giovedì 11 dicembre 2025

Hymenogaster citrinus Vittad., Monogr. Tuberac. (Milano): 21 (1831)

Hymenogaster citrinus Vittad., Monogr. Tuberac. (Milano): 21 (1831)

Carpoforo fotografato non habitat e trovato dalla Sig.ra Angela Leobruno, determinato, con analisi e foto micro, da Ubaldo Marulli.

L'Hymenogaster citrinus è un fungo ipogeo (che cresce sottoterra) non commestibile, parte della famiglia delle Hymenogasteraceae. È noto per il suo peridio (la "pelle") che al taglio mostra un caratteristico colore giallo oro. 
Caratteristiche principali
Aspetto: I carpofori sono subglobosi, lisci, gibbosi o lobati in modo irregolare, e hanno dimensioni generalmente comprese tra 1 e 3 cm. La superficie esterna varia da ocra scuro a marrone rossiccio.
Peridio: Sottile, non separabile dalla gleba (la massa interna delle spore), e di un evidente colore giallo oro se tagliato fresco.
Gleba: Dura, inizialmente biancastra ma che diventa marrone scuro a maturità, con piccole cellette interne.
Odore: Può variare; alcuni rapporti indicano un odore simile all'aglio o al gas.
Spore: Di forma da citriforme a fusoide (allungate con estremità appuntite) e con evidenti nervature longitudinali, di colore marrone rossiccio. 
Habitat e Distribuzione
L'Hymenogaster citrinus forma ectomicorrize con varie specie di alberi latifoglie e conifere, come le querce e i castagni. Si trova in vari habitat boschivi nell'emisfero settentrionale, inclusa l'Europa (dove è stato originariamente descritto da Carlo Vittadini nel 1831). 

Hymenogaster citrinus Vittad., Monogr. Tuberac. (Milano): 21 (1831)
Sinonimia:
Gautieria citrina (Vittad.) Bougher & Castellano [come 'citrinus'], Mycologia 85(2): 275 (1993)
Hymenogaster citrinus var. pallens Soehner, Kryptog. Forsch. 1(6): 397 (1924)
Dal campione secco, inviato dall’amico Bruno, del 5.6.25, foto n°4720, raccolto nel comune di Manoppello (PE) tra querce, sambuchi e pioppi ho riscontrato quanto segue.
Basidiospore:fusiformi, con appendici sterigmali, coperte da perisporio ruguloso, di colore brunastre.
25.2 [29.3 ; 31.1] 35.2 × 10.9 [12.9 ; 13.7] 15.7 µm
Q = 1.7 [2.2 ; 2.4] 2.9 ; N = 30 ; C = 95%
Me = 30.2 × 13.3 µm ; Qe = 2.3 
Basidi: pochi osservati in quanto facilmente collassabili nei campioni essiccati,  bisporici , ma anche mono e trisporici.
Palizzata imeniale formata da pseudobasidi di forma cilindro-clavata 22 [22.8 ; 24] 24.8 × 6.3 [8.3 ; 11.5] 13.5 µm, assenti cheilocistidi.
Il peridio è formato ife più o meno parallele mentre lo strato basale  da ife  globulose-angolate 
Assenza di giunti a fibbia.
A completamento della scheda aggiungo descrizione macroscopica presa dal sito di avelinosetas.info
Basidiomi: globosi, tuberiformi, irregolari, gibbosi lobate, con dimensioni di 0,5-4,5 cm, con una base sterile molto ridotta o assente, da cui emergono alcuni rizoidi miceliali solforosi. Fungo ipogeo. La superficie inizialmente leggermente tomentosa di un giallo brillante, dorato, poi ossidato di ocra scuro, rossastro, alla fine quasi nera. che sviluppa basidiocarpi fino a 20 x 18 mm di diametro, globulosi, ellissoidi a turbinati, duri ma elastici, gibosi a causa della presenza di alcune profonde scanalature ottuse, sebbene talvolta anche con una superficie omogenea. Subgloboso, liscio o gibboso o irregolarmente lobato, talvolta solcato, con dimensioni comprese tra ± e 5 cm, con cordoni miceliali. Superficie opaca inizialmente giallo brillante, dorato, poi ossidata in ocra scuro, marrone-rossastro, con macchie nere.
Peridio: non staccabile, spesso fino a 0,3 mm, leggermente tomentoso, superficialmente e in sezione citrino giallo, solforoso o dorato alla maturità, biancastra nei giovani esemplari; rapidamente rosso-bruno o annerito zonalmente dopo la maneggiatura o l'esposizione all'aria. non separabili, inizialmente bianchi, poi giallo-oro al taglio, infine rosso scuro, secco, fragile e liscio. Non separabili, spessi oltre 300 micron quando freschi, giallo dorato, rapidamente rosso-bruno o annerito zonalmente dopo la maneggiatura o l'esposizione all'aria.
Gleba: labirintica formata da camere strette, senza un orientamento spaziale chiaro, ben visibile a occhio nudo, coperta da un imenio biancastro all'inizio, marrone, bruno-rossastro o cioccolato alla maturità, annerito come il peridio e dotato di una matrice intracamerale leggermente gelatinizzata e traslucida, compatta di consistenza dura, dal bianco all'ocraco, poi rosso-marrone, molto scuro all'estremità, con cellule piccole, rotonde o appiattite, inizialmente con una base sterile, poi scompare. Labirintico formato da camere strette, ben visibili a occhio nudo, ricoperto da un imenio biancastro all'inizio, marrone, bruno-rossastro o cioccolato alla maturità, annerito come il peridio e dotato di una matrice intracamerale leggermente gelatinizzata e giallastra. Un odore e un gusto forti e particolari, aromatici, caramellati o anche con Prunus laurocerasus, si attenuano quando sono chiusi in un contenitore ermetico
Base: molto ridotta o assente di sterilità, da cui emergono alcuni rizoidi miceliali solforosi.
Carne: Un odore e un gusto intensi e particolari, aromatici, caramellati o anche con Prunus laurocerasus, si attenuano quando sono chiusi in un contenitore ermetico. Odore piacevole, fruttato, forte, leggermente rancido o debolmente fenolico di olio di frutta secca.
Colore delle spore: marrone-rossastro alla maturità




































mercoledì 10 dicembre 2025

Gymnosporangium clavariiforme (Wulfen) DC., a Lamarck & de Candolle, Fl. franç., Edn 3 (Parigi) 2: 217 (1805)

Gymnosporangium clavariiforme (Wulfen) DC., a Lamarck & de Candolle, Fl. franç., Edn 3 (Parigi) 2: 217 (1805)

Fungo studiato dall'amico Ubaldo Marulli sue le foto micro ed analisi.

Descrizione e Ciclo Vitale

Classificazione: Appartiene al regno dei funghi, divisione Basidiomycota, classe Pucciniomycetes, ordine
Pucciniales (comunemente noti come funghi della ruggine).

Ciclo Eteroico: Il fungo alterna il suo ciclo vitale tra due piante ospiti principali:

Ospite primario (invernale): Principalmente il ginepro (Juniperus communis). Sul ginepro, il fungo sviluppa un micelio che causa la formazione di galle (rigonfiamenti) sui rami. In primavera, da queste galle emergono delle caratteristiche strutture gelatinose, di colore arancione, a forma di corno o lingua, chiamate teleutosori.

Ospite secondario (estivo): Varie piante della famiglia delle Rosacee, in particolare il biancospino (genere Crataegus), ma anche melo e pero. Le basidiospore prodotte sui ginepri vengono trasportate dal vento e infettano le foglie di queste piante, dove si sviluppano macchie giallo-arancio sulla pagina inferiore, seguite dalla produzione di ecidiospore, che a loro volta reinfettano i ginepri, chiudendo il ciclo. 

Sintomi e Danni

I sintomi variano a seconda della pianta ospite:

Su ginepro: Formazione di galle legnose che in condizioni umide primaverili producono masse gelatinose e arancioni di spore.

Su biancospino/melo/pero: Sviluppo di macchie clorotiche (gialle) sulle foglie e, successivamente, escrescenze (ecidi) sulla pagina inferiore, che possono portare a defogliazione e, nei casi più gravi, a danni ai frutti o alla salute generale dell'albero

Analisi di Ubaldo:

Gymnosporangium clavariiforme (Wulfen) DC., a Lamarck & de Candolle, Fl. franç., Edn 3 (Parigi) 2: 217 (1805)

Sinonimia:
Aecidium clavariiforme (Wulfen) Arthur, Risultato. Scienze Congr. Robot. Wien 1905: 343 (1906)
Aecidium juniperinum (L.) Arthur, Risultato. Sci. Congre. Robot. Wien 1905: 343 (1906)
Aecidium laceratum DC., in Lamarck & de Candolle, Fl. franç., Edn 3 (Parigi) 2: 247 (1805)
Ciglides laceratum Chevall., Fl. gén. env. Parigi (Parigi) 1: 384 (1826)
Gymnosporangium juniperi Rabenh., Deutschl. Krypt.-Fl. (Lipsia) 1: 29 (1844)
Gymnosporangium juniperinum (L.) Mart., Fl. crypt. erlang. (Norimberga): 333 (1817)
Gyraria juniperina Gray, Nat. Arr. Brit. Pl. (Londra) 1: 594 (1821)
Peziza juniperina (L.) F.H. Wigg. [come 'iuniperina'], Prim. fl. holsat. (Kiliae): 105 (1780)
Podisoma clavariiforme (Wulfen) Duby [come 'clavariaeforme'], Bot. Gall., Edn 2 (Parigi) 2: 881 (1830)
Roestelia lacerata Mérat [come 'laceratum'], Nouv. Fl. Environs Parigi, Edn 2 1: 113 (1821)
Tremella auriformis Hoffm., Veg. Crypt. 1: 31 (1787)
Tremella clavariiformis Wulfen [come 'clavariaeformis'], in Jacquin, Collnea bot. 2: 174 (1789) [1788]
Tremella clavariiformis var. communis Alb. & Schwein., Consp. fung. (Lipsia): 304 (1805)
Tremella clavariiformis ß ligularis (Bull.) Pers. [come 'clavariaeformis'], Syn. meth. fung. (Göttingen) 2: 629 (1801)
Tremella juniperina Wahlenb., Fl. Suec. 2: 994 (1826)
Tremella juniperina L., Sp. pl. 2: 1157 (1753)
Tremella juniperina var. auriformis (Hoffm.) Pers., Syn. meth. fung. (Göttingen) 2: 626 (1801)
Tremella juniperina var. fulva Alb. & Schwein., Consp. fung. (Lipsia): 303 (1805)
Tremella ligularis Bull., Hist. Champ. Fr. (Parigi) 1(1): 223 (1791)

Fase teliale di Gymnosporangium clavariiforme,su rami di Juniperus communis.

Ho eseguito la microscopia su campione secco inviatomi dall’amico Bruno , foto n° 4457 del 27.4.25 raccolto in località Prati di Tivo.

 Teleutospore composte da due cellule triangolari, una delle quali peduncolata, unite alla base formando un rombo,con dimensioni di 

87.9 [88.5 ; 91.6] 128,3 × 7.9 [9.6 ; 17.9] 19.6 µm

Le due cellule triangolari si separano e nella zona basale, ai lati, sono presenti due pori germinativi da cui si sviluppano ife cilindriche settate che daranno origine a fragmobasidi. 

Fragmospore 11.2 [11.5 ; 12.3] 12.6 × 8.5 [9.3 ; 11.4] 12.2 µm