giovedì 5 febbraio 2015

Psathyrella piluliformis (Bull.) P.D. Orton 1969

Scheda tratta dal sito dell'amico Salvatore Saitta

La Psathyrella piluliformis è un fungo molto comune che cresce a gruppi numerosi di esemplari fascicolati su legno morto di latifoglie (Fagus e Quercus), ceppi o tronchi, nei boschi, in autunno.
Il cappello, 1,5-6 cm, è da emisferico a campanulato-conico, poi convesso e appianato, talvolta con un largo umbone ottuso, con il margine ondulato, non striato, fibrilloso e poi appendicolato da leggeri resti di velo, con la superficie liscia, opaca, talvolta granulosa o rugosa, igrofana, di colore bruno-rosso scuro con il tempo umido, bruno-giallastro col secco, a partire dal centro.
Le lamelle sono più o meno adnate e fitte, di colore biancastro poi grigio-bruno chiaro e infine bruno-scuro, con il filo biancastro.
Il gambo, 3-9 cm di altezza, è robusto, cilindrico, talvolta ingrossato alla base, dritto o flessuoso, cavo, con la superficie fibrillosa, ornata da resti di velo in alto, brillante, di colore biancastro ma bruno-isabella verso la base.
La carne è bruno rossastra da umida, grigio brunastra col secco, con odore fungino debole.


La Psathyrella piluliformis è senza valore alimentare, ed è una delle più facili da determinare nel suo genere per il cappello igrofano, la mancanza di anello e la crescita fascicolata su legno.
Psathyrella piluliformis

Psathyrella piluliformis

Psathyrella piluliformis

Spore di Psathyrella piluliformis - Photo by Marino Zugna

ulteriore ritrovamento del 2024, studiato e determinato dall'amico Daniele Deschuyteneer, sue le foto micro:










Ulteriore ritrovamento studiato dall'amico Massimo Panchetti

Psathyrella piluliformis (Bull.) P.D. Orton, Notes R. bot. Gdn Edinb. 29(1): 116 (1969)
Basionimo:
Agaricus piluliformis Bull., Herb. Fr. (Paris) 3: pl. 112 (1783) [1782-83]
Sinonimi:
Agaricus hydrophilus Bull., Herb. Fr. (Paris) 11: pl. 511 (1791)
Agaricus spadiceus var. hydrophilus (Bull.) Fr., Epicrisis Systematis Mycologici: 66 (1838) [1836-1838]
Armillaria piluliformis (Bull.) Gillet, Hyménomycètes (Alençon): 80 (1874) [1878]
Bolbitius hydrophilus (Bull.) Fr., Hymenomyc. eur. (Upsaliae): 333 (1874)
Drosophila hydrophila (Bull.) Quél., Enchiridion Fungorum in Europa media et praesertim in Gallia Vigentium: 116 (1886)
Drosophila hydrophila var. piluliformis (Bull.) Quél., Enchiridion Fungorum in Europa media et praesertim in Gallia Vigentium: 116 (1886)
DATI DELLA RACCOLTA
Si riportano i dati del legit Bruno de Ruvo: foto 6183 -6185 del 23. 11. 2025, raccolta in Abetemozzo – Torricella Sicura (TE).
La specie, frequente e molto riconoscibile, si presenta cespitosa in grandi ceppi anche di 10/15 esemplari ed è molto riconoscibile per il cappello lucido, non striato, sui 12 mm., color marrone-aranciato, lucido, con resti di velo parziale solo attorno al cappello o in forma di pseudo-cortina fibrosa, tenace solo negli esemplari giovani.
DATI DELLA MICROSCOPIA
Spore: (4.4) 4.7 - 5.4 (5.😎 × (2.7) 2.9 - 3.4 (3.9) µm; Q = (1.3) 1.5 - 1.7 (1.9) ; N = 50; Me = 5.1 × 3.2 µm ; Qe = 1.6; ellissoidali, faseoliformi, lisce, molto chiare, con poro visibile non in tutte le spore.
Pleurocistidi e Cheilocistidi: entrambi numerosi, otriformi, lageno-otriformi ad apice ottuso, in alcune subcapitato, ialini alcuni a parte sottile altri più spessa; la parete è in genere più spessa negli elementi claviformi-subsferoidali presenti su tutto il filo.
Pilepellis: tipicamente imeniforme in più strati di cellule clavate, piriformi.
Caulipellis: rilevati scarsi caulocistidi per lo più cilindrici, clavati, contorti.
DATI DETERMINATIVI
Il riconoscimento della specie è facilmente deciso già a livello macro, mentre la microscopia è utile a dirimere eventuali dubbi, anche se l’unica altra Psathyrella che si presenta con aspetto simile è data per un habitat di conifere mentre la presente raccolta è relativa a faggio/quercia; inoltre P. laevissima ha un odore grato molto particolare di cui però non è possibile testimoniare l’assenza visto che l’esame è avvenuto esclusivamente su materiale essiccato. Gli elementi come le spore pressoché ialine, faseoliformi e molto piccole, la forma dei cistidi imeniali sono dunque una facile conferma di specie.
Vale la pena di accennare ad un fatto nomenclaturale per una specie che a lungo è stata individuata come Psathyrella hydrophila (tra l’altro Kits v. Wav, la riporta infatti nella sua sezione Hydrophilae del subgenere Psathyra, caratterizzata da specie le cui spore sono < 7,5 µm.); tutto discende dal doppio epiteto usato da Bulliard per lo stesso fungo, uno determinato nel 1783 e l’altro dieci anni dopo; siccome il più antico è proprio piluliformis, per l’ICN è corretto usare questo, anche se a lungo la specie è stata conosciuta con il nome posteriore il quale, semplicemente, ha avuto maggiore fortuna del nome corretto.
Si determina, dunque, la raccolta come:
Psathyrella piluliformis (Bull.) P.D. Orton




























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