lunedì 18 novembre 2024

Leccinellum lepidum (H. Bouchet ex Essette) Bresinsky & Manfr. Binder 2003

Leccinellum lepidum (H. Bouchet ex Essette) Bresinsky & Manfr. Binder 2003 

scheda AMINT:
Leccinellum lepidum (H. Bouchet ex Essette) Bresinsky & Manfr. Binder 2003

Tassonomia:
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Boletales
Famiglia Boletaceae

Sinonimi:
Leccinum lepidum (H. Bouchet ex Essette) Bon & Contu 1990

Etimologia:
Dal latino leccìnus, a , um = relativo al Leccio (Quercus ilex L.; dal latino ìlex, ìlicis = leccio).
Dal latino lèpidus, a, um = piacevole, gradevole, delizioso; relativamente alla sua buona commestibilità o al suo aspetto.

Cappello:
5-15 cm, dapprima emisferico poi convesso, mai piano, margine regolare e leggermente eccedente, superficie mai liscia ma rugosa, gibbosa o bitorzoluta; cuticola facilmente asportabile quando è untuosa, viscosa per pioggia o tempo umido, meno asportabile quando diventa vellutata, feltrata e opaca con tempo secco. Il colore varia dal nocciola chiaro al bruno molto scuro con tendenza a schiarire diventando giallastro, giallo limone verso il margine.

Imenoforo:
Tubuli sottili, lunghi, liberi al gambo, giallo limone nei giovani, diventano poi giallo oro per assumere tonalità grigiastre o brunastre in età, olivastri in seguito alla completa maturazione delle spore; Grigio violacei al taglio. I pori sono inizialmente rotondi e minuscoli, diventano poi angolosi; sono concolori ai tubuli e si macchiano facilmente di grigio o bruno scuro alla manipolazione. Spore in massa di colore bruno olivastro.

Gambo:
6-12 × 2-5 cm dapprima obeso, poi cilindrico con ingrossamento nella parte mediana, a volte ricurvo, con base quasi radicante e infossata nel terreno. Colore di fondo giallo citrino o giallastro. La superficie presenta fini granulazioni in rilievo rilevabili anche al tatto; tali granulazioni sono giallastre nei giovani esemplari, poi scuriscono fino al brunastro in età diventando più visibili per contrasto col colore di fondo.

Carne:
Nel cappello è inizialmente soda, poi molle mentre è più dura e fibrosa nel gambo. Di colore biancastro con sfumature gialle, vira al taglio a un rosa molto leggero poi al rosa violaceo e infine al grigio; non presenta odori particolari e ha sapore dolce.

Habitat:
Tipico dei boschi di Querce sempreverdi dell’area mediterranea: Quercus suber L. (Quercia da sughero) e Quercus ilex L. (Leccio). Inizia a comparire in autunno e continua a crescere nei boschi a clima caldo e temperato per tutto l’inverno, fino agli inizi della primavera. La sua crescita è abbondante in alcune annate particolarmente favorevoli per pioggia e per temperatura mite.

Commestibilità e Tossicità:
Buon commestibile dopo adeguata cottura, si consiglia però di utilizzare solo gli esemplari non troppo maturi e di scartare il gambo, duro e fibroso. Non risulta che i generi Leccinum e Leccinellum annoverino specie velenose o non commestibili.

Specie simili:
In ambiente mediterraneo troviamo Leccinellum corsicum (Rolland) Bresinsky & Manfr. Binder, di dimensioni inferiori, legato al sottobosco di macchia che vive in stretta simbiosi con gli arbusti di Cisto: Cistus monspeliensis L.(Cisto di Montpellier), Cistus incanus L. (Cisto rosso), Cistus salviifolius L. (Cisto femmina), e che mostra un viraggio spesso più rossiccio, rispetto a quello più violaceo di Leccinellum lepidum.

Simile è anche Leccinellum crocipodium (Letell.) Della Maggiora & Trassin. con cuticola che tende a screpolarsi; quest’ultimo fungo cresce anche in ambienti non mediterranei ed è legato in simbiosi con alberi di Querce caducifoglie.

Note tassonomiche:
Il genere Leccinellum Bresinsky & Manfr. Binder è di recente istituzione, essendo stato introdotto nel 2003. Comprende alcune delle specie precedentemente appartenenti al "vecchio" genere Leccinum Gray 1821. La separazione è avvenuta facendo confluire nel nuovo genere le specie con carne giallastra, tenendo conto anche della diversità della corteccia del cappello. Similmente a quanto avvenuto ancor più recentemente per il nuovo genere Butyriboletus, istituito nel 2014, in cui sono confluite specie a carne giallastra che erano ascritte al genere Boletus.

Scheda AMINT tratta da Tutto Funghi









sabato 16 novembre 2024

Coprinellus saccharinus (Romagn.) P. Roux, Guy Garcia & Dumas 2006

 Coprinellus saccharinus (Romagn.) P. Roux, Guy Garcia & Dumas 2006

Coprinellus studiato dall'amico Ubaldo Marulli, sue le foto micro e analisi.

Campioni raccolti dall'amico Bruno de Ruvo il 17.01.2024 in località Fiumicino ,  Teramo.

Microscopia

Spore  ovoidali, alcune mitriformi, basidi tetrasporici, cheilocistidi da globulosi a ovoidali, pleurocistidi simili a cheilo ma più grandi. 

L'assenza di pileocistidi e caulocistidi  ci permette di distinguere questa specie dal sosia C. micaceus. Non ho potuto visionare le cellule del velo per mancanza di residui dello stesso sui campioni essiccati.

Misure sporali :

(6.9) 7.2 - 8.7 (10) × (4.4) 4.5 - 5.4 (6) µm

Q = (1.3) 1.5 - 1.8 (2) ; N = 26

Me = 8 × 4.9 µm ; Qe = 1.6













venerdì 15 novembre 2024

Dacrymyces variisporus McNabb, N.Z. Jl Bot. 11(3): 504 (1973)

 Dacrymyces variisporus McNabb, N.Z. Jl Bot. 11(3): 504 (1973)

nei momenti umidi e piovosi capita d'incontrare nei boschi d'abeti, nei rami caduti a terra, delle formazione globose, giallo aranciate, evidenti. Il loro scopo è quello classico dei funghi demolitori, restituire materiale alla Natura decomponendo resisui morti di vegetazione.
Si ringrazia Ubaldo Marulli per aver verificato la presenza di GAF che differenzia questo ritrovamento dal simile Dacrymyces stillatus.

Foto micro e analisi di Ubaldo Marulli

Basidioma fino a 4 mm di diametro, sessile, forma lenticolare,  colori come da foto.

Contesto gelatinoso,  di colore giallastro.

Campioni raccolti dall'amico Bruno de Ruvo, Foto 2111 del 21.03.2023 - Ceppo di Rocca Santa Maria , su rametti d'abete.

Microscopia:

Spore: (17.😎 18.5 - 21.9 (22.9) × (7.4) 7.7 - 9.7 (9.9) µm

Q = (1.9) 2 - 2.8 (3.1) ; N = 12

Me = 19.8 × 8.7 µm ; Qe = 2.3

 ellissoidali, a leggermente allantoidi, lisce, fino a sette setti 

Basidi  forcati, assenza di cistidi, sistema monomitico, presenza di giunti a fibbia.





















mercoledì 13 novembre 2024

Scytinostroma hemidichophyticum Pouzar, Česká Mykol. 20(4): 217 (1966)

 Scytinostroma hemidichophyticum Pouzar, Česká Mykol. 20(4): 217 (1966)

una Corticiacea trovata su Fagus sylvatica e determinata magistralmente da Ubaldo Marulli, sue le foto micro e descrizione. Sul campo il netto odore di naftalina aiuta la determinazione.

Campioni raccolti dall’amico Bruno de Ruvo su resti di faggio, in località Ceppo nel comune di Rocca Santa Maria (TE) il 04.02.2024, foto n°0159.

Basidiomi rerupinati che crescono su resti di latifoglie, colore in questa raccolta tendente al rosa, consistenza dura, diffficile da scalfire o staccare dal substrato, sistema ifale dimitico, ife generative con setti semplici, ife scheletriche destrinoidi con pareti spesse disposte verticalmente e con terminazioni ramificate. Basidi tetrasporici, gloeocistidi  di due forme, cilindracei ocon terminazioni a punte spesso schizopapillate.

Spore globulose, JKJ positivo con le seguenti misure : (5.7) 6.1 - 7 (7.3) × (4.9) 5.2 - 6.3 (6.6) µm

Q = 1 - 1,2 (1,3) ; N = 30

Me = 6,5 × 5,8 µm; Q = 1,1

Da segnalare l’odore di naftalina caratteristico di questa specie, apprezzabile però solo su campioni freschi.
















lunedì 11 novembre 2024

Calycina claroflava (Grev.) Kuntze [come 'clariflava'], Revis. gen. pl. (Lipsia) 3(3): 448 (1898)

 Calycina claroflava (Grev.) Kuntze [come 'clariflava'], Revis. gen. pl. (Lipsia) 3(3): 448 (1898)

ottimo studio da parte di Ubaldo Marulli di un bel ritrovamento. Ecco le foto macro, analisi di studio e foto micro.

Calycina claroflava (Grev.) Kuntze [come 'clariflava'], Revis. gen. pl. (Lipsia) 3(3): 448 (1898)

Sinonimia:
Bisporella claroflava (Grev.) Lizoň & Korf, Mycotaxon 54: 474 (1995)
Bisporella discedens (P. Karst.) S.E. Carp., Mycotaxon 2(1): 124 (1975)
Bisporella sulfurina (Quél.) S.E. Carp., in Korf & Carpenter, Mycotaxon 1(1): 59 (1974)
Calycella citrinicolor (P. Crouan & H. Crouan) Boud., Hist. Class. Discom. Eur. (Parigi): 95 (1907)
Calycella claroflava (Grev.) Boud., Hist. Class. Discom. Eur. (Paris): 95 (1907)
Calycella discedens (P. Karst.) Dennis, Kew Bull. [9](2): 320 (1954)
Calycella sulfurina (Quél.) Eur. (Paris): 95 (1907)
Calycella sulfurina var. brassicae Grelet, Revue Mycol., Paris 12(2): 63 (1947)
Calycina citrinicolor (P. Crouan & H. Crouan) Kuntze, Revis. gen. pl. (Leipzig) 3(3): 448 (1898)
Calycina discedens (P. Karst.) Kuntze, Revis. gen. pl. (Leipzig) 3(3): 448 (1898)
Calycina sulfurina (Quél.) Kuntze, Revis. gen. pl. (Leipzig) 3(3): 449 (1898)
Helotium citrinicolor P. Crouan & H. Crouan, Florule Finistère (Paris): 48 (1867)
Helotium claroflavum (Grev.) (Londra): 372 (1860)
Helotium discedens P. Karst., Hedwigia 28: 191 (1889)
Helotium sulfurinum Quél., Grevillea 8(n. 47): 116 (1880)
Peziza claroflava Grev., Fl. Edin.: 424 (1824)

Ascomi raccolti dall’amico Bruno De Ruvo su rametti di latifoglia il 03.02.2024, foto n° 0155, località fiume Vezzola Teramo.

Ascocarpi di piccole dimensioni, giallo limone, privi di peli, crescono su  legno di latifoglie, cosa particolare che fruttificano su resti di vecchi pirenomiceti.

Ho avuto parecchia difficoltà nella identificazione delle spore, forse esemplari molto giovani, comunque esse si presentano ialine dalla forma ellissoidale o subfusoide, a maturità monosettate con presenza di gocce citoplasmatiche, misurano 8,60-12,58 x 2,46-2,99mM., aschi ottosporici bitunicati JKJ debolmrnte positivo, 67,01-78,65x 6,65-6,78 mM., parafisi cilindracee senza rigonfiamenti apicali e con incrostazioni  citoplasmatiche.
















ulteriore ritrovamente determinato sempre da Ubaldo Marulli
Calycina claroflava (Grev.) Kuntze [come 'clariflava'], Revis. gen. pl. (Lipsia) 3(3): 448 (1898)
Sinonimia:
Bisporella claroflava (Grev.) Lizoň & Korf, Mycotaxon 54: 474 (1995)
Bisporella sulfurina (Quél.) S.E. Carp., in Korf & Carpenter, Mycotaxon 1(1): 59 (1974)
Calycella citrinicolor (P. Crouan & H. Crouan) Boud., Hist. Class. Discom. Eur. (Paris): 95 (1907)
Calycella claroflava (Grev.) Boud., Hist. Class. Discom. Eur. (Paris): 95 (1907)
Calycella sulfurina (Quél.) Eur. (Paris): 95 (1907)
Calycella sulfurina var. brassicae Grelet, Revue Mycol., Paris 12(2): 63 (1947)
Calycina citrinicolor (P. Crouan & H. Crouan) Kuntze, Revis. gen. pl. (Leipzig) 3(3): 448 (1898)
Calycina sulfurina (Quél.) Kuntze, Revis. gen. pl. (Leipzig) 3(3): 449 (1898)
Helotium citrinicolor P. Crouan & H. Crouan, Florule Finistère (Paris): 48 (1867)
Helotium claroflavum (Grev.) Berk., Outl. Brit. Fung. (Londra): 372 (1860)
Helotium sulfurinum Quél., Grevillea 8(n. 47): 116 (1880)
Peziza claroflava Grev., Fl. Edin.: 424 (1824)
Ascomi raccolti su resti di rovo e fotografati in modo impeccabile dal micofotografo Bruno de Ruvo in località Villa Ripa Teramo. foto n°3883 del16.12.24.
Piccoli apoteci larghi fino a 2mm., assenza di gambo e crescita su resti di vecchi pirenomiceti. Questi tre particolari escludono che si possa trattare di Bisporella citrina che non fruttifica su resti di pirenomiceti , è provvista di gambo  ed è anche più grande.
Microscopicamente si osservano aschi JKJ pos., 72.65 - 80.8 × 5 - 5.66 µm. e senza gaf basali, spore ellittiche leggermente ricurve, con setto centrale (9.5) 9.7 - 11.1 (11.5) × (1.7) 1.9 - 2.1 (2.2) µm
Q = (4.5) 4.6 - 5.9 (6) ; N = 9
Me = 10.4 × 2 µm ; Qe = 5.2
parafisi filiforni non settate.