lunedì 11 gennaio 2016

Conocybe macrospora (G.F. Atk.) Hauskn.

Scheda redatta dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia


Conocybe macrospora (G.F. Atk.) Hauskn.

Basionimo: Galerula macrospora G.F. Atk., Proc. Am. phil. Soc. 57: 371 (1918)
Sinonimi: Conocybe ochracea f. macrospora (G.F. Atk.) Kühner ex Watling, Notes R. bot. Gdn Edinb. 31: 170 (1971).
Conocybe pubescens var. macrospora (G.F. Atk.) E. Ludw., Pilzkompendium (Eching) 2([2]): 135 (2007).
Conocybe rubiginosa Watling, Notes R. bot. Gdn Edinb. 38(2): 353 (1980).
Conocybe tenera f. bispora J.E. Sass, Am. J. Bot. 16: 692 (1929).
Galerula macrospora G.F. Atk., Proc. Am. phil. Soc. 57: 371 (1918)

Sistematica: Bolbitiaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi.

Descrizione macroscopica della raccolta
Pileo largo fino 15 mm, alto fino 13 mm, da subemisferico a paraboloide, privo di umbone, mai completamente disteso, da ocra a camoscio, poco igrofano, un po’ traslucido a tempo umido, feltrato con il secco, margine non striato.
Lamelle adnate, ventricose, piuttosto rade, intercalate da lamellule (1 L = 1-3 l). All'inizio ocracee quindi rugginose, filo lamellare finemente crenulato, concolore.
Stipite 25-40 x 1,5-2 mm, cilindrico, da bianco a biancastro, bruniccio in vecchiaia; longitudinalmente striato, finemente pubescente, base di pari spessore o appena leggermente allargata.
Carne esigua, da biancastra, a bruniccia; odore e sapore non testati.
Sporata in massa non ottenuta.
                                                                                                                              
Descrizione microscopica della raccolta
Spore (12,09)15,10 - 16,36 - 17,44 (20,88) x (7,23) 8,62 - 9,3 - 9,90 (10,96) µm, Q. = (1,52) 1,65 - 1,72 - 1,87 (1,93); Vol. = (331,3) 591,1 - 759,90 - 886,9 (1278,4) µm3, da ellissoidi a subamigdaliformi in proiezione laterale, largamente ellittiche in proiezione frontale, apparentemente lisce al microscopio ottico, parete spessa 0,7 - 0,86 - 1,0 µm, poro germinativo centrale con diametro 1,1 - 1,44 - 1,8 µm, apiculo evidente. Al microscopio ottico di colore marrone-rugginoso con KOH 2%.
Basidi 19,1 - 23,72 - 29,0x 9,9 - 10,9 - 12,3 µm, Q.m. = 2,03; Vol. m. = 1499 µm3, clavati, in maggioranza bisporici, con una buona percentuale di tetrasporici, più scarsi quelli monosporici, sormontanti una cellula subisodiametrica e contornati da cellule clavate.
Cheilocistidi 18,8 - 24,72 - 28,4 x 7,2 - 9,96 - 13,7 µm; bulbillo 3,2 - 3,63 - 4,7 µm, collo 2,2 - 3,23 - 3,8 x 1,0 - 1,53 -2,1 µm; lecitiformi, sormontanti una cellula subisodiametrica, solo raramente peduncolata.
Pileipellis di tipo imeniderma, formata da cellule sferopeduncolate 23,8 - 28,78 - 38,3 x 11,7 - 13,43 - 15,8 µm, Q.m. = 2,18; Vol. m. = 2914 µm3, ialine.
Peli pileici 2,0 - 3,2 - 3,7 µm, capilliformi, molto lunghi e sinuosi, scarsi. Lecitiformi non osservati.
Caulopellis di tipo cutis, composta da ife cilindriche, con diametro 5,7 - 7,70 - 15,5 µm, ialine, settate.
Caulocistidi tipo Mixtae. Lecitiformi 21,2 - 26,40 29,2 x 7,2 - 10,49 11,6 µm, bulbillo 3,5 - 3,83 - 4,6 µm collo 3,1 - 3,98 - 10,0 x 1,03- 1,61 - 2,38 µm, non molto numerosi, osservati fino al primo terzo dello stipite.
Peli caulinari 56,3 - 56,57 - 116,9 x 1,9 - 2,75 - 4,2 µm, capilliformi, lunghi e sinuosi, ialini, da scarsi ad abbondanti a zone.
Giunti a fibbia presenti, non abbondanti.
Reazioni chimiche: NH4OH negativo.

Osservazioni
C. macrospora possiede una caulopellis di tipo cute, accompagnata da cistidi di tipologie differenti (di tipo misto), formata da una quantità, anche se minima, di cistidi lecitiformi, estesi almeno fino ad un quarto della lunghezza dello stipite, frammisti ad altri, di tipologia più o meno fusiforme o subcilindrica, ed a peli più o meno lunghi estesi per quasi la totalità della lunghezza stipitale. Seguendo la sistematica adottata del dottor Hausknecht nella sua monografia (Hausknecht A. 2009), essa viene posta nella Sezione Mixtae, Sottosezione Pubescens, assieme ad altre quattro specie europee che andremo brevemente ad elencare, cercando di sottolineare i principali caratteri distintivi.
Conocybe pubescens (Gillet) Kühner 1935, spore in media 12,5-19,5 x 7,0-11,5 µm, basidi tetrasporici.
C. subpubescens P.D. Orton 1960, spore in media 10,9-14,1 x 6,3-7,9 µm, basidi tetrasporici.
C. pulchella (Velen.) Hauskn. & Svrček 1999, spore in media 12,4-15,2 x 6,9-9,1 µm, basidi tetrasporici.
C. merdaria Arnolds & Hauskn. 2003, spore in media 12,8-15,1 x 6,8-8,6 µm, basidi bisporici, raramente mono o tetrasporici.
Nella medesima sezione trovano posto altri cinque taxa extraeuropei che elenchiamo di seguito.
Le cinque specie extraeuropee sono: Conocybe mixta Singer 1952 e C. reticulatorugosa Singer 1952, dal South America. Conocybe curta (G.F. Atk.) Watling 1981, C. bulbifera (Kauffman) Romagn.1944, e C. cryptocystis (G.F. Atk.) Singer 1954 dal Nord America. Quest’ultima è sinonimizzata con Conocybe pubescens (Gillet) Kühner 1935.

Dati relativi alla raccolta
N. scheda: 5900. Data di ritrovamento: 13/12/2015. Località: Teramo. Comune: TERAMO. Coordinate geografiche: 338; III; TERAMO. Altezza s.l.m.: f. 1. Habitat: Vaso di piante con terriccio. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B. Data inserimento in erbario: 01/01/2016

Materiali e metodi
Lo studio è stato compiuto su materiale secco, reidratato e osservato in KOH 2%, ove necessario si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 6 % per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari. Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale senza tener conto dell’apiculo o, nel caso di spore inequilaterali, anche in proiezione frontale, ottenute da sporata o prelevate da altre zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature e senza tenere conto di eventuali ornamentazioni che, nel caso, si sono misurate a parte, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Le misure sottolineate si riferiscono alle medie. Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga1998. Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata ed i nomi degli Autori, abbiamo fatto riferimento a http://www.indexfungorum.org e http://www.mycobank.org.
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l’ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d’erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Bibliografia consultata
Bon M. 1992: D. Myc. TOME XXI, Cle monografique des speces GALERO – NAUCURIOIDES.
Breitenbach J. & F. Kränzlin 1995: Champignons de Suisse Tome 4.
Hausknecht A. 2009: Fungi Europaei. Conocybe & Pholiotina. Edizioni Candusso 2009.
Hausknecht A., Krisai-Greilhuber  & Voglmayr H. 2004: Type studies in North American species of Bolbitiaceae belonging to the genera Conocybe and Pholiotina. Österr. Z. Pilzk. 13, 2004.
Hausknecht A., Contu M. 2003: The Genus Galerella. A world-wide survey. Osten. Z. Pilzk. 12, 2003.
Index Fungorum: http://www.indexfung...Names/Names.asp.
Meusers M.: 1996: Clè de Espécies européennes des genres Conocybe et Pholiotina.
Noordeloos, M.E., Kuyper, Th.W., & Vellinga, E.C. (eds) 2005. Flora Agaricina Neerlandica 6. Coprinaceae, Bolbiticeae. Rotterdam: Balkema. 227 pp.

Bibliografia citata
Vellinga EC. 1988. Glossary. In C Bas, Th W Kuyper, ME Noordeloos, EC Vellinga (eds.). Flora Agaricina Neerlandica 1: 54-64. A.A. Balkema. Rotterdam.
Dal Web
http://www.indexfungorum.org
http://www.mycobank.org.
http://mycolim.free.fr

Forum di Micologia del Gruppo di Muggia e del Carso:
Conocybe macrospora http://goo.gl/fWWM8S
Conocybe pubescens http://goo.gl/IlBKjC
Conocybe subpubescens http://goo.gl/fC4r8u    

Conocybe macrospora

Conocybe macrospora

Conocybe macrospora

Conocybe macrospora

Spore di Conocybe macrospora - Photo by Marino Zugna

martedì 22 dicembre 2015

E' il momento degli auguri...

Carissimi amici,

Natale é arrivato, tra poco cominceremo le nostre Sante Feste e festeggeremo il Nuovo Anno.
Oramai le nostre uscite alla ricerca dei funghi sono solo ricordi, la stagione non é stata delle migliori ma siamo già pronti per iniziarne una nuova con la migliore grinta.
Vi ringrazio tutti per aver seguito i vari aggiornamenti sulla situazione micologica teramana, certo non tutti erano contenti ma noi tiriamo per la nostra strada fatta di educazione ed informazione, elementi che da soli fanno del cercatore anche un naturalista rispettoso.
Presto riprenderemo con i marzuoli e gli spinaroli ma per il momento godiamo della tranquillità e dell'affetto delle nostre famiglie, riposiamoci, mangiamo bene ed in allegria anche don due funghi porcini da scongelare.
Non mi dilungo ancora ed allora, cari amici, Buone Feste e Tantissimi Auguri di un Felice e Sereno 2016.

ciao

bruno


sabato 19 dicembre 2015

Peziza arvernensis Boud.

Scheda tratta dal sito dell'AMINT - Tutto Funghi

Peziza arvernensis Boud.

Tassonomia
Ordine Pezizales
Famiglia Pezizaceae

Foto e Descrizioni 
Ritrovamento effettuato in una giardino cittadino, sotto cedro, dove si presenta fedelmente da almeno tre anni. Il diametro degli ascomi andava dai 3 agli 8 cm. Coppette a volte ripiegate verso l'interno, tendono ad aprirsi, quasi spianarsi a maturità.

Microscopia
Aschi ottosporici, amiloidi, 225-290 x 15-19 micron. Parafisi sottili, multisettate, di lunghezza inferiore agli aschi, con apice dritto, in alcuni casi appena ingrossato. Spore ellittiche finemente e distinatamente verrucose, quelle immature appaiono "grossolanamente" biguttulate,particolare che scompare completamente in quelle mature. 18-20 x 8,5-10,5. Subimenio di colore bruno scuro alla lente, con struttura globoso-angularis, excipulm medullare pluristratificato, excipulum ectale anch'esso brunastro alla lente, costituito da ife che vanno dal globoso a piriformi allungate, rigonfie con radi e corti ciuffetti di peli che eccedono la struttura.

Note
Molte le specie simili per morfocromatismi che potrebbero essere confuse con P.arvernensis. Peziza varia ha spore 15x10, quindi nettamente più piccole, parafisi moniliformi e superfice esterna biancastra o grigio-brunastra chiara più o meno forforacea.
Peziza pseuvesiculosa ha imenoforo fulvo-brunastro, più o meno scuro, talora con riflessi violacei, e superfice esterna subliscia verso la base, forforacea all'orlo, spore 14-16(17) x 8-9 micrometri, ellissoidali, finemente verrucose, con molte piccole guttule (Fonte Medardi - Ascomiceti d'Italia).
Peziza subumbrina ha un diametro degli apoteci che vanno dai 10 ai 15 mm di diametro, spore più marcatamente e diversamente ornamentate ed diversa struttura del sub-imenio e dell'excipulum. (Fonte RdM, 2008 1:23-32 - Angela Lantieri).


Peziza arvernensis

Peziza arvernensis

Aschi con spore di Peziza arvenensis - Photo by Marino Zugna

altra raccolta determinata dall'amico Ubaldo Marulli
Aleuria arvernensis (Roze & Boud.) Gillet, Champignons de France, Discom. (8): 206 (1886) [1879]
Aleuria sylvestris Boud., Icon. Mycol. (Paris) 2: tab. 261 (1906)
Galactinia sylvestris (Boud.) Svrček, česká mykol. 16(2): 111 (1962)
Peziza silvestris (Boud.) Sacc. & Traverso, Syll. fung. (Abellini) 20: 317 (1911)
Ascomi raccolti e fotografati dall'amico Bruno de Ruvo in località Prati di Tivo il 15.09.2024, foto n°2238.
Microscopicamente si osserva quanto segue :
Aschi monotunicati, amiloidi, spore ellittiche con fini verruche, parafisi settate con apice rigonfio.                                              Misure:
Spore (15.1) 15.7 - 17.5 (17.9) × (7.😎 8.2 - 9.4 (9.6) µm
Q = (1.7) 1.8 - 2 (2.1) ; N = 19
Me = 16.7 × 8.8 µm ; Qe = 1.9
 Aschi 225.44 - 250.29  ×  11.13 - 11.3 µm
Apice delle parafisi 10.7 × 7.5 µm











venerdì 18 dicembre 2015

Peziza michelii (Boud.) Dennis

Peziza michelii (Boud.) Dennis

Tassonomia
Divisione Ascomycota
Classe Pezizomycetes
Ordine Pezizales
Famiglia Pezizaceae

Foto e descrizioni

Singoli o gregari su terreno argilloso sotto latifoglia. Apotecio 10-40 mm. di diametro, sessile, cupuliforme; superficie imeniale liscia, da violaceo-lilacino a fulvo-cannella con sfumature rosa-lilacine;  superficie esterna  grigiastra poi più o meno concolore, pruinosa; orlo da involuto a disteso-ondulato; carne ceracea, grigiastra, ingiallente a maturazione o alla frattura; latice poco abbondante, ialino, esposto all’aria vira al giallo-acido.

Peziza michelii

Peziza michelii

Peziza michelii

Asco con spore di Peziza michelii - Photo by Marino Zugna

mercoledì 16 dicembre 2015

Lachnellula subtilissima (Cooke) Dennis

Scheda redatta dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Lachnellula subtilissima (Cooke) Dennis, Persoonia 2(2): 184 (1962)

N. scheda: 3806
Data di ritrovamento: 30/03/2008
Località: Ceppo - abetaia secolare
Comune: Rocca Santa Maria
Coordinate geografiche: 339; III; TERAMO
Altezza slm: f. 4
Habitat: su corteccia e legno di abete rosso.
Determinatore: Zugna M.
Legit: de Ruvo B.


piccolissimi aschi di colore giallo con contorno quasi orlato di colore bianco vegetante su legno d'abete, la grandezza non supera i 2-3 mm di diametro.

Lachnellula subtilissima 

Lachnellula subtilissima 

Lachnellula subtilissima 

Lachnellula subtilissima 

Spore di Lachnellula subtilissima  - Photo di Marino Zugna

Mitrophora semilibera

Scheda fonte AMINT - Tutto Funghi

Mitrophora semilibera (DC.) Lév.

Tassonomia
Divisione Ascomycota
Classe Pezizomycetes
Sottoclasse Pezizomycetidae
Ordine Pezizales
Famiglia Morchellaceae

Etimologia
Dal latino semi e libera = libera a metà.

Nome italiano
Spugnola, Spugnola semilibera.

Ascocarpo
Di dimensioni e forma variabile 2,5-6(8) × 2-5(7) cm, con crescita tipicamente primaverile, la mitra si presenta generalmente di forma conica, talvolta arrotondata, con costolature longitudinali evidenti e marcate ed altre disposte traversalmente ma meno in rilievo, insieme formano gli alveoli. Le costolature verticali spesso sono disposte in modo rettilineo e sono sempre di colore più scuro del resto della mitra e possono attestarsi su toni decisamente nerastri in maturazione o con clima secco. La superficie esterna, che è anche la parte fertile dell'ascocarpo, può presentarsi con colorazioni alquanto variabili, da ocra-brunastro a bruno-grigiastro, bruno olivastro o bruno con sfumature rossastre. Nella parte interna e libera della mitra, che è ruvida e di colore biancastro nei giovani esemplari e crema pallido in maturazione, si trova la vallecola, ovvero il punto di inserzione al gambo, situata pressapoco nella metà superiore della sua lunghezza.

Gambo
3-7(9) × 1-2,5 cm, ruvido, delicatamente granuloso, cilindrico, talvolta schiacciato alle estremità e solcato nella sua lunghezza, colore biancastro, crema chiaro se imbevuto d'acqua o in vecchiaia, a volte con macchie rugginose verso la base, internamente è cavo, forforaceo e generalmente subconcolore alla parte esterna.

Carne
Esigua, fragile, moderatamente elastica nella mitra, fragile e un poco ceracea nel gambo; odore subnullo o leggermente spermatico; sapore gradevole, dolciastro o leggermente acidulo.

Habitat
Fruttifica in primavera, spesso accompagnata a esemplari di Morchella esculenta, nelle immediate vicinanze di corsi d'acqua quali fossi e canali e lungo il corso di fiumi e torrenti, sempre in prossimità di Pioppi, Olmi, Frassini, Biancospini, Testucchio (Acer campestre); fungo gregario e fedele negli anni al luogo di crescita.

Microscopia
Spore lisce, ampiamente ellittiche, misuranti 22-25 × 12-15 µm; aschi di forma cilindrica, ottosporici, non reagenti al Melzer (inamiloidi), parafisi settate, di forma cilindrica e con apice dilatato.

Commestibilità o Tossicità
Commestibile anche di buona resa e qualità previo consumo dopo adeguata cottura, infatti contiene sostanze termolabili che si annullano dopo prolungata esposizione alle alte temperature.

Somiglianze e varietà
Per la colorazione della mitra e per la morfologia in generale potrebbe essere confusa con Morchella elata (= Morchella conica); la diversa attaccatura della mitra al gambo, il diverso areale di crescita, generalmente sotto conifera, sono elementi che permettono di evitare l'errore determinativo. Altra possibile confusione potrebbe insorgere con esemplari tardivi di Verpa bohemica (= Ptycoverpa bohemica), l'inserzione della gambo alla mitra situato nella parte apicale e la disposizione delle costolature celebriforme permettono una facile distinzione su campo.

Osservazioni
Secondo alcuni Autori Mitrophora semilibera sarebbe collocata nel Genere Morchella, questi sostengono che la sola particolarità della disposizione della vallecola a circa metà, o anche fino a due terzi, della mitra non sia sufficiente per avallare un Genere a sè stante.
Preferiamo in questa sede proporlo differenziato, anche per la diversa morfologia degli alveoli e la consistenza della carne.
In letteratura esistono interpretazioni sulle diverse colorazioni pileiche e sulla morfologia, le quali hanno certamente contribuito a creare nuove entità.
Secondo alcuni Autori le specie con toni rossastri sono prerogativa di Mitrophora fusca, mentre le piccole dimensioni, specialmente nel rapporto gambo-cappello e le colorazioni più chiare con toni olivastri sono attribuibili a Mitrophora varisiensis, oltre per la conformazione delle parafisi senza rigonfiamento apicale e poco ramificate. Diversa interpretazione è data per Mitrophora gigas, la quale si manifesta con dimensioni imponenti e cappello bruno-marrone.

Secondo il nostro punto di vista queste differenze non sono sufficienti per proporre singole specie e sono probabilmente dovute alle diverse tipologie dell'areale di crescita, la diversa composizione del substrato e non ultime le condizioni ecologiche particolari. In un futuro, ormai vicino, le osservazioni dei caratteri filogenetici (DNA) ci permetteranno di avallare o meno queste discordanze.

Mitrophora semilibera

Mitrophora semilibera

Mitrophora semilibera

Mitrophora semilibera

Mitrophora semilibera

Aschi e spore di Mitrophora semilibera - Photo by Marino Zugna

martedì 15 dicembre 2015

Peziza proteana f. proteana (Boud.) Seaver

Scheda redatta dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Peziza proteana f. proteana (Boud.) Seaver, Mycologia 9(1): 1 (1917)

Classificazione: Fungi, Ascomycota, Pezizomycotina, Pezizomycetes, Pezizomycetidae, Pezizales, Pezizaceae, Peziza 

Basionimo: Galactinia proteana (Boud.) Sacc. & P. Syd. 1902

Sinonimi: 
Aleuria proteana Boud., (1899)
Peziza proteana (Boud.) Seaver, Mycologia 9(1): 1 (1917)

Descrizione macro “parzialmente desunta dalle fotografie della raccolta e dall'exsiccatum”.
Ascomi a forma di coppa, larghi fino a 50 mm, sessili, superficie imeniale liscia, da biancastra a grigiastra o anche rosata, ocra chiaro in vecchiaia e con il secco, superficie esterna liscia in basso, forforacea verso il margine dell’apotecio, da biancastra e con toni rosato fino a ocra, nocciola a maturità e con tempo secco, margine intero, ondulato alle volte parzialmente denticolato, carne biancastra, di consistenza elastica, non fragile, odore spermatico.
In alcuni esemplari, ai bordi esterni degli apoteci si sono notate delle tonalità giallastre, forse originate da una presenza di sostanze liquide, presenti negli esemplari freschi.
Descrizione micro:
Aschi: J+ all’apice, 200 - 250 x 8 - 10 µm, cilindrici, contenenti otto spore uniseriate, con base attenuata, pleurorinca.
Spore: (10,81) 11,23-12,305 (12,70) x (5,58) 5,722-6,214 (6,43) µm, in media 11,71 x 5,95 µm, Q. (1,72) 1,861-2,059 (2,16); Q. medio 1,97; ellittiche, con due guttule, verrucose, a volte crestate per congiunzione delle verruche ma mai a formare un vero e proprio reticolo, le guttule sono meno evidenti e alle volte non si notano affatto.
Parafisi:, larghe 2,5-3 µm, settate, non forcate e con terminale a volte ricurvo, allargato fino a 8 µm, contenente delle granulazioni giallastre colorantesi in blu con Blu Cotone Lattico
In un esemplare della raccolta, in cui la sezione della carne misurava 1500 µm abbiamo riscontrato 5 strati così differenziati:
Imenio spesso 250 µm.
1/ subimenio spesso 65-75 µm, formato da cellule a textura intricata con tendenza a globuloso angularis larghe 5-12 µm.
2/ excipulum medullare superiore spesso 600µm, a textura globulosa angularis, composta da cellule subglobose con diametro fino a 80-90 µm.
3/ excipulum medullare medio spesso 300 µm, a textura intricata disposta prevalentemente perpendicolare all’imenio, formata da ife cilindriche larghe 5 - 10 µm.
4/ excipulum medullare inferiore spesso 200 µm, a textura globulosa angularis, con cellule subglobose 60-90 µm, di diametro.
5/ excipulum ectale spesso 80-100 µm, composto da cellule subglobose con diametro 10-15 µm, contenenti un pigmento intracellulare giallastro.

Osservazioni: 
macroscopicamente la raccolta appare molto simile a Peziza petersii Berkeley 1875, tanto che, abbiamo avuto non poche perplessità prima di azzardare la determinazione proposta.
Da P. petersii, si discosta per alcune peculiarità macroscopiche, tra cui, la presenza di un siero giallognolo e dai colori degli apoteci, dissimili, anche se in non poche circostanze le due specie possono evocarsi.
Microscopicamente, il carattere che più si nota è la textura della carne formata da cinque strati e le parafisi contenenti granulazioni giallastre.
Dalle foto verrebbe da pensare ad una specie di color ocra-nocciola, in verità il colore iniziale è biancastro con tonalità che possono assumere sfumature grigiastre e/o rosate, come si nota in diversi esemplari nelle molteplici foto. Il colore ocra-nocciola viene a sorgere soltanto in seguito, quando, gli esemplari giungono a maturazione oppure per conseguenza di fattori climatici avversi. Da quanto ci risulta la forma proteana è poco comune, mentre, risulta molto più comune la forma sparassoides.

Dati relativi alla raccolta:
N. scheda: 3828; Data di ritrovamento: 09/05/2008; Località: Bosco del Bucione Santo Stefano; Comune: Torricella Sicura; Coordinate geografiche: 339; III; TERAMO; Altezza slm: f. 3; Habitat: in boshetto di quercia bruciato, tra i resti carboniosi.; Determinatore: Zugna M.; Legit: de Ruvo B.

Bibliografia:
Baiano, Filippa & Garofoli 2000: Ascomiceti interessanti del Nord Italia, Funghi non Delineati.
Breintenbach & Kranzlin 1984: Champignons de Suisse Tome 1.
Donadini J. C. 1981: Le genre Peziza dans la sud-est de la France.
Dougoud R. 2001: Clés des Discomycétes carbonicoles. Doc. Myc. Tome XXX Fasc. n° 120 - mars. 2001
Jamoni P.G., 1997: Lo studio del genere Peziza- Funghi e Ambiente 1997.

Monti, Marchetti, Gorreri, Franchi. 1992: Funghi e cenosi di aree bruciate - Indagine nell'ambiente del Parco, 1992, 1029

Peziza proteana f. proteana

Peziza proteana f. proteana

Peziza proteana f. proteana

Peziza proteana f. proteana

Peziza proteana f. proteana

Peziza proteana f. proteana

Spore di Peziza proteana f. proteana - Photo by Marino Zugna

Peziza proteana f. proteana