martedì 19 novembre 2024

Tatraea aseptata H.L. Su & Q. Zhao, in Chethana et al., Asian Journal of Mycology 6(2): 159 (2023)

Tatraea aseptata H.L. Su & Q. Zhao, in Chethana et al., Asian Journal of Mycology 6(2): 159 (2023)

Piccolissimi ascomicete nascenti su legno molto degradato e umido di tronchi di faggio in habitat sorgivo.Ho avuto la fortuna di affidare lo studio micro all'amico Ubaldo Marulli. E' un ritrovamento non proprio facile.  Le foto micro e i riferimenti dello studio sono di Ubaldo. Campioni raccolti dall'amico Bruno de Ruvo in data 29.09.2023 su resti di faggio degradati, località Ceppo nel comune di Rocca Santa Maria (TE). Ascocarpi larghi fino a 5 mm., piat ti o con bordo leggermente rialzato e intero, presenza di un cortissimo abbozzo di gambo, colore come da foto. Microscopia: excipulum ectale formato da cellule a tessitura più o meno angolare, excipulum medullare formato da cellule cilindracee e molto intrecciate tra loro. Aschi J + , ottosporici misuranti (163.1) 163.2 - 173.5 (189.6) × (8.8)10,69 - 13.89 (13.9) µm. Spore ialine con parete leggermente spessa, con grossa guttula oleosa centrale, di forma reniforme con apici ottusi, assenza di setti, misurano (17.4) 18.9 - 22.5 (24.5) × (6.2) 6.4 - 7.6 (8.1) µm Q = (2.2) 2.6 - 3.3 (4) ; N = 20 Me = 20.6 × 6.9 µm ; Qe = 3 Parafisi cilindriche, sottili e settate misurano 2,03-3,15  µm. Non ho osservato peli esterni all'excipulum ectale. L'osservazione microscopica mi porta a determinare questi campioni come T. aseptata, specie molto vicina a T.dumbirensis, però differisce da questa che ha spore con uno o due setti e granuli oleosi all'interno delle spore prima di essere espulse dall'asco, cose che mancano in T aseptata. Inoltre T. aseptata ha giunti a fibbia alla base degli aschi, cosa che manca in T.dumbirensis.




























lunedì 18 novembre 2024

Leccinellum lepidum (H. Bouchet ex Essette) Bresinsky & Manfr. Binder 2003

Leccinellum lepidum (H. Bouchet ex Essette) Bresinsky & Manfr. Binder 2003 

scheda AMINT:
Leccinellum lepidum (H. Bouchet ex Essette) Bresinsky & Manfr. Binder 2003

Tassonomia:
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Boletales
Famiglia Boletaceae

Sinonimi:
Leccinum lepidum (H. Bouchet ex Essette) Bon & Contu 1990

Etimologia:
Dal latino leccìnus, a , um = relativo al Leccio (Quercus ilex L.; dal latino ìlex, ìlicis = leccio).
Dal latino lèpidus, a, um = piacevole, gradevole, delizioso; relativamente alla sua buona commestibilità o al suo aspetto.

Cappello:
5-15 cm, dapprima emisferico poi convesso, mai piano, margine regolare e leggermente eccedente, superficie mai liscia ma rugosa, gibbosa o bitorzoluta; cuticola facilmente asportabile quando è untuosa, viscosa per pioggia o tempo umido, meno asportabile quando diventa vellutata, feltrata e opaca con tempo secco. Il colore varia dal nocciola chiaro al bruno molto scuro con tendenza a schiarire diventando giallastro, giallo limone verso il margine.

Imenoforo:
Tubuli sottili, lunghi, liberi al gambo, giallo limone nei giovani, diventano poi giallo oro per assumere tonalità grigiastre o brunastre in età, olivastri in seguito alla completa maturazione delle spore; Grigio violacei al taglio. I pori sono inizialmente rotondi e minuscoli, diventano poi angolosi; sono concolori ai tubuli e si macchiano facilmente di grigio o bruno scuro alla manipolazione. Spore in massa di colore bruno olivastro.

Gambo:
6-12 × 2-5 cm dapprima obeso, poi cilindrico con ingrossamento nella parte mediana, a volte ricurvo, con base quasi radicante e infossata nel terreno. Colore di fondo giallo citrino o giallastro. La superficie presenta fini granulazioni in rilievo rilevabili anche al tatto; tali granulazioni sono giallastre nei giovani esemplari, poi scuriscono fino al brunastro in età diventando più visibili per contrasto col colore di fondo.

Carne:
Nel cappello è inizialmente soda, poi molle mentre è più dura e fibrosa nel gambo. Di colore biancastro con sfumature gialle, vira al taglio a un rosa molto leggero poi al rosa violaceo e infine al grigio; non presenta odori particolari e ha sapore dolce.

Habitat:
Tipico dei boschi di Querce sempreverdi dell’area mediterranea: Quercus suber L. (Quercia da sughero) e Quercus ilex L. (Leccio). Inizia a comparire in autunno e continua a crescere nei boschi a clima caldo e temperato per tutto l’inverno, fino agli inizi della primavera. La sua crescita è abbondante in alcune annate particolarmente favorevoli per pioggia e per temperatura mite.

Commestibilità e Tossicità:
Buon commestibile dopo adeguata cottura, si consiglia però di utilizzare solo gli esemplari non troppo maturi e di scartare il gambo, duro e fibroso. Non risulta che i generi Leccinum e Leccinellum annoverino specie velenose o non commestibili.

Specie simili:
In ambiente mediterraneo troviamo Leccinellum corsicum (Rolland) Bresinsky & Manfr. Binder, di dimensioni inferiori, legato al sottobosco di macchia che vive in stretta simbiosi con gli arbusti di Cisto: Cistus monspeliensis L.(Cisto di Montpellier), Cistus incanus L. (Cisto rosso), Cistus salviifolius L. (Cisto femmina), e che mostra un viraggio spesso più rossiccio, rispetto a quello più violaceo di Leccinellum lepidum.

Simile è anche Leccinellum crocipodium (Letell.) Della Maggiora & Trassin. con cuticola che tende a screpolarsi; quest’ultimo fungo cresce anche in ambienti non mediterranei ed è legato in simbiosi con alberi di Querce caducifoglie.

Note tassonomiche:
Il genere Leccinellum Bresinsky & Manfr. Binder è di recente istituzione, essendo stato introdotto nel 2003. Comprende alcune delle specie precedentemente appartenenti al "vecchio" genere Leccinum Gray 1821. La separazione è avvenuta facendo confluire nel nuovo genere le specie con carne giallastra, tenendo conto anche della diversità della corteccia del cappello. Similmente a quanto avvenuto ancor più recentemente per il nuovo genere Butyriboletus, istituito nel 2014, in cui sono confluite specie a carne giallastra che erano ascritte al genere Boletus.

Scheda AMINT tratta da Tutto Funghi









sabato 16 novembre 2024

Coprinellus saccharinus (Romagn.) P. Roux, Guy Garcia & Dumas 2006

 Coprinellus saccharinus (Romagn.) P. Roux, Guy Garcia & Dumas 2006

Coprinellus studiato dall'amico Ubaldo Marulli, sue le foto micro e analisi.

Campioni raccolti dall'amico Bruno de Ruvo il 17.01.2024 in località Fiumicino ,  Teramo.

Microscopia

Spore  ovoidali, alcune mitriformi, basidi tetrasporici, cheilocistidi da globulosi a ovoidali, pleurocistidi simili a cheilo ma più grandi. 

L'assenza di pileocistidi e caulocistidi  ci permette di distinguere questa specie dal sosia C. micaceus. Non ho potuto visionare le cellule del velo per mancanza di residui dello stesso sui campioni essiccati.

Misure sporali :

(6.9) 7.2 - 8.7 (10) × (4.4) 4.5 - 5.4 (6) µm

Q = (1.3) 1.5 - 1.8 (2) ; N = 26

Me = 8 × 4.9 µm ; Qe = 1.6













venerdì 15 novembre 2024

Dacrymyces variisporus McNabb, N.Z. Jl Bot. 11(3): 504 (1973)

 Dacrymyces variisporus McNabb, N.Z. Jl Bot. 11(3): 504 (1973)

nei momenti umidi e piovosi capita d'incontrare nei boschi d'abeti, nei rami caduti a terra, delle formazione globose, giallo aranciate, evidenti. Il loro scopo è quello classico dei funghi demolitori, restituire materiale alla Natura decomponendo resisui morti di vegetazione.
Si ringrazia Ubaldo Marulli per aver verificato la presenza di GAF che differenzia questo ritrovamento dal simile Dacrymyces stillatus.

Foto micro e analisi di Ubaldo Marulli

Basidioma fino a 4 mm di diametro, sessile, forma lenticolare,  colori come da foto.

Contesto gelatinoso,  di colore giallastro.

Campioni raccolti dall'amico Bruno de Ruvo, Foto 2111 del 21.03.2023 - Ceppo di Rocca Santa Maria , su rametti d'abete.

Microscopia:

Spore: (17.😎 18.5 - 21.9 (22.9) × (7.4) 7.7 - 9.7 (9.9) µm

Q = (1.9) 2 - 2.8 (3.1) ; N = 12

Me = 19.8 × 8.7 µm ; Qe = 2.3

 ellissoidali, a leggermente allantoidi, lisce, fino a sette setti 

Basidi  forcati, assenza di cistidi, sistema monomitico, presenza di giunti a fibbia.





















mercoledì 13 novembre 2024

Scytinostroma hemidichophyticum Pouzar, Česká Mykol. 20(4): 217 (1966)

 Scytinostroma hemidichophyticum Pouzar, Česká Mykol. 20(4): 217 (1966)

una Corticiacea trovata su Fagus sylvatica e determinata magistralmente da Ubaldo Marulli, sue le foto micro e descrizione. Sul campo il netto odore di naftalina aiuta la determinazione.

Campioni raccolti dall’amico Bruno de Ruvo su resti di faggio, in località Ceppo nel comune di Rocca Santa Maria (TE) il 04.02.2024, foto n°0159.

Basidiomi rerupinati che crescono su resti di latifoglie, colore in questa raccolta tendente al rosa, consistenza dura, diffficile da scalfire o staccare dal substrato, sistema ifale dimitico, ife generative con setti semplici, ife scheletriche destrinoidi con pareti spesse disposte verticalmente e con terminazioni ramificate. Basidi tetrasporici, gloeocistidi  di due forme, cilindracei ocon terminazioni a punte spesso schizopapillate.

Spore globulose, JKJ positivo con le seguenti misure : (5.7) 6.1 - 7 (7.3) × (4.9) 5.2 - 6.3 (6.6) µm

Q = 1 - 1,2 (1,3) ; N = 30

Me = 6,5 × 5,8 µm; Q = 1,1

Da segnalare l’odore di naftalina caratteristico di questa specie, apprezzabile però solo su campioni freschi.