sabato 26 marzo 2022

Flammulaster limulatus (Fr. ex Weinm.) Watling

 Flammulaster limulatus (Fr. ex Weinm.) Watling

determinazione e foto micro di Marino Zugna
Scheda da Funghi Italiani

Etimologia:
L'epiteto Flammulaster deriva dal latino flámmula = fiammella e dal greco ἀστήρ [astér] = stella, per le decorazioni solitamente presenti sul cappello.L'epiteto limulatus deriva dal latino līmus [i] = fango, limo; per il colore del cappello.

Cappello:
Di dimensioni medio-piccole, fino a 3 cm, quasi emisferico nei giovani esemplari, diventa poi convesso con lo sviluppo, infine quasi piano. La superficie è color ruggine, cannella, granulosa.

Imenoforo:
Lamelle mediamente distanziate, panciute in posizione mediana, con presenza di di diversi ordini di lamellule, gialle all'esordio, poi macchiate di bruno ruggine a maturità pe rla sporata, il filo delle lamelle è spesso più scuro della faccia della lamella.

Gambo:
Stipite mediamente corto, 2-4 cm, con portamento lineare o ricurvo, brunastro con tonalità più chiare e giallastre all'apice, interamente rivestito con decorazioni analoghe a quelle presenti sul pileo.

Carne:
Bruno giallastra.

Habitat:
Specie saprotrofa che cresce su residui legnosi, rami, vecchie ceppaie, e segatura. Segnalato in letteratura scientifica sotto latifoglia con particolare predilezione per Fagus sylvatica.

Microscopia:
Tutte le specie del genere Flammulaster hanno struttura della cuticola con ife globose, rigonfie o cortamente cilindriche, più o meno catenulate.

Flammulaster limulatus ha cuticola di ife allungate, cortamente cilindriche, a salsicciotto, catenulate.

Spore (6,3) 6,9-8,3 (8,8) × (3,5) 3,6-4,1 (4,3) µm; Q = (1,6) 1,8-2,1 (2,3); N = 32; Media = 7,6 × 3,9 µm; Qm = 2,0; di profilo ellissoidale in proiezione frontale e nettamente faseoliformi in proiezione laterale, a parete di spessore medio, con poro germinativo non sempre ben visibile, ma presente.

I cheilocistidi sono abbondanti, riuniti anche in gruppi, largamente clavati.

GAF presenti in tutte le strutture osservate: alla base dei cheilocisitidi, nella caulopellis e pileipellis.

Commestibilità e tossicità:
Non commestibile.









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