme e gimnosperme. C. versiformis è stata raccolta su Betula , Nothofagus , Quercus , Tsuga e legno non identificato [ 1 ]. C. torta è stata trovata su Acer , Betula , Fagus , Quercus , Tabebuia , conifere e legno non identificato [ 1 ]. C. indica è stata registrata su Cedrus deodara [ 2 ]. C. australis è cresciuta su Fuscospora solandri , Leptospermum scoparium , Nothofagus , Nothofagaceae e legno non identificato [ 5 ]. C. olivacea è stata trovata su Fuscospora fusca , Fuscospora cliffortioides , Nothofagus , Pterophylla racemosa , Nothofagaceae e legno non identificato [ 5 ]. C. macrospora , C. northlandica e C. ripakorfii su substrato legnoso non sono state chiaramente documentate. Le correlazioni tra le specie di Chlorencoelia e i loro substrati arborei non sono state confermate.

Analisi di Ubaldo:

Chlorencoelia versiformis (Pers.) J.R. Dixon, Mycotaxon 1(3): 224 (1975)

Synonymy:
Cenangium pulveraceum var. versiforme (Pers.) Quél., Enchiridion Fungorum in Europa media et praesertim in Gallia Vigentium: 328 (1886)
Chlorociboria versiformis (Pers.) Seaver, Mycologia 28(4): 393 (1936)
Chlorosplenium lividum (Alb. & Schwein.) P. Karst., Acta Soc. Fauna Flora fenn. 2(no. 6): 124 (1885) [1881-1885]
Chlorosplenium versiforme (Pers.) P. Karst., Not. Sällsk. Fauna et Fl. Fenn. Förh., Ny Ser. 11: 233 (1870) [1871]
Ciboria livida (Alb. & Schwein.) Boud., Hist. Class. Discom. Eur. (Paris): 106 (1907)
Coryne versiformis (Pers.) Rehm, Rabenh. Krypt.-Fl., Edn 2 (Leipzig) 1.3(lief. 35): 492 (1891) [1896]
Helotium versiformis (Pers.) Fr., Summa veg. Scand., Sectio Post. (Stockholm): 356 (1849)
Midotis versiformis (Pers.) Seaver, North American Cup-fungi, (Inoperculates) (New York): 94 (1951)
Ombrophila livida (Alb. & Schwein.) Lind, Danish Fungi (Copenhagen): 123 (1913)
Peziza versiformis Pers., Icon. Desc. Fung. Min. Cognit. (Leipzig) 1: 25 (1798)
Peziza versiformis var. livida Alb. & Schwein., Consp. fung. (Leipzig): 314 (1805)
Ascomi con forme e colori come da foto.
Ho eseguito la microscopia su campioni essiccati.
Spore lisce,cilindriche, con estremità arrotondate, da diritte a leggermente allantoidi,  con presenza di due guttule,
10.6 [12.3 ; 13.1] 14.8 × 2.2 [2.7 ; 3] 3.4 µm
Q = 3.3 [4.3 ; 4.7] 5.7 ; N = 30 ; C = 95%
Me = 12.7 × 2.8 µm ; Qe = 4.5
Aschi ottosporici, biserati, JKJ pos.
Cilindrici con pareti sottili, 97 [102.8 ; 112.1] 117.8 × 5.8 [6.8 ; 8.4] 9.3 µm
Parafisi  cilindriche, guttulate e settate con parte apicale di 1.5  - 2.4 µm
Excipulum: formato da celle globulose-angolari nel sottoimenio e nell’excipulum ectale ed intricata nell’excipulum medullare.
Raccolta effettuata dall’amico Bruno su faggio, in località Ceppo, il 09.10.2025, foto n° 5686.
Paesi dove la specie è nota o attesa:

    • Europa centrale (Germania, Austria, Svizzera)

    • Europa settentrionale (Scandinavia)

    • Europa orientale (Estonia, Lettonia, Polonia)

    • Europa occidentale (Francia, Regno Unito)

    • Europa meridionale (presenza probabile ma poco documentata nei dataset pubblici)

    • NB. non sono riuscito a trovare pubblicazioni che segnalano la presenza di questa specie in Italia.





















mercoledì 24 dicembre 2025

Tremella globispora D.A. Reid [come 'globospora'], trad. Br. mycol. Soc. 55(3): 414 (1970)

Tremella globispora D.A. Reid [come 'globospora'], trad. Br. mycol. Soc. 55(3): 414 (1970) 

fungo studiato dall'amico Ubaldo Marulli, sue le foto e l'analisi micro

La Tremella globispora è un fungo raro appartenente alla famiglia delle Tremellaceae, caratterizzato da un corpo fruttifero gelatinoso. 

Caratteristiche principali

Aspetto: Presenta corpi fruttifero di forma sferica o globosa, con una struttura tipicamente gelatinosa che può variare dal traslucido al biancastro.

Ecologia: È una specie saprotrofa o parassita che cresce tipicamente su legno morto o materiale legnoso in decomposizione. Predilige ambienti boschivi molto umidi.

Tremella globispora D.A. Reid [come 'globospora'], trad. Br. mycol. Soc. 55(3): 414 (1970)

Sinonimia:
Tremella candida var. globospora (D.A. Reid) Krieglst., Beitr. Kenntn. Pilze Mitteleur. 12:39 (1999)
Fruttificazione gelatinosa che parassitizza alcuni pirenomiceti come Diaporthe e Eutypella, inizialmente biancastro di forma bitorzoluta, alla fine diviene nero e quasi irriconoscibile sul substrato
Spore rotonde, loisce con apicolo evidente
6.4 [7.7 ; 8.5] 9.8 × 6.2 [7.3 ; 7.9] 9.1 µm
Q = 0.9 [1 ; 1.1] 1.2 ; N = 20 ; C = 95%
Me = 8.1 × 7.6 µm ; Qe = 1.1
Ifobasidi rotondi e settati 10.6 [12.8 ; 15.7] 17.9 × 9.2 [11.8 ; 15.4] 18 µm
Ife con gaf, con granulosità interne 3.3 - 4.4 µm  , ho notato anche ife moniliformi concatenate  che daranno origine a conidi.


















lunedì 22 dicembre 2025

Crustomyces subabruptus (Bourdot & Galzin) Jülich , Persoonia 10 (1): 140 (1978)

Crustomyces subabruptus (Bourdot & Galzin) Jülich , Persoonia 10 (1): 140 (1978)

fungo seterminato grazie allo studio micro di Ubaldo Marulli

Il Crustomyces subabruptus è un fungo basidiomicete resupinato appartenente alla famiglia delle Cystostereaceae

Caratteristiche Principali

Morfologia: Si presenta come una crosta sottile e crostosa (fruttificazione interamente resupinata) strettamente aderente al substrato.

Colore: Generalmente biancastro.

Microscopia: È caratterizzato da una struttura dimitica con dendroifidi ramificate, ife generatrici con giunti a fibbia e glococistidi fusiformi con contenuto giallastro. Le spore sono ellittiche, lisce e ialine (4-5 x 2-2,5 μm).

Habitat: Cresce principalmente su legno morto di conifere (come l'abete rosso), ma è considerato poco frequente. 

Crustomyces subabruptus (Bourdot & Galzin) Jülich , Persoonia 10 (1): 140 (1978)
Sinonimi:
Crustomyces pini-canadensis subsp. subabruptus (Bourdot & Galzin) Ginns & MNL Lefebvre , Mycol. Mem. 19:48 (1993)
Cystostereum pini-canadensis subsp. subabruptum (Bourdot & Galzin) Chamuris , Mycologia 78 (3): 385 (1986)
Cystostereum subabruptum (Bourdot & Galzin) J. Erikss. & Ryvarden , Cortic. N.Eur. , 3 Coronicium-Hyphoderma (Oslo): 327 (1975)
Odontia subarrupta Bourdot & Galzin , Hyménomyc. de France (Sceaux): 430 (1928) [1927]
Basidioma raccolto dall'amico Bruno de Ruvo su branca di faggio in data12.11.23 in località Ceppo , nel comune di Rocca Santa Maria (TE), alla base dei Monti della Laga.
Misure sporali: (3,2) 3,5 - 4,8 (5,2) × (1,7) 1,9 - 2,6 (3) µm
Q = (1,4) 1,6 - 2,2 (2,7) ; N = 38
Me = 4,2 × 2,2 µm ; Qe = 1,9