martedì 3 febbraio 2015

Lycoperdon pyriforme Schaeff

Scheda tratta dal sito " Il Mondo dei Funghi "

Lycoperdon pyriforme Schaeff

Sinonimi

Lycoperdonpyriforme var. tessellatum Persoon (1801), Lycoperdon serotinum Bonorden (1857), Lycoperson pyriforme var. intumescens J. Kichx (1867), Utraria pyriformis(Schaeff.) Quèley /1873), Lycoperdon pyriforme var. icterinum Kalchbrenner (1877), Lycoperdon pyriforme var. serotinum (Bonord.) Hollòs (1904), Lycoperdon pyriforme var. usambarense Eichelbaum (1906), Lycoperdon pyriforme var- flavum Lloyd (1915), Lycoperdon pyriforme var. echinosporum Naveau ( 1923), Lycoperdon pyrifirme subsp. globosum Sosin (1952), Lycoperdon pyriforme var. globosum (Sosin) F. Smarda (1958), Morganella pyriformis (Schaeff.) Kreisel & D. Krüger (2003).
Volg.: Vescia a forma di pera

Etimologia:
Lycoperdon = peto (scoreggia) di lupo (dal greco lúkos = lupo e pérdomai = petare), per il modo in cui vengono disperse le spore. 
pyriforme = a forma di pera (dal latino) dalla forma a pera del fungo.

Sistematica: 
Regno: Fungi, Divisione: Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes,Subclasse: Gasteromycetidee, Ordine: Lycoperdales, Famiglia: Lycoperdaceae,Genere: lycoperdon, Specie: pyriforme.

Commestibilità:
Commestibile da giovane e, comunque, da consumarsi soltanto quando la gleba è ancora perfettamente bianca.

Descrizione: 
È una vescia che si riconosce facilmente per la caratteristica forma a pera rovesciata, per il crescere cespitoso, per l'habitat lignicolo e per l'esoperidio granuloso-verrucoso.
Il carpoforo misura 20-60 mm ed è piriforme, più o meno umbonato alla sommità e collegato con altri esemplari per mezzo di rizoidi bianchi ben visibili; la superficie esterna (esoperidio) è bianca, prima subliscia poi granuloso-verrucosa ed ornamentata da squamule appressate; con la maturazione volge al brunastro e perde gran parte delle ornamentazioni a partire dall'apice; l'endoperidio è di un crema opaco e di consistenza papiracea, a maturità si apre all'apice con un opercolo largo 4 o 5 millimetri, dal quale usciranno le spore mature; subgleba bianca persistente ed in parte confluente con la gleba sovrastante.
La gleba è inizialmente bianca per poi divenire verde-olivastra ed infine brunastra, con odore evocante quello del gas metano e con sapore mite-dolciastro.
Le spore, subglobose sono quasi lisce con sterigmi integri, misurano 3,3-4,4 micron e sono di colore bruno-oliva in massa.
Cresce cespitoso su legni in disfacimento, su vecchie radici interrate, occasionalmente sui rami o sui tronchi bruciati, dall'estate all'autunno con predilezione per Fagus sylvatica.


Possibilità di scambio:
È simile a molti altri gasteromiceti del genere Lycoperdon, ma basta osservare l'habitat legnoso per riconoscerlo facilmente. 

Lycoperdon pyriforme

Lycoperdon pyriforme

Lycoperdon pyriforme

Lycoperdon pyriforme

Lycoperdon pyriforme

Spore di Lycoperdon pyriforme - Photo by Marino Zugna

Lyophyllum deliberatum (Britzelm.) Kreis

Il Genere Lyophyllum possiede le seguenti caratteristiche:

Basidioma micenoide, collibioide, clitociboide, tricolomatoide, omogeneo. Veli assenti.
Pileo di varia forma, con colori non vivaci, da biancastro a grigio, bruno, nerastro, asciutto, talvolta igrofano.
Lamelle da adnate a subdecorrenti, bianche, grigie.
Stipite fibroso, cartilagineo, in alcune specie Fascicolato-connato. Carne in alcune specie virante al blu, nero alla manipolazione, spesso con odore Farinoso.
Spore in massa biancastre. Pileipellis tipo cutis, con pigmento parietale, intercellulare. Basidi siderofili (con granuli nerastri in carminio acetico).
Spore da lisce ad ornamentate, cianofile. Cheilocistidi generalmente assfenti Unioni a fibbia presenti
Ecologia: specie ectomicorriziche (L. decastes complex), saprotrofe, alcune antracofile o parassite di muschi.

Tossicità: specie commestibili e non.

Lyophyllum deliberatum (Britzelm.) Kreis

Lyophyllum deliberatum

Lyophyllum deliberatum

Lyophyllum deliberatum

Lyophyllum deliberatum

Lyophyllum deliberatum

Spore di Lyophyllum deliberatum - Photo di Marino Zugna

domenica 1 febbraio 2015

Pseudoclitocybe cyathiformis (Bull.) Singer

Scheda tratta dal Testo "Funghi d'Italia" Ed. Zanichelli

Pseudoclitocybe cyathlformis (Bull.) Singer
Pileo: 5-8 cm, da convesso-ombelicato ad imbutiforme, margine striato; superficie fortemente igrofana, bruno-bistro, poi, più chiara, grigio-brunastro col secco.
Lamelle: decorrenti, abbastan- za spaziate, grigiastre. Stipite: 5-10 x 0,5-1 cm, cilindrico e slanciato, bruno, percorso da fibrille grigio-biancastre.
Carne: bruno-grigiastra, con odore cianico e sapore simile. Spore: 8-10 x 6-7,5 ]lm, ellissoidali. Ecologia: autunno-inizio inverno in luoghi aperti, bordi stradali, sentieri erbosi, presso radure di latifoglie. Abbastanza comune. Non comm.

Pseudoclitoeybe obbata
(Fr.) Singer - Simile alla precedente presenta colorazioni leggermente differenti, brunastre ma con sfuma-

ture rossastre o rosate che sono presenti anche sulle lamelle, la carne ha odore subnullo. Radure presso latlfoglie. Non comm

 Pseudoclitocybe cyathiformis

 Pseudoclitocybe cyathiformis

 Pseudoclitocybe cyathiformis

 Pseudoclitocybe cyathiformis

 Pseudoclitocybe cyathiformis

 Pseudoclitocybe cyathiformis

Tricholoma scalpturatum (Fr.) Quélet

Tricholoma scalpturatum (Fr.) Quél. [= T argyraceum. (Bull.) Gill.]

Pileo: 4-6 cm; da emisferico-campanulato a piano, normalmente con largo umbone arrotondato,
margine a lungo involuto, poi steso, talvolta fessurato con l'età, ± ingiallente; superficie radialmen-
te fibrillosa-lanosa, decorata da fitte squamule grigie, grigio-brunastro (bianche nella 299 - f. al-
bum C.E. Hermos. et Jul. Sanchez) disposte concentricamente su fondo più chiaro; carattere di OO~ Josserand negativo.
Lamelle: smarginate, poco spazi ate, bianche, ± ingiallenti. Stipite: 3-6 x 0,5-1
cm; cilindrico, fibrilloso, cortina evanescente, presente solo in gioventù, biancastro, sfumato di gri-
gio, ± ingiallente al tocco e con l'età.
Carne: bianca, poi giallastra; odore e sapore nettamente farinosi.
Spore: 5,5-6,5 3-4 11m. Ecologia: tardo autunno; gregario in boschi misti.
Comune. Comm.

Tricholoma scalpturatum

Tricholoma scalpturatum

Tricholoma scalpturatum

Tricholoma scalpturatum

Tricholoma scalpturatum



Pluteus plautus (Weinm.) Gillet

Bellissimo fungo studiato dall'amico Marino Zugna del Forum AMB di Muggia appartenete ad un Genere con queste caratteristiche:
Basidioma eterogeneo; imenoforo non asportabile; velo universale e parziale assenti; lamelle libere; sporata rosa; trama lamellare bilaterale inversa; unioni a fibbia presenti o assenti; spore lisce, a parete non arniloide; poro germinativo assente; cheilocistidi e pleurocistidi presenti, in alcune specie uncinati all'apice (es Pluteus cervinus, Pluteus pellitus); pileipellis di tre tipi
Ecologia: specie saprotrofe, generalmente lignicole.
Tossicità: una specie velenosa (Pluteus salicinus), che induce una sindrome psicotropa allucinogena.

Pluteus plautus (Weinm.) Gillet

Pluteus plautus

Pluteus plautus

Pluteus plautus

Pluteus plautus

Pluteus plautus


Pluteus plautus

Pluteus plautus
Pluteus plautus


Spore di Pluteus plautus - Photo by Marino Zugna

Badhamia utricularis (Bull.)Berk.

Eccovi un bel Myxo

Badhamia utricularis

Badhamia utricularis

Badhamia utricularis

Badhamia utricularis
Eccovi un bel Myxo

Hapalopilus rutilans (Pers. : Fr.) Karsten 1899

Scheda tratta dal sito "Il Mondo dei Funghi"

Hapalopilus rutilans (Pers. : Fr.) Karsten 1899

Sinonimi
Hapalopilus rutilans 
Boletus rutilans Oersoon 1798, Poliporus rutilans (Pers.) Fries 1821, Hapalopilus nidulans (Pers.) Karsten 1881, Inonotus rutilans (Pers.) Karsten 1882, Leptoporus rutilans (Pers.) Quèlet 1886, Inodermus rutilans (Pers.) Quèlet 1888, Polystictus rutilans (Pers.) Bigeard & H. Guillemin 1913, Hemidiscia rutilans (Pers.) Làzaro Ibiza 1916, Phaeolus rutilans (Pers.) Bourdot & Galzin 1925.
Volg. Poliporo rutilante

Etimologia
Hapalopilus = con il cappello morbido (dal latino hapalus = morbido e pileos =berretto, cappello),
rutilans = rutilante, color oro rosso.

Sistematica
Regno : Fungi, Divisione : Amastigomycota, Subdivisione: Basidiomycota, Classe: Homobasidiomycetes, Sottoclasse: Aphyllophoromycetideae, Ordine: Polyporales, Famiglia: Phaeolaceae, Genere: Hapalopilus, Specie: rutilans.

Commestibilita'
Fungo tossico: può provocare una sindrome neurotossica centrale tardiva dovuta all’acido poliporico, irreversibile inibitore della deidrooratato deidrogenasi (DHO-DH).

Descrizione
Saprofita, abbastanza comune e frequente nei boschi di latifoglie (più raramente in quelli di aghifoglie) aggredisce rami e tronchi morti o caduti in terra producendo una carie bianca e filamentosa in grado di decomporre la sostanza lignea. In talune occa-sioni può estendere il proprio micelio alle parti ancora viventi dell'albero compor-tandosi in tal caso da fungo parassita.
Hapalopilus rutilans
I corpi fruttiferi di Hapalopilus rutilans sono sessili, dimidiati, a forma di mensola, fissati lateralmente al substrato, larghi una decina di centimetri e proiettati verso l'esterno per circa 5 centimetri. Margine ottuso e ondulato. La superficie pileica è finemente villosa ma poi glabrescente, priva di crosta e quindi piuttosto soffice, non zonata, uniformemente di colore ocraceo, bruno cannella, fulvo ramato. Tutto il carpoforo si tinge di viola carminio a contatto con basi forti come idrato di potassio (KOH).
Nella parte inferiore si trova la superficie imeniale costituita da tubuli monostratificati, relativamente lunghi ( 5 / 10 millimetri) a parete sottile rivestita di una pruina bianca-stra terminanti in pori, dello stesso colore del carpoforo, inizialmente rotondi, poi poligonali.
Carne inizialmente biancastra ma tendente, progressivamente, ad assumere la stessa colorazione del cappello o appena un poco più scura. La sua consistenza è umida e molliccia negli esemplari giovani, in seguito più coriacea e fibrosa. Odore e sapore gradevoli, dolciastri, debolmente anisato.
Spore ellissoidali, ialine, lisce; misurano 3 / 5 x 2 / 2,5 μm.
Fruttifica in estate e in autunno su tronchi o rami morti di latifoglie con prevalenza per Quercia, Frassino, Robinia, Faggio ma può trovarsi anche su legno morto di alcune conifere.

Possibilita' di Scambio
E’ specie che difficilmente può confondersi con altre se solo si presti attenzione al colore rosso-cannella o rosso-rame dell’intero basidio carpo, alla sua consistenza piuttosto morbida e umida, priva di crosta e infine al suo spettacolare e immediato viraggio al viola carminio non appena a contatto con potassio, con ammoniaco o con soda.


Hapalopilus rutilans

Hapalopilus rutilans

Hapalopilus rutilans

Hapalopilus rutilans

Hapalopilus rutilans

Hapalopilus rutilans

Fistulina hepatica e Hapalopilus rutilans

Fistulina hepatica e Hapalopilus rutilans