martedì 3 marzo 2015

Boletus rhodopurpureus Smotl.

Determinazione solo da foto grazie agli amici Antonio Gennari e Marino Zugna

Scheda redatta dall'AMINT


Boletus rhodopurpureus Smotl.
=Boletus purpureus ss. Auct.

Tassonomia 
Divisione Basidiomycota
Boletus rhodopurpureus
Classe Basidiomycetes
Ordine Boletales
Famiglia Boletaceae
Genere Boletus
Sezione Luridi

Nome italiano
Scarpon, Ferone, Battiferro, Ferrigno, Gambarello.

Sinonimi
Boletus purpureus ss. auct.

Etimologia
Dal latino purpureus = purpureo, per il suo colore.

Cappello
5-25 cm, emisferico poi convesso, carnoso e spesso. Orlo involuto poi disteso che rimane eccedente nell'adulto. Cuticola inizialmente leggermente vellutata poi liscia, lucida specialmente a tempo umido, difficilmente separabile, di colore giallo chiaro ma ben presto giallo-rosa, rosa intenso, carminio, rosso cupo o bruno porpora. A maturità completa il colore è molto carico rosso-bruno-nerastro.

Tubuli
Tubuli poco alti, più corti presso il gambo dal quale sono liberi o appena appoggiati. Dapprima di un bel colore giallo, poi bruno oliva, bluastri al tocco. Pori piccoli, rotondi o poco angolosi, dapprima gialli ma presto di un bel rosso vivo, scarlatti e diventano bluastri al minimo tocco.

Gambo
15-20 × 4-8 cm, ovale o piriforme poi più o meno cilindrico ma sempre un po' bulboso alla base. Lo sfondo giallo-arancio è rivestito da un reticolo giallo intenso che presto diventa rosso intenso. A maturità i colori diventano più cupi volgendo al bruno-porpora, bluastro se appena sfiorato.

Carne
Inizialmente soda ma presto tenera e spugnosa, gialla, rosso-carminio persistente alla base, subito azzurra all'aria e poi lentamente rosso-cupo ed infine grigio-verde pallido. Odore fruttato, sapore leggermente acidulo.

Habitat
Solitario o a piccoli gruppi, cresce in estate, nelle zone aperte dei boschi di latifoglie, dove più facilmente filtra il sole, specialmente faggi e le querce, generalmente non oltre i 1000 m s.l.m.

Microscopia
Spore fusiformi, ellittiche, lisce, guttulate, con apicolo evidente, di colore bruno-olivaceo in massa. Misure sporali rilevate su n. 32 misurazioni,  11,6-13,9 × 5,0-5,9 µm; Q = 2,2- 2,7; media 12,9 × 5,5 µm; Qm = 2,4.
Basidi, clavati, tetrasporici.
Cistidi di forma fusiforme ed anche simili ad un’anfora con la parte alta assottigliata.
Pileipellis, formata da un tricoderma di ife intrecciate, cilindriche, larghe, settate, con terminali alzati e con apice arrotondato.
Caulocistidi a forma di anfora.
Non sono stati osservati giunta a fibbia in nessun elemento.
Commestibilità e tossicità
Certamente molto velenoso da crudo, ma anche se ben cotto può causare in alcuni soggetti, particolarmente sensibili, disturbi gastrointestinali. Alcuni autori lo danno come commestibile dopo lunga prebollitura, ma è consigliabile astenersi dal consumarlo, perché la prolungata cottura non contribuisce certamente a migliorare le sue qualità gastronomiche perchè si tratta di un fungo a cui guardare sempre con forte sospetto di rischio tossicologico.

Osservazioni
Si tratta di una specie fortemente policromatica e quindi camaleontica, per questo motivo intorno alla stessa sono state create numerose specie vicine, varietà o semplici forme come Boletus f. xanthopurpureus e Boletus f. polypurpureus rinviamo alla lettura di opere monografiche specialistiche per un approfondimento sistematico e tassonomico dell'intero gruppo.

Somiglianze e varietà

Si confonde con il Boletus rhodoxanthus, che presenta il cappello inizialmente crema giallastro-biancastro e carne del gambo gialla immutabile. Boletus luteocupreus con cappello giallastro crema-rosato al centro poi rossastro-laterizio è un'altra spece vicina e confondibile con Boletus rhodopurpureus.
Boletus rhodopurpureus


Boletus rhodopurpureus

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