Phanerochaete livescens (P. Karst.) Volobuev & Spirin, a Volobuev, Okun, Ordynets & Spirin, Mycol. Progetto 14 (n.80): 10 (2015)
Determinazione eseguita dall'amico Ubaldo Marulli, sue le foto e l'analisi micro.
Sinonimia:
Grandiniella livescens P. Karst., Hedwigia 34: 8 (1895)
Grandinia livescens (P. Karst.) Sacc., Syll. Fung. (Abellini) 12: 280 (1897)
Campioni raccolti su resti di acero dall’amico Bruno il 02.01.2026, foto n° 6697 in località Varano, Teramo.
Basidioma interamente resupinato spesso 670.8 - 846.4 µm, di consistenza membranosa, la superficie da liscia a leggermente tubercolato, i colori variano dal biancastro al crema-ochraceo, margini con presenza di fini ife biancastre.
Microscopia:
Spore: Ialine, lisce, da ellissoidali a cilindriche e leggermente concave, misurano
5.1 [5.9 ; 6.2] 7 × 2.4 [2.7 ; 2.9] 3.2 µm
Q = 1.8 [2.1 ; 2.2] 2.5 ; N = 30 ; C = 95%
Me = 6 × 2.8 µm ; Qe = 2.2
Basidi: Clavati, tetrasporici.
15.6 [17.5 ; 26.4] 28.2 × 2.9 [3.1 ; 4.4] 4.7 µm
Cistidi (Lamprocistidi): Da cilindrici a fusiformi, con parete spessa e apicalmente con incrostazioni di cristalli di ossalato di calcio, CaC2O4 )ho dovuto solubilizzarli in Hcl per poter visionare al meglio i vetrini)..
Sistema ifale monomitico, prive di giunti a fibbia
Nel subicolo si presentano in modo disordinato sono con pareti spesse e misurano 6.6 – 8.1µm, quelle sottoimeniali misurano 3.2 – 4,8µm,
Allego la descrizione originale (protologo) di Phanerochaete livescens ha una storia tassonomica particolare. Essa deriva dalla descrizione effettuata dal celebre micologo finlandese Petter Adolf Karsten nel 1894, il quale registrò originariamente la specie sotto il nome di Grandiniella livescens
Basidiocarpi annuali o biennali, effusi, spessi 0,2–0,4 mm, densamente membranosi o ceracei. Margine inizialmente densamente flocculoso, bianco, poi compatto, color crema pallido o ocra pallido, nei basidiocarpi persistenti talvolta distaccato. Superficie imenale inizialmente liscia, color crema, nei basidiocarpi più vecchi indistintamente tubercolata, screpolata accidentalmente, ocra pallida o sporca, agglutinata. Struttura ifale monomitica; ife senza ganci (ganci accidentali presenti solo sulle ife subicolari). Ife subicolari da leggermente a nettamente a pareti spesse (pareti fino a 2 μm di spessore), disposte irregolarmente, ramificate ad angolo acuto o retto, (4,2–) 4,4–7,5 (–7,8) μm (n = 40/3). Ife tramali e subimeniali con pareti sottili o ispessite (fino a 0,5 μm), per lo più disposte verticalmente, (3,0–) 3,1–4,4 (–4,5) μm (n = 40/3). Piccoli cristalli romboidali abbondanti tra le ife; materia resinosa talvolta presente come piccole goccioline oleose. Cistidi immersi o sporgenti fino a 25 μm, variabili da subulati o a forma di carota a lageniformi, che si assottigliano gradualmente verso la parte apicale, spesso con 1–3 setti avventizi, (36,4–) 37,4–77,3 (–84,3) × (5,3–) 6,0–11,3 (–12,4) μm (n = 100/5), apici appuntiti, pareti inizialmente sottili, nei basidiocarpi maturi ugualmente ispessiti (negli esemplari senescenti fino a 3 μm di spessore); Incrostazione apicale, che copre fino a un terzo dell'intera lunghezza del cistidio, solida, costituita da cristalli prismatici o romboidali scarsamente distinguibili. Talvolta presenti cistidi a parete sottile, strettamente claviformi o a forma di birillo, di origine subieniale, 18,3–40,2 × 4,0–6,0 μm (n = 8/2), sporgenti fino a 25 μm, non incrostati o con scarsa incrostazione apicale. Basidi a lunga clavatura, densamente disposti, (15,8–) 16,4–27,2 (–27,6) × (3,8–) 3,9–5,0 (–5,2) μm (n = 50/5). Basidiospore cilindriche, (4,9–) 5,2–7,6 (–8,1) × (2,3–) 2,4–3,3 (–3,4) μm (n = 160/5), L = 6,30, W = 2,74, Q' = (1,9–) 2,0–2,6 (–2,7), Q = 2,13–2,42, lato ventrale piatto o leggermente concavo; spore più lunghe leggermente sigmoidi






























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