martedì 22 dicembre 2015

E' il momento degli auguri...

Carissimi amici,

Natale é arrivato, tra poco cominceremo le nostre Sante Feste e festeggeremo il Nuovo Anno.
Oramai le nostre uscite alla ricerca dei funghi sono solo ricordi, la stagione non é stata delle migliori ma siamo già pronti per iniziarne una nuova con la migliore grinta.
Vi ringrazio tutti per aver seguito i vari aggiornamenti sulla situazione micologica teramana, certo non tutti erano contenti ma noi tiriamo per la nostra strada fatta di educazione ed informazione, elementi che da soli fanno del cercatore anche un naturalista rispettoso.
Presto riprenderemo con i marzuoli e gli spinaroli ma per il momento godiamo della tranquillità e dell'affetto delle nostre famiglie, riposiamoci, mangiamo bene ed in allegria anche don due funghi porcini da scongelare.
Non mi dilungo ancora ed allora, cari amici, Buone Feste e Tantissimi Auguri di un Felice e Sereno 2016.

ciao

bruno


sabato 19 dicembre 2015

Peziza arvernensis Boud.

Scheda tratta dal sito dell'AMINT - Tutto Funghi

Peziza arvernensis Boud.

Tassonomia
Ordine Pezizales
Famiglia Pezizaceae

Foto e Descrizioni 
Ritrovamento effettuato in una giardino cittadino, sotto cedro, dove si presenta fedelmente da almeno tre anni. Il diametro degli ascomi andava dai 3 agli 8 cm. Coppette a volte ripiegate verso l'interno, tendono ad aprirsi, quasi spianarsi a maturità.

Microscopia
Aschi ottosporici, amiloidi, 225-290 x 15-19 micron. Parafisi sottili, multisettate, di lunghezza inferiore agli aschi, con apice dritto, in alcuni casi appena ingrossato. Spore ellittiche finemente e distinatamente verrucose, quelle immature appaiono "grossolanamente" biguttulate,particolare che scompare completamente in quelle mature. 18-20 x 8,5-10,5. Subimenio di colore bruno scuro alla lente, con struttura globoso-angularis, excipulm medullare pluristratificato, excipulum ectale anch'esso brunastro alla lente, costituito da ife che vanno dal globoso a piriformi allungate, rigonfie con radi e corti ciuffetti di peli che eccedono la struttura.

Note
Molte le specie simili per morfocromatismi che potrebbero essere confuse con P.arvernensis. Peziza varia ha spore 15x10, quindi nettamente più piccole, parafisi moniliformi e superfice esterna biancastra o grigio-brunastra chiara più o meno forforacea.
Peziza pseuvesiculosa ha imenoforo fulvo-brunastro, più o meno scuro, talora con riflessi violacei, e superfice esterna subliscia verso la base, forforacea all'orlo, spore 14-16(17) x 8-9 micrometri, ellissoidali, finemente verrucose, con molte piccole guttule (Fonte Medardi - Ascomiceti d'Italia).
Peziza subumbrina ha un diametro degli apoteci che vanno dai 10 ai 15 mm di diametro, spore più marcatamente e diversamente ornamentate ed diversa struttura del sub-imenio e dell'excipulum. (Fonte RdM, 2008 1:23-32 - Angela Lantieri).


Peziza arvernensis

Peziza arvernensis

Aschi con spore di Peziza arvenensis - Photo by Marino Zugna

altra raccolta determinata dall'amico Ubaldo Marulli
Aleuria arvernensis (Roze & Boud.) Gillet, Champignons de France, Discom. (8): 206 (1886) [1879]
Aleuria sylvestris Boud., Icon. Mycol. (Paris) 2: tab. 261 (1906)
Galactinia sylvestris (Boud.) Svrček, česká mykol. 16(2): 111 (1962)
Peziza silvestris (Boud.) Sacc. & Traverso, Syll. fung. (Abellini) 20: 317 (1911)
Ascomi raccolti e fotografati dall'amico Bruno de Ruvo in località Prati di Tivo il 15.09.2024, foto n°2238.
Microscopicamente si osserva quanto segue :
Aschi monotunicati, amiloidi, spore ellittiche con fini verruche, parafisi settate con apice rigonfio.                                              Misure:
Spore (15.1) 15.7 - 17.5 (17.9) × (7.😎 8.2 - 9.4 (9.6) µm
Q = (1.7) 1.8 - 2 (2.1) ; N = 19
Me = 16.7 × 8.8 µm ; Qe = 1.9
 Aschi 225.44 - 250.29  ×  11.13 - 11.3 µm
Apice delle parafisi 10.7 × 7.5 µm











venerdì 18 dicembre 2015

Peziza michelii (Boud.) Dennis

Peziza michelii (Boud.) Dennis

Tassonomia
Divisione Ascomycota
Classe Pezizomycetes
Ordine Pezizales
Famiglia Pezizaceae

Foto e descrizioni

Singoli o gregari su terreno argilloso sotto latifoglia. Apotecio 10-40 mm. di diametro, sessile, cupuliforme; superficie imeniale liscia, da violaceo-lilacino a fulvo-cannella con sfumature rosa-lilacine;  superficie esterna  grigiastra poi più o meno concolore, pruinosa; orlo da involuto a disteso-ondulato; carne ceracea, grigiastra, ingiallente a maturazione o alla frattura; latice poco abbondante, ialino, esposto all’aria vira al giallo-acido.

Peziza michelii

Peziza michelii

Peziza michelii

Asco con spore di Peziza michelii - Photo by Marino Zugna

mercoledì 16 dicembre 2015

Lachnellula subtilissima (Cooke) Dennis

Scheda redatta dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Lachnellula subtilissima (Cooke) Dennis, Persoonia 2(2): 184 (1962)

N. scheda: 3806
Data di ritrovamento: 30/03/2008
Località: Ceppo - abetaia secolare
Comune: Rocca Santa Maria
Coordinate geografiche: 339; III; TERAMO
Altezza slm: f. 4
Habitat: su corteccia e legno di abete rosso.
Determinatore: Zugna M.
Legit: de Ruvo B.


piccolissimi aschi di colore giallo con contorno quasi orlato di colore bianco vegetante su legno d'abete, la grandezza non supera i 2-3 mm di diametro.

Lachnellula subtilissima 

Lachnellula subtilissima 

Lachnellula subtilissima 

Lachnellula subtilissima 

Spore di Lachnellula subtilissima  - Photo di Marino Zugna

Mitrophora semilibera

Scheda fonte AMINT - Tutto Funghi

Mitrophora semilibera (DC.) Lév.

Tassonomia
Divisione Ascomycota
Classe Pezizomycetes
Sottoclasse Pezizomycetidae
Ordine Pezizales
Famiglia Morchellaceae

Etimologia
Dal latino semi e libera = libera a metà.

Nome italiano
Spugnola, Spugnola semilibera.

Ascocarpo
Di dimensioni e forma variabile 2,5-6(8) × 2-5(7) cm, con crescita tipicamente primaverile, la mitra si presenta generalmente di forma conica, talvolta arrotondata, con costolature longitudinali evidenti e marcate ed altre disposte traversalmente ma meno in rilievo, insieme formano gli alveoli. Le costolature verticali spesso sono disposte in modo rettilineo e sono sempre di colore più scuro del resto della mitra e possono attestarsi su toni decisamente nerastri in maturazione o con clima secco. La superficie esterna, che è anche la parte fertile dell'ascocarpo, può presentarsi con colorazioni alquanto variabili, da ocra-brunastro a bruno-grigiastro, bruno olivastro o bruno con sfumature rossastre. Nella parte interna e libera della mitra, che è ruvida e di colore biancastro nei giovani esemplari e crema pallido in maturazione, si trova la vallecola, ovvero il punto di inserzione al gambo, situata pressapoco nella metà superiore della sua lunghezza.

Gambo
3-7(9) × 1-2,5 cm, ruvido, delicatamente granuloso, cilindrico, talvolta schiacciato alle estremità e solcato nella sua lunghezza, colore biancastro, crema chiaro se imbevuto d'acqua o in vecchiaia, a volte con macchie rugginose verso la base, internamente è cavo, forforaceo e generalmente subconcolore alla parte esterna.

Carne
Esigua, fragile, moderatamente elastica nella mitra, fragile e un poco ceracea nel gambo; odore subnullo o leggermente spermatico; sapore gradevole, dolciastro o leggermente acidulo.

Habitat
Fruttifica in primavera, spesso accompagnata a esemplari di Morchella esculenta, nelle immediate vicinanze di corsi d'acqua quali fossi e canali e lungo il corso di fiumi e torrenti, sempre in prossimità di Pioppi, Olmi, Frassini, Biancospini, Testucchio (Acer campestre); fungo gregario e fedele negli anni al luogo di crescita.

Microscopia
Spore lisce, ampiamente ellittiche, misuranti 22-25 × 12-15 µm; aschi di forma cilindrica, ottosporici, non reagenti al Melzer (inamiloidi), parafisi settate, di forma cilindrica e con apice dilatato.

Commestibilità o Tossicità
Commestibile anche di buona resa e qualità previo consumo dopo adeguata cottura, infatti contiene sostanze termolabili che si annullano dopo prolungata esposizione alle alte temperature.

Somiglianze e varietà
Per la colorazione della mitra e per la morfologia in generale potrebbe essere confusa con Morchella elata (= Morchella conica); la diversa attaccatura della mitra al gambo, il diverso areale di crescita, generalmente sotto conifera, sono elementi che permettono di evitare l'errore determinativo. Altra possibile confusione potrebbe insorgere con esemplari tardivi di Verpa bohemica (= Ptycoverpa bohemica), l'inserzione della gambo alla mitra situato nella parte apicale e la disposizione delle costolature celebriforme permettono una facile distinzione su campo.

Osservazioni
Secondo alcuni Autori Mitrophora semilibera sarebbe collocata nel Genere Morchella, questi sostengono che la sola particolarità della disposizione della vallecola a circa metà, o anche fino a due terzi, della mitra non sia sufficiente per avallare un Genere a sè stante.
Preferiamo in questa sede proporlo differenziato, anche per la diversa morfologia degli alveoli e la consistenza della carne.
In letteratura esistono interpretazioni sulle diverse colorazioni pileiche e sulla morfologia, le quali hanno certamente contribuito a creare nuove entità.
Secondo alcuni Autori le specie con toni rossastri sono prerogativa di Mitrophora fusca, mentre le piccole dimensioni, specialmente nel rapporto gambo-cappello e le colorazioni più chiare con toni olivastri sono attribuibili a Mitrophora varisiensis, oltre per la conformazione delle parafisi senza rigonfiamento apicale e poco ramificate. Diversa interpretazione è data per Mitrophora gigas, la quale si manifesta con dimensioni imponenti e cappello bruno-marrone.

Secondo il nostro punto di vista queste differenze non sono sufficienti per proporre singole specie e sono probabilmente dovute alle diverse tipologie dell'areale di crescita, la diversa composizione del substrato e non ultime le condizioni ecologiche particolari. In un futuro, ormai vicino, le osservazioni dei caratteri filogenetici (DNA) ci permetteranno di avallare o meno queste discordanze.

Mitrophora semilibera

Mitrophora semilibera

Mitrophora semilibera

Mitrophora semilibera

Mitrophora semilibera

Aschi e spore di Mitrophora semilibera - Photo by Marino Zugna

martedì 15 dicembre 2015

Peziza proteana f. proteana (Boud.) Seaver

Scheda redatta dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Peziza proteana f. proteana (Boud.) Seaver, Mycologia 9(1): 1 (1917)

Classificazione: Fungi, Ascomycota, Pezizomycotina, Pezizomycetes, Pezizomycetidae, Pezizales, Pezizaceae, Peziza 

Basionimo: Galactinia proteana (Boud.) Sacc. & P. Syd. 1902

Sinonimi: 
Aleuria proteana Boud., (1899)
Peziza proteana (Boud.) Seaver, Mycologia 9(1): 1 (1917)

Descrizione macro “parzialmente desunta dalle fotografie della raccolta e dall'exsiccatum”.
Ascomi a forma di coppa, larghi fino a 50 mm, sessili, superficie imeniale liscia, da biancastra a grigiastra o anche rosata, ocra chiaro in vecchiaia e con il secco, superficie esterna liscia in basso, forforacea verso il margine dell’apotecio, da biancastra e con toni rosato fino a ocra, nocciola a maturità e con tempo secco, margine intero, ondulato alle volte parzialmente denticolato, carne biancastra, di consistenza elastica, non fragile, odore spermatico.
In alcuni esemplari, ai bordi esterni degli apoteci si sono notate delle tonalità giallastre, forse originate da una presenza di sostanze liquide, presenti negli esemplari freschi.
Descrizione micro:
Aschi: J+ all’apice, 200 - 250 x 8 - 10 µm, cilindrici, contenenti otto spore uniseriate, con base attenuata, pleurorinca.
Spore: (10,81) 11,23-12,305 (12,70) x (5,58) 5,722-6,214 (6,43) µm, in media 11,71 x 5,95 µm, Q. (1,72) 1,861-2,059 (2,16); Q. medio 1,97; ellittiche, con due guttule, verrucose, a volte crestate per congiunzione delle verruche ma mai a formare un vero e proprio reticolo, le guttule sono meno evidenti e alle volte non si notano affatto.
Parafisi:, larghe 2,5-3 µm, settate, non forcate e con terminale a volte ricurvo, allargato fino a 8 µm, contenente delle granulazioni giallastre colorantesi in blu con Blu Cotone Lattico
In un esemplare della raccolta, in cui la sezione della carne misurava 1500 µm abbiamo riscontrato 5 strati così differenziati:
Imenio spesso 250 µm.
1/ subimenio spesso 65-75 µm, formato da cellule a textura intricata con tendenza a globuloso angularis larghe 5-12 µm.
2/ excipulum medullare superiore spesso 600µm, a textura globulosa angularis, composta da cellule subglobose con diametro fino a 80-90 µm.
3/ excipulum medullare medio spesso 300 µm, a textura intricata disposta prevalentemente perpendicolare all’imenio, formata da ife cilindriche larghe 5 - 10 µm.
4/ excipulum medullare inferiore spesso 200 µm, a textura globulosa angularis, con cellule subglobose 60-90 µm, di diametro.
5/ excipulum ectale spesso 80-100 µm, composto da cellule subglobose con diametro 10-15 µm, contenenti un pigmento intracellulare giallastro.

Osservazioni: 
macroscopicamente la raccolta appare molto simile a Peziza petersii Berkeley 1875, tanto che, abbiamo avuto non poche perplessità prima di azzardare la determinazione proposta.
Da P. petersii, si discosta per alcune peculiarità macroscopiche, tra cui, la presenza di un siero giallognolo e dai colori degli apoteci, dissimili, anche se in non poche circostanze le due specie possono evocarsi.
Microscopicamente, il carattere che più si nota è la textura della carne formata da cinque strati e le parafisi contenenti granulazioni giallastre.
Dalle foto verrebbe da pensare ad una specie di color ocra-nocciola, in verità il colore iniziale è biancastro con tonalità che possono assumere sfumature grigiastre e/o rosate, come si nota in diversi esemplari nelle molteplici foto. Il colore ocra-nocciola viene a sorgere soltanto in seguito, quando, gli esemplari giungono a maturazione oppure per conseguenza di fattori climatici avversi. Da quanto ci risulta la forma proteana è poco comune, mentre, risulta molto più comune la forma sparassoides.

Dati relativi alla raccolta:
N. scheda: 3828; Data di ritrovamento: 09/05/2008; Località: Bosco del Bucione Santo Stefano; Comune: Torricella Sicura; Coordinate geografiche: 339; III; TERAMO; Altezza slm: f. 3; Habitat: in boshetto di quercia bruciato, tra i resti carboniosi.; Determinatore: Zugna M.; Legit: de Ruvo B.

Bibliografia:
Baiano, Filippa & Garofoli 2000: Ascomiceti interessanti del Nord Italia, Funghi non Delineati.
Breintenbach & Kranzlin 1984: Champignons de Suisse Tome 1.
Donadini J. C. 1981: Le genre Peziza dans la sud-est de la France.
Dougoud R. 2001: Clés des Discomycétes carbonicoles. Doc. Myc. Tome XXX Fasc. n° 120 - mars. 2001
Jamoni P.G., 1997: Lo studio del genere Peziza- Funghi e Ambiente 1997.

Monti, Marchetti, Gorreri, Franchi. 1992: Funghi e cenosi di aree bruciate - Indagine nell'ambiente del Parco, 1992, 1029

Peziza proteana f. proteana

Peziza proteana f. proteana

Peziza proteana f. proteana

Peziza proteana f. proteana

Peziza proteana f. proteana

Peziza proteana f. proteana

Spore di Peziza proteana f. proteana - Photo by Marino Zugna

Peziza proteana f. proteana

Peziza succosa Berk.

Scheda redatta dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Peziza succosa Berk., British Fungi: no. 156 (1841)
Sinonimi:
Galactinia succosa (Berk.) Sacc., Syll. fung. (Abellini) 8: 106 (1889)
Otidea succosa (Berk.) Thüm.
Plicaria succosa (Berk.) Rehm

Descrizione macro “parzialmente desunta dalle fotografie della raccolta e dall'exsiccatum”.
Ascomi con Ø fino a 20 mm, a forma di coppa con i bordi lievemente involuti ed un po' lobati, base sessile; superficie imeniale di colore molto mutevole, specialmente nel confronto tra esemplari giovani e adulti; all'inizio biancastra, quindi di color cuoio poi grigiastra con tonalità brunastre, più cariche al centro, non notate tinte violastre o rossastre. Superficie esterna forforacea verso il margine dell’apotecio "forfora di colore rugginoso", finemente pruinosa nelle pareti, biancastra, bianco-plumbeo "concolore all'imenio nei giovani esemplari", con l'età rimane spesso più chiara dell'imenio, a zone e verso la base leggermente macchiata di ruggine, nei punti lesionati e nelle vecchie fratture si notano evidenti tracce gialle dovute al latice ossidato all'interno della carne.
Carne di poco superiore il millimetro, all'inizio pallida o lievemente ocracea, ingiallente per l'emissione di copioso latice, elastica, odore lievemente spermatico dopo reidratazione. Immergendo un pezzo di exsiccatum in acqua, per alcuni minuti, questa diviene di un bel colore giallo zolfo, quindi, giallo-arancio.
Descrizione micro.
Aschi cilindrico-clavati, 280-320- x 15-20 µm, amiloidi, aporinchi, contenenti 8 spo­re uniseriate.
Spore ellittiche, (15,5)16,4-18,7 (19,1) x (9,2) 9,6-11 (11,5)µm, in media 17,6 x 10,2 µm, Q. = (1,5) 1,5-1,9 (1,9), Q.m.= 1,7; Vol. = (753,3) 834,89-1179,54 (1228,4), Vol.m.= 967,2; biguttulate, quando ancora immature, quindi con un'ampia guttula centrale che, a completa maturità, risulta non più visibile per la concomitante presenza di verruche più o meno grosse alte 1-2,5 µm e multiformi, spesso con profilo conico-aguzzo, ma anche angoloso, quadrangolare o a bottone, singole o riunite da basse e poco evidenti connessioni, alle volte riunite in brevi creste lunghe 3,5-5 µm; parafisi con Ø 4,5-5,5 µm, cilindriche, settate, forcate nell'ultimo setto, con sommità dello stesso spessore o allargata fino a 6-8 µm, pigmentate di giallastro.
In un esemplare della raccolta, in cui la sezione della carne misurava circa 1100 µm, si sono evidenziati i seguenti strati con gli spessori di seguito indicati: 
Imenio 300 µm, subimenio 50 µm, composto da cellule multiformi di 5-10 µm;
1/ Excipulum medullare superiore 150 µm, a textura intricata relativamente fitta, disposta perpendicolarmente all'imenio;
2/ Excipulum medullare inferiore 450 µm, a textura globulosa con cellule vesci­colose di Ø (21)-39-50-(58) µm, mischiate a scarse ife laticifere;
3/ Excipulum ectale di 150 µm, costitui­to da cellule di piccolo calibro, mescolate ad ife subcilindriche, settate, costituenti una textura intricata ben differenziata dall'excipu­lum medullare superiore.

Dati relativi alla raccolta. N. scheda: 3851. Data di ritrovamento: 06/07/2008. Località: Coste di Contradarno. Comune: Pietracamela (TE). Coordinate geografiche: 349-I-MONTORIO AL VOMANO. Altezza slm: 1000. Habitat: boschetto di Corylus avellana, Quercus sp., Populus sp. Legit: de Ruvo Bruno. Determinatore: Zugna M. 

Osservazioni
La specie che più si avvicina a P. succosa è senz'altro P. succosella che, abitualmente, possiede ascomi di taglia e spessore inferiori e un tono di colore imeniale molto scuro già negli esemplari giovani; microscopicamente, le spore con ornamentazione minore e di differente aspetto e le paralisi rigonfie alla sommità.
le caratteristiche principali che contraddistinguono le due specie, non sempre sono così eclatanti come si vorrebbe, nel nostro caso, le misure riscontrate sono state quasi tutte minori di quanto riportato dalla bibliografia, per questa specie.
Per contro, l'ornamentazione delle spore è risultata essere molto pronunciata ed in tutto simile a quanto riportato nella monumentale opera di (Le Gal M. - 1947), questo particolare, sommato agli altri, ci consente di poter attribuire con una relativa certezza l'epiteto presunto a questa raccolta.
Di seguito riportiamo parte della chiave elaborata da (Garofoli D. & G. Baiano - 1996), che porta alla discriminazione tra le due specie:
· Apoteci di piccole dimensioni (0,5-1-1,5 cm) e sottili. Imenio di colore grigio o grigio nerastro scuro. Spore ellittiche 17,5-20 x 10-11 µm, monoguttulate, orna­te da verruche disposte regolarmente. Paralisi con sommità allargata a capitu­lo, fino a 12-15 µm, e contenente grossi granuli giallo-bruni P. succosella
· Apoteci più grandi. Latice molto abbondante. Parafisi moderatamente in­grossate alla sommità, fino a 8-9 µm, contenenti granulazioni meno evidenti. Spore ellittiche 18,5-21,5 x 9-12,5 µm, ornate da verruche grossolane ed eviden­ti a completa maturazione. Excipulum medullare inferiore a textura globulosa-intricata formata da cellule globose frammiste ad ife cilindriche P. succosa

Bibliografia:
Breintenbach J. & F. Kranzlin - 1984: Champignons de Suisse Tome 1.
Donadini J. C. - 1981: Le genre Peziza dans la sud-est de la France.
Garofoli D. & G. Baiano - 1996: Il genere Peziza I° contributo: specie a lattice ingiallente. RdM, 3/1996. p. 233-258.
Jamoni P.G. - 1997: Lo studio del genere Peziza- Funghi e Ambiente 1997.

Le Gal M. - 1947: recherches sur les ornementations sporales des discomycétes operculés. Masson et Cie éditeurs 1947 PARIS

Peziza succosa

Peziza succosa

Peziza succosa

Aschi e spore di Peziza succosa - Photo by Marino Zugna